Mantova: cosa vedere in due giorni tra Palazzo Ducale, Palazzo Te e il centro dei Gonzaga
Mantova sorge nella pianura lombarda sud-orientale, quasi al confine con Emilia-Romagna e Veneto, circondata su tre lati dalle acque del Mincio. Il fiume, proveniente dal Lago di Garda, viene trattenuto intorno alla città formando i laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore: l’attuale assetto risale al grande intervento idraulico progettato nel 1190 da Alberto Pitentino. Il risultato è ancora oggi uno degli elementi più sorprendenti della città, soprattutto arrivando da est attraverso il Ponte di San Giorgio, quando Palazzo Ducale, Castello e cupole appaiono direttamente sopra l’acqua.
Mantova è però soprattutto la città dei Gonzaga, che la governarono dal 1328 al 1707 e ne fecero una delle corti più importanti dell’Italia rinascimentale. Andrea Mantegna trascorse qui gran parte della propria carriera; Leon Battista Alberti progettò Sant’Andrea e San Sebastiano; Giulio Romano costruì Palazzo Te e trasformò profondamente il linguaggio artistico della corte. Isabella d’Este raccolse opere, antichità e manoscritti, mentre diplomatici, musicisti e letterati attraversavano continuamente i palazzi ducali.
Dal 2008 Mantova è Patrimonio Mondiale UNESCO insieme a Sabbioneta. Le due città rappresentano due modi diversi di applicare le idee urbanistiche rinascimentali: Mantova è una città antica progressivamente trasformata, mentre Sabbioneta venne costruita nel Cinquecento secondo un progetto unitario di città ideale.
Per vedere i monumenti principali servono almeno due giorni. Una giornata consente di concentrarsi su Palazzo Ducale, piazze centrali, Sant’Andrea e Palazzo Te, ma costringe a sacrificare musei, navigazione sui laghi e buona parte della città gonzaghesca.
Cosa vedere a Mantova
- Piazza Sordello
- Palazzo Ducale
- Castello di San Giorgio e Camera degli Sposi
- Duomo di San Pietro
- Piazza Broletto
- Piazza delle Erbe
- Rotonda di San Lorenzo
- Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio
- Basilica di Sant’Andrea
- Teatro Scientifico Bibiena
- Palazzo d’Arco
- Casa del Mantegna
- MACA – Palazzo San Sebastiano
- Tempio di San Sebastiano
- Palazzo Te
- laghi di Mantova e sponde del Mincio
Piazza Sordello
Piazza Sordello è il punto migliore da cui iniziare.
L’ampio spazio rettangolare occupa il cuore politico della Mantova medievale e gonzaghesca. Su un lato si estende il Palazzo Ducale; poco più avanti si alza il Duomo, mentre intorno rimangono Palazzo Bonacolsi, Palazzo Acerbi con la Torre della Gabbia e una serie di edifici che raccontano la città precedente all’ascesa definitiva dei Gonzaga.
La piazza porta il nome di Sordello da Goito, poeta e trovatore mantovano del XIII secolo ricordato anche da Dante nel Purgatorio.
Prima di entrare nel Palazzo Ducale percorrete lentamente la piazza fino al Castello di San Giorgio: da questo lato si comincia già a vedere il rapporto diretto fra la residenza e il Lago Inferiore.
Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Mantova non è un singolo palazzo, ma un complesso monumentale cresciuto per secoli attraverso l’unione di residenze, cortili, giardini, gallerie, chiese e appartamenti.
Occupa circa 35.000 metri quadrati e comprende oltre mille ambienti. Il primo nucleo importante apparteneva ai Bonacolsi, signori della città prima dei Gonzaga. Dopo il colpo di Stato del 1328, con il quale Luigi Gonzaga conquistò Mantova, la nuova dinastia cominciò progressivamente ad ampliare la residenza.
La visita permette quindi di attraversare epoche molto diverse: strutture medievali, appartamenti rinascimentali, decorazioni manieriste e trasformazioni settecentesche.
