Nel crepuscolo di Versailles, Jeanne du Barry riscrive le regole del desiderio e del potere
Identikit
Titolo originale: Jeanne du Barry
Regia / Sceneggiatura: Maïwenn
Anno: 2023
Durata: 116 minuti
Paesi di produzione: Francia, Belgio, Regno Unito
Lingua originale: francese
Cast principali: Maïwenn (Jeanne Bécu), Johnny Depp (Re Luigi XV), Benjamin Lavernhe (La Borde), Pierre Richard (Richelieu), Melvil Poupaud (Conte Guillaume du Barry), Pascal Greggory (Duca d’Aiguillon), India Hair (Adélaïde de France)
Produzione e distribuzione: co-produzione franco-belga-britannica, distribuito in Francia da Le Pacte, parte dei finanziamenti con il supporto della Red Sea Film Foundation.
Trama e contesto storico
Jeanne Bécu nasce da origini umili come figlia illegittima di una sarta e cresce nei quartieri poveri con il desiderio di elevarsi. Dopo vari tentativi nel mondo del piacere e dell’intrigo, entra a corte come favorita ufficiale di Luigi XV, suscitando scandalo e invidie nell’ambiente aristocratico. Lei non arriva come figura imposta, ma conquistata: il film mostra come Jeanne, pur essendo outsider dal punto di vista sociale, diventi corpo e voce della sua stessa ascesa. Luigi XV, interpretato da Johnny Depp nella sua prima esperienza cinematografica in lingua francese, è ritratto come re in declino, affascinato da Jeanne ma consapevole del disprezzo che la corte nutre per lei. Il racconto è densamente intrecciato con tensioni politiche, rivalità di palazzo e la fragilità di un potere che si regge su apparenza, denaro e scorciatoie.
Regia, stile e scelte visive
Maïwenn dirige sé stessa con mano consapevole: la narrazione è intima, con molti momenti in cui la luce filtra attraverso tessuti di seta e cortine dorate, evidenziando la separazione tra realtà e splendore artificiale. Nell’evoluzione dell’immagine di Jeanne, vediamo il contrasto tra il “prima” nei vicoli poveri e il “dopo” nel lusso di Versailles, una dicotomia visiva che parla molto più delle parole. Il montaggio alterna scene di silenzio e piccoli gesti (lo sguardo, la mano che sfiora un tessuto) con momenti di corte piena di gente, rivelando le dinamiche di potere con insistenza. La colonna sonora, creata da Stephen Warbeck, accosta musica classica francese con battiti moderni, accompagnando Jeanne nei suoi momenti di dubbio e trionfo.
Interpretazioni, conflitti e identità
Jeanne non è un semplice oggetto del desiderio del re: è donna che vuole imporsi. Cede alla corte perché non le lascia scelta, novizia del potere mascherato da amore. In un confronto con Richelieu, la sua risposta è quasi un grido muto: non sono qui per essere amata, ma per essere vista. Luigi, dall’altro lato, la ama e la teme, consapevole che nel cuore della nobiltà lei non potrà mai appartenere veramente. In uno dei momenti più intensi, Jeanne dice: «J’ai été rien, maintenant je serai quelqu’un» (Ero nulla, adesso sarò qualcuno) – frase che scuote il film nei suoi secondi più sottili, perché definisce il suo percorso ma anche la sua tragedia.
Accoglienza, distribuzione, punti critici
Presentato come film d’apertura al Festival di Cannes 2023, Jeanne du Barry ha ricevuto ovazioni e critiche. Alcuni elogi si sono concentrati sulla interpretazione di Maïwenn, la sua regia consapevole e il coraggio di affrontare il personaggio di Jeanne senza filtri. Altri hanno criticato dialoghi occasionalmente piatti e una certa distanza emotiva in scene chiave. Il film è stato uno dei più costosi nella storia del cinema francese con un budget stimato di 22,4 milioni di dollari, e incassato circa 14,9 milioni. Le critiche mosse includono l’ampiezza storica sacrificata a favore dell’intimità personale.
Per quanto riguarda la disponibilità, Jeanne du Barry è visibile su Prime Video, che lo offre in streaming per il pubblico internazionale, incluso l’Italia. In molti casi è distribuito proprio come titolo “Amazon Original” nella sezione film storici su Prime.
Perché vale la pena guardarlo
Per la sua audacia narrativa: oscillare tra potere e amore senza diventare melodramma. Per la presenza magnetica di Jeanne: mai completamente vittima, mai completamente eroina. Per vedere Depp recitare in francese con un’osservazione silenziosa che pesa più di mille battute. E per emozionarti nel vedere corti che sembrano teatri di maschere, dove ogni gesto conta.
