Pandorogate parte 35: Chiara Ferragni nel Mirino della Giustizia, Indagini anche sulle Uova di Pasqua
Recenti sviluppi vedono Chiara Ferragni, nota influencer italiana, al centro di un’indagine della Procura di Milano. L’accusa? Truffa aggravata, un’accusa che non riguarda solo la vicenda del pandoro Pink Christmas di Balocco, ma anche le uova di cioccolato Dolci Preziosi e una bambola di Trudi, chiamata “Mascotte Chiara Ferragni”.
Questo intricato caso è emerso giovedì scorso, quando la Procura milanese ha presentato un atto davanti al Procuratore Generale della Cassazione. L’obiettivo è risolvere una disputa sulla competenza nell’indagare il caso del dolce natalizio prodotto da una nota azienda dolciaria con sede in provincia di Cuneo. La Ferragni si ritrova così a rispondere di tre diversi episodi, insieme ai rappresentanti legali delle aziende coinvolte.
Il Procuratore Aggiunto di Milano, Fusco, ha sottolineato l’importanza di chiarire la competenza investigativa, soprattutto in relazione al pandoro Pink Christmas. Gli altri due casi, le uova di cioccolato e la bambola, prodotti in collaborazione con l’azienda friulana Trudi (acquisita nel 2019 dalla Giochi Preziosi con sede a Milano), sono stati portati all’attenzione come ulteriori esempi di un presunto reato che, originariamente classificato come frode in commercio, è stato poi riclassificato come truffa aggravata.
Ora la questione è nelle mani del Sostituto Procuratore Generale della Suprema Corte. Da notare che l’unica Procura ad aver sollevato la questione di competenza, richiedendo gli atti relativi al pandoro, è quella di Cuneo, guidata da Onelio Dodero. Finora, l’esposto del Codacons relativo alla campagna del 2020 per raccogliere fondi contro il Covid attraverso una “capsule collection” in collaborazione con Oreo non è ancora giunto ai pm milanesi.
Gli avvocati di Chiara Ferragni si dicono “totalmente certi della sua assoluta innocenza”, fiduciosi che le indagini lo dimostreranno.
Parallelamente, la Cerealitalia I.D. SpA, proprietaria del marchio Dolci Preziosi, comunica di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale riguardo al coinvolgimento di Ferragni nell’inchiesta, ribadendo il proprio impegno a collaborare con le autorità competenti.
