Abano Terme oltre le piscine: cosa vedere tra sorgenti romane, ville venete, monasteri e Colli Euganei
Abano Terme non è soltanto una fila di alberghi con piscine calde. Questa è certamente la sua industria più evidente, ma fermarsi alle terme significa perdere buona parte della città: il Montirone conserva la memoria delle antiche sorgenti, il centro storico ruota ancora intorno al campanile di San Lorenzo, Villa Bassi Rathgeb custodisce una collezione d’arte sorprendente e bastano pochi chilometri per raggiungere monasteri, vigneti e sentieri dei Colli Euganei.
La geografia spiega quasi tutto. Abano sorge ai piedi orientali dei Colli Euganei, poco più di 10 chilometri da Padova, sopra un sistema idrotermale che porta in superficie acqua a temperature che possono superare gli 80 °C. Le sorgenti erano conosciute già nell’antichità e il territorio delle Aquae Patavinae divenne in epoca romana una frequentata area di culto, cura e soggiorno.
La città contemporanea ha un aspetto particolare. Non possiede un centro storico compatto come Padova o Arquà Petrarca: è cresciuta mettendo insieme l’antico nucleo di San Lorenzo, la zona termale, grandi alberghi novecenteschi, parchi, viali pedonali e quartieri residenziali. Per questo va visitata seguendo alcuni punti precisi, invece di aspettarsi una sequenza continua di monumenti.
Cosa vedere ad Abano Terme
Prima di entrare nei dettagli, queste sono le tappe da inserire in una visita completa:
- Viale delle Terme e isola pedonale
- Parco Urbano Termale
- Montirone e antica sorgente termale
- Piazza del Sole e della Pace
- Duomo di San Lorenzo
- Museo Civico Villa Bassi Rathgeb
- Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori
- Santuario della Madonna della Salute di Monteortone
- Colle e Monastero di San Daniele
- zona termale e grandi alberghi storici
- Colli Euganei
- Abbazia di Praglia
- Arquà Petrarca
- Montegrotto Terme e area archeologica delle Aquae Patavinae
Viale delle Terme e l’isola pedonale
Viale delle Terme è l’asse urbano da cui partire per capire Abano. Collega il nucleo storico alla parte alberghiera e, procedendo verso sud, conduce alla zona pedonale intorno a Via Pietro d’Abano, Via Jappelli, Via Montirone e Largo Marconi.
Qui si concentrano negozi, bar, pasticcerie, gelaterie, dehors e ingressi dei grandi hotel termali. Non cercate un centro medievale: questa è soprattutto la passeggiata della città termale sviluppatasi tra Otto e Novecento.
Via Pietro d’Abano ricorda il personaggio storico più celebre nato in città, Pietro d’Abano, medico, filosofo e astrologo vissuto tra XIII e XIV secolo, figura controversa della cultura medievale europea e professore all’Università di Padova.
Passeggiare qui verso sera permette anche di vedere il volto più quotidiano della località, quando gli ospiti escono dagli alberghi e la zona pedonale torna a essere il principale punto d’incontro cittadino.
Parco Urbano Termale
Proseguendo verso la zona alberghiera si raggiunge il Parco Urbano Termale, grande spazio verde contemporaneo progettato da Paolo Portoghesi.
Non è un parco storico. La sua progettazione appartiene alla trasformazione urbanistica moderna di Abano e il progetto definitivo venne approvato alla fine degli anni Novanta.
L’idea era creare un vero centro urbano verde per una città cresciuta per nuclei distinti. Il risultato è un grande prato attraversato da percorsi pedonali, alberature, edifici residenziali e commerciali, con l’architettura disposta ai margini per lasciare il verde al centro.
Il parco occupa circa 60.000 metri quadrati, oltre 55.000 dei quali destinati a verde pubblico. È particolarmente piacevole al mattino e verso sera e permette di spostarsi a piedi tra diverse parti della zona termale senza seguire continuamente le strade trafficate.
Nel 2026 il Comune sta inoltre lavorando alla riqualificazione dello spazio polifunzionale interno al parco, pensato come collegamento tra area verde e zona pedonale.
Montirone e l’antica sorgente termale
Il Montirone è piccolo, ma storicamente è probabilmente il punto più importante di Abano.
Si trova alla fine della zona pedonale e si raggiunge attraverso un monumentale ingresso colonnato. Qui l’acqua termale affiorava naturalmente e per secoli rappresentò il simbolo stesso delle terme aponensi.
