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Passeggiando per le strade di Segovia: tra storia, monumenti e cochinillo asado

Posted on Nov 3rd, 2025
by Alfredo Ravanetti
Categories:
  • Guide turistiche
Segovia cosa fare e vedere guida turistica per visitare la città spagnola

Segovia è una città da fiaba adagiata sugli altopiani della Castiglia, dove storia e leggenda si intrecciano tra pietre millenarie. Sorge su un promontorio roccioso alle pendici della Sierra de Guadarrama, stretto tra i corsi dei fiumi Eresma e Clamores. Arrivando da lontano si scorgono subito le svettanti torri dell’Alcázar e della Cattedrale, mentre ai piedi della città antica si allunga il maestoso acquedotto romano. L’atmosfera è quella di una città sospesa nel tempo: vicoli medievali acciottolati, palazzi dalle facciate decorate e piazze vivaci dove risuonano i passi dei visitatori e il dialetto castigliano degli abitanti. Segovia vive di luce propria in ogni stagione – d’estate con il clima assolato dell’altopiano, d’inverno avvolta nel gelo limpido della meseta – regalando scorci mozzafiato e un’identità orgogliosamente legata al suo glorioso passato. Non a caso il centro storico di Segovia, con il suo acquedotto, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1985. Visitare Segovia significa fare un tuffo nella storia di Spagna: qui i romani hanno lasciato un’opera idraulica monumentale, i re di Castiglia hanno tenuto corte, e si perpetuano tradizioni centenarie come l’arte di arrostire il cochinillo (maialino da latte) celebrato in leggendarie osterie locali. La città mantiene però anche un’anima vivace e genuina: nei suoi bar affacciati sulle piazze si incontrano studenti e anziani del posto, le botteghe artigiane vendono ceramiche e tessuti come un tempo, e ad ogni angolo si respira un equilibrio perfetto tra vita quotidiana e aura monumentale. Segovia accoglie il viaggiatore con la sua bellezza discreta e indelebile, offrendo un’esperienza indimenticabile tra cultura, sapori e scenari da cartolina.

Storia

Le origini di Segovia affondano in epoche remote. Sul sito sorse un insediamento celtibero già nell’Età del Bronzo, prima di essere conquistato dai Romani intorno all’80 a.C. I Romani riedificarono la città fortificata e la dotarono di infrastrutture imponenti come l’acquedotto, segno dell’importanza che Segovia rivestì nella Hispania imperiale. Con la caduta di Roma, Segovia passò in epoca visigota e poi sotto la dominazione araba: per un periodo fu persino capitale di una kura musulmana, ma verso il X secolo si spopolò, finché non venne definitivamente riconquistata dai sovrani cristiani di León e Castiglia attorno al 1088. Da allora conobbe il suo apogeo medievale: Segovia divenne residenza prediletta dei re di Castiglia tra il XIII e il XV secolo. La città prosperò grazie alla posizione strategica nel cuore della Castiglia e a fiorenti manifatture della lana. Nel 1474, proprio a Segovia, la storia di Spagna cambiò corso: Isabella di Castiglia vi fu incoronata regina dopo la morte di suo fratello Enrico IV, evento che spalancò le porte all’unificazione con il regno d’Aragona e alla nascita della Spagna moderna sotto i Re Cattolici.

L’epoca d’oro medievale di Segovia lasciò in eredità alla città una miriade di chiese romaniche, conventi e palazzi nobiliari. Nel 1520 però Segovia si unì alla rivolta dei comuneros contro Carlo V, subendo una dura repressione imperiale dopo la sconfitta dei ribelli. In parallelo, con lo spostamento della corte reale prima a Toledo e poi a Madrid, la città perse centralità politica e visse un periodo di lento declino. Ciononostante nel XVIII secolo conobbe un nuovo impulso grazie ai Borbone: il re Filippo V scelse infatti la vicina La Granja come sito per il suo sfarzoso palazzo estivo, portando vitalità economica nell’area. Nell’Ottocento Segovia subì un grave incendio all’Alcázar nel 1862 che devastò l’antica fortezza, poi restaurata fedelmente nei decenni successivi. Il Novecento vide la città trasformarsi in capoluogo di provincia e, più di recente, in meta turistica internazionale grazie al riconoscimento UNESCO e ai miglioramenti nelle vie di comunicazione. Oggi Segovia vive della valorizzazione del suo straordinario patrimonio storico: ogni pietra del suo centro racconta secoli di vicende, dalle leggende del passaggio di Traiano fino ai fasti dei re castigliani, dalle tragedie delle espulsioni delle comunità ebraiche nel 1492 alle innovazioni industriali come la Real Casa de Moneda fondata nel 1583 (una delle prime zecche meccanizzate d’Europa). La città ha saputo conservarsi autentica attraverso i secoli: visitandola si percepisce nettamente il ruolo culturale e strategico che ebbe nella storia iberica, una piccola capitale d’arte e potere nel cuore della Castiglia.

Cosa vedere

L’Acquedotto romano è il simbolo incontrastato di Segovia e prima tappa obbligata. Costruito nel I secolo d.C., probabilmente sotto l’imperatore Traiano, questo capolavoro di ingegneria antica attraversa la città vecchia con oltre 160 archi in pietra granitica sapientemente incastrati senza malta. La sezione più spettacolare si ammira in Plaza del Azoguejo, dove le arcate si slanciano per quasi 30 metri d’altezza in due ordini sovrapposti. Impressionante per equilibrio e audacia costruttiva, l’acquedotto servì a rifornire Segovia d’acqua dalle sorgenti montane per quasi due millenni, fino al 1974. Passarci sotto oggi, con le rondini che sfrecciano tra le arcate e la pietra dorata illuminata dal sole, regala un’emozione unica: è come camminare nella storia viva. Dall’estremità superiore dell’acquedotto parte la Calle Real, il pittoresco percorso pedonale che attraversa tutto il centro storico collegando i monumenti principali. Lungo questa direttrice si incontrano edifici civili notevoli come la Casa de los Picos, un palazzo del XV secolo dalla caratteristica facciata rivestita di punte piramidali in pietra a forma di diamante. Più avanti si apre la graziosa Plaza de San Martín, con al centro la statua dell’eroe comunero Juan Bravo e affacciata sull’omonima iglesia de San Martín, chiesa romanica del XII secolo dotata di un portico ad archi caratteristico. Poco distante si trova anche la Casa-museo di Antonio Machado, modesta pensione dove visse il celebre poeta spagnolo durante il suo soggiorno segoviano nei primi del ‘900.

Raggiungendo il cuore della città, ecco Plaza Mayor, ampia e animata piazza contornata da caffè e dal Teatro Juan Bravo. Su di essa svetta imponente la Cattedrale di Santa María: un capolavoro di gotico tardivo ed eleganza rinascimentale, costruito dal 1525 al 1725 e soprannominato “la Dama delle Cattedrali” per la sua armoniosa bellezza. La cattedrale esibisce archi rampanti slanciati, delicati rosoni e una torre campanaria alta 110 metri che domina lo skyline cittadino. All’interno, dalle linee gotiche luminose, custodisce altari intagliati, vetrate istoriate e un coro ligneo di pregevole fattura, oltre a un museo di arte sacra con reliquiari e arazzi. Proprio accanto alla cattedrale si insinua l’antico Quartiere Ebraico (la Judería), una rete di vicoli silenziosi e suggestivi sul lato sud della cinta muraria. Prima dell’espulsione del 1492, Segovia ospitava una fiorente comunità ebraica: ne restano testimonianze come l’Antica Sinagoga Maggiore, oggi trasformata nella chiesa del Corpus Christi, e altri edifici dal fascino intatto con cortili segreti, iscrizioni e simboli ebraici rinvenuti sulle pareti. Una visita al Museo della Giudecca, ospitato nella Casa de Abraham Senneor, aiuta a contestualizzare la storia del popolo ebraico segoviano attraverso documenti, oggetti rituali e pannelli interattivi. Percorrendo queste stradine, magari al tramonto, si percepisce ancora l’atmosfera intima del vecchio quartiere con le case in pietra ocra e i balconcini affacciati su vicoli stretti.