Non cercate di vedere ogni sala con la stessa attenzione. Calcolate almeno due ore e mezza, tre se volete seguire con calma l’intero percorso.
Castello di San Giorgio

Il Castello di San Giorgio venne costruito tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento su progetto di Bartolino da Novara, lo stesso ingegnere che lavorò al Castello Estense di Ferrara.
Nacque come struttura difensiva con pianta quadrata, quattro torri angolari e fossato. Nel Quattrocento venne progressivamente incorporato nella residenza gonzaghesca e trasformato in appartamento di corte.
Qui si trova il capolavoro più celebre dell’intero complesso.
Camera degli Sposi
La Camera degli Sposi, o Camera Picta, fu affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 per Ludovico III Gonzaga.
L’ambiente è relativamente piccolo, ma Mantegna ne modifica completamente la percezione attraverso architetture dipinte, paesaggi e personaggi che sembrano continuare lo spazio reale della stanza.
Sulle pareti compaiono Ludovico Gonzaga, la moglie Barbara di Brandeburgo, figli, cortigiani e figure diplomatiche. Non si tratta però di un semplice ritratto familiare. L’intero programma mostra il rango internazionale raggiunto dai Gonzaga e costruisce un’immagine estremamente controllata della dinastia.
La parte più celebre rimane l’oculo dipinto sulla volta, aperto verso un cielo immaginario dal quale si affacciano putti, figure femminili e un pavone.
È uno dei momenti fondamentali della prospettiva rinascimentale italiana.
L’accesso alla Camera è regolato per limitare il numero di visitatori e proteggere gli affreschi; prenotate quindi il Palazzo Ducale con anticipo, soprattutto nei fine settimana.
Gli appartamenti dei Gonzaga
Oltre alla Camera degli Sposi, il Palazzo conserva una quantità enorme di ambienti legati alla vita della corte.
Particolarmente importanti sono la Sala di Manto, la Galleria degli Specchi, l’Appartamento di Troia, le sale legate a Isabella d’Este e la Basilica Palatina di Santa Barbara.
Isabella d’Este, marchesa di Mantova dal matrimonio con Francesco II Gonzaga, fu una delle grandi committenti artistiche del Rinascimento. Il suo celebre Studiolo venne concepito per ospitare dipinti di Mantegna, Perugino, Lorenzo Costa e altri artisti, insieme a bronzi, gemme, antichità e oggetti preziosi.
Molte opere furono successivamente disperse quando le collezioni Gonzaga vennero vendute nel Seicento, in particolare dopo la cessione di una parte importante della raccolta a Carlo I d’Inghilterra.
Basilica Palatina di Santa Barbara
All’interno del complesso ducale si trova la Basilica Palatina di Santa Barbara, costruita nel Cinquecento per volontà di Guglielmo Gonzaga su progetto di Giovan Battista Bertani.
Era la chiesa privata della corte e godeva di particolari privilegi liturgici.
L’edificio conserva inoltre una delle porzioni della reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, elemento fondamentale nella storia religiosa mantovana.
Palazzo Ducale: orari 2026
Nel 2026 Palazzo Ducale è aperto dal martedì alla domenica dalle 8:15 alle 19:15, con ultimo ingresso alle 18:20. Il lunedì è chiuso.
La biglietteria si trova in Piazza Sordello 40 ed è aperta fino alle 18:15.
Indirizzo: Piazza Sordello 40
Telefono: +39 0376 352100
Email: [email protected]
Duomo di San Pietro

Sul lato settentrionale di Piazza Sordello sorge la Cattedrale di San Pietro Apostolo.
La facciata attuale, in marmo bianco, appartiene al Settecento e può ingannare sulla storia dell’edificio. All’interno rimangono invece tracce delle grandi trasformazioni cinquecentesche avviate dopo un incendio e affidate anche a Giulio Romano.
Sotto l’altare maggiore è conservato il corpo di Sant’Anselmo da Baggio, patrono della città.
