Un giorno a Cles: eredita medievale, scalate dolci e mele da assaporare
Cles, il balcone della Val di Non: cosa vedere tra castelli, meleti, canyon e il Lago di Santa Giustina
Cles non ha il profilo da cartolina immediata di un borgo alpino costruito attorno a una piazza perfetta. Il suo fascino è più geografico, quasi territoriale. Si trova a 658 metri di quota, su un ampio terrazzo soleggiato sopra il Lago di Santa Giustina, circondato dai meleti della Val di Non e con le montagne che chiudono l’orizzonte su più lati. Da qui si capisce subito perché sia diventata il principale centro della valle: Cles guarda contemporaneamente verso l’Alta Val di Non, la Val di Sole e il corridoio del Noce.
La città conserva un centro storico raccolto, un palazzo rinascimentale sorprendente, una grande chiesa cinquecentesca e soprattutto Castel Cles, che domina il lago da un dosso isolato tra i frutteti. Ma la parte più interessante della visita comincia appena fuori dal centro: il Lago di Santa Giustina, i canyon del Novella, i percorsi tra i meleti e la strada verso il Monte Peller trasformano Cles in una base ideale per esplorare una Val di Non molto più varia di quanto suggerisca la sua fama legata alle mele.
Per vedere il centro bastano alcune ore. Per capire davvero Cles, però, conviene fermarsi almeno un giorno intero, meglio due se volete aggiungere il lago, un’escursione nel canyon o una salita verso i rilievi.
Cosa vedere a Cles
Le tappe principali sono:
- Palazzo Assessorile
- Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta
- centro storico e Piazza Municipio
- Castel Cles
- Dos di Pez
- Lago di Santa Giustina
- diga di Santa Giustina
- Parco Fluviale Novella
- canyon del Rio Novella
- frutteti della Val di Non
- Monte Peller
- frazione di Mechel
- Chiesa di Santa Maria Assunta a Mechel
Se avete poco tempo, concentratevi su Palazzo Assessorile, centro storico, Dos di Pez e Castel Cles. Con una giornata completa aggiungete il lago e una delle esperienze naturalistiche nei canyon.
Perché Cles è il centro della Val di Non?
Cles è oggi il capoluogo storico e amministrativo della Val di Non, ma questa centralità non nasce in tempi recenti.
La posizione era strategica già in epoca antica. Il paese si trova su un terrazzo naturale sopra il corso del Noce, lungo le direttrici che collegavano la valle alle aree alpine circostanti. La presenza romana è documentata da numerosi ritrovamenti e soprattutto dalla celebre Tavola Clesiana, uno dei documenti epigrafici più importanti per la storia romana del Trentino.
Il nome stesso di Cles viene generalmente collegato al latino ecclesia, segno del ruolo religioso assunto dal centro nel corso del Medioevo.
Nel tempo la cittadina ha mantenuto una funzione molto concreta: mercato, amministrazione, religione e controllo delle vie di comunicazione si sono concentrati qui molto più che nei piccoli borghi sparsi lungo la valle.
La Tavola Clesiana: perché un pezzo di bronzo racconta Roma meglio di molte rovine
La Tavola Clesiana venne scoperta nel 1869 nella zona di Campi Neri, vicino a Cles.
Si tratta di una lastra bronzea con un editto dell’imperatore Claudio datato 46 d.C.
Il documento affronta questioni legate allo status giuridico delle popolazioni alpine e testimonia il processo attraverso il quale Roma stava integrando sempre più profondamente i territori della Val di Non nel proprio sistema amministrativo.
È uno dei reperti più importanti per comprendere la romanizzazione dell’area alpina.
A Cles è possibile vedere una riproduzione della tavola, mentre l’originale è conservato a Trento.
Il centro storico di Cles

Il centro di Cles è piccolo e si attraversa facilmente a piedi.
Il punto principale è Piazza Municipio, attorno alla quale si concentrano Palazzo Assessorile, edifici storici e vie che collegano i diversi rioni della borgata.