Secondo la tradizione antica, nell’area sorgeva un santuario dedicato ad Aponus, divinità associata alle acque salutari. Il nome antico di Abano viene generalmente collegato proprio ad Aponus.
L’acqua raggiungeva temperature vicine agli 80 °C e la sorgente era conosciuta già in epoca romana. Le vasche in pietra oggi presenti ricordano questa origine molto precedente agli hotel e alle moderne spa.
All’ingresso osservate la colonna dorica realizzata da Giuseppe Jappelli nel 1825, sormontata da una coppa con serpente. Venne progettata in occasione del passaggio dell’imperatore Francesco I d’Austria.
Questo è uno dei dettagli da non saltare: il Montirone permette di capire perché una città sia nata esattamente qui.
Piazza del Sole e della Pace
Accanto al centro storico si apre Piazza del Sole e della Pace, conosciuta anche come Piazza della Meridiana.
Al centro si trova una grande meridiana monumentale orizzontale. Più che una piazza monumentale nel senso tradizionale, è uno spazio urbano contemporaneo nel quale il disegno della pavimentazione e lo gnomone trasformano il movimento del sole in un enorme strumento di misurazione del tempo.
Vale la pena attraversarla soprattutto perché conduce naturalmente verso il nucleo più antico di Abano e il vicino Duomo di San Lorenzo.
Duomo di San Lorenzo
Il Duomo di San Lorenzo, in Via Don Giuseppe Minzoni 2, appartiene alla parte storica della città e mostra bene quanto Abano esistesse come comunità molto prima dell’esplosione del turismo termale moderno.
L’edificio attuale deriva da una ricostruzione iniziata nel 1780 su progetto di Domenico Cerato, lo stesso architetto legato alla sistemazione di Prato della Valle a Padova. La costruzione procedette lentamente e la chiesa venne consacrata soltanto nel 1935.
Il campanile racconta però una storia più antica rispetto alla chiesa. È uno degli elementi che distinguono immediatamente il vecchio centro dalla zona alberghiera.
L’interno è a navata unica e conserva opere provenienti dalle diverse fasi della storia religiosa locale.
Nel periodo primavera-estate il Duomo è aperto 7:00-12:00 e 15:00-19:00; in inverno la chiusura pomeridiana viene anticipata alle 17:00. Nel 2026 le messe festive sono alle 8:15, 10:00, 11:30 e 19:00.
Indirizzo: Via Don G. Minzoni 2, 35031 Abano Terme
Telefono: +39 049 812744
Email: [email protected]
Museo Civico Villa Bassi Rathgeb
Villa Bassi Rathgeb, in Via Appia Monterosso 52, è la visita artistica più sostanziosa della città.
La villa nacque nel Cinquecento. Tra 1566 e 1576 il medico Giovanni Antonio Secco trasformò una precedente costruzione rurale in una vera residenza signorile, con loggia, giardino, orto e brolo.
Nel 1769 passò ai Dondi dall’Orologio, che modificarono profondamente gli interni secondo il gusto settecentesco. Stucchi policromi vennero sovrapposti anche a parte delle precedenti decorazioni ad affresco.
Oggi gli ambienti sono interessanti quasi quanto le opere esposte. Guardate la loggia affrescata, le finte architetture, le figure allegoriche e le sale della villa prima di concentrarvi sulla pinacoteca.
Il patrimonio comprende oltre 400 opere tra dipinti, disegni, stampe, miniature, sculture, reperti archeologici, armi e arredi provenienti soprattutto dalla raccolta donata al Comune dal collezionista bergamasco Roberto Bassi Rathgeb.
C’è anche un buon motivo per inserirla specificamente in una visita nel 2026: fino al 20 settembre ospita la mostra Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria, mentre dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 è programmata una mostra dedicata ad Andrea Previtali, discepolo di Giovanni Bellini.
A luglio e agosto il museo apre da mercoledì a domenica 10:00-13:00 e 16:00-19:00. Il biglietto ordinario del museo costa 6 €, mentre in presenza di mostra temporanea il cumulativo costa 10 €.
Indirizzo: Via Appia Monterosso 52, 35031 Abano Terme
Telefono: +39 049 8245284
Email: [email protected]
Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori
Completamente diverso è il Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori, ospitato a Villa Trevisan Savioli.