Il campanile romanico ricorda una fase molto precedente rispetto alla facciata settecentesca.
Piazza Broletto
Da Piazza Sordello percorrete Via Broletto e raggiungete Piazza Broletto, cuore della Mantova comunale.
Qui sorge il Palazzo del Podestà, costruito a partire dal XIII secolo e più volte trasformato. L’Arengario, le facciate medievali e i portici mostrano una Mantova diversa dalla magnificenza ducale: quella delle istituzioni cittadine precedenti al pieno consolidamento della signoria.
Pochi passi più avanti si apre Piazza delle Erbe.
Piazza delle Erbe
Piazza delle Erbe è probabilmente la piazza più piacevole del centro per fermarsi qualche minuto.
Sul lato lungo corre una sequenza di case porticate, mentre sul fronte opposto si concentrano Rotonda di San Lorenzo, Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio.
La piazza continua ancora oggi a essere un luogo commerciale e di passeggio, quindi non appare congelata nella funzione monumentale.
Rotonda di San Lorenzo
La Rotonda di San Lorenzo è l’edificio religioso più antico conservato a Mantova.
Risale alla fine dell’XI secolo e presenta una pianta circolare con deambulatorio e matroneo. La forma richiama esplicitamente l’architettura del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
La tradizione ne attribuisce la fondazione a Matilde di Canossa, ma questa relazione non è documentata con certezza. È quindi più corretto considerarla un edificio dell’ambiente politico e religioso canossiano senza trasformare Matilde automaticamente nella sua fondatrice.
All’interno restano frammenti di affreschi medievali.
Nel 2026 è aperta dal lunedì al venerdì 10:00-13:00 e 15:00-18:00; sabato e domenica 10:00-18:00. L’ingresso è a offerta libera.
Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio
Accanto alla Rotonda si trova il Palazzo della Ragione, costruito tra XI e XII secolo per le funzioni pubbliche del Comune.
Nel 1472 Luca Fancelli progettò la Torre dell’Orologio; l’anno successivo venne installato il grande meccanismo realizzato dal matematico e astrologo Bartolomeo Manfredi.
L’orologio non indica soltanto le ore: il quadrante comprende riferimenti astronomici e astrologici legati alla cultura scientifica del Quattrocento.
Salendo sulla torre si ottiene una buona vista sui tetti del centro, particolarmente utile per capire quanto Piazza delle Erbe sia vicina a Sant’Andrea e al complesso ducale.
Basilica di Sant’Andrea
Pochi metri separano Piazza delle Erbe dalla Basilica di Sant’Andrea, il grande capolavoro religioso della città.
L’attuale edificio venne iniziato nel 1472 per volontà di Ludovico III Gonzaga su progetto di Leon Battista Alberti. Alberti concepì una monumentale facciata ispirata all’arco di trionfo romano e un interno a grande navata coperta da volta a botte.
La basilica venne completata nei secoli successivi; la grande cupola appartiene al Settecento ed è opera di Filippo Juvarra.
Qui è sepolto Andrea Mantegna, nella cappella decorata per la propria famiglia.
Il Preziosissimo Sangue di Cristo
La costruzione di Sant’Andrea è strettamente collegata alla più importante tradizione religiosa mantovana.
Secondo la tradizione, il soldato romano Longino, che trafisse il costato di Cristo, avrebbe portato a Mantova della terra intrisa del suo sangue. La documentazione medievale registra il culto e i ritrovamenti della reliquia, mentre l’origine apostolica appartiene naturalmente alla tradizione religiosa e non può essere trattata come un evento storico verificato.
I Sacri Vasi contenenti la reliquia sono custoditi nella cripta della basilica. Il culto contribuì per secoli a trasformare Mantova in meta di pellegrinaggio e fu una delle ragioni fondamentali per la ricostruzione monumentale di Sant’Andrea nel Quattrocento.
Teatro Scientifico Bibiena
A pochi minuti dal centro si trova uno degli interni settecenteschi più sorprendenti della città.