La struttura urbana è meno scenografica rispetto a quella di alcuni borghi trentini, ma proprio per questo appare molto autentica. Cles è ancora una cittadina vissuta tutto l’anno, con negozi, uffici e servizi utilizzati dagli abitanti della valle.
Durante la passeggiata vale la pena osservare i palazzi signorili e soprattutto le facciate che conservano dettagli rinascimentali legati alla stagione culturale aperta nel Cinquecento da Bernardo Clesio.
Palazzo Assessorile: perché un piccolo palazzo di valle conserva affreschi da corte rinascimentale?
Il Palazzo Assessorile è il monumento più importante del centro storico.
L’edificio nacque come casa-torre medievale e venne progressivamente trasformato fino ad assumere l’aspetto rinascimentale attuale. La parte più interessante è interna.
Le sale conservano un vasto ciclo di affreschi del 1543 attribuito a Marcello Fogolino, pittore molto attivo nel Trentino del Cinquecento.
L’apparato decorativo comprende motivi figurativi, araldici e allegorici che raccontano perfettamente il clima culturale della regione durante il governo del principe vescovo Bernardo Clesio.
Il palazzo non era una semplice residenza privata. Nel corso del tempo ha assunto funzioni amministrative e giudiziarie, diventando uno dei principali simboli civici della cittadina.
Oggi ospita mostre temporanee ed eventi culturali.
Palazzo Assessorile nel 2026
Nel 2026 il palazzo è visitabile con aperture stagionali.
Il biglietto intero costa 3 euro, mentre sono previste numerose gratuità per giovani, anziani, studenti, persone con disabilità e possessori della Trentino Guest Card.
Nel periodo estivo-autunnale gli orari prevedono generalmente apertura pomeridiana il lunedì e apertura mattina e pomeriggio dal martedì alla domenica.
Vale la pena controllare l’orario del giorno prima della visita, soprattutto fuori dalla stagione estiva.
Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta
A pochi passi dal centro si trova la Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, uno degli edifici religiosi più importanti della Val di Non.
La chiesa attuale venne completata nei primi decenni del Cinquecento e consacrata nel 1523, alla presenza del principe vescovo Bernardo Clesio.
L’edificio appartiene a quel particolare linguaggio architettonico diffuso in valle durante il Cinquecento e spesso definito “stile clesiano”, una sintesi tra tradizione tardogotica alpina e primi elementi rinascimentali.
La chiesa ha subito modifiche e restauri nei secoli, ma conserva ancora un forte legame con la storia della comunità.
Gli scavi archeologici eseguiti durante i restauri del 2001 hanno inoltre individuato antiche sepolture sotto il pavimento, alcune appartenenti a famiglie nobili locali.
Bernardo Clesio: perché il nome di Cles compare continuamente nella storia del Trentino?
Bernardo Clesio nacque a Cles nel 1485 ed è uno dei personaggi più importanti della storia trentina.
Divenne principe vescovo di Trento, cardinale e consigliere dell’imperatore Ferdinando I.
Fu anche uno dei grandi promotori del Rinascimento in Trentino.
A Trento il suo nome è legato soprattutto alla trasformazione del Castello del Buonconsiglio e alla costruzione del Magno Palazzo, mentre nella sua valle d’origine contribuì alla diffusione di nuovi modelli architettonici e artistici.
A Cles il suo peso si percepisce ancora nel Palazzo Assessorile, nella chiesa arcipretale e soprattutto nel castello della famiglia.
Castel Cles: il castello che oggi guarda un lago che un tempo non esisteva

Castel Cles è probabilmente l’immagine più riconoscibile della città.
Sorge circa un chilometro fuori dal centro, su una piccola altura che oggi domina le acque del Lago di Santa Giustina.
Ma quando il castello venne costruito, il lago non esisteva.
