Morano Calabro: uno dei borghi più spettacolari del Parco del Pollino
Ci sono borghi che colpiscono per un monumento, altri per un panorama. Morano Calabro impressiona ancora prima di entrarci.
Arrivando dalla valle, lo sguardo incontra una cascata di case in pietra che si sovrappongono una sull’altra seguendo il pendio della collina fino ai resti del castello che domina la sommità. È una delle immagini più riconoscibili della Calabria e uno dei profili urbani più fotografati del Mezzogiorno.
Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, Morano occupa una posizione privilegiata all’interno del Parco Nazionale del Pollino, il più grande parco nazionale italiano. La sua storia attraversa epoche diverse, dai Romani ai Normanni, dagli Svevi agli Aragonesi, mentre le montagne circostanti hanno contribuito a preservarne l’identità e il carattere.
A differenza di altri centri storici che si visitano rapidamente, Morano invita a rallentare. Le sue strade non seguono una logica moderna: salgono, si restringono, si biforcano e conducono continuamente verso punti panoramici inattesi.
Storia
Le origini del borgo affondano nell’antichità. L’area era abitata già in epoca romana e la sua posizione strategica lungo le vie che collegavano il Tirreno allo Ionio favorì lo sviluppo di un importante centro fortificato.
Nel Medioevo Morano divenne una delle roccaforti più rilevanti dell’area settentrionale della Calabria. Normanni, Svevi e Angioini rafforzarono progressivamente le difese del borgo, che controllava uno dei principali accessi alle montagne del Pollino.
Nel XV secolo il paese entrò nei possedimenti dei Sanseverino, una delle famiglie feudali più potenti dell’Italia meridionale. Molti edifici storici ancora visibili nel centro testimoniano il periodo di maggiore prosperità del borgo. (comune.morano.it)
Il Castello Normanno-Svevo
Sulla cima del colle sorgono i resti del Castello Normanno-Svevo, il monumento che definisce l’intero profilo del paese.
La struttura originaria venne probabilmente edificata dai Normanni nell’XI secolo e successivamente ampliata dagli Svevi sotto Federico II. Nel corso dei secoli il castello subì numerosi interventi e trasformazioni, fino alla distruzione ordinata dai francesi all’inizio dell’Ottocento.
Oggi rimangono importanti tratti murari e alcuni ambienti che permettono di comprendere l’estensione dell’antica fortezza. Più che per le strutture superstiti, il castello merita la visita per il panorama. Dalla sommità si osservano il centro storico, la valle del Coscile e le montagne del Pollino che circondano il borgo.
Nelle giornate limpide il paesaggio sembra estendersi senza fine.
La Collegiata dei Santi Pietro e Paolo
Pochi edifici raccontano la storia artistica di Morano meglio della Collegiata dei Santi Pietro e Paolo.
L’imponente facciata domina una delle piazze principali del borgo e custodisce al suo interno opere d’arte di notevole valore. Tra queste spicca il celebre Polittico di Bartolomeo Vivarini, una delle testimonianze artistiche più importanti conservate nel territorio del Pollino.
La chiesa rappresenta uno dei migliori esempi dell’importanza religiosa e culturale che Morano raggiunse tra Quattrocento e Cinquecento.
La Chiesa di San Bernardino
Appena fuori dal nucleo più antico si trova la Chiesa di San Bernardino da Siena, costruita nel XV secolo.
L’edificio custodisce opere rinascimentali e testimonia la diffusione del culto francescano nella Calabria settentrionale. L’interno sorprende per l’eleganza delle decorazioni e per la ricchezza delle opere conservate.
È uno di quei luoghi che molti visitatori scoprono quasi per caso e che finiscono per ricordare più a lungo.
Il centro storico
La vera attrazione di Morano resta però il borgo stesso.
Le case si addossano le une alle altre seguendo la conformazione della collina. Archi, scalinate, sottopassi e piccole piazze creano un tessuto urbano che sembra nato spontaneamente nel corso dei secoli.
Passeggiando tra Via San Nicola, Via Ferrante e le strade che salgono verso il castello si incontrano balconi fioriti, portali in pietra, antichi palazzi nobiliari e scorci che si aprono improvvisamente sulle montagne circostanti.
