Tour della Borgogna in macchina: cosa vedere in 4 giorni
La Borgogna in autunno ha qualcosa di irresistibile. I vigneti passano dal verde all’oro, le colline si accendono di rosso e rame, i villaggi medievali ritrovano la quiete dopo l’estate e dalle cucine delle trattorie arrivano profumi di vino rosso, funghi e carne brasata. È la stagione giusta per attraversare questa parte della Francia in macchina, fermandosi davanti a un’abbazia romanica, entrando in una cantina o percorrendo una strada secondaria senza una meta troppo precisa.
Questo itinerario di quattro giorni attraversa la Borgogna da sud a nord, partendo da Cluny e Tournus, risalendo verso Beaune e la Côte de Beaune, per raggiungere Vézelay, Noyers-sur-Serein e infine Chablis. Non è soltanto un viaggio nel vino: abbazie millenarie, castelli, borghi fortificati e paesaggi rurali hanno la stessa importanza delle grandi denominazioni.
Le distanze sono abbastanza contenute da permettere un viaggio piacevole, ma non tutte le visite possono essere concentrate in quattro giornate, soprattutto se si parte dall’Italia la mattina del primo giorno. Le tappe principali disegnano il percorso; quelle secondarie offrono alternative secondo il tempo disponibile, gli interessi e gli orari dei monumenti. Un’ora trascorsa a passeggiare tra i vigneti di Volnay può valere più di tre cantine visitate in fretta.
Il percorso: dalla Borgogna meridionale fino a Chablis

Il viaggio segue una progressione geografica semplice: Cluny, Tournus, Brancion e Cormatin nella Saône-et-Loire; Beaune e i vigneti della Côte de Beaune nella Côte-d’Or; Vézelay, Noyers-sur-Serein e Chablis nel dipartimento dell’Yonne.
L’auto permette di raggiungere villaggi e monumenti che sarebbero complicati da collegare con i mezzi pubblici. Le strade più belle, inoltre, sono spesso quelle secondarie: attraversano piccoli centri agricoli, costeggiano muretti di pietra e si arrampicano tra boschi e filari.
Per le tre notti conviene scegliere Cluny o Tournus, Beaune e Vézelay, riservando l’ultimo giorno a Chablis e al viaggio di ritorno. Chi preferisce una giornata finale interamente dedicata al vino può invece dormire la terza notte a Chablis.
L’itinerario è particolarmente piacevole tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre, quando il fogliame assume tonalità intense. Non esiste però una settimana garantita: l’andamento delle temperature e delle piogge modifica ogni anno il calendario dei colori. Dopo la caduta delle foglie, il paesaggio diventa più spoglio, ma le abbazie e i villaggi conservano tutto il loro fascino.
Giorno 1: Cluny, Tournus, Brancion e il castello di Cormatin
Il viaggio comincia nella Borgogna meridionale, dove il paesaggio è fatto di colline morbide, pascoli, piccoli villaggi e campanili romanici. È una Borgogna molto diversa dalle celebri vigne della Côte d’Or, meno monumentale nei prezzi e spesso più generosa nei ritmi.
Cluny e l’abbazia che dominava l’Europa medievale

La prima tappa è Cluny, cittadina raccolta intorno ai resti di una delle abbazie più potenti della cristianità medievale.
Fondata nel 910, l’Abbazia di Cluny diventò il centro di una rete monastica che esercitò un’enorme influenza religiosa, culturale e politica. La terza chiesa abbaziale, iniziata nell’XI secolo, fu per secoli tra i più grandi edifici religiosi dell’Occidente.
Oggi rimane soltanto una parte del complesso originario, smantellato in larga misura dopo la Rivoluzione francese. Il transetto superstite, le torri e gli ambienti monastici restituiscono comunque l’impressione delle dimensioni dell’antica abbazia.
La visita merita almeno un’ora e mezza, soprattutto se si dedica tempo anche al museo e alla ricostruzione degli spazi perduti. Dopo, una passeggiata tra le case medievali e le strade del centro permette di scoprire una cittadina piacevole, con botteghe, piccole piazze e facciate romaniche.