Al suo posto scorreva il Noce, molto più in basso rispetto all’attuale livello dell’acqua.
La prima attestazione documentaria del castello risale al 1255, anche se il nucleo fortificato potrebbe essere precedente.
La posizione serviva a controllare le vie di comunicazione che collegavano Cles all’Alta Val di Non.
Come Bernardo Clesio trasformò Castel Cles
Nel 1537 Bernardo Clesio fece ristrutturare il castello secondo il gusto rinascimentale.
L’antica struttura difensiva venne trasformata in una residenza molto più raffinata.
Gli interni conservano affreschi cinquecenteschi con motivi araldici e allegorici, attribuiti ancora una volta all’ambiente di Marcello Fogolino.
Particolarmente interessante è la Sala delle Metamorfosi di Ovidio, caratterizzata da un elegante soffitto a cassettoni.
L’edificio subì però danni importanti nel corso dei secoli.
Durante la rivolta contadina del Cinquecento venne coinvolto negli scontri e nel 1825 un incendio distrusse parte dell’ala nord-orientale.
Originariamente il complesso era protetto da tre torri; oggi ne rimangono due.
Si può visitare Castel Cles?
Castel Cles è ancora una residenza privata.
Gli interni non sono quindi visitabili liberamente durante tutto l’anno.
In alcune occasioni vengono organizzate aperture straordinarie o visite guidate.
Anche quando non è possibile entrare, vale comunque la pena raggiungere la zona per osservare il castello dall’esterno e soprattutto per il rapporto spettacolare con lago e frutteti.
Da lontano, con il castello sospeso sopra l’acqua e le file ordinate dei meleti attorno, si ha uno degli scorci più caratteristici dell’intera Val di Non.
Dos di Pez: il belvedere da non saltare
Per capire la geografia di Cles bisogna raggiungere il Dos di Pez.
È una piccola altura facilmente accessibile dal centro e rappresenta uno dei punti panoramici migliori sulla valle.
Da qui lo sguardo si apre verso il Lago di Santa Giustina, Castel Cles e i rilievi circostanti.
È anche uno dei luoghi migliori per osservare il paesaggio agricolo della Val di Non, con i meleti che occupano quasi ogni spazio disponibile sui terrazzi più soleggiati.
La passeggiata è breve e non richiede particolare preparazione.
Il Lago di Santa Giustina: naturale o artificiale?
Il Lago di Santa Giustina è artificiale.
Nacque nei primi anni Cinquanta con la costruzione della grande diga sul torrente Noce.
Oggi è uno degli elementi paesaggistici più riconoscibili della Val di Non, al punto che è difficile immaginare il territorio senza quella lunga superficie d’acqua.
Il bacino si sviluppa per diversi chilometri seguendo l’andamento della valle e insinuandosi all’interno di profonde forre scavate dai corsi d’acqua laterali.
Proprio queste gole rendono il lago molto diverso da un normale bacino alpino.
La diga di Santa Giustina
La diga venne costruita nel punto in cui il Noce attraversa una delle gole più profonde della valle.
La struttura supera i 150 metri di altezza ed ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della produzione idroelettrica del Trentino nel secondo dopoguerra.
Dal ponte e dalle strade circostanti si percepisce bene la differenza tra i due lati: da una parte il grande lago, dall’altra la gola che precipita verso il fondovalle.
Il livello dell’acqua varia durante l’anno.
Quando si abbassa, possono riemergere resti di vecchie strade, ponti e strutture appartenenti al paesaggio precedente alla costruzione dell’invaso.
Perché sotto il Lago di Santa Giustina compaiono vecchi ponti?
Prima degli anni Cinquanta la valle aveva naturalmente una geografia completamente diversa.
Strade, ponti, terreni agricoli e percorsi attraversavano zone che oggi si trovano sotto il livello del lago.
Durante i periodi di forte abbassamento dell’invaso alcune di queste strutture possono tornare visibili.
