Mais 2023: Tra Difficoltà e Innovazione, la Sfida Continua nel 2024
Nel 2023, il settore del mais in Italia ha registrato una situazione di difficoltà, un trend che sembra proseguire anche nel 2024. Nonostante un incremento della produzione da 4,7 a 5,3 milioni di tonnellate, il volume prodotto copre meno della metà del fabbisogno nazionale. Per la prima volta in 160 anni, le aree coltivate sono scese sotto i 500.000 ettari, con una previsione di ulteriore riduzione del 6% quest’anno, e un calo ancora più marcato, del 12%, nel Nord Est.
Durante la Giornata del Mais 2024, organizzata dal Crea di Bergamo e alla quale hanno partecipato ricercatori e figure chiave del settore, è emerso che la soluzione potrebbe essere nell’agricoltura rigenerativa. Questo approccio, che coniuga sostenibilità ambientale ed economica, prevede una maggiore attenzione al suolo, alla sua fertilità e alla sostanza organica, integrando innovazioni tecnologiche e l’approccio dell’agricoltura biologica.
Nicola Pecchioni, direttore del Crea Cerealicoltura e Colture Industriali, ha sottolineato l’importanza della ricerca in questo ambito, non limitandosi al solo supporto alla coltivazione e alle filiere. Il mais potrebbe rappresentare una coltura chiave per il bilancio carbonico delle aziende agricole, grazie alla sua capacità produttiva superiore rispetto ad altri seminativi nazionali.
Le nuove biotecnologie giocano un ruolo fondamentale in questo contesto, consentendo lo sviluppo di varietà adatte all’agricoltura rigenerativa. I dati del monitoraggio della Rete Qualità Mais coordinata dal Centro Cree di Bergamo hanno evidenziato una significativa riduzione del contenuto di aflatossine nei campioni di mais, passando dal 26% nel 2022 a solo il 7% nel 2023, un segnale positivo verso il miglioramento della qualità del prodotto.