Da ottobre a marzo l’abbazia è normalmente aperta dalle 9:30 alle 17:00, con ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Il biglietto combinato per abbazia e museo costa 11 euro. Il monumento rimane chiuso, tra le altre date, il 1° e l’11 novembre: due festività particolarmente importanti per chi organizza un viaggio autunnale.
Château de Cormatin: il Seicento tra saloni dorati e giardini
A poca distanza da Cluny si trova lo Château de Cormatin, una delle residenze più spettacolari della Borgogna meridionale.
Costruito a partire dal 1606, conserva appartamenti del XVII secolo con soffitti dipinti, dorature, arredi e decorazioni di grande ricchezza. Particolarmente impressionante è lo scalone monumentale, mentre all’esterno si estendono giardini geometrici, specchi d’acqua, boschetti e un labirinto di bosso.
È una visita diversa da quella di Cluny: meno austera, più teatrale, piena di dettagli decorativi. L’interno richiede una visita guidata di circa un’ora; per i giardini servono almeno altri 30-45 minuti.
Nel 2026 il castello rimane aperto fino al 2 novembre, con ulteriori aperture il 10 e l’11 novembre. Il biglietto completo per adulti costa 14,50 euro. Nella prima metà di ottobre gli orari mattutini sono più limitati durante la settimana, mentre dalla seconda metà del mese si torna anche alle visite del mattino.
Brancion: un borgo medievale rimasto (quasi) intatto

Brancion, nel territorio di Martailly-lès-Brancion, è uno dei borghi più suggestivi della Borgogna meridionale.
Le case di pietra, le stradine irregolari e le fortificazioni formano un piccolo complesso medievale che sembra aver attraversato i secoli con poche concessioni alla modernità. La chiesa romanica di Saint-Pierre, con gli affreschi medievali, è il monumento più interessante, insieme ai resti del castello e ai panorami sulle campagne circostanti.
In autunno le colline acquistano sfumature calde e la luce del pomeriggio valorizza particolarmente le facciate in pietra. Una passeggiata di 45-60 minuti permette di esplorare il borgo con calma.
Il villaggio si visita liberamente, mentre l’accesso ad alcuni ambienti del castello segue un calendario stagionale. È un’ottima sosta anche quando il castello non è aperto.
Tournus e l’Abbazia di Saint-Philibert
Tournus, sulle rive della Saona, merita una visita per la sua straordinaria abbazia romanica.
La chiesa di Saint-Philibert, sviluppata tra XI e XII secolo, conserva una navata dalla struttura inconsueta, una cripta suggestiva e un complesso monastico che comprende chiostro e altri ambienti storici.
L’interno colpisce per la pietra chiara, le volte possenti e la luce che filtra tra le finestre. Non è una chiesa decorata per stupire con oro e marmi: la sua bellezza sta nella forza dell’architettura.
Dopo la visita si può raggiungere il centro storico, passeggiare lungo il fiume e fermarsi a cena in uno dei ristoranti della cittadina. Tournus possiede una lunga tradizione gastronomica ed è una buona base per il pernottamento.
La visita autonoma della chiesa è distinta dalle visite guidate, organizzate secondo calendario. La domenica mattina le celebrazioni religiose possono limitare l’accesso turistico.
Come organizzare la prima giornata
Cluny, Cormatin, Brancion e Tournus occupano facilmente una giornata intera. Se si arriva nel pomeriggio, la soluzione migliore è scegliere Cluny e una seconda tappa, lasciando le altre al prossimo viaggio. Cormatin richiede tempi di visita precisi e non si presta a una sosta improvvisata di venti minuti.
Per la prima notte sono comode Cluny, se si vuole restare nell’atmosfera dei borghi romanici, oppure Tournus, più pratica per riprendere la strada verso Beaune la mattina seguente.
Giorno 2: Beaune e la Côte de Beaune, tra grandi vini e villaggi
Il secondo giorno conduce verso il cuore più celebre della Borgogna vinicola. Il paesaggio cambia progressivamente: compaiono le colline ordinate della Côte d’Or, i muretti che separano le parcelle e i nomi delle denominazioni che hanno reso famosi Pinot Noir e Chardonnay.
