Decanter per il vino: a cosa serve, come si usa e quali vini non dovreste decantare mai
Il decanter è uno strumento usato per aiutare la degustazione dei vini, una caraffa in cui versare il vino per farlo arieggiare meglio, grazia alla sua forma particolare che permette di far ruotare il liquido. Questa è una definizione classica e qualunquista, ma contiene un errore o meglio un’insidia pericolosissima. Non tutti i vini vanno agitati o fatti ossigenare in maniera così violenta, soprattutto i rossi invecchiati. In linea di massima possiamo dire che l’ossigeno (e l’ossidazione che ne segue)
Sfatiamo subito il grande mito: il decanter non serve, è un oggetto stiloso ed elegante, che magari nei ristoranti ha senso trovare per motivi estetici, ma a livello pratico non serve molto. Anzi, il più delle volte è nocivo, visto che molti principianti hanno distrutto nobili vini rossi invecchiati, mettendoli nel decanter e poi martoriandoli con delle oscillazioni isteriche.
In un ristorante un vino servito in un decanter è accettabile, a casa se volete impressionare i vostri ospiti esibendo decanter eleganti in vetro di polvere stellare soffiato da Daltanius va bene, ma sappiate che l’ossigenazione che il vino subisce nel calice è molto più graduale e quindi indicata per poter degustare il vino in maniera impeccabile.
Decanter nemico dei vini rossi?

Lo scopo del decanter è quello di ossigenare il vino, rianimarlo dopo il lungo sonno in bottiglia, ma questa funzione la assolve benissimo anche un semplice calice. Anzi l’ossigenazione che avviene nel calice è infinitamente più indicata. Lenta e graduale vi permettere di assaporare con il naso tutti i cambiamenti del vino. Prima è chiuso e ritroso, poi lentamente si apre e sono i profumi più duri ad emergere, ma con il tempo si scalda e i profumi più speziati lasciano spazio a quelli più delicati, floreali e fruttati.
Il decanter serve solo per il vino bianco?

Quindi concludendo usate pure il decanter, ma quando un vino ha più di 30 anni, versatelo per eliminare il fondo, ma non maltrattatelo. Se il vino ha più di 40 anni solitamente, il contatto con l’ossigeno lo ucciderà in poche ore, quindi se lo agitate nel decanter, la repentina ossigenazione e i i movimenti bruschi lo sbricioleranno ancora prima di metterlo nel bicchiere. Questi nobili vini meritano un paio d’ore della vostra vita: versate un goccio nel calice e poi fatevi raccontare la loro storia, come e dove hanno vissuto. I vini invecchiati sono come racconti, storie della terra e vanno letti con calma, sfogliando sorso dopo sorso.
Come lavare il decanter di cristallo?
Una delle tematiche più avvincenti che gravitano intorno a questo fulgido argomento è il lavaggio: come va lavato? Con molta cura, usando acqua calda e un sapone neutro privo di odori. Al massimo potete usare alcol e acqua, ma poi ricordatevi di asciugarlo perfettamente e lasciarlo a testa in giù prima di riporlo via. Sembra una banalità, ma a meno che non usiate il decanter ogni giorno per ossigenare il cappuccino, una volta usato rischia di restare per svariati giorni con dei residui che poi provocheranno danni apocalittici. Fare blend di vini costosi e detersivo non è mai piacevole…