Non si tratta quindi di un “paese sommerso” nel senso spettacolare spesso utilizzato nei racconti turistici, ma delle tracce concrete del paesaggio precedente alla costruzione della diga.
Kayak sul Lago di Santa Giustina
Una delle esperienze più interessanti è esplorare il lago in kayak.
Dalla superficie dell’acqua Castel Cles appare completamente diverso e si riescono a raggiungere zone impossibili da vedere dalla strada.
Il momento più spettacolare arriva quando si entra nei canyon laterali.
Le pareti rocciose si avvicinano progressivamente fino a creare corridoi stretti, dove la luce arriva soltanto dall’alto.
È uno dei modi migliori per capire quanto la Val di Non sia stata modellata dall’erosione dell’acqua.
Il canyon del Rio Novella
Il Rio Novella ha scavato una delle gole più impressionanti della valle.
Il canyon è stretto, profondo e in alcuni punti quasi completamente nascosto dalla vegetazione.
L’esplorazione può avvenire attraverso escursioni guidate, sia lungo percorsi attrezzati sia dall’acqua in kayak.
Il tratto navigabile parte dal Lago di Santa Giustina e permette di entrare progressivamente nella gola.
Le pareti diventano sempre più vicine e il paesaggio passa in pochi minuti dall’ampiezza del lago a un ambiente quasi sotterraneo.
Parco Fluviale Novella
Il Parco Fluviale Novella permette di esplorare il canyon anche da terra.
Il percorso attraversa boschi, passerelle e tratti sospesi sopra la gola, mostrando il lavoro dell’acqua sulle rocce della valle.
La visita va organizzata in anticipo perché l’accesso ai tratti più spettacolari avviene con modalità controllate e spesso attraverso escursioni guidate.
Per chi visita Cles in estate è una delle attività naturalistiche più interessanti da abbinare al centro storico.
I meleti di Cles: perché qui le mele sono ovunque
La Val di Non è uno dei principali territori italiani per la produzione di mele.
Attorno a Cles i frutteti occupano terrazzi, colline e superfici che sembrano disegnate geometricamente sul paesaggio.
Il clima alpino, l’altitudine e la forte escursione termica tra giorno e notte favoriscono la maturazione dei frutti.
La coltivazione non è soltanto un elemento economico: ha modificato profondamente il paesaggio della valle.
In primavera i meleti diventano una distesa di fiori bianchi e rosati, mentre tra fine estate e autunno il territorio cambia nuovamente colore con la maturazione.
Quando vedere i meleti in fiore
La fioritura avviene normalmente tra aprile e inizio maggio, con variazioni legate all’altitudine e all’andamento meteorologico.
È uno dei momenti migliori per visitare Cles.
Le montagne possono essere ancora innevate mentre i frutteti intorno al lago sono completamente coperti di fiori.
L’effetto è particolarmente bello dai punti panoramici sopra il Lago di Santa Giustina.
Il Frutteto Storico di Cles
A Cles esiste anche un frutteto storico dedicato alla conservazione e alla conoscenza delle varietà tradizionali.
È interessante perché mostra un lato della melicoltura molto diverso dalle grandi produzioni moderne.
Qui si possono conoscere varietà meno diffuse, tecniche di coltivazione e trasformazioni che hanno interessato l’agricoltura della Val di Non.
Durante alcuni periodi vengono organizzate visite guidate e attività dedicate alla frutticoltura.
Mechel: un piccolo borgo che vale la deviazione
Mechel è una frazione di Cles situata poco distante dal centro principale.
Il borgo conserva un carattere più rurale e permette di vedere da vicino l’architettura tradizionale della valle.
La principale visita è la Chiesa di Santa Maria Assunta, ricostruita nell’ultimo quarto del XVI secolo sopra un edificio religioso documentato già nel 1226.
La chiesa conserva forme legate allo “stile clesiano”, dimostrando quanto il modello architettonico sviluppato nel Cinquecento a Cles abbia influenzato numerosi edifici religiosi della Val di Non.