Beaune e gli Hospices: i tetti più belli della Borgogna
Beaune è una cittadina compatta, piacevole da visitare a piedi e ricca di edifici storici, enoteche e ristoranti.
Il monumento imperdibile è l’Hôtel-Dieu, conosciuto come Hospices de Beaune, fondato nel 1443 da Nicolas Rolin e Guigone de Salins. Il cortile interno, con i tetti ricoperti da tegole smaltate dai colori geometrici, è una delle immagini simbolo della Borgogna.
All’interno si visitano la grande sala dei malati, la farmacia, le cucine e gli ambienti che ricostruiscono la vita dell’antico ospedale. Da non perdere anche il polittico del Giudizio Universale di Rogier van der Weyden.
Calcolate almeno un’ora per il museo, meglio qualcosa in più se amate l’architettura e la storia. Il centro merita poi una passeggiata tra le strade intorno a Place Carnot, la collegiata di Notre-Dame e le antiche mura.
Fino al 15 novembre 2026 l’Hôtel-Dieu è aperto dalle 9:00 alle 19:30, con ultimo accesso alle 18:30. Dal 16 novembre l’orario diventa spezzato, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:30.
La Cité des Climats et Vins de Bourgogne
Chi vuole comprendere perché due parcelle confinanti possano produrre vini tanto diversi può dedicare una parte della giornata alla Cité des Climats et Vins de Bourgogne, alla periferia di Beaune.
Il percorso espositivo racconta geologia, vitigni, storia e cultura dei climats, gli appezzamenti viticoli delimitati che costituiscono il cuore dell’identità borgognona.
Non sostituisce una passeggiata tra le vigne, ma aiuta a leggere ciò che si vedrà lungo la strada. Nell’autunno 2026 la visita è disponibile tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, con ingresso adulto a 14,50 euro.
Pommard: il volto più vigoroso del Pinot Noir
Da Beaune si raggiunge rapidamente Pommard, piccolo villaggio circondato da vigne celebri.
Qui il Pinot Noir ha tradizionalmente una struttura più robusta rispetto ai rossi di Volnay, con frutta scura, spezie e tannini che possono richiedere diversi anni per ammorbidirsi.
Una passeggiata tra le stradine e i vigneti nei pressi del paese permette di cogliere la relazione strettissima tra le abitazioni, i muri e le parcelle.
Una degustazione guidata è particolarmente interessante se permette di confrontare un Pommard Village con un Premier Cru, osservando come cambiano struttura e profondità.
Volnay: eleganza tra i vigneti
Pochi chilometri più a sud si trova Volnay, celebre per Pinot Noir floreali, raffinati e spesso dotati di una splendida trama tannica.
Il paese è minuscolo, ma il paesaggio merita una sosta. Le vigne si sviluppano sui pendii che salgono alle spalle delle case, con panorami particolarmente suggestivi durante il foliage.
I Premier Cru Clos des Chênes, Taillepieds e Caillerets dimostrano quanto Volnay possa essere anche strutturato e longevo, oltre che elegante.
L’ideale è fermarsi senza fretta, passeggiare ai margini del paese e godere della luce del pomeriggio sulle colline.
Meursault: il regno dello Chardonnay
Meursault è una delle tappe più desiderate dagli appassionati di bianchi borgognoni.
Il villaggio, con le facciate in pietra e la bella piazza centrale, è circondato da vigneti che producono Chardonnay ricchi di agrumi, frutta gialla, nocciola e una struttura spesso cremosa.
Perrières, Genevrières e Charmes sono i nomi da conoscere, ma anche un buon Meursault Village può offrire un’esperienza memorabile.
Per una degustazione conviene prenotare un appuntamento in cantina prima del viaggio. Le aziende più famose non ricevono necessariamente visitatori senza preavviso e molte non propongono visite turistiche regolari.
Una soluzione più semplice è scegliere una maison o una struttura di degustazione attrezzata, confrontando due o tre vini della Côte de Beaune.
Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet: due deviazioni per gli appassionati
Chi dispone ancora di tempo può proseguire verso Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet, i villaggi che condividono alcuni dei più prestigiosi vigneti bianchi del mondo.