All’estremità occidentale della città antica, svettante su uno sperone roccioso a picco per 80 metri sulla confluenza dei fiumi, troneggia il Castello Alcázar di Segovia. Con le sue torri appuntite e i bastioni fiabeschi sembra uscito da un libro di favole – non a caso la leggenda vuole che abbia ispirato il castello di Cenerentola a Disneyland. L’Alcázar fu eretto originariamente nell’XI secolo sui resti di una fortezza araba e nei secoli ampliato e abbellito, soprattutto nel Trecento da re Enrico II e nel Quattrocento da Giovanni II. Un incendio nell’Ottocento distrusse gran parte degli interni, ma il castello fu ricostruito fedelmente restituendoci oggi un autentico tesoro storico. La sua sagoma inconfondibile, con il mastio quadrato affiancato da torrette cilindriche coperte da tetti conici ardesia, domina l’intera valle. Visitare l’interno dell’Alcázar significa ripercorrere i fasti della monarchia castigliana: si possono ammirare le sale di rappresentanza decorate con armature, stendardi e mobilio d’epoca, la Sala del Trono, la cappella reale, fino a salire sulla Torre di Giovanni II. Dalla cima della torre – dopo aver affrontato una ripida scala a chiocciola di oltre 150 gradini – si gode di una vista spettacolare: lo sguardo spazia sui tetti di Segovia, sulla mole gialla della cattedrale e giù fino ai campi castigliani all’orizzonte. Ai piedi del castello, fuori dalle mura, sorge la romantica Chiesa della Vera Cruz, costruzione del XIII secolo attribuita ai Templari con pianta dodecagonale: un piccolo scrigno di mistero e spiritualità che merita una visita per la sua architettura unica e le atmosfere mistiche. Nei pressi dell’Alcázar, lungo i pendii erbosi, si possono inoltre scoprire due antichi monasteri: il Monastero di Santa María del Parral, complesso quattrocentesco dei gerolomini immerso in un silenzioso giardino affacciato sul fiume, e il Convento di San Juan de la Cruz, ancora oggi luogo di pace e meditazione.

Segovia è ricchissima di chiese romaniche: se ne contano quasi una ventina disseminate tra il centro e i borghi appena fuori le mura. Ognuna ha la sua particolarità: dalla robusta San Millán, con influssi mozarabici, situata nell’omonimo quartiere popolare poco fuori dall’Acquedotto, alla slanciata San Esteban con il suo campanile a torre romanica tra i più alti di Spagna. Meritano una sosta anche San Juan de los Caballeros, antica chiesa dei nobili cavalieri oggi sede del Museo Zuloaga dedicato al pittore Ignacio Zuloaga, e San Andrés vicino all’Alcázar, con la sua torre merlata pittoresca. Passeggiando per la città non si può fare a meno di notare le tipiche facciate segoviane decorate con motivi geometrici ad intaglio sull’intonaco: sono gli esgrafiados, un’arte decorativa locale che orna case e palazzi conferendo alle vie una grazia tutta particolare. Un esempio splendido è la Casa de los Del Río, vicino a Plaza Mayor, interamente ricoperta di intricati motivi a stucco bianco su fondo ocra. Altre tappe interessanti sono il Palazzo dell’Ayuntamiento (Municipio) in Plaza Mayor, edificio neoclassico che segnala il centro civico cittadino, e l’Archivio Storico Provinciale ospitato nel quattrocentesco Palazzo del Conte di Cheste. Da non perdere anche il Museo di Segovia, allestito nella Casa del Sol (un antico bastione lungo le mura): offre un percorso completo dalla preistoria all’epoca romana, medievale e moderna, con reperti archeologici, costumi tradizionali e opere d’arte che raccontano l’evoluzione della città e del suo territorio. Infine, scendendo fuori dalla cinta muraria lungo la valle dell’Eresma si incontra la Real Casa de Moneda, ovvero la Zecca Reale fondata nel 1583 dal re Filippo II e considerata uno dei primi impianti industriali di conio al mondo. Oggi il bel complesso in mattoni e pietra ospita un museo dedicato alla storia della monetazione e un centro d’interpretazione dell’acquedotto: un luogo affascinante in riva al fiume, dove si possono vedere antichi macchinari idraulici per coniare monete e approfondire l’ingegneria idrica romana. Dopo tanto esplorare, un momento di relax si può trovare nei giardini del Mirador de la Canaleja o al Paseo del Salón, piccoli parchi panoramici da cui si gode una vista incantevole sui quartieri sottostanti e sulla campagna segoviana, magari all’ora dorata del tramonto quando le pietre di Segovia risplendono di calde sfumature mielate.

Quartieri e zone

Il fascino di Segovia risiede anche nella sua struttura urbana a misura d’uomo, suddivisa in quartieri che conservano un’anima distintiva. Il Casco Antiguo – la città vecchia entro le mura – è il cuore storico e monumentale. Attraversato dalla Calle Real, presenta un intreccio di vie medioevali dove ogni angolo serba un dettaglio artistico: un portale scolpito, uno stemma nobiliare in pietra, un cortile rinascimentale nascosto dietro un portone socchiuso. Questa zona pullula di vita sia di giorno che di sera: oltre ai turisti, è frequentata dai residenti che animano i mercati rionali e le festività tradizionali. Piazza Mayor funge da salotto cittadino, con i tavolini all’aperto e la musica di artisti di strada, mentre poco più in là, nelle stradine secondarie, regna una quiete quasi surreale, interrotta solo dai rintocchi delle campane della cattedrale.

Quartiere Ebraico

Sul lato meridionale delle mura si estende il Quartiere Ebraico (Judería), che era un tempo il ghetto di Segovia. Oggi è uno dei luoghi più suggestivi: un dedalo di vicoli stretti e lastricati, incorniciati da edifici bassi dai colori tenui. L’atmosfera qui è raccolta e quasi mistica, specie nelle ore serali quando la folla si dirada e si può passeggiare respirando il profumo della storia. In Judería Vieja, la via principale del quartiere, si affacciano botteghe artigianali e taverne ricavate in antiche case dal fascino intatto. Si possono individuare dettagli come finestre a ferro battuto, nicchie con resti di iscrizioni ebraiche e archi a tutto sesto. Questa zona ospita anche il Centro Didattico della Cultura Ebraica, che valorizza il patrimonio sefardita della città. A ridosso delle mura, la Judería confina con il Quartiere Canonicale (las Canonjías), ovvero l’area attorno alla Cattedrale un tempo abitata dai canonici e dal clero. È un angolo tranquillo e signorile, con palazzi in pietra e giardinetti nascosti: camminando in queste viuzze (come Calle Daoíz o Calle Velarde) si ha l’impressione di tornare all’epoca rinascimentale, tra silenzio e splendore architettonico.

Fuori dalla cerchia muraria si sviluppano gli antichi borghi (arrabales) di Segovia, anch’essi ricchi di carattere. Scendendo dall’Acquedotto verso sud ci si imbatte nel Quartiere di San Millán, contraddistinto dall’imponente chiesa romanica che porta lo stesso nome. Questa zona, abitata fin dall’XI secolo da comunità di mozárabi (cristiani sotto dominazione araba), conserva un’atmosfera popolare genuina: attorno alla chiesa si apre una piazzetta dove sorgono osterie tradizionali e case semplici con balconi in legno, e il ritmo della vita è più lento e autentico. Oltre il fiume Eresma, attraversando il medievale ponte di San Lorenzo, si arriva al Quartiere di San Lorenzo, dominato dall’omonima chiesa romanica in mattoni e decorazioni mudéjar. Questo borgo, oggi tranquilla zona residenziale, sembra un piccolo paese dentro la città: ha una sua piazza con la fontana, le panchine all’ombra dei tigli e le case basse che custodiscono cortili interni fioriti. Passeggiare per San Lorenzo al mattino significa incontrare donne anziane che vanno a messa e bambini che giocano in strada, in un’atmosfera pacifica e paesana.