Monte Peller: la montagna di Cles
A nord-ovest della cittadina si alza il Monte Peller, una delle montagne più importanti della zona.
Fa parte del gruppo delle Dolomiti di Brenta, anche se il paesaggio è molto diverso dalle celebri pareti rocciose di Madonna di Campiglio.
Il Peller presenta ampi pascoli, boschi e percorsi escursionistici con panorami sulla Val di Non.
Durante l’estate il Rifugio Peller è una delle mete classiche per escursionisti e famiglie abituate alla montagna.
Da Cles parte la strada che sale verso il Monte di Cles e permette di avvicinarsi ai principali sentieri.
Cles in un giorno: cosa vedere senza correre
Iniziate dal centro storico.
Visitate Palazzo Assessorile e la Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, quindi passeggiate attorno a Piazza Municipio.
Proseguite verso il Dos di Pez per avere una prima vista sul Lago di Santa Giustina.
A metà giornata raggiungete la zona di Castel Cles e fermatevi nei punti panoramici sul lago.
Nel pomeriggio scegliete tra una passeggiata sulle rive del lago oppure un’escursione guidata nel canyon.
Se visitate Cles in primavera, dedicate parte del tempo ai percorsi tra i meleti.
Cles in due giorni
Con due giorni la visita diventa molto più completa.
Primo giorno: centro storico, Palazzo Assessorile, Santa Maria Assunta, Dos di Pez, Castel Cles e Lago di Santa Giustina.
Secondo giorno: Parco Fluviale Novella oppure escursione in kayak, quindi passeggiata nei frutteti o salita verso Monte Peller.
Se preferite un itinerario culturale, il secondo giorno può essere dedicato ai castelli e ai borghi della Val di Non.
Cosa vedere vicino a Cles

La posizione centrale permette di raggiungere facilmente alcune delle principali attrazioni della valle.
Tra le più interessanti:
- Santuario di San Romedio
- Castel Thun
- Museo Retico di Sanzeno
- Canyon Rio Sass a Fondo
- Lago Smeraldo
- Castel Valer
- Castel Nanno
- Val di Tovel
- Lago di Tovel
- Passo della Mendola
- Monte Peller
Cles è quindi una buona base se volete evitare di cambiare hotel ogni giorno durante un itinerario in Val di Non.
Cles o Fondo: dove conviene dormire?
Dipende dall’itinerario.
Cles è più centrale, dispone di maggiori servizi e permette di raggiungere rapidamente Lago di Santa Giustina, Val di Sole, San Romedio e la parte centrale della valle.
Fondo, oggi parte del comune di Borgo d’Anaunia, è più comodo per Alta Val di Non, Canyon Rio Sass, Passo della Mendola e Lago Smeraldo.
Per una prima visita generale della valle sceglierei Cles.
Quando andare a Cles
La primavera è uno dei periodi migliori.
Tra aprile e maggio la fioritura dei meleti trasforma completamente il paesaggio.
L’estate è ideale per canyon, kayak, escursioni e montagna.
Tra settembre e ottobre arrivano raccolta delle mele, colori autunnali e temperature ancora piacevoli per camminare.
L’inverno è più tranquillo. Cles non è una stazione sciistica, ma può essere utilizzata come base per raggiungere località della Val di Sole e altre aree montane.
Come arrivare a Cles
Cles si trova nella parte centrale della Val di Non, a circa 40 chilometri da Trento.
In automobile si raggiunge da Trento seguendo la SS43 in direzione della Val di Non.
La cittadina dispone anche di una stazione sulla ferrovia Trento-Malé-Mezzana, utile per chi vuole raggiungere la valle senza automobile.
Il treno attraversa un paesaggio particolarmente interessante e collega Cles sia a Trento sia alla Val di Sole.
Serve l’auto a Cles?
Per il solo centro storico no.
Per esplorare la Val di Non, invece, l’auto è molto comoda.