Il celebre Montrachet occupa una piccola porzione di collina, ma la sua fama ha raggiunto ogni continente. Percorrere le strade tra le vigne e riconoscere i nomi sulle indicazioni dei climats è già un’esperienza interessante, anche senza entrare in una cantina.
Sono però tappe alternative, non obbligatorie. Chi ha già visitato gli Hospices e fatto una degustazione a Meursault può concludere serenamente la giornata a Volnay, tornando a Beaune per cena.
Dove dormire a Beaune
Beaune è la base più pratica per la seconda notte. Il centro si visita a piedi e offre una buona scelta di ristoranti ed enoteche, senza la necessità di riprendere l’auto dopo cena.
Tra gli indirizzi da considerare c’è l’Hostellerie Cèdre & Spa, in Boulevard Maréchal Foch, una struttura elegante con parcheggio privato a pagamento e spa.
Chi preferisce contenere il budget può cercare un hotel nel centro cittadino oppure nelle immediate vicinanze, controllando soprattutto la disponibilità di parcheggio. La posizione conta più di un arredamento particolarmente lussuoso: la sera è piacevole poter uscire a piedi.
Giorno 3: Château de La Rochepot, Vézelay e Noyers-sur-Serein
Il terzo giorno è quello dei paesaggi più diversi e degli spostamenti più lunghi. Si lascia la Côte de Beaune e si risale verso l’Yonne, attraversando colline, boschi e piccoli centri rurali.
La tappa fondamentale è Vézelay. La Rochepot e Noyers-sur-Serein completano il percorso, ma richiedono una partenza mattutina e soste ben organizzate.
Château de La Rochepot: il castello delle fiabe
Poco a sud-ovest di Beaune, il Château de La Rochepot domina il paese dall’alto di uno sperone roccioso.
Le torri, i tetti di tegole colorate e le mura gli conferiscono un aspetto scenografico, particolarmente bello quando le colline circostanti assumono i colori autunnali.
Il castello è legato alla storia dei signori di Borgogna e venne profondamente restaurato tra XIX e XX secolo.
Nel 2026 non è aperto alle visite turistiche ordinarie. Rimane quindi una sosta da apprezzare dall’esterno, scegliendo i punti panoramici consentiti lungo le strade pubbliche del paese.
Non servono ore: una fermata fotografica e una breve passeggiata sono sufficienti prima di riprendere il viaggio verso nord.
Vézelay: la collina eterna e la basilica di Sainte-Marie-Madeleine
Vézelay è una delle tappe più emozionanti della Borgogna, un villaggio medievale costruito su una collina che domina il paesaggio del Morvan.
La strada principale sale lentamente verso la Basilica di Sainte-Marie-Madeleine, straordinario monumento romanico legato ai pellegrinaggi medievali e inserito nel Patrimonio mondiale UNESCO.
L’interno è celebre per il grande portale scolpito del nartece, i capitelli e il rapporto tra architettura e luce. La basilica possiede un’imponenza sobria, ben diversa dalle grandi cattedrali gotiche francesi.
Dopo la visita conviene raggiungere la terrazza alle spalle dell’edificio. Da qui lo sguardo si apre sulle colline, sui boschi e sulla campagna. In autunno il panorama può essere magnifico, soprattutto nelle giornate limpide.
La basilica è normalmente aperta tutti i giorni dalle 7:00 alle 20:00, con apertura alle 8:00 il lunedì. Durante le celebrazioni religiose la visita turistica viene sospesa o limitata; la domenica mattina, in particolare, occorre rispettare l’orario della messa.
Vézelay merita almeno due ore, meglio un pomeriggio intero se si desidera visitare con calma il borgo, i piccoli negozi e i punti panoramici.
Il vino di Vézelay: uno Chardonnay poco conosciuto
Vézelay non è soltanto una meta religiosa. Le colline circostanti producono uno degli Chardonnay più interessanti della Borgogna settentrionale.
La piccola denominazione Vézelay AOC è dedicata ai vini bianchi da Chardonnay, generalmente freschi, agrumati e floreali, con una struttura asciutta che li distingue dagli stili più ricchi della Côte de Beaune.
