Guida pratica per fare marchette da food blogger senza che nessuno se ne accorga: tartine al burro e acciughe
La bruschetta burro e acciughe o la tartina, vede voi come chiamarla, è il massimo della goduria. Pura estasi per la papille gustative, il lusso delle semplicità portato all’ennesima potenza.
E allora oggi vi proponiamo per ingolosirvi, qualche foto e qualche parola sul matrimonio tra burro e acciughe. Non è tanto una ricetta: per fare pane, burro e acciughe non servono video alla tasty sbrilluccicanti o chissà quali cooking master level class o i consigli di nonna papera.
Ma una cosa ve la vogliamo dire. Abbiamo assaggiato delle acciughe da urlo.
Attenzione, un disclaimer: non è una marchetta del food, non ci hanno pagato, è stato per caso che le abbiamo trovate in enoteca, mentre compravamo vino.
Ma se non vi avessimo detto niente e ci avessero pagato, questa sarebbe stata la classica marchetta da food blogger. Vabbè dai già che ci siamo facciamo le cose per bene.
Guida pratica per fare le marchette da food blogger senza che nessuno se ne accorga
Basta iniziare così come per caso, serendipity da shopping, l’inizio di una favola, innocente… Questa mattina passavo dal negozio di Ciro e mi sono invaghito di questi funghi shiitake di Hokkaido e adesso ci faccio il sugo per le fettuccine.
Il sevizio di report ha scatenato un putiferio e messo a nudo, in maniera grossolana e senza la benché minima competenza (si mangia la pancia? U mad bro, mai sentito parlare di pancetta?), la furbizia di molti marchettari che si muovono in un sottobosco ancora selvaggio e privo di qualsiasi regola, per non parlare di vere e proprie leggi. Leggi già presenti da anni in altri paesi come Inghilterra e Stati Uniti.
Ma si sa che in mondo del food è spietato, oggi ci sei e domani chi lo può sapere? Ma perché poi si dovrebbe lavorare secondo un’etica, a che pro? Per vivere di gloria?
Maddai datemi questi trenta denari e facciamoci sopra un bel post sui biscotti all’olio di palma epossidico…
Ma sintetizziamo, prima di passare alle tartine: basta scrivere che si è stati pagati per un post o un articolo e il problema è risolto. Certo non è più un post bello e spontaneo, con magari i tuoi pargoli con il pigiama griffato in cucina che promuove a sua insaputa dei prodotti che
Ma come disse il grande Hansel, non quello delle fiabe ma di Zoolander: “Conosco il prodotto che sto vendendo? No! So cosa farò oggi? No! Ma farò del mio meglio!”
Con ogni probabilità gli avveduti legislatori italiani staranno già provvedendo.
Ma il discorso era un altro: queste benedette tartine al burro e acciughe.

Il costo 8,20 sul loro sito, qualcosa di più in enoteca, è alto, ma sono da centellinare. Ne bastano 2 da sciogliere in olio e aglio per fare una pasta gourmet di spartana bellezza o per una pizza indimenticabile.

