Terre del Colleoni DOC: approfondimento enologico sulle denominazioni, le uve e le referenze del territorio
Una forte identità territoriale
La Lombardia è terra di grandi vini: le sfide vinte negli ultimi decenni sono frutto di grande
intuito e ottime capacità imprenditoriali, tutte doti che, unite ad un territorio particolarmente
vocato, hanno permesso di raggiungere incredibili risultati. La storia di Terre del Colleoni
DOC si può sicuramente inserire in questa filosofia, perché la scelta di creare questa
denominazione nel 2011 parte dal desiderio di proseguire nel lavoro che rende il vino
lombardo un prodotto in grado di competere a livello mondiale. Grazie ad un attento
esame del mondo del mercato, il Consorzio Valcalepio ha optato per una seconda DOC in
modo da ampliare l’offerta rispetto alla Valcalepio DOC e intercettare tutte le nuove
esigenze della clientela. L’idea va a coniugare la qualità dei vini, la forte identità e una ben
precisa strategia di comunicazione, attenta a posizionare i nuovi prodotti garantendo al
consumatore finale tutto il valore di un territorio.
Storia e terroir
La viticoltura in queste zone risale all’epoca romana, come risulta dai templi dedicati a
Bacco nella città di Bergamo; nel periodo comunale si riscontra una certa attività legata alla
coltivazione della vite e al vino, infatti risulta che le tecniche enologiche furono migliorate dai
monaci benedettini nella zona di S. Paolo D’Argon e a Pontida.
La nobile famiglia Colleoni, di origine longobarda, ha cavalcato secoli di storia, consolidando
un notevole patrimonio immobiliare e territoriale, in particolar modo nella zona dell’isola
Bergamasca. La celebre Cappella Colleoni, di epoca rinascimentale, si trova a Bergamo
Alta a fianco della Basilica di S. Maria Maggiore: fu realizzata per volere di Bartolomeo
Colleoni, capitano generale della Repubblica di Venezia e grande protagonista della storia
di questo territorio.
Nel 1500 abbiamo dei primi riferimenti ai vitigni tra cui ‘’Groppelle, Vernacce, Schiave Nere’’.
Verso la metà del secolo scorso i vitigni più diffusi tra collina e montagna risultano essere
Bonarda, Berzemina, Schiava, Negriera e Imberghem o Franconia. Le diverse tipologie di
vino e di vitigni che ad oggi caratterizzano questa DOC, fanno parte di ben precise scelte
strategiche. Si è puntato sulla forte identità storico-culturale, scommettendo sul valore
aggiunto dell’eterogeneità, sfruttando al meglio la scelta dell’ampia gamma di vitigni.
La zona della DOC comprende aree collinari e pedecollinari, tra il Lago d’Iseo, il fiume Oglio,
l’Isola Bergamasca e le Orobie a nord, con terreni che vanno dal tipo scisto-argilloso, a quelli
con caratteristiche argillo-calcaree.
Caratteristiche organolettiche dei vini Terre del Colleoni DOC
Abbiamo accennato ad un nutrito numero di vitigni, questo in virtù della scelta del
Consorzio di ampliare l’offerta al consumatore, mantenendo alti gli standard di qualità già
presenti nella storica Valcalepio DOC, che si presenta sul mercato nelle tipologie rosso,
rosso riserva, bianco e moscato passito. La politica di sostenibilità ambientale sposata dal
Consorzio ormai da un decennio, va a garanzia non solo del prodotto finale, ma stabilisce
uno stile produttivo virtuoso all’insegna della consapevolezza, per la salvaguardia di un
territorio considerato il Giardino di Bergamo.
Si è investito molto per ottenere le caratteristiche organolettiche delle varie tipologie
contemplate nella Colleoni DOP: un lavoro attento e competente che ha portato ad ottenere
vini dalle grandi potenzialità.
Perlage fine e persistente per il Metodo Classico Colleoni DOC
Per i vini bianchi è stata introdotta la tipologia Frizzante e Spumante, non presente nella
storica DOC: sappiamo bene quanto il mercato risponda con entusiasmo a questi tipi di
prodotti, ed ecco allora la scelta vincente sfruttando al meglio celebri vigneti a bacca bianca.
Per la tipologia Spumante si utilizzano uve provenienti da vitigni Chardonnay e/o Pinot
bianco e/o Pinot nero e/o Incrocio Manzoni e/o Pinot Grigio: questo metodo classico
prevede l’affinamento sui lieviti per un periodo di almeno quindici mesi, se parliamo del
Millesimato passiamo a ventiquattro mesi. Con il suo perlage fine e persistente, questo
spumante dalle intense note fruttate e floreali, risulta secco e armonico: è il vino ideale da
gustare con aperitivi e si presta ad accompagnare, a tutto pasto, le preparazioni a base di
pesce.
Nella Doc, oltre al già citato “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Spumante, rientrano altre tredici
tipologie monovarietali tra bianchi, rosati e rossi:
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Pinot Bianco
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Pinot Grigio
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Chardonnay
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Incrocio Manzoni 6.0.13
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Moscato Giallo
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Moscato Giallo Passito
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Schiava
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Merlot
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Marzemino
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Cabernet
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Franconia
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Incrocio Terzi N1
- “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Novello
Le peculiarità derivanti dall’ambiente geografico e dal clima, unite ai fattori umani che
incessantemente plasmano il territorio, fanno di questa DOC qualcosa che si impone nella
sua marcata identità territoriale. Pur offrendo un ampio ventaglio di prodotti che spaziano
nelle caratteristiche organolettiche, questi vini rimangono saldamente ancorati alla DOC nel
loro alto standard di qualità.
“Terre del Colleoni” o “Colleoni” Incrocio Manzoni 6.0.13, vitigno risultante dall’ incrocio tra Pinot Bianco e Riesling Renano, ha un profumo intenso e floreale, con note di frutta esotica, dal sapore fresco e con buona acidità. Questo vino è leggermente aromatico e si sposa bene con aperitivi, antipasti, pesce e carni bianche.Nel rosato “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Schiava Frizzante dalla spuma vivace, abbiamo un delicato sentore frutta rossa, con un sapore secco e fresco, molto gradevole grazie anche alla sua nota amarognola; possiamo abbinare questo vino con un bel tagliere di salumi.
Il “Terre del Colleoni” o “Colleoni” Moscato Giallo Passito si presenta con un bellissimo
color giallo tendente all’oro, ha un intenso profumo fruttato e floreale. È un vino di corpo, con
il suo sapore dolce perfetto nell’abbinamento con dessert, pasticceria secca e formaggi
erborinati.
Per i rossi spaziamo davvero dai i vitigni più noti e blasonati, a quelli tradizionali del posto:
dal Merlot con il suo ampio e intenso bouquet di sottobosco, al Marzemino dal sapore
asciutto, un vino armonico, al Franconia: questo vitigno è annoverato tra gli autoctoni, a
Bergamo prende il nome di Imberghem e ci regala un vino rosso elegante e persistente.
Altro vitigno autoctono, sempre a bacca nera, è l’Incrocio Terzi N1 risultante da Barbera e
Cabernet Franc, per un rosso dal profumo intenso e lievemente tannico.
Con i rossi possiamo abbinare la meravigliosa cucina tipica lombarda, fatta di sapore
intensi e profumi che non si dimenticano, perchè questa terra dona sempre e solo ricette
ineguagliabili.