Tra i produttori da conoscere figurano Domaine de la Cadette e Domaine de la Croix Montjoie, riferimenti utili per chi desidera scoprire una Borgogna meno celebrata ma ricca di personalità.
Una degustazione può essere una bella alternativa a una visita culturale aggiuntiva, soprattutto se il viaggio è centrato sul vino.
Noyers-sur-Serein: case a graticcio e vicoli medievali
Noyers-sur-Serein è uno dei borghi medievali più suggestivi dell’Yonne.
Il paese conserva case a graticcio, portici, facciate in pietra e strade che sembrano uscite da un libro illustrato. Il fiume Serein accompagna l’abitato e aggiunge scorci particolarmente piacevoli durante l’autunno.
La passeggiata attraversa Place du Marché au Blé, le stradine del centro e i resti delle antiche fortificazioni. Le facciate lignee e le botteghe artigiane meritano più attenzione di qualsiasi percorso affrettato tra un monumento e l’altro.
L’ideale è dedicare al borgo almeno un’ora e mezza. Nel tardo pomeriggio, quando la luce scalda il colore della pietra, Noyers diventa particolarmente fotogenico.
Chi arriva tardi può anche scegliere di rimandare la visita: Vézelay ha una tale ricchezza architettonica e paesaggistica da meritare da sola la seconda parte della giornata.
Dove dormire tra Vézelay e Chablis
Per la terza notte Vézelay è la scelta più suggestiva. Pernottare nel borgo permette di godersi l’atmosfera serale, quando i visitatori giornalieri sono ripartiti e le strade tornano silenziose.
Un indirizzo storico è l’Hôtel de la Poste et du Lion d’Or, affacciato su Place du Champ de Foire.
Se invece l’obiettivo principale è dedicare più tempo alle degustazioni del quarto giorno, Chablis diventa una base più efficiente. In questo caso si può visitare Noyers nel tardo pomeriggio e proseguire fino all’hotel.
Giorno 4: Chablis, grandi bianchi e ritorno verso l’Italia
L’ultima tappa è Chablis, nel nord della Borgogna, dove lo Chardonnay assume una personalità completamente diversa rispetto a Meursault.
Il paesaggio è fatto di colline ordinate, vigneti esposti al sole e piccoli corsi d’acqua. L’autunno arriva qui con temperature generalmente più fresche rispetto alla Borgogna meridionale e con una luce limpida che mette in risalto i filari.
Chablis e il centro storico
Il paese di Chablis si sviluppa lungo il fiume Serein, con un centro raccolto, ponti, edifici storici e numerose maison vinicole.
Una passeggiata tra le strade del centro permette di scoprire un borgo che ha costruito la propria identità intorno alla produzione del vino bianco.
Non possiede la monumentalità di Vézelay o Cluny, ma ha un’atmosfera piacevole e una forte tradizione gastronomica.
Se si visita il paese durante la Fête des Vins di ottobre, il centro diventa molto più animato, con stand e degustazioni.
I vigneti Grand Cru di Chablis
Per comprendere Chablis bisogna salire verso la collina dei Grand Cru, che domina la cittadina.
Qui si trovano i celebri climats Les Clos, Vaudésir, Valmur, Grenouilles, Les Preuses, Bougros e Blanchot, capaci di dare Chardonnay strutturati e longevi.
È una passeggiata panoramica particolarmente interessante in autunno, quando il contrasto tra i filari dorati e il paesaggio circostante rende la collina una delle immagini più belle del viaggio.
Il terreno calcareo-marnoso del Kimmeridgiano e il clima relativamente fresco contribuiscono alla tensione dei vini, che privilegiano spesso limone, mela verde, fiori, note gessose e una notevole acidità.
Dove degustare il vino a Chablis

Per una degustazione conviene scegliere un produttore o una maison che offra visite prenotabili. Tra i nomi più conosciuti figurano William Fèvre, Jean-Paul & Benoît Droin, Christian Moreau e Domaine Laroche.