È uno dei luoghi più originali di Abano e non ha nulla a che vedere con il termalismo.
Il museo nasce dal lavoro di Amleto Sartori e Donato Sartori, scultori e mascherai che hanno avuto un ruolo fondamentale nella rinascita della maschera teatrale nel Novecento.
Le raccolte permettono di attraversare teatro classico, Commedia dell’Arte, Goldoni, Shakespeare, Molière, Pirandello e sperimentazioni contemporanee. Alle maschere teatrali si affianca una sezione etno-antropologica con reperti provenienti da differenti culture del mondo. Legno, cuoio, gesso, terracotta e bronzo mostrano inoltre quanto la maschera sia prima di tutto un oggetto scultoreo.
Il museo è in Via Savioli 2.
Nel periodo estivo apre martedì 9:00-13:30, mercoledì e venerdì 9:00-13:00 e 14:30-18:00, domenica 17:00-20:00; altri accessi sono possibili su prenotazione.
Attenzione ad agosto: il museo osserva la chiusura annuale per tutto il mese, informazione particolarmente importante per chi visita Abano nell’estate 2026.
Telefono: +39 049 8601642
Email: [email protected]
Santuario della Madonna della Salute di Monteortone
Dal centro bisogna spostarsi verso il margine dei Colli Euganei per raggiungere Monteortone, dove sorge uno degli edifici religiosi più interessanti del territorio.
Il Santuario della Madonna della Salute nasce da una storia che intreccia in modo quasi perfetto religione e acqua termale.
Secondo la tradizione, nel 1428 il soldato Pietro Falco, ferito alle gambe, si ritirò presso una sorgente ai piedi del colle. Dopo un’apparizione della Vergine si immerse nell’acqua e guarì; tra i sassi avrebbe inoltre trovato una tavola raffigurante la Madonna con il Bambino, San Cristoforo e Sant’Antonio Abate. Alla Vergine venne attribuita anche la fine della pestilenza che colpiva Padova.
La prima chiesa venne consacrata nel 1435. Dopo un incendio fu ricostruita e nuovamente consacrata nel 1495, con interventi legati alla cultura architettonica di Pietro Lombardo.
L’edificio conserva una struttura a croce latina con tre navate absidate e un campanile quattrocentesco. All’interno cercate gli affreschi di Jacopo da Montagnana e le opere attribuite a Palma il Giovane e ad altri pittori veneti.
Il santuario è ancora un luogo di culto attivo, non un monumento trasformato in museo.
Indirizzo: Via Santuario 63, Monteortone, Abano Terme
Telefono: +39 049 8669447
Colle e Monastero di San Daniele
Il Colle di San Daniele è una delle passeggiate migliori partendo direttamente da Abano.
La salita attraversa una zona verde e conduce al Monastero Benedettino di San Daniele, in Via San Daniele 50.
Il monastero venne fondato tra 1076 e 1079 dai signori di Montagnon e affidato ai benedettini. Passò successivamente ai Canonici Regolari del Santissimo Salvatore e, nel 1771, alla famiglia Todeschini, che trasformò parte del complesso in residenza. Dal 1948 ospita nuovamente una comunità monastica, questa volta di monache benedettine provenienti da Fiume.
La chiesa fu ricostruita nel 1711 dall’architetto Francesco Muttoni. Le statue e il paliotto dell’altare maggiore sono legati ad Antonio Corradini, grande scultore veneziano del Settecento, mentre sugli altari laterali compaiono tele attribuite a Palma il Giovane.
Non fermatevi alla chiesa. Alcune sale dell’ex villa Todeschini sono visitabili: Sala del Fuoco, Sala degli Stucchi, Sala Gialla, Sala Verde e Sala Rossa conservano pavimenti, soffitti, tappezzerie e tracce della fase aristocratica dell’edificio. Dal Belvedere si osservano Abano, Montegrotto e la pianura termale.
Le sale sono aperte da marzo a novembre, dal lunedì al sabato, 10:00-11:45 e 15:00-17:00; domenica e festività religiose sono chiuse. Da dicembre a febbraio le visite alle sale vengono sospese.
Indirizzo: Via San Daniele 50, 35031 Abano Terme
Telefono: +39 049 8669149
Email: [email protected]
La zona termale e i grandi alberghi
Tra Via Pietro d’Abano, Via Montirone, Via Marzia, Via Flacco e il Parco Urbano Termale si concentra il volto che ha reso Abano famosa nel Novecento.