Quartiere di San Marcos

Un’altra zona caratteristica è il Quartiere di San Marcos, adagiato nella valle verde ai piedi dell’Alcázar, sull’altra sponda del fiume Eresma. Qui la vita scorre quieta tra orti, casette e il profilo austero della chiesa di San Marcos. Da questo borgo partono sentieri e stradine di campagna che risalgono la collina fino alla pradera de San Marcos, un prato con vista spettacolare sull’Alcázar da un’angolazione insolita – luogo amato dai pittori e dai fotografi per immortalare il castello nella sua interezza. Nei pressi si trovano anche vecchi mulini ad acqua riconvertiti in abitazioni e ristorantini rustici. Infine va citata la parte nuova della città, fuori dal centro storico: lungo viali come Avenida Ezequiel González e il Paseo de la Constitución si sviluppa la Segovia moderna, con palazzi più recenti, negozi, uffici e il mercato centrale. Questa zona, pur meno affascinante dal punto di vista monumentale, è dove i segoviani di oggi vivono e lavorano. Qui si trovano anche servizi importanti come la stazione degli autobus, centri commerciali, il campus universitario e aree sportive. Eppure, anche nella città nuova, ogni tanto fa capolino la storia: capita di imbattersi in resti di mura, in antiche edicole votive o in panorami improvvisi sulle torri del centro storico sullo sfondo. Segovia è infatti una città di contrasti armoniosi, in cui ogni quartiere – dal più turistico al più periferico – contribuisce a comporre un mosaico urbano ricco di atmosfera, dove il passato e il presente convivono in perfetto equilibrio.

Gastronomia

Segovia vanta una tradizione gastronomica robusta e celebre in tutta la Spagna, incentrata sulle specialità di carne arrosto e sui prodotti del territorio castigliano. Il piatto re indiscusso è il cochinillo asado, il porcellino da latte arrostito nel forno a legna fino a ottenere una carne tenerissima e una cotenna dorata e croccante. La preparazione del cochinillo è rituale e richiede maestria: il maialino, di circa tre settimane di vita, viene cotto lentamente in forno per ore con solo acqua e sale, secondo le antiche usanze. A Segovia servirlo è un vero rito scenografico: nelle taverne storiche il cameriere taglia il cochinillo con il bordo di un piatto di ceramica, a dimostrazione della straordinaria morbidezza delle carn. Questa cerimonia, inventata dal leggendario oste Cándido, è accompagnata spesso da brevi discorsi e dall’applauso dei commensali – un’esperienza folkloristica oltre che culinaria. Un’altra specialità locale è il cordero asado: agnello da latte arrostito alla perfezione, che si scioglie in bocca, spesso servito in tegami di terracotta. I secondi importanti si accompagnano con contorni semplici come l’insalata verde (per sgrassare il palato) o le patate panaderas al forno. Tra i primi piatti, spiccano i judiones de La Granja, grossi fagioli bianchi tipici coltivati nella vicina Granja de San Ildefonso, cucinati in umido con carne, salsiccia e spezie in una zuppa densa e sostanziosa ideale nei mesi freddi. Molto diffusa è anche la sopa castellana, zuppa povera di pane raffermo, aglio, paprika e uova, servita bollente in coccio. Salumi e insaccati meritano un assaggio: il chorizo di Cantimpalos, prodotto in un borgo della provincia, è un salume piccante famoso in tutta la Spagna, così come la morcilla segoviana (sanguinaccio preparato con cipolla e pinoli) e il jamón serrano stagionato nelle montagne vicine. Non mancano i formaggi di pecora della Meseta e ottimi vini rossi delle denominazioni di origine vicine, su tutte la Ribera del Duero. A fine pasto, il dolce più tipico è senza dubbio il ponche segoviano: un dessert a strati di pan di Spagna inzuppato con liquore, crema pasticcera e ricoperto di pasta di mandorle, il tutto caramellato a caldo con il tipico motivo a losanghe brune sulla superficie. Questo dolce ricco e zuccherino, servito a quadretti, si accompagna splendidamente con un bicchierino di licor de anis locale o con il vino dulce. Un altro dolcetto caratteristico sono i lazos de San Frutos, paste sfoglie glassate dedicate al santo patrono cittadino e preparate a fine ottobre in occasione della sua festa.

Segovia è costellata di mesones, asadores e ristoranti tradizionali dove gustare queste prelibatezze in ambienti carichi di storia. Ecco alcuni indirizzi imperdibili per i buongustai in visita:

Mesón de Cándido

Plaza del Azoguejo 5, Tel. +34 921 425911. Proprio accanto all’Acquedotto si trova la locanda più famosa di Segovia, fondata nel 1895 e giunta alla quarta generazione familiare. Qui il cochinillo è una vera istituzione: Cándido, il mesonero mayor de Castilla, rese celebre il rituale di spezzare il maialino con il piatto e ancora oggi i camerieri perpetuano questa usanza sotto gli occhi dei clienti emozionati. L’atmosfera è rustica ed elegante insieme, con pareti coperte di foto di personaggi illustri che vi hanno cenato. Il menu propone tutti i classici: oltre al cochinillo DOC tenero e succulento, si possono provare i judiones, il lechazo (agnello) e dolci caserecci. Un luogo imprescindibile, dove tradizione e teatralità gastronomica vanno a braccetto.

Restaurante José María

Calle Cronista Lecea 11, Tel. +34 921 461111. In pieno centro, a due passi da Plaza Mayor, il ristorante di José María Ruiz è un altro tempio del cochinillo segoviano. L’ambiente è caldo e vivace, spesso affollato da locali e turisti che vengono qui per l’eccellente maialino da latte, servito con cotenna croccante al punto giusto e carne succosa. Il proprietario è anche produttore di vini e propone l’abbinamento del Pago de Carraovejas, robusto rosso della Ribera, col piatto forte. Da non perdere gli antipasti di torreznos (dadini di pancetta croccante) e il ponche segoviano finale. Servizio cordiale e professionale, prezzi onesti per la qualità offerta: una garanzia assoluta in città.

Restaurante Casa Duque – Calle Cervantes 12, Tel. +34 921 462487. La più antica “casa de comidas” di Segovia, fondata anche questa nel 1895, è un’istituzione a gestione familiare giunta alla quarta generazione (oggi guidata dalla señora Marisa Duque). Varcando la soglia, si viene accolti da un ambiente d’epoca con boiserie in legno, ceramiche tradizionali e camerieri in livrea: sembra di tornare indietro di un secolo. Il piatto principe è naturalmente il cochinillo al forno, preparato magistralmente seguendo i dettami del nonno Dionisio Duque, leggendario asador: cotenna dorata e friabile, interno tenero e saporito, servito col contorno di insalata e di applauso collettivo. Ottimi anche l’agnello arrosto e piatti tipici come la zuppa castellana e i judiones. La cantina offre una selezione di vini di livello. Un pranzo da Duque è un viaggio nel tempo e nei sapori castigliani più genuini.

Taberna López – Calle San Cristóbal 3 (Barrio de San Lorenzo), Tel. +34 921 433618. Per un’esperienza più informale e autentica, vale la pena attraversare il fiume e scoprire questa taverna nel quieto quartiere di San Lorenzo. Amata dai segoviani, la Taberna López ha l’aria di un semplice bar di provincia ma una cucina rinomata per carni alla brace e piatti casalinghi. Qui il cochinillo cede il passo a specialità come le chuletillas de cordero (costine d’agnello alla griglia) o la cordero caldereta (spezzatino di agnello), oltre a eccellenti tapas e taglieri di salumi locali. L’atmosfera è conviviale, i prezzi contenuti, le porzioni abbondanti. Un luogo verace, ideale per respirare l’aria della Segovia più genuina lontano dalle folle.

El Fogón Sefardí – Calle Judería Vieja 17, Tel. +34 921 466250. Nel cuore dell’antico ghetto ebraico, all’interno di un palazzetto del XIV secolo (oggi hotel & spa La Casa Mudéjar), si trova questo ristorante dall’anima storica e dalla cucina ricercata. Il menu rende omaggio sia alla tradizione locale sia alle radici sefardite: accanto al cochinillo e all’agnello troverete infatti piatti ispirati alla cucina ebraico-castigliana, come le alcachofas al modo sefardí (carciofi stufati con spezie) o il cuscús con verdure de la Mesta. Da provare i pinchos morunos (spiedini speziati) e i dolci come la torta di miele e noci, antica ricetta sefardita. Il tutto servito in ambienti rustici con archi mudéjar e mattoni a vista, tra fotografie d’epoca e utensili tradizionali alle pareti. Un indirizzo originale per un viaggio nei sapori multietnici che hanno arricchito Segovia nei secoli.

Dove dormire

Nonostante le dimensioni raccolte, Segovia offre diverse opzioni di alloggio che permettono di vivere al meglio la magia della città. Molte strutture sono ricavate in edifici storici, altre godono di viste panoramiche mozzafiato sulle bellezze monumentali.