Le disponibilità per le visite cambiano e non tutte le aziende ricevono turisti individuali. Una buona alternativa è prenotare un percorso di degustazione presso una struttura specializzata del centro, dove confrontare Petit Chablis, Chablis Village, Premier Cru e Grand Cru.
L’esperienza più utile non è necessariamente assaggiare il vino più costoso: mettere accanto uno Chablis giovane e un Premier Cru permette già di capire quanto struttura e profondità possano cambiare all’interno dello stesso territorio.
La Cité des Climats et Vins de Bourgogne di Chablis
Un’altra possibilità è la Cité des Climats et Vins de Bourgogne, in rue de Chichée.
Il percorso espositivo approfondisce la storia della viticoltura nell’Yonne, le denominazioni e la geologia, accompagnando il visitatore attraverso installazioni e degustazioni.
Nell’autunno 2026 è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, fino al 15 novembre. Dal 16 novembre al 23 dicembre l’apertura passa generalmente dal martedì al sabato.
Il biglietto adulto del percorso costa 9,50 euro, con degustazione di vino o succo d’uva inclusa.
Il ritorno dall’Yonne
Chablis conclude il percorso nel punto più settentrionale del viaggio. Da qui si può riprendere l’autostrada in direzione sud, passando per l’area di Auxerre e collegandosi alla rete autostradale francese.
Il rientro in Italia è sensibilmente più lungo rispetto a una partenza da Beaune o Cluny. Per questo è importante non programmare troppe degustazioni nell’ultima giornata, soprattutto quando chi guida deve affrontare diverse ore di strada.
Chi non vuole rientrare la sera stessa può aggiungere una notte a Chablis o ad Auxerre, trasformando il viaggio in un itinerario di cinque giorni.
Dove dormire durante il tour della Borgogna
La scelta degli alloggi modifica sensibilmente il ritmo del viaggio. Tre pernottamenti in località diverse permettono di avanzare senza tornare ogni sera al punto di partenza, ma richiedono un minimo di organizzazione.
Prima notte: Cluny o Tournus
Hôtel de Bourgogne – Cluny
1 rue Porte des Près, 71250 Cluny
Telefono: +33 3 85 59 00 58
Un albergo nel centro di Cluny, vicino all’abbazia, con camere affacciate sul giardino interno o sul complesso storico. È una soluzione comoda per chi vuole concludere la giornata passeggiando per il borgo. Dispone di garage privato coperto, da prenotare.
Hôtel Le Rempart – Tournus
2 avenue Gambetta, 71700 Tournus
Telefono: +33 3 85 51 10 56
Albergo-ristorante nel centro di Tournus, con brasserie, camere spaziose e possibilità di parcheggio. È particolarmente pratico per chi desidera cenare senza spostarsi e ripartire verso Beaune il mattino successivo.
Seconda notte: Beaune
Hostellerie Cèdre & Spa
10-12 boulevard Maréchal Foch, 21200 Beaune
Telefono: +33 3 80 24 01 01
Email: [email protected]
Una struttura elegante, centrale e con spa, adatta a chi desidera dedicare la serata alla gastronomia e al relax. Il parcheggio privato è disponibile a pagamento.
Beaune offre inoltre numerosi piccoli hotel e camere nelle case storiche. Per un itinerario in automobile, è preferibile scegliere una struttura che consenta di lasciare la macchina per tutta la sera.
Terza notte: Vézelay o Chablis
Hôtel de la Poste et du Lion d’Or – Vézelay
Place du Champ de Foire, 89450 Vézelay
Telefono: +33 3 73 53 03 20
Email: [email protected]
Un indirizzo storico all’ingresso del borgo medievale, con ristorante e posizione favorevole per visitare la basilica e passeggiare a Vézelay dopo il tramonto.
Hostellerie des Clos – Chablis
18 rue Jules Rathier, 89800 Chablis
Telefono: +33 3 86 42 10 63
Email: [email protected]
Hotel con ristorante e servizi benessere, comodo per organizzare degustazioni e visite nel territorio di Chablis. È la scelta più pratica per chi preferisce iniziare il quarto giorno già vicino alle vigne.
