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Come fare i Travesseiros: sfoglia croccante e ripieno alle mandorle

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Informazioni nutrizionali

100g
dose
410
calorie

Come fare i Travesseiros: sfoglia croccante e ripieno alle mandorle

  • 50 minuti
  • Serves 6
  • Hard

Directions

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I Travesseiros de Sintra sono uno dei dolci più iconici del Portogallo, nati nella cittadina collinare di Sintra, non lontano da Lisbona. Il nome significa “cuscini” e descrive la loro forma allungata e gonfia, ottenuta avvolgendo una farcia ricca di mandorle in un rettangolo di pasta sfoglia che in cottura si solleva e si stratifica.

La ricetta moderna è legata alla pasticceria di Casa Piriquita, che nel Novecento ne ha codificato la versione diventata simbolo locale. Tecnicamente non è un semplice fagottino: l’equilibrio si gioca tra la fragranza della sfoglia e un ripieno cremoso ma non liquido, a base di mandorle, zucchero e uova.

La sfoglia deve risultare asciutta e croccante, con strati ben separati; il ripieno, morbido e leggermente umido, deve mantenere struttura senza fuoriuscire.

Ingredienti per 6 persone – 8 travesseiros

  • 500 g pasta sfoglia di alta qualità

Per il ripieno

  • 200 g mandorle pelate e finemente macinate
  • 150 g zucchero
  • 2 uova medie
  • 30 g burro morbido
  • Scorza grattugiata di limone
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia

 

  • Zucchero a velo per finitura

 Ingredienti (per circa 650 g di sfoglia, sufficiente per 8–10 travesseiros)

Per il pastello (détrempe)

  • 300 g farina 00 (meglio W 260–300 se disponibile)
  • 180 g acqua freddissima
  • 6 g sale
  • 30 g burro morbido (facoltativo ma consigliato per elasticità)

Per il panetto (beurrage)

  • 250 g burro di ottima qualità, 82% grassi, freddo ma plastico
  • Farina per spolvero q.b.

Inizia dal pastello. Metti la farina in ciotola, aggiungi sale e acqua freddissima, poi impasta il minimo indispensabile per ottenere un composto omogeneo. Se inserisci i 30 g di burro morbido, incorporalo alla fine: rende l’impasto più elastico e meno soggetto a strappi durante la laminazione. Non impastare come pane: qui non cerchi forza muscolare, cerchi un impasto liscio e coerente. Forma un rettangolo, avvolgi e fai riposare in frigo 45 minuti: questo rilassa il glutine e ti evita una sfoglia nervosa che “si ritira”.

Ora prepara il panetto di burro. Mettilo tra due fogli di carta forno e battìlo con il mattarello finché ottieni un rettangolo di circa 15×20 cm, spesso 8–10 mm. Il punto non è schiacciarlo a caso: deve diventare plastico, cioè piegabile senza rompersi, ma sempre freddo. Se il burro è troppo duro, si spezza e buca gli strati; se è troppo morbido, scappa fuori.

Passaggio chiave: allineare le temperature. Pastello e burro devono avere una consistenza simile: freddi, ma lavorabili. Se tocchi e senti che uno è molto più morbido dell’altro, fermati e riequilibra con 10–15 minuti in frigo.

Stendi il pastello in un rettangolo grande circa 2 volte il panetto. Appoggia il burro al centro e chiudi “a busta”, sigillando bene i bordi. A questo punto hai il pacco pronto per la laminazione: lavora sempre su piano leggermente infarinato e spolvera via l’eccesso, perché la farina intrappolata tra gli strati li incolla.

Stendi il pacco in lunghezza fino a circa 55–60 cm, con uno spessore attorno a 7–8 mm. Non schiacciare in modo aggressivo: vai per passate, ruotando spesso e controllando che i lati restino diritti. Se vedi che l’impasto oppone resistenza o si restringe, è segno che si sta scaldando o che il glutine è in tensione: riposo, non forza.

Fai la prima piega a tre (come una lettera): porta un terzo verso il centro e sovrapponi l’altro terzo sopra. Hai fatto il primo giro. Ruota di 90° (sempre nello stesso verso), avvolgi e riposo in frigo 30–40 minuti.

Ripeti: stendi di nuovo allo stesso spessore e fai seconda piega a tre. Riposo 30–40 minuti.

Ripeti ancora: terza piega a tre. Riposo 45 minuti.

Con tre giri a tre ottieni già una sfoglia molto valida; se vuoi un risultato più fine e “da pasticceria”, fai un quarto giro (sempre con riposo). Il controllo è semplice: se a metà lavorazione vedi burro che affiora o impasto che si scalda, il frigo non è un optional, è la salvezza.

Quando hai finito, lascia la sfoglia riposare almeno 1 ora in frigo prima di usarla. Questo riposo finale stabilizza gli strati e migliora lo sviluppo in forno.

Procedimento

Prepara il ripieno lavorando le mandorle macinate con lo zucchero e la scorza di limone. Aggiungi le uova una alla volta, mescolando fino a ottenere una crema densa ma fluida, capace di mantenere forma su cucchiaio. Incorpora il burro morbido e la vaniglia: il composto deve risultare omogeneo, non granuloso.

Stendi la pasta sfoglia fredda su un piano leggermente infarinato fino a uno spessore di circa 3 mm. Taglia rettangoli di circa 12 × 10 cm.

Disponi al centro di ogni rettangolo una striscia generosa di ripieno, lasciando libero un bordo per la chiusura. Ripiega la sfoglia sopra la farcia formando un cilindro schiacciato, sigilla bene i bordi premendo con le dita e poi con una forchetta.

Sistema su teglia rivestita di carta forno con la chiusura verso il basso. Pratica un piccolo taglio superficiale al centro per permettere al vapore di fuoriuscire.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 190 °C per 20–25 minuti, finché la superficie è dorata e la sfoglia ben sviluppata. Il colore deve essere uniforme, non pallido.

Sforna e lascia raffreddare leggermente. Spolvera con zucchero a velo solo prima di servire.

Tempi

Preparazione 25 minuti
Cottura 25 minuti
Tempo totale 50 minuti

Valori nutrizionali per 100 g

Calorie 410 kcal
Proteine 7 g
Carboidrati 38 g
Grassi 26 g

Abbinamento vino

Con i Travesseiros si abbina un Moscatel de Setúbal di José Maria da Fonseca, capace di sostenere la mandorla e l’aroma agrumato, oppure uno Champagne Extra Brut di Pierre Gerbais, la cui tensione e finezza puliscono la ricchezza della sfoglia al burro.

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