Il Teatro Scientifico Bibiena venne costruito tra 1767 e 1769 da Antonio Galli Bibiena per l’Accademia dei Timidi. La sala ha pianta a campana e più ordini di piccoli palchi lignei decorati.
Il 16 gennaio 1770, poche settimane dopo l’inaugurazione, vi suonò Wolfgang Amadeus Mozart, allora quattordicenne, accompagnato dal padre Leopold.
Calcolate circa mezz’ora per la visita.
Indirizzo: Via dell’Accademia 47
Telefono: +39 0376 327653
Palazzo d’Arco
Il Museo di Palazzo d’Arco permette di entrare in una residenza aristocratica molto diversa dalle grandi architetture gonzaghesche.
Il palazzo neoclassico venne costruito tra 1782 e 1792 per la famiglia d’Arco e conserva arredi, dipinti, biblioteca, strumenti musicali, cucine e collezioni rimaste in gran parte nella loro collocazione storica.
Nel giardino si trova inoltre il magnifico Salone dello Zodiaco, affrescato intorno al 1520 da Giovanni Maria Falconetto.
È una delle visite migliori per chi resta almeno due giorni e vuole andare oltre i monumenti più famosi.
Indirizzo: Piazza Carlo d’Arco 1
Telefono: +39 0376 322242
Casa del Mantegna
La Casa del Mantegna fu costruita a partire dal 1476.
L’edificio è sorprendente per la geometria: una pianta esterna quadrata racchiude un cortile perfettamente circolare, soluzione che riflette direttamente gli interessi antiquari e prospettici dell’artista.
Non è una casa-museo piena di mobili appartenuti al pittore. Viene utilizzata soprattutto per esposizioni temporanee, ma l’architettura merita comunque una breve visita.
Indirizzo: Via Acerbi 47
Ingresso: gratuito quando non sono previste mostre con tariffazione specifica.
Palazzo San Sebastiano e MACA
Poco oltre la Casa del Mantegna si incontra Palazzo San Sebastiano, costruito fra 1506 e 1508 per Francesco II Gonzaga, marito di Isabella d’Este.
Il marchese voleva creare una residenza adatta anche a ospitare i monumentali Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna, oggi conservati nelle Royal Collections britanniche a Hampton Court.
Dal 2023 il palazzo ospita il MACA – Mantova Collezioni Antiche, con percorsi dedicati alle raccolte archeologiche e artistiche cittadine e a figure come Francesco II Gonzaga, Vespasiano Gonzaga, Giuseppe Acerbi e Ugo Sissa.
È una tappa particolarmente sensata prima di Palazzo Te, che dista pochi minuti a piedi.
Tempio di San Sebastiano
Di fronte a Palazzo San Sebastiano si trova il Tempio di San Sebastiano, progettato da Leon Battista Alberti e iniziato nel 1460.
La struttura a pianta centrale rappresenta uno degli esperimenti più radicali dell’architettura albertiana.
L’edificio è stato profondamente modificato nei secoli e non corrisponde integralmente al progetto originario, ma rimane fondamentale per comprendere il percorso architettonico che porterà pochi anni dopo alla grandiosa Sant’Andrea.
Palazzo Te

Palazzo Te è, insieme al Palazzo Ducale, il monumento da non perdere a Mantova.
Fu costruito a partire dal 1525 circa per Federico II Gonzaga, che affidò il progetto a Giulio Romano, allievo e collaboratore di Raffaello.
La zona era allora poco fuori dalla città e veniva utilizzata dalla famiglia Gonzaga anche per l’allevamento dei celebri cavalli di corte. Federico volle creare una residenza destinata allo svago, alle feste e all’accoglienza degli ospiti illustri, molto diversa dalla dimensione politica e cerimoniale del Palazzo Ducale.
Giulio Romano progettò architettura, decorazioni, stucchi e gran parte del programma figurativo, creando uno dei manifesti del Manierismo italiano.
Calcolate almeno 1 ora e 30 minuti, due se volete osservare con attenzione gli affreschi e il giardino.