Parador de Segovia – Carretera de Valladolid s/n, Tel. +34 921 443737. Per un soggiorno all’insegna dell’eleganza e dei panorami spettacolari, il Parador è la scelta ideale. Situato su una collina appena fuori città (nel quartiere di El Terminillo), questo hotel 4 stelle della celebre catena Paradores regala una vista incomparabile sull’intero profilo di Segovia: dall’ampia terrazza e dalla piscina si ammira la città vecchia con l’acquedotto, la cattedrale e l’Alcázar che svettano in lontananza, soprattutto suggestivi al tramonto e di notte illuminati. Le camere sono spaziose e dotate di ogni comfort moderno, alcune con balcone panoramico. Il ristorante interno serve cucina castigliana raffinata. Pur non essendo in centro (dista circa 3 km), è ben collegato e dispone di parcheggio: una soluzione perfetta per chi cerca tranquillità, lusso e una vista da cartolina permanente sulla città.

Hotel Infanta Isabel – Plaza Mayor 12, Tel. +34 921 461300. Un hotel di charme situato nel cuore pulsante di Segovia, affacciato direttamente su Plaza Mayor di fronte alla Cattedrale. Ospitato in un palazzo storico ottocentesco, offre camere curate in stile classico, molte delle quali con balconcini da cui si possono osservare la vita della piazza e la facciata della “Dama delle Cattedrali” a pochi metri. L’atmosfera è accogliente e romantica, con arredi d’epoca, pavimenti in legno e soffitti con travi a vista. Al mattino si fa colazione con vista sulle guglie della cattedrale, un’esperienza unica. Il personale è cordiale e l’hotel dispone di convenzione per il parcheggio poco distante. Ideale per chi vuole alloggiare nell’ubicazione più centrale e suggestiva possibile, vivendo Segovia di giorno e di notte semplicemente uscendo dal portone.

Áurea Convento Capuchinos (Eurostars) – Plazuela Capuchinos 2, Tel. +34 921 415250. Questo raffinato hotel 5 stelle sorge in un ex convento seicentesco dei Frati Cappuccini, magistralmente restaurato. Si trova in posizione tranquilla e panoramica, su un lato della collina a pochi minuti a piedi dal centro (tra la zona della Canonjías e la via che scende al fiume). La struttura combina elementi originali – come il chiostro, le volte in pietra, la cappella convertita in sala comune – con comfort moderni e design minimalista. Le camere sono eleganti e silenziose, molte con affacci sulla valle o sul cortile interno. Fiore all’occhiello è la SPA ricavata nelle antiche cantine voltate: un percorso benessere intimo e suggestivo, ottimo per rilassarsi dopo le salite del centro storico. Presenti anche un ristorante gastronomico e parcheggio privato. Una scelta di lusso che coniuga storia, arte e relax.

Hotel Don Felipe – Calle Daoíz 7, Tel. +34 921 466095. Piccolo gioiello a gestione familiare, questo hotel 3 stelle si trova in una viuzza calma a ridosso dell’Alcázar, in posizione perfetta per esplorare la città a piedi. L’Hotel Don Felipe conquista per il suo carattere romantico: dispone di camere arredate con gusto classico, alcune con terrazzino privato che offre vedute ravvicinate delle torri dell’Alcázar o dei tetti circostanti. Vanta anche un incantevole giardino terrazzato interno, con aiuole fiorite e sedute, da cui appare in prospettiva la sagoma del castello: un luogo ideale per leggere o sorseggiare un calice al tramonto. Colazione ricca servita in una sala con ampie vetrate sul verde, staff gentile e disponibile a fornire consigli turistici. Accesso in auto consentito per il carico/scarico bagagli, poi si può parcheggiare nei dintorni. Un’oasi di pace e charme medievale, consigliatissima per coppie e viaggiatori in cerca di atmosfera.

Hotel Spa La Casa Mudéjar – Calle Isabel la Católica 8, Tel. +34 921 466250. Collocato sulla via principale (Calle Real) a pochi passi da Plaza Mayor, questo hotel 3 stelle superior unisce comodità e valore storico. Occupa infatti un palazzo del XIV-XV secolo con elementi mudéjar originali, come soffitti a cassettoni e cantine con archi, dentro cui è stato ritagliato un piccolo centro benessere con bagno turco e piscina idromassaggio. Le camere, di varia tipologia, sono arredate in stile classico e alcune conservano dettagli architettonici d’epoca (travi lignee, nicchie in pietra). L’hotel ospita inoltre il ristorante El Fogón Sefardí, già citato, dove oltre alla colazione è possibile cenare in grande stile. Data la posizione centralissima, La Casa Mudéjar è perfetta per chi vuole immergersi nella storia di Segovia anche nell’alloggio, senza rinunciare a comfort come l’ascensore in cristallo, l’aria condizionata e un rilassante massaggio dopo le visite turistiche.

Itinerario: Un giorno a Segovia

Mattina: Iniziate la giornata ai piedi dell’Acquedotto romano, in Plaza del Azoguejo, quando la luce del mattino accende di tonalità dorate i possenti archi in pietra. Salite la scalinata laterale fino alla parte alta dell’acquedotto per godere di una prima vista panoramica sulla città: da qui lo sguardo abbraccia le arcate millenarie e, più in lontananza, la sagoma elegante della Cattedrale. Proseguite lungo la pedonale Calle Real (inizialmente Calle Cervantes) curiosando tra le vetrine di negozi tradizionali: incontrerete la Casa de los Picos con la sua curiosa facciata a punte di diamante, e poco dopo, sulla destra, il bel cortile porticato di Palazzo del Conde Alpuente. Raggiungete Plaza de San Martín, dove sorge l’omonima chiesa romanica: date un’occhiata al suo portico e al rilievo di San Martino che divide il mantello, poi sedete qualche minuto sulla scalinata della statua di Juan Bravo per osservare la piazzetta incorniciata da edifici medievali e ascoltare magari un musicista di strada. Da lì, prendete la ripida scalinata che sale accanto alla Torreón de Lozoya (antica torre ora sede espositiva) per sbucare in Plaza Mayor. È il momento di una pausa: scegliete uno dei caffè sotto i portici della piazza per una colazione all’aperto, con vista sulla maestosa Cattedrale di Santa María.

Dopo esservi ricaricati, entrate in Cattedrale per la visita (solitamente apre verso le 10). Ammiratene gli interni luminosi: passeggiate lungo le navate gotiche, soffermatevi davanti all’altare maggiore e all’abside coronata da vetrate colorate, e visitate il museo al piano superiore con affaccio sul coro. Se disponibile, salite sulla torre campanaria accompagnati dalla guida: lo sforzo sarà ricompensato da un panorama mozzafiato su Plaza Mayor e sui tetti della città. Tornati in piazza, imboccate le viuzze della Judería dietro la cattedrale: perdersi in questo labirinto è un piacere, tra case ocra e silenzio. Fermatevi alla chiesa del Corpus Domini, un tempo sinagoga – entrate se aperta, per notare l’architettura che tradisce l’antica funzione – e visitate il piccolo Museo Ebraico in Calle Judería Vieja, se siete appassionati di storia sefardita. Uscendo dalla Judería attraverso l’Arco del Socorro, vi ritroverete sulle antiche Mura: da qui potete camminare un tratto sul camminamento restaurato delle fortificazioni medievali, godendo di vedute insolite sulla campagna circostante e sui quartieri fuori le mura.

Pranzo: Fate rotta verso uno dei ristoranti tipici per assaporare il famoso cochinillo. Una buona idea è prenotare in anticipo al Mesón de Cándido, proprio sotto l’Acquedotto, oppure da José María in centro – entrambe ottime opzioni per un pranzo sostanzioso all’insegna della tradizione. Accomodatevi nelle sale rustiche adornate di rame e dipinti, ordinate qualche antipasto (chorizo alla griglia o zuppa castellana) e preparatevi al trionfo del maialino arrosto accompagnato da un calice di vino tinto. Il ritmo del pasto qui è lento e conviviale: godetevi ogni morso della cotenna croccante e, se siete fortunati, assisterete al taglio col piatto e al relativo cerimoniale. Per dessert non fatevi mancare un assaggio di ponche segoviano. All’uscita dal ristorante, un caffè sorseggiato al banco vi aiuterà a ripartire dopo la lauta pietanza.