Il momento migliore per esplorare il centro storico è la mattina presto oppure nel tardo pomeriggio, quando la luce valorizza le sfumature della pietra locale.
Il Nibbio e i punti panoramici
Morano è uno dei luoghi migliori del Pollino per osservare il rapporto tra architettura e paesaggio.
Diversi belvedere permettono di ammirare il borgo nella sua interezza. Tra i più apprezzati c’è il punto panoramico lungo la strada che sale verso il castello, da cui si comprende perfettamente perché Morano venga spesso definito un “borgo-presepe”.
Da qui il paese appare come una struttura unica che emerge direttamente dalla montagna.
Parco Nazionale del Pollino
Uno dei grandi vantaggi di Morano è la sua posizione.
Il borgo rappresenta una delle porte d’accesso più comode al Parco Nazionale del Pollino, un territorio straordinario che ospita alcune delle montagne più selvagge dell’Italia meridionale.
Le foreste di faggio, i pini loricati, le gole rocciose e gli altipiani d’alta quota hanno reso il Pollino una delle destinazioni naturalistiche più importanti del Paese.
Molti escursionisti scelgono Morano come base per esplorare l’area.
Passeggiate e trekking
Chi ama camminare trova nei dintorni del borgo una rete di percorsi molto interessante. I sentieri che conducono verso Piano Ruggio, Serra Dolcedorme e gli altopiani del Pollino permettono di attraversare alcuni degli ambienti naturali più suggestivi del Sud Italia.
Per una passeggiata più semplice, vale la pena seguire le strade panoramiche che circondano Morano. Da qui si ottengono le migliori vedute sul borgo e sulle montagne che ne definiscono l’identità.
Cosa vedere nei dintorni
A pochi chilometri si trovano Castrovillari, importante centro storico della Calabria settentrionale, e Civita, il celebre borgo arbëreshë affacciato sulle spettacolari Gole del Raganello.
Anche Altomonte, con la sua straordinaria chiesa gotico-angioina, rappresenta una delle escursioni più interessanti della zona.
Chi dispone di più giorni dovrebbe dedicare tempo anche a Rotonda, San Severino Lucano e alle aree più alte del Pollino.
Gastronomia
La cucina di Morano riflette il carattere montano del territorio. Tra le specialità più rappresentative compaiono i rascjcatilli, una pasta fresca tradizionale preparata a mano, le zuppe di legumi, i funghi raccolti nelle montagne circostanti, le carni ovine e caprine e i salumi dell’entroterra. Nelle trattorie locali si incontrano spesso piatti legati alla transumanza e alla cultura pastorale del Pollino, accompagnati da formaggi stagionati e pane cotto a legna.
Dove mangiare
Ristorante Il Nibbio – Contrada Mazzicanino. Tel. 0981 31009. Cucina del territorio e splendida vista panoramica sul borgo.
Agriturismo Colloreto – Contrada Colloreto. Tel. 0981 31132. Specialità tradizionali e prodotti del Pollino.
Ristorante San Bernardino – Centro storico. Tel. 0981 31048. Piatti tipici della tradizione calabrese.
Dove dormire
Albergo Diffuso Il Borgo Ospitale – Centro storico di Morano Calabro. Tel. 0981 31101. Una delle soluzioni più caratteristiche per vivere il borgo dall’interno.
Hotel La Locanda del Parco – Campotenese. Tel. 0981 91393. Ottima base per escursioni nel Pollino.
Agriturismo Colloreto – Contrada Colloreto. Tel. 0981 31132. Atmosfera rurale immersa nel verde.
Come arrivare
Morano Calabro si trova lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo. L’uscita autostradale di Campotenese-Morano Calabro permette di raggiungere il centro storico in pochi minuti.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Castrovillari, mentre gli aeroporti di riferimento sono Lamezia Terme e Bari per chi arriva da nord.
Info pratiche
Ufficio Turistico
Piazza Giovanni XXIII
Castello Normanno-Svevo
Centro storico di Morano Calabro
Collegiata dei Santi Pietro e Paolo
Piazza Giovanni XXIII
Periodo migliore
La primavera e l’autunno offrono temperature ideali e colori particolarmente suggestivi. L’estate è perfetta per combinare la visita del borgo con le escursioni nel Pollino.
