L’Isola di Dino: il luogo più spettacolare della Riviera dei Cedri
A volte bastano poche centinaia di metri di mare per cambiare completamente paesaggio.
L’Isola di Dino, che emerge davanti a Praia a Mare lungo la Riviera dei Cedri, sembra appartenere a un’altra Calabria. Dalla spiaggia appare come una massa verde e rocciosa sospesa sul Tirreno, ma avvicinandosi si scopre un mondo fatto di pareti calcaree verticali, grotte marine, insenature nascoste e acque che assumono tonalità che vanno dal turchese al blu profondo.
Nonostante la fama raggiunta negli ultimi anni, conserva ancora un carattere sorprendentemente selvaggio. Qui non esistono centri abitati, stabilimenti balneari o lungomari. Il protagonista assoluto resta il paesaggio.
Storia
Le dimensioni dell’isola sono modeste, poco più di cinquanta ettari, ma la sua storia è tutt’altro che marginale. Nei secoli fu utilizzata come punto di approdo, rifugio e base strategica da diverse popolazioni che navigavano il Tirreno. Le cronache ricordano incursioni saracene e ottomane, combattimenti contro i pirati e persino operazioni militari durante le guerre napoleoniche.
L’origine del nome rimane incerta. Secondo alcuni deriverebbe da aedina, piccolo tempio, forse dedicato a Venere. Altri studiosi lo collegano al termine greco dine, vortice o tempesta, riferimento ai forti movimenti del mare attorno al promontorio meridionale dell’isola.
Nel Novecento l’isola fu al centro di diversi progetti turistici mai realmente completati. Dopo anni di vicende amministrative e giudiziarie, oggi l’obiettivo principale è la valorizzazione naturalistica e sostenibile del sito.
Le scogliere: il vero spettacolo dell’isola
Prima ancora delle grotte, colpiscono le dimensioni delle pareti rocciose.
Sul versante settentrionale si innalzano falesie calcaree che superano gli ottanta metri di altezza, modellate dal vento e dal mare nel corso di migliaia di anni. Le rocce precipitano direttamente nell’acqua creando uno scenario che ricorda alcune zone della Sardegna o della Croazia più che la Calabria continentale.
La vegetazione mediterranea ricopre gran parte dell’isola. Ginepri, lentischi, fichi d’India e palma nana crescono lungo i versanti più accessibili, mentre le pareti più impervie ospitano specie botaniche rare.
La Grotta Azzurra
La regina dell’isola è senza dubbio la Grotta Azzurra.
L’ingresso appare relativamente discreto, ma una volta entrati il colore dell’acqua cambia improvvisamente. I riflessi della luce sul fondale e sulle pareti generano sfumature che oscillano tra azzurro elettrico, turchese e blu cobalto. È la grotta più famosa dell’isola e una delle attrazioni naturali più conosciute dell’intera Calabria.
Nelle ore centrali della giornata, quando il sole entra con l’angolazione migliore, il fenomeno raggiunge il massimo della spettacolarità.
La Grotta del Leone
Poco distante si trova la Grotta del Leone, chiamata così per una formazione rocciosa che ricorda il profilo di un leone accucciato sul mare. Il gioco della natura è sorprendente e ha contribuito a rendere questo angolo uno dei più fotografati durante le escursioni in barca.
La Grotta delle Cascate
Tra le più particolari c’è la Grotta delle Cascate, così chiamata per il rumore dell’acqua che filtra e riecheggia all’interno della cavità.
Le pareti mostrano spettacolari concrezioni calcaree modellate dall’erosione marina e dall’azione dell’acqua dolce. Anche chi non ha particolare interesse per la geologia resta colpito dall’ambiente quasi irreale che si crea all’interno della grotta.
La Grotta del Monaco e la Grotta delle Sardine
La Grotta del Monaco prende il nome da uno sperone roccioso che ricorda la figura di un monaco in preghiera. Secondo alcune tradizioni locali, un eremita avrebbe trovato rifugio in questa parte dell’isola. Più a nord si incontra invece la Grotta delle Sardine, così chiamata per la presenza di grandi banchi di pesci che frequentavano l’area.