Sala dei Cavalli
La Sala dei Cavalli era destinata alle cerimonie e all’accoglienza degli ospiti.
Sulle pareti sono dipinti a grandezza naturale sei cavalli delle scuderie di Federico II. Due conservano ancora il nome: Morel Favorito e Dario. Per i Gonzaga i cavalli non erano soltanto animali da sella, ma simboli di prestigio e doni diplomatici di altissimo valore.
Camera di Amore e Psiche
La Camera di Amore e Psiche sviluppa sulle pareti e sulla volta la favola narrata da Apuleio.
La decorazione è ricchissima, sensuale e volutamente spettacolare. Mitologia, banchetti, corpi e scene erotiche trasformano l’ambiente in una celebrazione del piacere e dell’amore.
Federico II utilizzò Palazzo Te anche per allontanarsi dall’etichetta più rigida della residenza ufficiale: il programma decorativo riflette pienamente questa differenza.
Camera dei Giganti
La Camera dei Giganti è il punto culminante della visita.
Giulio Romano elimina quasi completamente i confini fra pareti e soffitto. Il visitatore entra all’interno della scena della Caduta dei Giganti, puniti da Giove dopo il tentativo di scalare l’Olimpo.
Architetture dipinte crollano, rocce precipitano e i corpi dei Giganti riempiono ogni superficie.
L’effetto doveva essere ancora più destabilizzante nel Cinquecento, quando non esisteva il continuo bombardamento di immagini immersive al quale siamo abituati oggi.
È uno degli ambienti più radicali dell’intero Manierismo europeo.
Palazzo Te: orari e biglietti 2026
Nell’agosto 2026 il biglietto intero costa 15 €, ridotto 11 € e ridotto speciale 7 €.
Attenzione però: dal 26 settembre 2026 le tariffe salgono rispettivamente a 18 €, 13 € e 8 €; il nuovo biglietto comprende anche MACA e Tempio di San Sebastiano. La Mantova e Sabbioneta Card costa 25 € e dura 72 ore.
Indirizzo: Viale Te 19
Telefono informazioni/prenotazioni: +39 0376 323266
Email: [email protected]
Dal centro si arriva a piedi in circa 15 minuti oppure con la navetta gratuita che collega l’area centrale con Palazzo Te.
I laghi di Mantova
Mantova deve gran parte della propria immagine ai tre laghi del Mincio.
Lago Superiore, Lago di Mezzo e Lago Inferiore circondano la città a nord, est e sud-est. In origine esisteva anche un quarto specchio d’acqua, il Lago Paiolo, successivamente prosciugato.
Una passeggiata lungo le sponde cambia completamente la percezione del centro. Dal Lungolago Gonzaga e dal Ponte di San Giorgio si osservano Castello, Palazzo Ducale, cupole e torri come una lunga quinta urbana direttamente sopra l’acqua.
In estate il Lago Superiore e le zone umide del Mincio sono particolarmente note per la fioritura del loto, pianta introdotta nel Novecento e oggi diventata uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio fluviale mantovano.
Mantova in barca
Una navigazione sui laghi non è indispensabile per comprendere la città, ma vale la pena inserirla quando si rimane almeno due giorni.
Le partenze avvengono generalmente dal Lago di Mezzo e possono limitarsi al profilo urbano oppure proseguire verso Vallazza e le zone umide del Parco del Mincio.
La barca permette di vedere da vicino canneti, ninfee, fiori di loto e avifauna e soprattutto restituisce la prospettiva dalla quale Mantova appare quasi come una città costruita direttamente sull’acqua.
Le frequenze cambiano durante l’anno: verificate il calendario delle compagnie di navigazione nei giorni immediatamente precedenti alla visita.
Mantova in bicicletta
La bici non è necessaria per visitare il centro, dove quasi tutte le attrazioni sono raggiungibili a piedi.
Diventa invece interessante lungo i laghi e quando si vuole uscire dalla città.
