Vino italiano abbinato alla cucina di New Orleans: che il martedì grasso abbia inizio!
New Orleans, dove il Carnevale si conclude con il Martedì Grasso più folle del mondo: è un evento spettacolare che coinvolge tutta la città, Bourbon Street si riempie di parate, con i carri più strambi che sfilano in mezzo alla gente in festa. Un delirio dove tutto può accadere. L’aria è allegra, ma in sottofondo aleggia una sensazione di follia spinta fino all’assurdo, che solo Venezia e New Orleans hanno.
Ma soprattutto è un’occasione per scoprire la cucina creola, famosa per il suo fascino speziato e lussurioso: un misto tra le tradizioni degli schiavi, alcune influenze dei Nativi Americani e l’antico splendore nobiliare del sud, un tempo francese. Vedi la Jambalaya, che può essere sontuosa o estremamente pop, ma sempre gustosissima, e quale vino, se non il Sangiovese, potrebbe avere un raggio d’azione tanto ampio da affiancare questa cucina pirotecnica senza rimanere scottato?
Forse uno spumante strutturato come un Franciacorta o anche il Pinot Nero, speziato e flessibile, sarebbero altrettanto validi, ma come fare con la carne e le salse barbecue, se quello che si dice sulla Louisiana è vero, e cioè che tutto quello che respira può finire in un barbecue? Sarebbe forzato come abbinamento, meglio il Sangiovese, che nasconde sotto la maschera mille volti. Elegante, ma tagliente quando serve, può spaziare dal roseto del Morellino Capatosta Riserva 2009, alla calda potenza, che trabocca di caffè e cannella, del Torgiano Rosso Vigna Monticchio 2006, di Lungarotti, che con le grigliate affumicate e le salse dolci-salate dà il meglio di sé. Ma guardiamo più da vicino alcuni piatti della cucina creola di New Orleans.
Jambalaya

Red Bean and Rice
Non fatevi ingannare dall’apparente semplicità di questo piatto, che ricorda la Pasta e Fagioli. I fagioli devono essere cotti molto a lungo e la ricetta prevede grasso di pancetta, salsicce, prosciutto, quindi il risultato finale è pepato, dolce per i fagioli, le cipolle e l’aglio, aromatico per il timo e l’alloro, ma soprattutto untuoso. E il grado di untuosità aumenta con le salsicce o le braciole che vengono aggiunte come contorno. Quindi serve ancora molto frutto, una buona dose di sapidità e freschezza per reggere l’intensità dei sapori, corpo per la cremosità e un tocco di legno per l’alone di affumicato dato dalle andouille, abbinate il Sangiovese di Romagna Thea Riserva 2009, che nasconde un’anima affilata sotto un sottobosco di violette e more.
Gumbo

Jalapeños avvolti nel bacon
Abbiniamo un vino minerale ed erbaceo come un Carmignano Terre a Mano 2008, dove il Cabernet Sauvignon fa emergere profumi balsamici di liquirizia e peperone affumicato, assicuratevi che i peperoni non siano troppo piccanti, basta togliere i semi.
Crawfish Ètouffèe
È simile al Gumbo, ma più delicato, il roux è chiaro e non c’è l’ocra. Una specie di chowder di granchi, con i condimenti soliti della cucina Cajun. Per questo piatto pannoso, il vino ideale è il Pergole Torte 2008 di Montevertine, un Sangiovese in purezza dotato di una complessità che impressiona per la semplicità con cui si lascia bere. Frutto pieno e maturo con note di iris, felce, ciliegie e tè, leggermente muschiato, con freschezza a base di pepe ed erbe aromatiche che tornano anche nello stufato e un tannino vellutato per sgrassare.
Po-Boy

Consiglio finale
Scegliamo vini snelli, senza esagerare con l’invecchiamento per non perdere le note fresche. Il frutto sempre pieno per bilanciare la sapidità di ogni piatto. Un tocco di legno ci sta, per la presenza della andouille e se troviamo del grasso non esitiamo a spazzarlo via con i tannini: poche regole e la cucina Cajun sarà ancora più sfiziosa.
