Un gioiello etrusco riaffiora dopo secoli: la corona d’oro di Belora torna alla luce
Un enigma archeologico lungo quasi quattro decenni sta finalmente per trovare una risposta. L’8 marzo, nel nuovo Centro Espositivo Riparbella Antica (C’ERA), sarà esposta per la prima volta la misteriosa corona aurea etrusca proveniente dalla necropoli di Belora, in provincia di Pisa.
Scoperta nel 1986 e rimasta a lungo frammentaria, la corona è stata finalmente ricomposta dagli archeologi e rappresenta uno dei più straordinari esempi di gioielleria etrusca di epoca ellenistica. Sarà il pezzo forte della nuova esposizione, che raccoglierà circa 50 reperti provenienti da questo importante sito, da sempre considerato un punto nevralgico degli scambi commerciali e culturali tra Etruria e Mediterraneo.
Un ritrovamento casuale, ma di importanza straordinaria
La corona non fu scoperta durante uno scavo regolare, ma venne alla luce fortuitamente sotto forma di un grumo di terra contenente scagliette e lamine d’oro. Fin da subito, gli archeologi intuirono che si trattava di un reperto eccezionale, ma fino ad oggi il pubblico non aveva mai avuto la possibilità di vederla nella sua forma originale.
Grazie a un lungo e meticoloso lavoro di ricostruzione, la corona è stata assemblata in tutte le sue parti:
- Le foglie d’oro, in particolare di alloro e olivo, sono state riposizionate sulla banda di lamina liscia
- Al centro è stata ricollocata una rosetta dai numerosi petali
- Ai lati, vicino alle tempie, compaiono placche sbalzate con motivi legati al culto dei morti
Alcune laminette saranno esposte singolarmente, per permettere ai visitatori di ammirare ogni dettaglio dell’eccezionale lavorazione orafa etrusca.
Un nuovo museo per raccontare Belora e il suo ruolo nell’Etruria
Il nuovo Centro Espositivo Riparbella Antica (C’ERA) avrà il compito di raccontare la storia e il mistero della necropoli di Belora, un insediamento etrusco che controllava i traffici tra Volterra e il mare, lungo la valle del fiume Cecina.
Molti dei reperti rinvenuti a Belora sono stati dispersi nel corso dei secoli e si trovano oggi in musei di tutta Europa, ma gli scavi moderni hanno permesso di recuperare pezzi fondamentali per la ricostruzione della vita quotidiana e delle pratiche funerarie di questo importante centro etrusco.
Tra gli oggetti che saranno esposti nel nuovo museo, oltre alla corona aurea, figurano:
- Corredi funerari completi, tra cui uno femminile di alto livello sociale
- Lucerne, balsamari in vetro e un rarissimo balsamario in cristallo di rocca di produzione alessandrina
- Strumenti di uso quotidiano e ornamenti personali
Un patrimonio da riscoprire e valorizzare
Il museo aprirà con un allestimento a rotazione, che permetterà di aggiornare continuamente le esposizioni e di ricostruire progressivamente la storia di Belora e della sua necropoli.
Il progetto rappresenta un passo importante nella valorizzazione del patrimonio etrusco della Toscana, gettando nuova luce su un sito archeologico ancora poco conosciuto, ma dal valore inestimabile.