L’anello Mantova e i laghi misura circa 23,5 chilometri e richiede indicativamente tre ore comprese le soste; diversi tratti seguono direttamente le rive del Mincio.
Per un itinerario più lungo c’è la celebre ciclabile Mantova-Peschiera del Garda, circa 40 chilometri lungo il Mincio. Il percorso consente di raggiungere località come Goito, Borghetto sul Mincio e Peschiera oppure di arrivare a Mantova direttamente dal Garda.
In città è disponibile anche un servizio di bike sharing Ridemovi.
Mantova e Virgilio
Mantova rivendica con forza il legame con Publio Virgilio Marone, nato nel 70 a.C. ad Andes, località tradizionalmente identificata con l’area dell’attuale Pietole, poco a sud della città.
La memoria del poeta compare continuamente nella toponomastica, nei monumenti e nelle istituzioni cittadine.
Non servono però ricostruzioni fantasiose della “Mantova di Virgilio”: la città romana è conosciuta solo in parte e l’aspetto monumentale che vediamo oggi appartiene soprattutto al Medioevo e al Rinascimento.
Mantova e i Gonzaga
I Gonzaga presero il potere il 16 agosto 1328, rovesciando i Bonacolsi.
La famiglia mantenne il controllo della città per quasi quattro secoli, passando dal rango di capitani del popolo a marchesi e infine duchi.
Fra i protagonisti più importanti ci furono Ludovico III, committente di Mantegna; Francesco II e Isabella d’Este, che trasformarono Mantova in uno dei grandi centri della cultura umanistica; Federico II, primo duca e committente di Palazzo Te; e Guglielmo Gonzaga, responsabile di importanti ampliamenti del Palazzo Ducale.
La dinastia terminò politicamente nel 1707, durante la guerra di successione spagnola. Mantova passò quindi stabilmente sotto il controllo asburgico.
Un giorno a Mantova
Con una sola giornata bisogna scegliere con decisione.
Partite al mattino da Palazzo Ducale, dedicandogli almeno due ore e mezza e prenotando la Camera degli Sposi.
Uscendo, attraversate Piazza Sordello e raggiungete Piazza Broletto e Piazza delle Erbe. Visitate la Rotonda di San Lorenzo e la Basilica di Sant’Andrea.
Dopo pranzo proseguite a piedi lungo il percorso che conduce verso Casa del Mantegna e Palazzo San Sebastiano, quindi dedicate almeno un’ora e mezza a Palazzo Te.
Rientrate verso il centro passando dalle vie pedonali oppure raggiungete il lungolago per vedere il profilo della città nelle ultime ore della giornata.
Due giorni a Mantova
Con due giorni il programma diventa molto più equilibrato.
Il primo giorno concentratevi su Palazzo Ducale, centro medievale, Sant’Andrea, Teatro Bibiena e Palazzo d’Arco.
Il secondo visitate Casa del Mantegna, MACA, San Sebastiano e Palazzo Te.
Nel pomeriggio rimangono tempo ed energie per il lungolago, una navigazione oppure un breve percorso in bicicletta.
Tre giorni: Mantova e Sabbioneta
Con tre giorni aggiungete Sabbioneta, distante circa 30 chilometri.
La combinazione è particolarmente importante proprio per la lettura UNESCO: Mantova mostra una città antica trasformata progressivamente dalla corte; Sabbioneta rappresenta invece la costruzione cinquecentesca di una nuova città secondo una concezione urbanistica quasi completamente programmata.
In alternativa dedicate la terza giornata alle Valli del Mincio, Grazie di Curtatone e navigazione fluviale.
Cosa mangiare a Mantova
La cucina mantovana è una delle più riconoscibili della Lombardia e mantiene forti legami con Emilia e pianura padana.
Il piatto simbolo sono i tortelli di zucca, con ripieno di zucca, amaretti, mostarda mantovana e formaggio. Il contrasto fra dolce, speziato e salato è intenzionale e riflette una tradizione di cucina di corte molto diversa dalla pasta ripiena emiliana più semplice.