Castelli, canyon, piccoli borghi, sentieri e laghi sono distribuiti su un territorio ampio e non sempre facilmente collegabile con i mezzi pubblici.
Se viaggiate senza automobile, Cles rimane comunque una delle basi migliori proprio grazie alla ferrovia e ai servizi della cittadina.
Cosa mangiare a Cles
La cucina della Val di Non è fortemente legata alla tradizione contadina di montagna.
Tra i piatti più rappresentativi ci sono i tortei da patate, frittelle croccanti preparate con patate grattugiate e spesso servite con salumi, formaggi, cavolo cappuccio e fagioli.
Da provare anche canederli, strangolapreti, polenta, formaggi di malga e carni affumicate.
Le mele entrano naturalmente in moltissime preparazioni dolci, dallo strudel alle torte casalinghe.
Un prodotto particolarmente interessante è la mortandela affumicata della Val di Non, presidio Slow Food, preparata tradizionalmente con carne di maiale e caratterizzata da una forma tondeggiante.
Cosa bere in Val di Non
La zona è soprattutto conosciuta per le mele, ma il Trentino vinicolo è molto vicino.
Nei ristoranti troverete facilmente Trentodoc, Müller-Thurgau, Nosiola, Teroldego Rotaliano e Marzemino.
La Val di Non ha inoltre una lunga tradizione legata alla trasformazione delle mele in succhi, sidri e distillati.
La grappa rimane uno dei prodotti più tradizionali dell’intero territorio trentino.
Dove vedere il tramonto a Cles
Il Dos di Pez è probabilmente il punto più semplice.
Da qui il lago e Castel Cles entrano nello stesso panorama.
Interessanti anche alcuni belvedere lungo le strade che scendono verso il lago e i percorsi tra i frutteti.
In autunno il momento immediatamente precedente al tramonto è particolarmente bello perché la luce laterale enfatizza le file geometriche dei meleti.
Cles vale una visita anche senza fare escursioni?
Sì, ma una mezza giornata può essere sufficiente.
Palazzo Assessorile, chiesa arcipretale, centro storico e Castel Cles costruiscono un itinerario culturale interessante.
Il vero valore della destinazione emerge però mettendo insieme città e territorio.
Lago, canyon, meleti e montagna non sono escursioni accessorie: spiegano perché Cles sia nata proprio qui e perché continui a essere il centro della Val di Non.
Useful Information
- Regione: Trentino-Alto Adige
- Provincia: Trento
- Valle: Val di Non
- Altitudine: 658 metri
- Ruolo: principale centro della Val di Non
- Tempo minimo consigliato: mezza giornata
- Tempo ideale: 1-2 giorni
- Monumenti principali: Palazzo Assessorile, Santa Maria Assunta, Castel Cles
- Punto panoramico: Dos di Pez
- Lago principale: Lago di Santa Giustina
- Origine del lago: bacino artificiale creato negli anni Cinquanta
- Diga: oltre 150 metri di altezza
- Esperienza naturalistica principale: canyon del Rio Novella
- Attività sul lago: kayak e canoa
- Montagna principale: Monte Peller
- Palazzo Assessorile: Piazza Municipio 21
- Biglietto Palazzo Assessorile 2026: 3 euro intero
- Castel Cles: proprietà privata, visite interne solo in occasione di aperture organizzate
- Fioritura dei meleti: indicativamente aprile-inizio maggio
- Periodo migliore: primavera e settembre-ottobre
- Stazione ferroviaria: Cles
- Linea: Trento-Malé-Mezzana
- Distanza da Trento: circa 40 km
- Auto consigliata: sì, se si vuole esplorare l’intera Val di Non
- Specialità: tortei da patate, mortandela affumicata, canederli, formaggi, strudel e mele della Val di Non
- Escursioni vicine: San Romedio, Castel Thun, Lago di Tovel, Museo Retico, Canyon Rio Sass