La particolarità rispetto a molte località termali europee è che numerosi alberghi possiedono direttamente pozzi, piscine termali e reparti per la fangoterapia. Non esiste quindi un unico grande stabilimento pubblico intorno al quale ruota tutta la città: una parte consistente dell’esperienza termale avviene dentro gli hotel.
Questa struttura ha prodotto un paesaggio urbano insolito, fatto di grandi edifici alberghieri, giardini privati, piscine esterne fumanti anche in inverno e viali pensati per soggiorni di più giorni.
Se non pernottate in un hotel termale, diverse strutture propongono comunque formule giornaliere per l’accesso alle piscine e alle spa.
Colli Euganei
A ovest della città cominciano quasi immediatamente i Colli Euganei.
Sono rilievi di origine vulcanica che emergono isolati dalla pianura padana e oggi formano il cuore del Parco Regionale dei Colli Euganei. L’area è entrata inoltre nella rete delle Riserve della Biosfera UNESCO.
Per chi soggiorna tre o quattro giorni ad Abano, i colli non sono un’escursione accessoria: sono metà del viaggio.
Si possono percorrere sentieri, strade panoramiche e itinerari ciclabili tra Teolo, Torreglia, Galzignano, Arquà Petrarca, Valsanzibio e Cinto Euganeo.
Il paesaggio alterna boschi, vigneti, uliveti, ville venete e piccoli nuclei rurali. Anche la cucina cambia appena si lascia la zona alberghiera e si sale verso trattorie e agriturismi.
Abbazia di Praglia
A circa 6 chilometri da Abano sorge l’Abbazia di Praglia, uno dei complessi monastici più importanti del Veneto.
La comunità benedettina è ancora attiva e la visita guidata attraversa alcuni degli ambienti monumentali dell’abbazia, tra chiostri, refettorio e spazi conventuali.
Uno degli elementi più interessanti è la biblioteca monumentale, accessibile in specifiche visite programmate. L’abbazia possiede inoltre un celebre laboratorio di restauro del libro e continua la produzione monastica di cosmetici, tisane, miele e altri prodotti venduti nel negozio interno.
Nel 2026 le visite guidate sono organizzate secondo un calendario stagionale. In luglio e agosto, domenica e festivi, partono alle 16:00 e 17:00; nei giorni feriali, escluso il lunedì, durante l’ora legale sono previste visite pomeridiane alle 15:30 e 16:30.
Indirizzo: Via Abbazia di Praglia 16, 35037 Teolo
Telefono: +39 049 9999300
Se soggiornate ad Abano, Praglia è una delle escursioni da mettere davanti a molte attrazioni minori del centro.
Arquà Petrarca
A circa 20 chilometri si trova Arquà Petrarca, borgo medievale legato agli ultimi anni di Francesco Petrarca.
Il poeta si stabilì qui nel 1370 e morì ad Arquà nel 1374. La sua casa è ancora visitabile e conserva ambienti modificati nei secoli ma strettamente legati alla memoria petrarchesca.
Nella piazza davanti alla Chiesa di Santa Maria Assunta si trova la sua arca funeraria in marmo rosso di Verona.
Non limitatevi alla casa. Percorrete Via Roma, Via Jacopo da Arquà e le stradine che salgono tra case in pietra, giardini e panorami sui Colli Euganei.
Arquà è piccola e si visita bene in mezza giornata; abbinata a Praglia crea una giornata molto più ricca rispetto a rimanere esclusivamente nella zona termale.
Montegrotto Terme e le Aquae Patavinae
Abano e Montegrotto formano praticamente un’unica area termale, ma dal punto di vista archeologico Montegrotto conserva testimonianze particolarmente importanti.
Gli scavi hanno permesso di ricostruire parti dell’antico sistema delle Aquae Patavinae, il grande distretto termale frequentato in età romana. Le ricerche archeologiche nell’area sono documentate almeno dal Settecento, quando i Dondi dall’Orologio iniziarono campagne di scavo nelle loro proprietà.
Per chi vuole capire l’origine delle terme euganee, l’abbinamento corretto è quindi Montirone ad Abano + archeologia di Montegrotto.
La prima mostra il luogo simbolico della sorgente; la seconda permette di ricostruire la dimensione del termalismo antico.