Pomeriggio: Dedicate il primo pomeriggio all’Alcázar. Incamminatevi lungo Calle Daoíz fino all’estremità occidentale della città: lungo il tragitto, osservate sulla sinistra la facciata decorata dell’antica Casa de la Moneda (ora Archivio Militare) e ammirate sulla destra i giardini pensili del Paseo de la Muralla. Giunti all’Alcázar, soffermatevi all’esterno per apprezzarne la posizione scenografica e magari scattare qualche foto dal Mirador della Quebrada, che offre una vista frontale perfetta del castello con i suoi torrioni. Entrate quindi nella fortezza e visitatene le sale: perdetevi tra armature scintillanti, sale affrescate (come la Sala del Trono e la Sala de los Reyes, con la galleria di busti dei monarchi) e cortili silenziosi. Salite, se lo desiderate, sulla Torre di Giovanni II per l’iconica vista panoramica che spazia dalle cime della Guadarrama alla distesa della Meseta e alla città ai vostri piedi – uno dei momenti clou della giornata. Dopo l’immersione nel Medioevo reale, uscendo dall’Alcázar potreste fare una breve deviazione scendendo per il sentiero che porta alla piccola Chiesa della Vera Cruz, di fronte al castello dall’altro lato della gola: l’interno spoglio e circolare di questa chiesa templare dal fascino austero vi colpirà.

Risalite quindi in città e concedetevi un ultimo giro a piedi: potreste percorrere Calle Valdeláguila e raggiungere la chiesa di San Esteban, con la sua torre romanica altissima e slanciata – uno scorcio molto fotogenico soprattutto nel pomeriggio. Di lì tornate verso Plaza Mayor attraverso stretti passaggi e vicoli secondari (ad esempio attraverso la pittoresca Plaza de la Merced). Se siete appassionati di dolci, fermatevi in una pastelería tradizionale come Limon y Menta in via Serrano, famosa proprio per il ponche segoviano: potreste comprarne un piccolo trancio ben incartato da portare via, come souvenir gastronomico.

Sera: Per l’aperitivo, fate tappa in un bar di Plaza Mayor o lungo Calle Infanta Isabel, dove la gente del posto si ritrova a fine giornata. Con un tinto de verano o una caña di birra accompagnata da qualche tapa (olive, torreznos o formaggio locale), godetevi la passeggiata serale quando le luci iniziano ad accendersi. In estate spesso ci sono spettacoli di strada o concertini in piazza. Dopodiché, se avete ancora energie e voglia di suggestioni, fate due passi fino all’Acquedotto illuminato: la visione notturna dell’acquedotto romano, con i suoi archi illuminati contro il cielo scuro, è un’immagine poetica che resta nel cuore. Lungo il percorso, attraversando la Segovia notturna, respirerete una quiete irreale: i monumenti rischiarati assumono un’aura magica, mentre i vicoli risuonano solo dei vostri passi. Concludete infine la serata magari con un bicchierino di liquore locale in un bar del centro storico ancora aperto, brindando a questa città incantevole. In un solo giorno avrete esplorato i luoghi simbolo di Segovia, assaporandone la storia, la cucina e l’atmosfera. Anche se il tempo è stato breve, l’esperienza sarà stata intensa e vi verrà sicuramente voglia di tornare con più calma a scoprire altri dettagli nascosti di questa perla castigliana.

Nei dintorni

I dintorni di Segovia offrono molteplici spunti per gite di una giornata, spaziando da residenze reali a bellezze naturali e borghi medievali, tutti facilmente raggiungibili.

A soli 11 km dal centro sorge La Granja de San Ildefonso, piccolo paese noto per il suo splendido Palacio Real. Questa residenza fu voluta dal re Filippo V nel XVIII secolo come ritiro estivo e venne modellata ispirandosi allo sfarzo di Versailles. Il palazzo barocco, visitabile con audioguida, stupisce per gli interni riccamente decorati – saloni con affreschi, arredi francesi, la collezione di arazzi fiamminghi – ma ancora di più incanta il vasto Parco Reale. Passeggiando per i giardini formali all’italiana e alla francese, tra siepi geometriche e boschetti, si incontrano maestose fontane monumentali popolate di statue mitologiche: da non perdere la Fuente de Neptuno, la Fuente de la Selva e soprattutto la Fuente de los Baños de Diana. In estate, a orari prestabiliti, alcune fontane vengono azionate offrendo spettacolari giochi d’acqua al suono di musiche barocche. Nel borgo di La Granja vale anche una visita la Real Fábrica de Cristales, l’antica manifattura di cristalli e specchi del Settecento trasformata oggi in museo: vi si possono ammirare raffinati oggetti in vetro e assistere a dimostrazioni dei maestri vetrai. L’atmosfera del paesino è serena, con le case in pietra serrate attorno al palazzo e trattorie dove gustare i celebri judiones locali. In inverno La Granja assume un fascino particolare spesso ammantata di neve, e nelle sere estive ospita concerti e spettacoli all’aperto nei giardini reali.

Gli amanti della natura e delle escursioni possono dirigersi verso la Sierra de Guadarrama, catena montuosa che si erge a sud-est di Segovia formando un Parco Nazionale. In circa mezz’ora d’auto si raggiunge il Puerto de Navacerrada (a 1858 m di quota), valico che offre frescura estiva e piste da sci in inverno. Da lì partono sentieri panoramici come quello verso la Bola del Mundo o il Siete Picos, con viste che nelle giornate terse arrivano a scorgere perfino la sagoma di Madrid in lontananza. Un’altra meta naturalistica imperdibile sono le Hoces del Río Duratón, uno spettacolare canyon scavato dal fiume Duratón nei pressi della cittadina di Sepúlveda, a circa 60 km da Segovia. Il Parco Naturale delle Hoces del Duratón protegge gole profonde con pareti di roccia calcarea a picco sul fiume, abitate da una delle colonie di avvoltoi grifoni più numerose d’Europa che si possono ammirare volteggiare nel cielo. Il punto più famoso è l’Ermita de San Frutos, una chiesetta romanica isolata su uno sperone roccioso all’interno del canyon: uno scenario di grande suggestione, raggiungibile con breve camminata. Volendo, si può anche fare un tour in kayak sulle calme acque verde smeraldo del Duratón, pagaiando tra alte pareti e nidificazioni di uccelli rapaci. Prima di esplorare il parco, conviene fare tappa a Sepúlveda, delizioso borgo medievale adagiato su una collina. Sepúlveda è uno dei pueblos più belli della Spagna: vanta una Plaza Mayor porticata in pietra, chiese romaniche come El Salvador e Santa María de la Peña, e stradine acciottolate che sembrano ferme nel tempo. Ospita anche un Centro di interpretazione del parco naturale, utile per informazioni sui sentieri. Passeggiare per Sepúlveda, assaggiando magari un cordero asado in una asador locale, è un’esperienza che ben completa la visita alle gole del Duratón.

Altra gita consigliata è quella a Pedraza, borgo medievale perfettamente conservato a circa 40 km a nord-est di Segovia. Pedraza è racchiusa da mura e accessibile attraverso un’unica porta fortificata del XVI secolo: varcata la porta, si entra in un mondo antico di strade selciate, palazzi in pietra con stemmi e una calma quasi irreale. Da vedere c’è la Plaza Mayor di Pedraza, ampia piazza porticata con case dai balconi in legno fioriti e un aspetto scenografico unico, spesso usata come set cinematografico. Sul punto più alto del paese sorge il Castello di Pedraza, una fortezza il cui mastio ospita il museo del pittore Ignacio Zuloaga, che qui aveva studio. Ma il vero piacere è girovagare senza meta, scoprendo angoli pittoreschi, botteghe artigiane e panorami sulla campagna circostante. Pedraza è celebre anche per la Noche de las Velas: ogni anno a luglio, per una notte, il borgo spegne l’illuminazione elettrica e viene illuminato solo da migliaia di candele, con concerti di musica classica nelle piazze – uno spettacolo magico che richiama visitatori da tutto il paese (prenotate con largo anticipo se volete partecipare a questo evento). In ogni caso, in qualunque periodo, Pedraza incanta con la sua autenticità: sedersi a cenare sotto i portici della piazza, assaporando un altro po’ di cochinillo o un buon lechazo al forno, è un finale perfetto di giornata.