Le tariffe degli alberghi variano sensibilmente secondo la data e la categoria della camera. Durante le principali manifestazioni vinicole possono salire in modo considerevole; conviene verificare disponibilità e condizioni direttamente con le strutture.
Gli eventi autunnali in Borgogna
La Fête des Vins de Chablis: 24 e 25 ottobre 2026
La 78ª Fête des Vins de Chablis è in programma il 24 e 25 ottobre 2026, nel centro del paese, lungo Boulevard du Docteur Tacussel.
È una delle manifestazioni enologiche più interessanti dell’autunno borgognone. Riunisce decine di produttori di Chablis e del Grand Auxerrois, con degustazioni, appuntamenti gastronomici, passeggiate tra le vigne e attività dedicate anche ai bambini.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito, mentre il bicchiere per le degustazioni costa 7 euro.
Il sabato gli stand aprono alle 12:30; la domenica le iniziative cominciano in mattinata e proseguono durante la giornata. Per informazioni è disponibile il numero +33 3 86 42 42 22.
La Vente des Vins des Hospices de Beaune: 13-15 novembre 2026
La 166ª Vente des Vins des Hospices de Beaune anima la città dal 13 al 15 novembre 2026.
L’asta benefica dei vini degli Hospices è il momento centrale di un fine settimana che comprende degustazioni speciali, iniziative gastronomiche e appuntamenti nelle cantine.
L’asta vera e propria è rivolta agli operatori del settore, ma numerose attività collaterali sono aperte al pubblico con prenotazione.
È un’occasione eccezionale per vivere Beaune, anche se richiede di organizzare alloggio e degustazioni con largo anticipo.
Il Fascinant Week-end e le feste stagionali
L’autunno è anche la stagione delle iniziative enoturistiche raccolte attorno al Fascinant Week-end, con visite, attività tra i vigneti e appuntamenti organizzati dalle destinazioni che aderiscono al marchio Vignobles & Découvertes.
Il programma cambia ogni anno e coinvolge territori diversi, quindi è utile consultare il calendario locale prima di programmare gli spostamenti.
Nei villaggi si incontrano inoltre mercati agricoli, feste gastronomiche e manifestazioni legate ai prodotti stagionali. Non hanno tutte la notorietà degli eventi di Beaune e Chablis, ma possono diventare alcune delle soste più piacevoli del viaggio.
Cosa mangiare in Borgogna durante il tour
La cucina borgognona è robusta e generosa, particolarmente adatta alle giornate fresche d’autunno.
Il bœuf bourguignon, stufato di manzo al vino rosso con verdure e aromi, è uno dei piatti simbolo della regione. Quando è preparato con cura, la carne diventa tenerissima e la salsa concentra profumi profondi di vino e cottura lenta.
Le œufs en meurette sono uova in camicia servite con una salsa al vino rosso, lardons, cipolline e funghi. Sono un classico delle trattorie locali, ideali con un Pinot Noir giovane.
Gli escargots de Bourgogne, lumache al burro, aglio e prezzemolo, sono un’altra specialità celebre. Da provare anche la jambon persillé, terrina di prosciutto e prezzemolo, e i gougères, piccoli bignè salati al formaggio, spesso serviti con un bicchiere di bianco.
Tra i formaggi meritano attenzione Époisses, Chaource e Brillat-Savarin, mentre nelle pasticcerie non mancano preparazioni alle mandorle, biscotti e dolci regionali.
Il bello della Borgogna è che non serve necessariamente scegliere un ristorante gastronomico di alta cucina: una buona trattoria, una bottiglia di Pinot Noir e un piatto preparato secondo tradizione possono essere altrettanto memorabili.
Consigli pratici per organizzare quattro giorni in Borgogna
Quando partire
Tra ottobre e i primi giorni di novembre si incontrano generalmente le condizioni più interessanti per il foliage. Le temperature diventano fresche, le giornate si accorciano e non mancano piogge e nebbie mattutine.
Un impermeabile, scarpe comode e abbigliamento a strati sono più utili di una valigia elegante. Nei borghi medievali il fondo delle strade è spesso irregolare e nei vigneti il terreno può diventare fangoso.
Quante degustazioni prenotare
Una degustazione ben organizzata al giorno è sufficiente per un itinerario che comprende anche monumenti e borghi.