Perché l’acqua di Abano è calda
L’acqua non viene semplicemente riscaldata dalle rocce vulcaniche immediatamente sotto i Colli Euganei, come spesso viene raccontato in maniera troppo sbrigativa.
Il sistema è molto più interessante.
L’acqua meteorica penetra nel sottosuolo in aree poste a nord del bacino e percorre un lungo circuito sotterraneo. Scendendo in profondità si riscalda per gradiente geotermico e si arricchisce di sali minerali attraverso il contatto con le rocce.
Fratture e strutture geologiche favoriscono poi la risalita verso il bacino euganeo.
Quando arriva in superficie, l’acqua presenta una temperatura media di circa 75 °C, con punte che possono raggiungere circa 86 °C, ed è ricca di cloruro di sodio e altri elementi minerali.
Quindi sì, i Colli Euganei hanno origine vulcanica; no, non c’è una camera magmatica sotto l’hotel che scalda direttamente la piscina.
Il fango di Abano: non è semplicemente argilla calda
Il prodotto più caratteristico del termalismo euganeo è il fango termale maturo.
L’argilla viene posta in apposite vasche a contatto continuo con l’acqua termale. Durante il processo di maturazione si sviluppa una componente biologica formata anche da microrganismi e cianobatteri termofili.
Il risultato non è quindi semplice terra riscaldata.
La fangoterapia tradizionale degli stabilimenti euganei utilizza questo materiale dopo un preciso processo di maturazione e controllo. L’acqua termale viene poi impiegata anche nei bagni e nelle piscine.
Le applicazioni terapeutiche devono naturalmente essere prescritte e gestite da personale sanitario: una giornata in piscina termale e un ciclo medico di fangoterapia sono due cose diverse.
Aponus: il dio nascosto nel nome di Abano
La relazione tra acqua e religione precede Roma.
Le sorgenti euganee erano considerate luoghi sacri e vennero associate alla divinità Aponus, il cui nome è rimasto legato alla città.
In epoca romana il territorio termale entrò nell’orbita di Patavium e divenne una vera destinazione di soggiorno. Dal 49 a.C., con la trasformazione di Padova e dei territori vicini in municipium, la frequentazione delle terme aumentò insieme alla ricchezza delle élite locali.
Le fonti antiche descrivono acque ribollenti e fenomeni naturali che dovevano apparire ancora più impressionanti prima della captazione moderna delle sorgenti.
Pietro d’Abano: medico, filosofo e personaggio scomodo
Abano ha dato il nome a una delle figure più affascinanti della cultura medievale italiana.
Pietro d’Abano, nato nel XIII secolo, studiò medicina, filosofia naturale e astrologia, entrando in contatto con il sapere greco e arabo.
Insegnò a Padova e cercò di interpretare salute, natura e corpo attraverso un sistema razionale che incorporava anche l’astrologia, disciplina allora pienamente inserita nella cultura scientifica.
La sua reputazione di mago e negromante crebbe successivamente e finì per oscurare in parte il medico e il filosofo.
Quando attraversate Via Pietro d’Abano, il nome non è quindi un semplice omaggio locale: appartiene a uno dei personaggi più discussi dell’università medievale padovana.
Quanto tempo serve per visitare Abano Terme
Per il solo centro bastano quattro o cinque ore, includendo Montirone, San Lorenzo, Parco Urbano e una passeggiata nella zona termale.
Con Villa Bassi e Museo della Maschera serve almeno una giornata intera.
Per capire davvero la destinazione, però, consiglierei due o tre giorni. Una giornata può essere dedicata ad Abano e alle terme, una a Praglia e Colli Euganei, una ad Arquà Petrarca e Montegrotto.
Se aggiungete Padova, il soggiorno può facilmente arrivare a quattro giorni.
Un giorno ad Abano Terme
Al mattino partite dal Duomo di San Lorenzo, attraversate Piazza del Sole e della Pace e raggiungete Villa Bassi Rathgeb.
Da qui scendete verso Viale delle Terme e percorrete lentamente la zona pedonale fino al Montirone.
Dopo pranzo attraversate il Parco Urbano Termale e dedicate il pomeriggio a una piscina termale oppure salite al Monastero di San Daniele.
La sera tornate tra Via Pietro d’Abano e Via Montirone per cena e passeggiata.
Due giorni ad Abano Terme
Il primo giorno seguite l’itinerario urbano e concedetevi almeno qualche ora nelle piscine termali.