Altri luoghi nei dintorni di Segovia che meritano menzione: Coca, cittadina a nord con un imponente castello mudéjar di mattoni a bande bianche, davvero suggestivo; Cuéllar, con un altro castello-fortezza e chiese romanico-mudéjar; Turégano, dominata da un castello medievale incorporante una chiesa; e per chi volesse spingersi un po’ oltre, le celebri città di Ávila (un’ora d’auto) e Salamanca (due ore), gioielli della Castiglia e León anch’essi Patrimonio UNESCO. Ma anche restando più vicino, c’è un piccolo tesoro poco frequentato: il Palacio de Riofrío, a circa 12 km a sud-ovest di Segovia. Si tratta di una residenza reale del XVIII secolo immersa in una foresta popolata da cervi e daini; il palazzo, elegante e isolato, ospita un singolare Museo della Caccia con collezioni di armi, trofei e dipinti a tema venatorio. Una passeggiata nei dintorni di Riofrío, in silenzio tra gli alberi con la possibilità di avvistare qualche cervo, offre un momento di pace e natura dopo tante pietre secolari.

In sintesi, Segovia può essere base di partenza per un ventaglio di escursioni giornaliere che soddisfano tutti i gusti: dall’arte alla natura, dalla vita di corte alla vita rurale castigliana. Ogni meta nei dintorni arricchisce l’esperienza con sfumature diverse – la grandiosità barocca della Granja, il selvaggio fascino delle Hoces del Duratón, la quiete medioevale di Pedraza – dipingendo un quadro completo della regione segoviana e delle sue meraviglie.

Festival ed eventi imperdibili

Nonostante le dimensioni ridotte, Segovia ospita durante l’anno numerosi eventi culturali e feste tradizionali di grande richiamo, che aggiungono vivacità alla vita cittadina e costituiscono esperienze da non perdere se ci si trova in città nelle date giuste.

Il calendario segoviano parte già forte in primavera con Semana Santa, la settimana di Pasqua. La Settimana Santa di Segovia vede ogni anno solenni processioni religiose snodarsi per le vie del centro tra il Venerdì di Passione e la Domenica di Resurrezione. Le antiche confraternite, incappucciate secondo la tradizione, trasportano pesanti pasos (sculture sacre raffiguranti scene della Passione) accompagnate dal rullo cupo dei tamburi e dalle trombe. La processione del Venerdì Santo, con partenza dalla Cattedrale e arrivo all’umile chiesetta della Vera Cruz fuori le mura, è particolarmente suggestiva nel buio della sera. Per i visitatori, è un’occasione di assistere a rituali secolari di intensa spiritualità popolare, in un contesto scenografico unico.

A maggio la città diventa capitale mondiale del teatro di figura grazie al Festival Internazionale di Teatro dei Burattini Titirimundi, uno degli appuntamenti culturali più amati. Per alcuni giorni (di solito a metà maggio) piazze, chiostri e cortili di Segovia ospitano spettacoli di marionette e teatro di strada provenienti da tutto il mondo. Gli artisti animano pupazzi, ombre cinesi, burattini a filo incantando un pubblico di grandi e piccini. Le vie si riempiono di risate di bambini e note musicali: l’intera città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Titirimundi, nato negli anni ’80, è diventato un festival di riferimento, portando a Segovia compagnie burattinaie dall’Asia all’America. L’atmosfera è gioiosa e cosmopolita, e molti spettacoli sono gratuiti nelle strade, permettendo a chiunque di godere della magia senza tempo dei burattini.

Con l’inizio dell’estate arriva il momento delle feste patronali di Segovia: a fine giugno infatti si celebrano i Festeggiamenti di San Juan e San Pedro. In prossimità del 24 giugno (San Giovanni) e 29 giugno (San Pietro), la città si anima con un ricco programma di eventi: sfilate folcloristiche, concerti all’aperto, spettacoli pirotecnici e la tradizionale Feria de San Juan con giostre e bancarelle. Le piazze si riempiono di musica e balli – tra cui l’immancabile jotas castigliane – e ovunque si respira aria di festa popolare. Uno dei momenti clou è la Notte di San Giovanni (23 giugno), in cui viene acceso il falò purificatore nella piazza dell’Acquedotto o in altri punti, attorno a cui si radunano i segoviani per saltare il fuoco a mezzanotte secondo la tradizione e dare il benvenuto all’estate. Le feste di San Juan y San Pedro sono l’occasione perfetta per vedere Segovia nel suo volto più gioioso e genuino, con la comunità cittadina in piazza fino a tarda sera a godersi i concerti gratuiti e le attrazioni.

L’estate prosegue con un’importante rassegna culturale: il Festival Internacional de Música de Segovia (MUSEG). Nei mesi di luglio e agosto artisti di calibro internazionale giungono in città per esibirsi in concerti di musica classica, sinfonica, jazz e generi vari, spesso in scenari monumentali all’aperto. Si può assistere a un recital di chitarra spagnola nel cortile dell’Alcázar, a un concerto sinfonico nella Plaza de San Martín, o a serate di flamenco e danza in altri angoli suggestivi. La qualità degli eventi è altissima e molti sono ad ingresso libero o popolare, rendendo la cultura accessibile a tutti. Durante MUSEG, Segovia vibra di note e si riempie di melomani; l’unione tra musica e patrimonio storico crea momenti di bellezza pura. Sempre d’estate, da qualche anno si tengono anche rassegne di cinema all’aperto (con proiezioni di film in Plaza Mayor o al chiostro di San Juan de los Caballeros) e spettacoli teatrali itineranti nei cortili dei palazzi – un vero tripudio di iniziative per vivere le serate estive.

Con l’autunno arriva uno degli appuntamenti più prestigiosi: l’Hay Festival Segovia, succursale spagnola del celebre festival letterario nato in Galles. Ogni settembre per quattro giorni Segovia diventa capitale della letteratura, dell’arte e del pensiero. Scrittori, giornalisti, artisti e intellettuali di fama mondiale si incontrano qui per presentare libri, tenere conferenze, dibattiti e lectio magistralis in luoghi iconici della città: saloni storici, teatri, giardini monumentali. Oltre alle parole scritte, l’Hay Festival include nel programma anche mostre d’arte, concerti, proiezioni cinematografiche e installazioni creative. Il pubblico – proveniente da tutta Europa – ha l’occasione di ascoltare dal vivo Premi Nobel della letteratura, architetti di grido, attori e pensatori di ogni campo, in un’atmosfera stimolante e cosmopolita. L’Hay Festival Segovia, attivo dal 2006 in città, richiama un pubblico raffinato e curioso, e proietta Segovia in una dimensione internazionale e innovativa che convive per qualche giorno con la sua immagine di città antica.

Tra le feste tradizionali, merita un cenno la celebrazione del Patrono San Frutos, il santo eremita protettore di Segovia, il 25 ottobre. All’alba di quel giorno (la San Frutos), nella cattedrale si compie un antico rito: allo scoccare della mezzanotte tra il 24 e il 25, un rappresentante del Comune legge il “Romance di San Frutos” sul sagrato e si assicura che il santo compia il miracolo di voltare la pagina del suo libro (leggenda locale vuole che una statua del santo in cattedrale compia questo prodigio ogni anno) – se ciò avviene, l’inverno può iniziare. Segue poi una giornata di messa solenne, mercatini e degustazioni di rosquillas e dolci tipici dedicati al santo, come i lazos di San Frutos. È una ricorrenza molto sentita dalla popolazione locale, meno conosciuta dai turisti ma interessante per chi ama le tradizioni popolari.

Nel periodo natalizio Segovia si ammanta di luci e organizza un Mercatino di Natale sotto l’Acquedotto e in Plaza Mayor, con casette in legno che vendono artigianato e dolciumi, e un allegro viavai di famiglie. L’Epifania viene festeggiata con la Cabalgata de Reyes il 5 gennaio: un corteo di carri allegorici, figuranti e Re Magi a cavallo sfila per le vie distribuendo caramelle ai bambini, in un clima di festa magica che prelude al giorno dei doni (6 gennaio). Infine, gli appassionati di sport possono segnare in agenda a marzo la Mezza Maratona di Segovia, evento podistico che richiama atleti da tutta la Spagna: correre o anche solo assistere alla corsa tra acquedotto, saliscendi medievali e paesaggi collinari è emozionante, e la città si riempie di tifosi e musica per l’occasione.

