Nonostante l’Inflazione, Lo Spumante Italiano Brilla nelle Feste: 333 Milioni di Bottiglie Pronte a Essere Stappate
L’atmosfera delle festività natalizie non sembra scalfita dall’inflazione, specialmente quando si tratta di spumante. Secondo le ultime stime diffuse da Ismea e Unione italiana vini, nel mondo verranno stappate ben 333 milioni di bottiglie di spumante, delle quali 95 milioni soltanto in Italia. Nonostante la produzione di bollicine italiane si avvicini al miliardo annuo, quest’anno si attesterà a 936 milioni, con una predominanza dell’export (70%).
Si prevede che il 2024 possa segnare il superamento di questa soglia. Rispetto all’anno precedente, i consumi restano stabili, ma se confrontati con il 2019, si registra un incremento del 24%.
L’Osservatorio Ismea-Uiv ha sottolineato una tendenza degli italiani a non rinunciare allo spumante nonostante il caro vita, optando però per tipologie di prodotto più economiche. In base alle analisi di Nielsen, Ismea e Uiv, si nota un aumento degli acquisti di spumanti economici, come quelli prodotti con il metodo charmat, sia varietali che di annata (+7,5%, stimati a 206 milioni per il 2023), a discapito delle denominazioni italiane più prestigiose, che registrano un calo del 3% (727 milioni di bottiglie).
Nonostante questo, l’inflazione ha inciso sul prezzo degli spumanti italiani, che mostra un incremento medio del 5%. Lo spumante italiano continua a essere un articolo fortemente orientato all’export, con vendite che negli ultimi dieci anni sono triplicate. Gli Stati Uniti rimangono il principale acquirente, con un aumento del 351% in valore, seguiti da Regno Unito (+350%), Germania (+42%), Francia (+416%) e Polonia (+983%). Tuttavia, nel 2023 si osserva un rallentamento in questa crescita esponenziale.
I dati di Ismea e Unione italiana vini mostrano che nei primi nove mesi dell’anno l’export di spumanti ha registrato una flessione del 3,1% in volume, ma un aumento del 2,5% in valore a causa dell’inflazione. Invece, per quanto riguarda il vino in generale, l’export al terzo trimestre del 2023 ha segnato un lieve calo, sia in termini di volumi (-0,2%) che di fatturato (-1,9%), fermandosi a 5,65 miliardi di euro.
Le Dop incontrano difficoltà (volumi a -3,8%), mentre crescono le vendite di vino sfuso (+18,9% in volume), influenzate dalla diminuzione dei prezzi alla produzione, che hanno ridotto il valore medio di circa il 14%. Tra i principali mercati di esportazione del vino italiano, gli Stati Uniti continuano a riscontrare difficoltà (volumi a -12,8%, valori a -9,5%), mentre la Germania chiude in positivo (+12,4% nei volumi), grazie a grossi ordini di vino sfuso. Il mercato britannico rimane stabile e la Svizzera registra una lieve contrazione. Complessivamente, si nota un divario crescente tra la domanda dell’Unione Europea (volumi a +9,3%) e quella extra-Ue (-9,2%).