Il secondo uscite dal centro: Abbazia di Praglia al mattino, pranzo sui Colli Euganei e pomeriggio ad Arquà Petrarca.
È una combinazione molto più completa perché mette insieme termalismo, arte, paesaggio e storia veneta.
Tre giorni: aggiungete Padova o i Colli
Con una terza giornata potete scegliere tra due itinerari.
Per arte e storia, prendete il treno o l’autobus per Padova e concentratevi su Cappella degli Scrovegni, Basilica del Santo, Palazzo della Ragione, Piazza delle Erbe, Piazza dei Signori e Prato della Valle.
Se preferite natura e piccoli centri, rimanete invece sui Colli Euganei, raggiungendo Teolo, Valsanzibio, Villa dei Vescovi, Cinto Euganeo e i sentieri del parco.
Dove mangiare ad Abano Terme
La ristorazione degli alberghi termali occupa una parte importante dell’offerta cittadina, ma non siete obbligati a cenare in hotel.
Per una cucina più contemporanea si può considerare La Scala, in Via Marzia 33, ristorante con menu orientato alla cucina italiana moderna e una posizione molto comoda rispetto alla zona termale.
Ristorante La Scala
Indirizzo: Via Marzia 33, 35031 Abano Terme
Telefono: +39 049 8630306
Orari 2026: martedì-domenica 12:00-14:30 e 18:30-22:30; lunedì chiuso
Fascia di prezzo: medio-alta, variabile secondo menu e vini.
Per mangiare cucina veneta più territoriale conviene però uscire di qualche chilometro verso Torreglia, Teolo e Arquà Petrarca, dove trattorie e agriturismi hanno un rapporto molto più diretto con prodotti e vini dei Colli Euganei.
Cosa mangiare
La cucina locale è quella padovana ed euganea.
Cercate bigoli, pasta fresca all’uovo, risotti, gallina padovana, faraona, anatra, bolliti, baccalà alla vicentina nelle sue contaminazioni venete e piatti a base di verdure dei colli.
In stagione compaiono asparagi, piselli e radicchi.
Sui Colli Euganei acquistano maggiore importanza olio extravergine, miele, salumi, formaggi e piccoli frutti.
Arquà Petrarca è invece famosa per le giuggiole, utilizzate anche per preparare il celebre brodo di giuggiole.
Cosa bere sui Colli Euganei
Qui il vino merita attenzione.
La denominazione più caratteristica è Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG, basata sul Moscato Giallo. Può essere prodotto spumante, secco e passito, con profili aromatici molto differenti.
Il territorio produce inoltre Serprino, Cabernet, Merlot, Cabernet Franc e rossi da uvaggi bordolesi.
Se soggiornate più giorni, una visita in cantina sui Colli Euganei aggiunge molto più alla vacanza di un’altra mezza giornata trascorsa tra i negozi del centro.
Dove dormire
Ad Abano la scelta dell’hotel determina buona parte dell’esperienza. Se l’obiettivo sono le terme, scegliete una struttura con piscine alimentate da acqua termale propria e reparto fangoterapico interno, non semplicemente un hotel dotato di spa.
Tra le strutture storiche di fascia alta c’è l’Hotel President Terme, 5 stelle vicino alla zona pedonale.
Hotel President Terme
Indirizzo: Via Montirone 31, 35031 Abano Terme
Telefono: +39 049 8668288
Email: [email protected]
Check-in: dalle 14:00
Check-out: entro le 10:30
Fascia di prezzo: alta; le tariffe cambiano sensibilmente secondo periodo, pensione e trattamenti termali.
Per soggiorni termali di più giorni conviene confrontare soprattutto ciò che è incluso: pensione, accesso alle piscine, reparto spa, fanghi, visite mediche e trattamenti possono modificare il costo reale molto più della semplice tariffa della camera.
Come arrivare
Abano si trova circa 10-12 chilometri a sud-ovest di Padova.
In automobile si raggiunge facilmente attraverso la rete stradale padovana e dispone di numerosi parcheggi pubblici e privati distribuiti intorno al centro e alla zona termale.
La stazione ferroviaria Terme Euganee-Abano-Montegrotto si trova a Montegrotto Terme, non nel centro di Abano. Da lì bisogna proseguire con autobus o taxi.
Da Padova esistono collegamenti autobus verso Abano e Montegrotto.