Le cantine non sono tutte aperte al pubblico e molti piccoli domaines lavorano soltanto su appuntamento. È preferibile prenotare prima della partenza, indicando il numero dei partecipanti e il tipo di esperienza desiderata.
Per chi guida, degustare non significa necessariamente bere ogni campione: l’utilizzo della sputacchiera è normale nel mondo del vino e consente di affrontare gli assaggi con attenzione.
Parcheggi e circolazione
A Beaune sono disponibili diversi parcheggi pubblici, tra cui Parking des Tanneries, Parking Lorraine e Parking du Jardin Anglais, indicati tra le soluzioni gratuite dall’ufficio turistico.
Nel centro alcune aree sono a pagamento e altre prevedono limitazioni temporali. La soluzione più comoda è lasciare l’automobile fuori dalle strade centrali e visitare il centro storico a piedi.
Nei villaggi più piccoli è importante utilizzare gli spazi segnalati, evitando di fermarsi davanti agli accessi agricoli o lungo le strade strette tra le vigne.
Quanto costa un viaggio di quattro giorni
La Borgogna può essere costosa, soprattutto per gli hotel più eleganti e le degustazioni dei grandi vini.
Un viaggio equilibrato permette però di alternare attività gratuite, come le passeggiate nei borghi e nei vigneti, con alcuni monumenti a pagamento e degustazioni prenotate.
Le principali spese da considerare sono tre pernottamenti, carburante, pedaggi, pasti, parcheggi e ingressi. Le degustazioni possono incidere sensibilmente sul budget, soprattutto quando comprendono Premier Cru e Grand Cru prestigiosi.
Per risparmiare senza sacrificare l’esperienza conviene scegliere alberghi semplici ma ben posizionati e destinare una parte maggiore del budget alle visite davvero desiderate.
Tornare in Italia dopo Chablis
Il percorso termina nel nord della Borgogna e il rientro richiede un trasferimento lungo. A seconda della destinazione italiana, si possono valutare itinerari autostradali attraverso la Francia orientale e la Svizzera oppure verso i valichi alpini francesi.
Info utili: indirizzi e contatti
Abbazia di Cluny
Palais du Pape Gélase, Place du 11 Août 1944, 71250 Cluny
Telefono: +33 3 85 59 15 93
Sito: cluny-abbaye.fr
Château de Cormatin
71460 Cormatin
Telefono: +33 3 85 50 16 55
Sito: chateaudecormatin.com
Abbazia di Saint-Philibert
Place de l’Abbaye, 71700 Tournus
Ufficio turistico: +33 3 85 27 00 20
Sito: tournus-tourisme.com
Office de Tourisme di Beaune
6 boulevard Perpreuil, 21200 Beaune
Telefono: +33 3 80 26 21 30
Sito: beaune-tourism.com
Cité des Climats et Vins de Bourgogne – Beaune
21 avenue Charles de Gaulle, 21200 Beaune
Telefono: +33 3 79 47 21 00
Sito: citeclimatsvins-bourgogne.com
Basilica di Sainte-Marie-Madeleine – Vézelay
89450 Vézelay
Sito: basiliquedevezelay.org
Ufficio turistico di Noyers-sur-Serein
Telefono: +33 3 86 54 60 65
Cité des Climats et Vins de Bourgogne – Chablis
1 bis rue de Chichée, 89800 Chablis
Telefono: +33 3 79 47 89 00
Sito: citeclimatsvins-bourgogne.com
Fête des Vins de Chablis
Boulevard du Docteur Tacussel, 89800 Chablis
Telefono: +33 3 86 42 42 22
Sito: fetedesvinsdechablis.fr
Vale la pena visitare la Borgogna in autunno?
Assolutamente sì. Quattro giorni non bastano per conoscere tutta la Borgogna, ma sono sufficienti per scoprire Cluny, i vigneti dorati di Beaune, la basilica di Vézelay e i grandi bianchi di Chablis. Abbazie, borghi, castelli e vino: pochi viaggi europei offrono una combinazione altrettanto ricca in uno spazio relativamente raccolto.