Gli agnoli vengono tradizionalmente serviti in brodo e compaiono anche nel sorbir d’agnoli, dove al brodo viene aggiunto vino.
Il risotto alla pilota prende il nome dai piloti, gli operai che lavoravano il riso nelle pile. Viene preparato con riso Vialone Nano, salamella mantovana e formaggio; nella versione col puntèl viene accompagnato da carne di maiale.
Fra i secondi cercate stracotto, luccio in salsa, bolliti, cotechino e preparazioni a base di maiale.
Il dolce più famoso è la sbrisolona, friabile e ricca di mandorle. Altre specialità sono torta Elvezia e torta delle Rose.
Dove mangiare a Mantova
- Antica Osteria ai Ranari – Aperta come osteria già nel 1866 nella zona di Porto Catena. È una scelta concreta per cucina mantovana tradizionale: sorbir d’agnoli, tortelli, stracotto di cavallo e sbrisolona. Indirizzo: Via Trieste 11, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 328431. Sito ufficiale: ranari.it. Fascia: media, circa 30-40 € secondo ordinazione.
- Osteria della Fragoletta – Nel centro storico, con pasta fresca e ricette mantovane che comprendono tortelli di zucca, sorbir d’agnoli e stracotto. Indirizzo: Piazza Arche 5/A, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 323300. Email: [email protected]. Sito ufficiale: fragoletta.it. Fascia: media.
- Il Cigno – Trattoria dei Martini – Una delle tavole più classiche della città, all’interno di un palazzo storico. La carta mantiene tortelli di zucca, riso alla pilota, luccio in salsa e altre preparazioni legate alla cucina mantovana. Indirizzo: Piazza Carlo d’Arco 1, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 327101. Email: [email protected]. Sito ufficiale: ilcignoristorante.it. Fascia: alta; primi intorno ai 23-28 €, secondi circa 28-36 € nelle carte 2026.
- Giallozucca – Piccolo ristorante nel centro storico, adatto a chi cerca una lettura meno rigida della cucina locale mantenendo forte attenzione alla stagionalità. Indirizzo: Corte dei Sogliari 4, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 222817. Email: [email protected]. Sito ufficiale: giallozucca.it. Fascia: media/medio-alta.
- Aquila Nigra – La Ducale – Ristorante a pochi passi da Piazza Sordello, più raffinato nell’impostazione e indicato per una cena importante nel centro storico. Indirizzo: Vicolo Bonacolsi 4, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 327180. Email: [email protected]. Sito ufficiale: aquilanigra.it. Fascia: alta.
Dove dormire a Mantova
- Hotel Broletto – Una delle posizioni migliori per una visita culturale: si trova fra Piazza Sordello e Piazza delle Erbe e permette di raggiungere Palazzo Ducale in pochi minuti. Indirizzo: Via Accademia 1, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 1410385. Email: [email protected]. Sito ufficiale: brolettohotel.com. Check-in: 15:00-20:00. Check-out: entro le 11:00. Fascia indicativa: media/medio-alta. È disponibile un parcheggio convenzionato a circa 500 metri e pass ZTL per carico e scarico.
- Hotel Casa Poli – Quattro stelle moderno appena fuori dalla parte più turistica del centro, comunque raggiungibile comodamente a piedi. Dispone di garage privato, palestra e giardino interno. Indirizzo: Corso Garibaldi 32, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 288170. Email: [email protected]. Sito ufficiale: hotelcasapoli.it. Check-in/check-out: verificare in fase di prenotazione. Fascia indicativa: medio-alta.
- Grand Hotel San Lorenzo – Quattro stelle in Piazza Concordia, praticamente accanto a Piazza delle Erbe e Sant’Andrea. Ha senso soprattutto per chi vuole una struttura più completa senza rinunciare alla posizione centrale. Indirizzo: Piazza Concordia 14, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 1620552. WhatsApp: +39 347 4756126. Email: [email protected]. Check-in: 14:00-24:00. Check-out: 7:30-11:00. Fascia: medio-alta/alta.