La Grotta Gargiulo
Esiste poi un luogo che pochi visitatori vedono davvero.
La Grotta Gargiulo si apre a circa diciotto metri sotto il livello del mare ed è accessibile soltanto a subacquei esperti. Si sviluppa all’interno dell’isola con gallerie sommerse e camere d’aria che la rendono uno dei siti speleosubacquei più interessanti del Tirreno meridionale.
Fauna e flora
Dal punto di vista naturalistico l’isola possiede un valore eccezionale.
Qui cresce una delle più importanti popolazioni della rarissima Primula di Palinuro (Primula palinuri), specie endemica del Tirreno meridionale inserita tra le piante di interesse conservazionistico europeo. L’isola ospita inoltre palma nana, garofano delle rupi e numerose specie di uccelli marini. Per questo motivo è stata riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario.
Sott’acqua il panorama è altrettanto ricco. Polpi, murene, cernie, barracuda e grandi banchi di pesce popolano i fondali che circondano il promontorio.
Escursioni in barca e kayak
Il modo migliore per visitare l’isola è circumnavigarla.
Da Praia a Mare partono quotidianamente escursioni che permettono di entrare nelle grotte e fare soste per il bagno nelle calette più suggestive. Negli ultimi anni sono aumentate anche le proposte in kayak, particolarmente apprezzate perché consentono di avvicinarsi alle pareti rocciose senza il rumore dei motori.
Il giro completo dell’isola permette di apprezzare tutte le sue diverse anime: il versante meridionale più aperto e luminoso, quello occidentale caratterizzato da grandi pareti e la costa settentrionale dominata dalle falesie.
Cosa vedere nei dintorni
L’Isola di Dino è soltanto una delle attrazioni della Riviera dei Cedri.
A pochi minuti si trovano la celebre Spiaggia dell’Arcomagno di San Nicola Arcella, il centro storico di Aieta, considerato uno dei borghi più belli della Calabria, e la lunga spiaggia di Praia a Mare. Chi ama la natura può spingersi verso il Parco Nazionale del Pollino, distante meno di un’ora.
Gastronomia
La cucina della Riviera dei Cedri ruota attorno al mare ma anche a uno degli agrumi più particolari d’Italia: il Cedro di Calabria. Nei ristoranti della zona si incontrano frequentemente tonno, pesce spada, alici, polpo e gamberi, spesso accompagnati da preparazioni che utilizzano scorza e profumo di cedro. Tra i piatti tradizionali meritano attenzione anche la pasta con mollica e acciughe, le conserve artigianali e i dolci locali aromatizzati agli agrumi.
Dove mangiare
Ristorante La Casetta Bianca – Praia a Mare. Tel. 0985 779019. Specialità marinare e ottima posizione sul lungomare.
Nautilus – Lungomare Sirimarco, Praia a Mare. Tel. 0985 72533. Pesce fresco e vista sul mare.
Officina Mediterranea – Praia a Mare. Tel. 0985 72585. Cucina contemporanea legata ai prodotti del territorio.
Dove dormire
Borgo di Fiuzzi Resort & Spa – Località Fiuzzi, Praia a Mare. Tel. 0985 779911. Affacciato direttamente sull’isola.
Hotel Garden – Praia a Mare. Tel. 0985 72241. Ottima base per visitare la Riviera dei Cedri.
Tea Praia Hotel – Praia a Mare. Tel. 0985 777777. Posizione comoda vicino al mare.
Come arrivare
L’Isola di Dino si trova di fronte a Praia a Mare, in provincia di Cosenza. La stazione ferroviaria di Praia a Mare è servita dalla linea tirrenica che collega Napoli, Salerno, Paola e Reggio Calabria. Dal lungomare e dall’area di Fiuzzi partono le principali escursioni in barca verso l’isola.
