Realco verso lo spezzatino: Conad si prende i primi supermercati, ma oltre 450 lavoratori restano in bilico
La lunga crisi di Realco, storica cooperativa della distribuzione con sede a Reggio Emilia e proprietaria delle insegne Sigma, Ecu ed Economy, entra nella fase decisiva. All’asta organizzata dal Tribunale di Bologna per la cessione degli asset del gruppo è arrivata una sola offerta per il lotto più importante tra quelli messi in vendita: quella presentata congiuntamente da Conad Nord Ovest e Conad Centro Nord, che si sono aggiudicate nove supermercati e cinque immobili per un valore di circa 22 milioni di euro.
L’operazione rappresenta il primo tassello del piano di salvataggio della cooperativa emiliana, ma lascia ancora aperti numerosi interrogativi sul destino di centinaia di dipendenti e sulla futura configurazione della rete commerciale.
Conad unica offerente per il lotto da 22 milioni
Secondo quanto emerso dalla procedura competitiva autorizzata dal Tribunale di Bologna, il lotto acquisito comprende:
- 9 supermercati con relativi rami d’azienda;
- 5 immobili di proprietà;
- punti vendita con superfici comprese tra circa 400 e oltre 1.000 metri quadrati.
L’offerta presentata dalle due cooperative del sistema Conad è stata l’unica formalmente depositata entro i termini previsti.
Per il sistema Conad si tratta di un’operazione coerente con una strategia di crescita che negli ultimi anni ha visto numerose acquisizioni e consolidamenti territoriali. Conad Nord Ovest, da sola, controlla oggi una rete di circa 587 punti vendita e sviluppa oltre 5,3 miliardi di euro di giro d’affari.
Tanti interessati, ma nessuna offerta
Nelle settimane precedenti all’asta il mercato aveva dato quasi per scontata una forte competizione sugli asset Realco.
Tra i gruppi accostati al dossier figuravano:
- Carrefour;
- Crai;
- Selex;
- Lidl;
- Eurospin;
- Gruppo VèGè;
- Distribuzione Italiana;
- Migros.
Alla prova dei fatti, però, nessuno di questi operatori ha presentato offerte sul lotto aggiudicato a Conad.
Gli osservatori della grande distribuzione ritengono che abbiano pesato diversi fattori: la necessità di investimenti per il rilancio dei punti vendita, la situazione finanziaria del gruppo e l’incertezza legata alla futura riorganizzazione della rete.
Il piano di concordato entra nella fase decisiva
Parallelamente all’asta, Realco depositerà presso il Tribunale di Bologna il proprio piano di concordato preventivo in continuità indiretta.
L’obiettivo è consentire la prosecuzione temporanea dell’attività aziendale per il tempo necessario a completare le cessioni e massimizzare il valore degli asset ancora disponibili.
Secondo quanto dichiarato dagli advisor della procedura, la continuità operativa diretta di Realco dovrebbe terminare entro la fine di luglio 2026, data entro la quale verrà organizzata una nuova procedura competitiva per il restante patrimonio aziendale.
Cosa resta ancora da vendere
La partita è tutt’altro che chiusa. Sul mercato restano infatti:
- numerosi supermercati della rete;
- altri immobili commerciali;
- la sede direzionale di Reggio Emilia;
- la piattaforma logistica;
- ulteriori attività operative del gruppo.
Si tratta probabilmente della fase più delicata dell’intera operazione, perché sarà proprio dall’esito delle prossime vendite che dipenderà la tutela occupazionale della maggior parte dei lavoratori.
Oltre 450 dipendenti attendono risposte
L’acquisizione da parte di Conad garantisce il passaggio di circa trenta lavoratori impiegati nei due punti vendita gestiti direttamente da Realco inclusi nel lotto ceduto.
Ma il vero nodo resta occupazionale. Attualmente la crisi coinvolge:
- oltre 450 dipendenti diretti Realco;
- circa 1.000 lavoratori dell’indotto tra logistica, servizi e fornitori.
Le organizzazioni sindacali hanno confermato che nelle ultime settimane sono stati erogati gli ammortizzatori sociali per i dipendenti dei punti vendita già chiusi e per parte del personale di sede, mentre per la piattaforma logistica è stato attivato un contratto di solidarietà.
La vertenza approderà nuovamente al tavolo regionale nei prossimi giorni, dove istituzioni, sindacati e azienda cercheranno di individuare soluzioni per contenere l’impatto sociale della crisi.
Perché il caso Realco interessa tutta la GDO
La vicenda va ben oltre i confini dell’Emilia-Romagna.
Realco controllava infatti una rete di circa 130 supermercati distribuiti principalmente nel Nord Italia attraverso le insegne Sigma, Ecu ed Economy. La sua crisi rappresenta uno dei più significativi processi di ristrutturazione della distribuzione italiana degli ultimi anni.
Per Conad l’operazione rafforza ulteriormente una posizione già dominante in molte aree del Paese. Per i concorrenti, invece, la prossima asta potrebbe rappresentare l’ultima occasione per acquisire quote di mercato e punti vendita già avviati.
La vera partita si giocherà quindi nelle prossime settimane: da un lato il destino degli asset ancora invenduti, dall’altro quello di centinaia di lavoratori che attendono di sapere se la crisi Realco si trasformerà in un rilancio industriale oppure in uno dei più pesanti ridimensionamenti occupazionali recenti della grande distribuzione italiana.