- Ca’ Uberti Palace Hotel – Si trova direttamente in Piazza Sordello, all’interno di Palazzo degli Uberti, di fronte al Palazzo Ducale. Alcune camere guardano direttamente sulla piazza. Indirizzo: Piazza Sordello 13, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 1410778. Email: [email protected]. Sito ufficiale: mantegnahotels.com. Check-in/check-out: comunicati dalla struttura al momento della prenotazione; per arrivi dopo le 23:00 può essere previsto un supplemento. Fascia: medio-alta.
- Hotel dei Gonzaga – Tre stelle direttamente in Piazza Sordello, indicato soprattutto per chi privilegia la posizione rispetto ai servizi da boutique hotel. Indirizzo: Piazza Sordello 52/54, 46100 Mantova. Telefono: +39 0376 321533. Email: [email protected]. Sito ufficiale: mantagnahotels.com / hoteldeigonzagamantova.it. Check-in/check-out: da verificare con la struttura. Fascia: media. Nel 2026 è stato avviato un progetto di restyling dell’hotel.
Quando andare
Aprile, maggio, settembre e ottobre sono i mesi più semplici per visitare Mantova, soprattutto se volete camminare molto o percorrere i laghi in bicicletta.
L’estate può essere calda e umida, ma ha il vantaggio delle attività sull’acqua e della fioritura del loto.
Settembre è particolarmente importante per il Festivaletteratura, uno dei principali festival letterari italiani, che trasforma piazze, cortili e palazzi in spazi per incontri e presentazioni. Nel 2026 Palazzo Ducale prevede aperture serali straordinarie durante alcuni giorni del festival.
L’inverno è molto più tranquillo e permette di visitare Palazzo Ducale e Palazzo Te con tempi migliori, anche se navigazione e attività all’aperto sono naturalmente più limitate.
Come arrivare
Mantova è ben collegata in treno con Verona, Modena, Cremona e altre città della pianura.
La stazione si trova a circa 15 minuti a piedi da Piazza delle Erbe e poco più da Piazza Sordello.
In auto, dall’A22 del Brennero utilizzate le uscite Mantova Nord o Mantova Sud secondo la provenienza. Il centro storico comprende zone a traffico limitato, quindi conviene scegliere un parcheggio esterno e completare la visita a piedi.
Per Palazzo Te esistono parcheggi gratuiti in Piazzale Montelungo e Viale Montello; dal centro è disponibile anche una navetta gratuita con corse frequenti.
Muoversi in città
Il centro si visita quasi interamente a piedi.
Da Piazza Sordello a Piazza delle Erbe servono pochi minuti; da Sant’Andrea a Casa del Mantegna circa un quarto d’ora; Palazzo Te dista approssimativamente altri cinque minuti.
La bici diventa utile soprattutto per il lungolago, il Parco del Mincio e gli itinerari fuori città.
Non serve quindi organizzare la visita urbana intorno alla bicicletta: per i monumenti principali le distanze sono già perfette a piedi.
Useful Information
Regione: Lombardia
Provincia: Mantova
Fiume: Mincio
Laghi cittadini: Superiore, di Mezzo, Inferiore
Patrimonio UNESCO: Mantova e Sabbioneta dal 2008
Palazzo Ducale: Piazza Sordello 40
Orario Palazzo Ducale: martedì-domenica 8:15-19:15; ultimo ingresso 18:20
Palazzo Te: Viale Te 19
Tempo Palazzo Ducale: 2,5-3 ore
Tempo Palazzo Te: 1,5-2 ore
Tempo minimo per la città: 1 giornata piena
Tempo consigliato: 2 giorni
Tempo ideale con Sabbioneta o Parco del Mincio: 3 giorni
Mantova e Sabbioneta Card: 25 €, validità 72 ore nel 2026
Infopoint Mantova: Piazza Mantegna 6
Telefono: +39 0376 432432.