In conclusione, ogni stagione regala a Segovia qualche evento speciale: dai momenti di raccoglimento religioso alle esplosioni di musica e colori, ce n’è per tutti i gusti. Partecipare a uno di questi festival o feste vi farà conoscere il lato più vivo della città e l’entusiasmo dei segoviani nel celebrare cultura e tradizione. Prima di partire, conviene informarsi sul calendario aggiornato degli eventi: chissà che non riusciate a far coincidere la visita con un concerto all’aperto sull’acquedotto o con un piatto di judiones gustato durante una sagra in piazza sotto i fuochi d’artificio di San Juan!

Come arrivare e muoversi

Nonostante la sua atmosfera da città antica e appartata, Segovia è ben collegata e facile da raggiungere grazie alla vicinanza con Madrid e a infrastrutture moderne. Ecco come arrivare e come spostarsi in zona:

In aereo: l’aeroporto internazionale più vicino è Madrid Barajas (MAD), a circa 100 km. Da lì si può proseguire in treno o autobus verso Segovia passando per il centro di Madrid, oppure noleggiare un’auto direttamente in aeroporto (un’ora e mezza di viaggio circa via autostrada).

In treno: è il modo più veloce e comodo da Madrid. Dalla stazione di Madrid-Chamartín partono frequenti treni AVE ad alta velocità che impiegano appena 27-30 minuti per arrivare a Segovia. I convogli fermano alla stazione Segovia-Guiomar, situata fuori città a circa 5 km dal centro. Dalla stazione Segovia-Guiomar si trovano in coincidenza autobus urbani (linea 11 principalmente) che portano al centro storico in 15 minuti, con capolinea vicino all’Acquedotto. In alternativa ci sono sempre taxi disponibili all’uscita della stazione. Se non avete fretta o se partite da altri centri, Segovia è raggiungibile anche con treni regionali (Media Distancia): ad esempio da Madrid esiste una linea locale che parte da Atocha/Chamartín e arriva alla vecchia stazione Segovia città (Estación de Segovia) in circa 2 ore. Questa stazione storica è posta in zona centrale (viale Via Roma), a circa 20 minuti a piedi dall’Acquedotto. È una soluzione più economica ma meno rapida, utilizzata soprattutto dai pendolari. Da nord invece Segovia è collegata via AVE con città come Valladolid, León o Burgos (linea AVE nord-sud), e via regionale con Ávila.

In autobus: l’opzione bus è conveniente e diretta, molto utilizzata per chi parte da Madrid. La compagnia Avanza autolinee gestisce frequenti corse giornaliere tra Madrid (stazione Moncloa) e Segovia: ve ne sono circa due ogni ora, con un tempo di percorrenza di 1h15-1h30 a seconda delle fermate. I pullman sono comodi e dotati di aria condizionata. A Madrid la partenza avviene dall’Intercambiador di Moncloa (facilmente raggiungibile in metropolitana), mentre a Segovia l’arrivo è alla Stazione degli Autobus in Paseo Ezequiel González 20. Questa autostazione si trova a meno di 10 minuti a piedi dall’Acquedotto e dal centro storico: basta risalire per Calle José Zorrilla e raggiungere Plaza del Azoguejo. I biglietti autobus costano all’incirca la metà del treno AVE e si possono acquistare online o direttamente in stazione. Oltre che con Madrid, Segovia è collegata in bus anche con altre città della Castiglia-León (Salamanca, Valladolid, Soria) e con località minori della provincia.

In auto: guidare fino a Segovia è agevole: la città è ben collegata dalla rete stradale. Da Madrid si prende l’autostrada A-6 fino a San Rafael e poi si segue la superstrada AP-61 per Segovia (in totale circa 100 km, poco più di un’ora di viaggio). In alternativa panoramica, c’è la strada locale che sale al Puerto de Navacerrada attraverso la montagna e scende su La Granja, offrendo magnifici panorami (ma attenzione in inverno spesso è innevata). Da Valladolid si arriva tramite autostrada A-601 in un’ora circa (110 km). Chi proviene dal nord (Burgos, Bilbao) può usare l’A-1 fino a Santo Tomé e poi deviare per Segovia via N-110. Una volta arrivati, bisogna considerare che il centro storico è quasi interamente zona pedonale o a traffico limitato: conviene lasciare l’auto in uno dei parcheggi esterni o lungo le vie adiacenti alle mura. Ci sono parcheggi gratuiti in zona Acquedotto (es. nell’area di Via Roma o presso il cimitero, a 10 minuti a piedi dal centro) oppure a pagamento come il Parking Guiomar vicino a Plaza Oriental. L’auto è utile invece se si vuole esplorare i dintorni (La Granja, Pedrazza, ecc.), ma in città è spesso un impaccio.

Muoversi in città

Segovia è relativamente piccola e la maggior parte dei luoghi di interesse sono raggiungibili a piedi. Il centro antico è compatto ma attenzione: è anche pieno di salite e discese, con pavimentazione in ciottoli. Indossare scarpe comode è d’obbligo per esplorare i vicoli e le scale medievali. Per salire dal livello dell’Acquedotto alla Cattedrale/Alcázar bisogna mettere in conto un buon dislivello, ma le distanze non sono eccessive e passeggiare è il modo migliore per cogliere scorci nascosti. In alternativa, la città offre un servizio di autobus urbani con varie linee che collegano il centro con i quartieri esterni e le zone periferiche. La linea 1 e 2 ad esempio circolano attorno al centro, la linea 9 porta a La Granja, e la già citata linea 11 collega il centro con la stazione AVE fuori città. I bus urbani sono utili se si alloggia lontano dal centro storico o per raggiungere punti specifici (es. l’ospedale, centri commerciali, ecc.). I biglietti si acquistano a bordo e in genere la frequenza è ogni 20-30 minuti a seconda della linea. Per i turisti, c’è anche un servizio di trenino turistico (Tren Turístico de Segovia) che parte da Piazza Azoguejo e compie un giro panoramico commentato di circa 45 minuti attorno alla città storica e ai suoi monumenti principali, ideale per chi ha difficoltà motorie o vuole una prima infarinatura senza camminare.

Quanto a parcheggi e ZTL, il consiglio è di evitare di addentrarsi in auto nel casco antiguo: le strade sono strette e riservate ai residenti con permesso, con varchi elettronici che multano automaticamente i non autorizzati. Se alloggiate in centro, informatevi prima con la struttura sull’accesso e le convenzioni parcheggio. I taxi sono disponibili ma in una città così piccola si usano soprattutto la sera tardi o per tragitti dal centro a stazione/bus terminal. Un numero utile è Radio Taxi Segovia (Tel. 921 445000). Per chi ama la bici, si può considerare di noleggiare biciclette elettriche: però va detto che le salite ripide e l’acciottolato non rendono Segovia la città più agevole per ciclisti, se non nelle aree pianeggianti fuori le mura.

Accessibilità: il comune di Segovia sta migliorando gradualmente l’accessibilità del centro storico, ma essendo un contesto medievale non tutti i percorsi sono comodissimi per persone con mobilità ridotta. Ci sono però rampe o ascensori in punti strategici: ad esempio un ascensore collega la zona di via Obispo Gandásegui (vicino Plaza Mayor) con il quartiere di La Piedad a valle, e un altro presso il parcheggio di Plaza Reina Victoria Eugenia aiuta a salire verso l’Alcázar. In generale però chi ha difficoltà a deambulare potrebbe preferire visitare con il trenino turistico o affidarsi a taxi per i trasferimenti su e giù dalla collina. Molti musei e monumenti (come l’Alcázar e la Cattedrale) sono dotati di accessi per disabili e servizi adeguati, ma è bene informarsi caso per caso.

Come muoversi nei dintorni: per esplorare le attrazioni fuori città (La Granja, Turégano, Sepúlveda ecc.) il mezzo più flessibile è l’auto. Tuttavia esistono collegamenti bus: ad esempio Autocares Sepúlvedana effettua corse per La Granja (circa 3-4 al giorno), altre linee collegano i principali pueblos (Pedraza ha un bus un paio di volte a settimana, non molto pratico; Sepúlveda uno al giorno; La Granja invece è ben servita). In estate l’ente del turismo organizza anche visite guidate e navette per eventi speciali (come la Notte delle Candele di Pedraza). Dunque, organizzandosi con orari, è possibile muoversi con i mezzi pubblici, ma orari e frequenze sono limitati: per una maggiore libertà l’auto resta preferibile se volete coprire più località in un solo giorno.