Per chi arriva in aereo, gli aeroporti più pratici sono Venezia Marco Polo e Treviso, seguiti da Verona per alcuni itinerari.
Muoversi ad Abano
Il centro termale si gira facilmente a piedi.
Tra Duomo, Villa Bassi, Viale delle Terme, Montirone e Parco Urbano le distanze rimangono gestibili.
La bicicletta diventa invece molto utile per raggiungere Monteortone, San Daniele e le prime zone dei Colli Euganei.
Per Praglia, Arquà Petrarca, Valsanzibio e le cantine, l’auto offre molta più libertà.
Quando andare
Primavera e autunno sono i periodi migliori per combinare terme, passeggiate e Colli Euganei.
Tra aprile e giugno la vegetazione è intensa, le giornate sono lunghe e le temperature permettono di alternare piscine e attività all’aperto.
Settembre e ottobre sono particolarmente interessanti per vigneti, vendemmia e gastronomia.
L’estate può essere molto calda e umida, ma gli hotel sono organizzati intorno a piscine, parchi e attività serali.
L’inverno ha un fascino completamente diverso: nuotare all’aperto nell’acqua termale mentre l’aria è fredda è probabilmente una delle esperienze più caratteristiche di Abano.
Abano Terme nel 2026
L’agenda culturale del 2026 rende particolarmente interessante Villa Bassi Rathgeb, che fino al 20 settembre ospita la grande mostra dedicata ad Alfred Eisenstaedt e dal 17 ottobre apre quella su Andrea Previtali.
Ad agosto bisogna invece ricordare la chiusura annuale del Museo Internazionale della Maschera.
L’Abbazia di Praglia mantiene il proprio calendario di visite guidate e nei mesi di luglio e agosto le visite festive sono previste alle 16:00 e alle 17:00.
Sono dettagli piccoli ma decisivi quando si costruisce una giornata: ad Abano le attrazioni culturali hanno calendari molto diversi da quelli delle piscine e degli hotel.
Abano Terme con i bambini
Le piscine sono naturalmente l’attrazione più immediata, ma bisogna verificare le politiche dei singoli hotel: alcune aree wellness sono riservate agli adulti, mentre altre strutture dispongono di piscine familiari.
Il Parco Urbano Termale offre spazio per camminare e giocare.
Villa Bassi propone attività dedicate anche alle famiglie, mentre San Daniele e i Colli Euganei permettono di alternare musei e passeggiate.
Con bambini più grandi, l’archeologia di Montegrotto può essere un buon modo per spiegare perché le terme esistano qui da duemila anni.
Abano senza automobile
È possibile, soprattutto per un soggiorno concentrato sulle terme.
Una volta arrivati in hotel, gran parte del centro è percorribile a piedi. Padova può essere raggiunta con i mezzi pubblici e Montegrotto è relativamente vicina.
Le difficoltà iniziano quando volete visitare Praglia, Arquà Petrarca, cantine e piccoli borghi dei Colli Euganei. In quel caso automobile, taxi o escursione organizzata fanno risparmiare molto tempo.
Informazioni pratiche
Comune: Abano Terme
Provincia: Padova
Regione: Veneto
Distanza da Padova: circa 10-12 km
Stazione ferroviaria di riferimento: Terme Euganee-Abano-Montegrotto
Area naturale: Parco Regionale dei Colli Euganei
Tempo minimo consigliato: 1 giorno
Soggiorno ideale: 2-3 giorni
Periodo migliore: aprile-giugno e settembre-ottobre
Per le terme: destinazione adatta tutto l’anno
Da non perdere: Montirone, Villa Bassi Rathgeb, San Daniele, Monteortone e almeno un’escursione sui Colli Euganei.
Abano va quindi letta in due direzioni. Verso est guarda alla pianura e a Padova; verso ovest cominciano quasi immediatamente i Colli Euganei. Nel mezzo ci sono le sorgenti che hanno determinato duemila anni di storia locale.
Passare un’intera vacanza tra camera, ascensore e piscina significherebbe vedere soltanto metà della destinazione. Basta uscire da Via Montirone, raggiungere il piccolo colle di San Daniele o guidare per pochi minuti verso Praglia per trovare un territorio completamente diverso: monasteri medievali, ville venete, vigneti, boschi e piccoli paesi. È questo contrasto, molto più delle sole terme, a dare sostanza a un soggiorno ad Abano.