Info pratiche

Periodo migliore per visitare

Segovia è affascinante tutto l’anno, ma le stagioni ideali sono la primavera e l’inizio dell’autunno. Da aprile a giugno la campagna attorno è verde e fiorita, il clima mite (15-25 °C) e le giornate lunghe; inoltre a maggio e giugno si svolgono eventi interessanti come Titirimundi e il Festival musicale, e c’è vivacità ma non ancora il pienone. Settembre e inizio ottobre offrono cieli tersi, temperature gradevoli e i colori caldi dell’autunno; inoltre si tiene l’Hay Festival e la vendemmia nelle zone vinicole vicine porta allegria. L’estate (luglio-agosto) è alta stagione turistica: la città si riempie specie nei weekend di visitatori e madrileni in fuga dalla capitale. Le giornate sono molto calde (punte sopra i 30 °C, ma aria secca) anche se la sera in altura rinfresca piacevolmente; troverete atmosfera festosa, tanti eventi serali, ma anche qualche coda per entrare nei monumenti più famosi. L’inverno a Segovia è freddo: essendo a 1000 m di altitudine, tra dicembre e febbraio si possono avere temperature sotto zero, vento tagliente e occasionalmente neve. Ciò nonostante, un visita invernale ha il suo fascino – potreste trovare l’Acquedotto spruzzato di neve o l’Alcázar avvolto nella bruma, visioni da cartolina – e la bassa affluenza turistica permette di gustare la città in tranquillità, rifugiandosi poi al caldo delle osterie con un buon cochinillo e una zuppa calda. Da evitare, se possibile, soltanto le festività di Pasqua e i ponti nazionali spagnoli se non amate le folle, perché la città viene letteralmente presa d’assalto.

Consigli utili

Data l’altitudine e il clima continentale, mettete sempre in valigia un capo caldo anche in estate (la sera la temperatura cala sensibilmente) e abbigliamento a strati. In inverno vestitevi molto pesante e con scarpe adatte al ghiaccio. Ricordatevi inoltre che a Segovia il sole, specie d’estate, picchia forte: un cappellino e crema solare per le ore centrali possono tornare utili, soprattutto se salite sulle torri o passeggiate all’aperto a lungo. Scarpe comode con suola antiscivolo sono fondamentali tutto l’anno: le strade acciottolate e le pendenze possono stancare i piedi non abituati. Portate magari con voi una borraccia: l’acqua a Segovia è potabile e ci sono fontanelle in giro (ad esempio sotto l’acquedotto), utile per idratarsi visto il clima secco.

Orari e abitudini locali

Tenete presente che in Spagna si pranza e cena più tardi rispetto all’Italia. A Segovia la maggior parte dei ristoranti apre per il pranzo dalle 13:30 alle 16:00 circa, e per la cena dalle 20:30/21:00 fino alle 23:00. Molte cucine chiudono nel pomeriggio, quindi adeguatevi agli orari locali per gustare al meglio la gastronomia – magari facendo uno spuntino a metà mattina (il famoso almuerzo a base di tapas o bocadillo) per arrivare all’ora tardiva di pranzo. I negozi in centro spesso osservano la siesta pomeridiana: aspettatevi serrande abbassate dalle 14 alle 17, soprattutto per piccole botteghe e artigiani, con riapertura fino alle 20:30 circa. I monumenti maggiori (Alcázar, Cattedrale, musei) hanno in genere orario continuato 10-18 (Cattedrale fino alle 19:00, Alcázar d’estate anche fino alle 20:00), ma molti chiudono il lunedì: organizzate quindi le visite tenendo conto che il lunedì spesso è dedicato a passeggiare senza entrare nei musei. La Cattedrale la domenica mattina è aperta solo per funzioni religiose, le visite turistiche iniziano nel pomeriggio. Prima di salire sulla torre dell’Alcázar o della Cattedrale, valutate la vostra forma: entrambe le salite sono piuttosto impegnative (oltre 150 gradini stretti). Se soffrite di vertigini o claustrofobia, meglio accontentarsi del panorama dal basso o optare per punti panoramici alternativi (come il Mirador de la Pradera di San Marcos o quello di Plaza Días Sanz).

Tour e visite guidate

Per apprezzare appieno la storia locale, potete considerare di partecipare a qualche visita guidata organizzata dall’ufficio turistico o da agenzie private. L’Oficina de Turismo di Segovia propone visite guidate a piedi del centro storico (in spagnolo e talvolta in inglese) che in un paio d’ore vi portano attraverso i principali monumenti con spiegazioni approfondite. Esistono anche tour tematici, come quello della Segovia Massonica, il percorso della Segovia Ebraica o itinerari teatralizzati in costume la sera d’estate. Un’esperienza particolare è la visita alla canalizzazione dell’Acquedotto: su prenotazione si può scendere nel sottosuolo di Plaza del Diaz Sanz per vedere un tratto coperto dell’acquedotto romano e capire come funzionava la distribuzione idrica – un piccolo tour molto interessante per gli appassionati di archeologia. Anche la Muralla (mura) offre un percorso guidato notturno in alcuni periodi, con lanterne e guide in abito medievale che narrano leggende segoviane lungo i bastioni: informatevi se disponibile durante la vostra permanenza. Se avete un giorno extra, l’ufficio turistico vende pacchetti per escursioni in bus nei dintorni (ad esempio tour a La Granja e dintorni con guida e trasporto inclusi).

Acquisti da fare

Vale la pena portare a casa qualche souvenir gastronomico: il chorizo di Cantimpalos sottovuoto, una scatola di ponche segoviano (si conserva qualche giorno) o i haricots judiones secchi da cucinare. Molto carini anche i prodotti artigianali: la ceramica decorata a mano in stile castigliano (piatti, brocche) la trovate in botteghe su Calle Real; oggetti in vetro soffiato e cristallo dalla Real Fábrica de Cristales (anche nel negozio del museo a La Granja); e poi merletti e ricami tradizionali, coltelli artigianali spagnoli, riproduzioni di statue romaniche. Un souvenir simpatico sono le porzioni monodose di cochinillo in scatola: alcune botteghe vendono confezioni sottovuoto di cochinillo cotto, da rigenerare in forno a casa (iniziativa nota come Cochinillo Viajero del ristorante José María). Se volete qualcosa di meno ingombrante, la figura del maialino in ceramica è quasi un simbolo di Segovia, spesso venduta come fermacarte o decorazione. In Plaza Mayor trovate spesso mercatini di prodotti locali nel weekend, dove acquistare miele della Sierra, formaggi di pecora, vini di piccoli produttori e dolci conventuali.

Sicurezza

Segovia è una città tranquilla e sicura. Potete girare ovunque anche la sera tardi senza timori particolari; la zona dell’Acquedotto e del centro è sempre ben illuminata. Fate solo attenzione sulle strade in pendenza con ciottoli, che possono essere scivolose: specialmente con pioggia o ghiaccio, camminate con prudenza. Rispettate i monumenti: non arrampicatevi sull’acquedotto (è severamente vietato e pericoloso) e non gettate monete nelle fontane storiche per non rovinarle. Nei luoghi religiosi (cattedrale, chiese) vestitevi in modo decoroso e mantenete il silenzio durante le funzioni. Se partecipate a eventi affollati come la Notte di San Giovanni o la Cabalgata dei Re Magi, state attenti ai borseggiatori come fareste ovunque, ma in generale a Segovia non è un grosso problema.

Informazioni turistiche

Per qualsiasi necessità potete rivolgervi all’Ufficio del Turismo di Segovia, situato comodamente presso il centro visitatori all’inizio dell’Acquedotto (Plaza del Azoguejo 1, proprio accanto ai primi archi). Qui troverete mappe gratuite, depliant, consigli sugli orari e la possibilità di prenotare visite guidate o comprare la Segovia Card (se disponibile, dà accesso scontato a più attrazioni). L’ufficio è aperto tutti i giorni (generalmente 10:00-18:00, in estate fino alle 19:00). I contatti: Tel. 921 466 720, email [email protected]. Esiste anche un servizio WhatsApp per informazioni turistiche rapide. Inoltre, in città noterete personale con pettorine “Infosegovia” durante i weekend di alta stagione, disponibile per dare indicazioni ai visitatori nei punti chiave. Infine, il sito web ufficiale www.turismodesegovia.com (anche in italiano) è ricco di notizie aggiornate su mostre, eventi e orari.

Alfredo Ravanetti

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