InAlto Alfio Ghezzi Dolomites: cucina d’autore a 2.514 metri, dove il paesaggio entra nel piatto
InAlto Alfio Ghezzi Dolomites occupa la stazione a monte della funivia del Col Margherita, sopra il Passo San Pellegrino. A 2.514 metri di altitudine, il ristorante guarda verso Marmolada, Civetta, Pelmo e Pale di San Martino, trasformando il pranzo in qualcosa che va oltre la semplice sosta sulle piste.
La cucina porta la firma di Alfio Ghezzi e segue una direzione precisa: prodotti delle terre alte, stagionalità, filiera corta e piatti contemporanei costruiti con pochi elementi leggibili. Non è il classico rifugio gastronomico che rende più eleganti canederli e polenta; è un ristorante d’autore capace di adattarsi all’alta quota senza perdere immediatezza.
Durante la nostra visita nel 2026 abbiamo trovato una cucina nitida, tecnica ma non fredda. I piatti migliori sono quelli nei quali erbe, formaggi, funghi e carni mantengono il legame con la montagna senza diventare una rappresentazione folkloristica delle Dolomiti.
L’uovo di fattoria concentra la montagna in pochi elementi
L’uovo di fattoria con rösti di patate, fonduta di formaggi, funghi raccolti e speck costa 20 euro.
È un antipasto ricco, ma costruito con equilibrio. Il tuorlo lega la croccantezza della patata e la parte cremosa del formaggio, mentre funghi e speck aggiungono profondità senza trasformare il piatto in una sequenza eccessivamente grassa.
La preparazione racconta bene il metodo di InAlto: ingredienti familiari, tecnica precisa e una composizione contemporanea che non cancella il gusto originario.
Il vitello tonnato cambia prospettiva
Il “Come un vitello tonnato” costa 20 euro e viene completato da aringa affumicata, capperi fritti e polvere di caffè.
L’aringa sostituisce la consueta componente marina della salsa con un sapore più affumicato e deciso. I capperi introducono croccantezza e acidità, mentre il caffè resta sul fondo con una nota amara.
È un piatto più cerebrale dell’uovo e richiede maggiore attenzione. Il richiamo al vitello tonnato è riconoscibile, ma la preparazione possiede un’identità propria e non si limita a una variazione estetica.
Il risotto con aglio orsino e Graukäse è il primo più legato all’altitudine
Il risotto con aglio orsino e formaggio Graukäse costa 25 euro.
L’aglio orsino porta una nota verde, fresca e leggermente pungente; il Graukäse aggiunge intensità lattica e una vena rustica. Il riso resta ben distinto e la mantecatura tiene insieme due ingredienti forti senza appiattirli.
È il primo che esprime meglio il rapporto tra paesaggio e cucina. Non cerca la rassicurazione del risotto ai funghi né la ricchezza della fonduta: lavora su profumi vegetali e fermentazioni, mantenendo una struttura elegante.
Tagliatelle, funghi e mirtilli trovano un equilibrio meno prevedibile
Le tagliatelle con funghi raccolti e mirtilli costano 25 euro.
La pasta conserva una consistenza precisa, mentre i funghi portano il lato più profondo e boschivo del piatto. I mirtilli aggiungono acidità e una dolcezza contenuta, evitando che il condimento diventi monotono.
L’abbinamento potrebbe sembrare costruito per stupire, ma resta coerente con l’ambiente. Il frutto non diventa una salsa dolce e il fungo mantiene il centro del boccone.
L’amatriciana di montagna è la proposta più immediata
La nostra amatriciana, preparata con paccheri Monograno Felicetti, costa 25 euro.
È il primo più riconoscibile e diretto della carta. La pasta ha spessore, il condimento è intenso e la parte grassa viene controllata da una buona acidità.
Rispetto al risotto e alle tagliatelle racconta meno il territorio dolomitico, ma offre una pausa rassicurante all’interno di un menu molto concentrato su ingredienti alpini. È la scelta adatta a chi preferisce un piatto meno concettuale e più generoso.
Il manzo si presenta senza costruzioni superflue
Il manzo con salsa all’italiana e patate fritte costa 25 euro.
La carne è cotta con precisione e servita con un accompagnamento volutamente semplice. La salsa aggiunge profondità senza coprire il taglio, mentre le patate portano una componente croccante e immediata.
È un secondo meno spettacolare di quanto ci si potrebbe aspettare da un ristorante d’autore a questa quota, ma proprio questa sobrietà ne costituisce il pregio.
Il galletto alla diavola porta energia senza perdere precisione
Il galletto alla diavola con spinacini saltati costa 25 euro.
La pelle è ben arrostita, la carne resta succosa e la speziatura dà carattere senza diventare aggressiva. Gli spinacini alleggeriscono la parte più intensa e mantengono il piatto pulito.
Le verdure grigliate diventano una vera portata
Le verdure grigliate con toma di montagna costano 25 euro.
Non sono un contorno trasformato in proposta vegetariana. Le cotture cambiano secondo ortaggi e consistenze, mentre la toma aggiunge sapidità e una componente fondente.
Il risultato resta semplice, ma completo. La cucina vegetale non viene trattata come alternativa marginale e mantiene la stessa attenzione riservata alle carni.
Kaiserschmarren e Sacher chiudono meglio dei dessert più prevedibili
Il Kaiserschmarren di grano saraceno con frutti di bosco, mandorle e gelato al fior di latte costa 12 euro.
È il dolce più coerente con il luogo: caldo, rustico, leggermente tostato e alleggerito dall’acidità dei frutti. La farina di grano saraceno aggiunge carattere e rende il dessert meno uniforme.
La Sacher di Alfio Ghezzi costa 8 euro ed è più precisa e contenuta rispetto alla versione tradizionale. Il cioccolato resta intenso, mentre la componente fruttata interrompe bene la parte più grassa.
Il percorso dello chef è la scelta più completa
Il menu degustazione Passeggiando con lo chef comprende sei portate a sorpresa e costa 85 euro a persona.
È il modo più coerente per comprendere la cucina di Alfio Ghezzi, soprattutto quando la visita al Col Margherita rappresenta una destinazione e non una semplice pausa durante una giornata sugli sci.
Per un pranzo più rapido sono disponibili due formule: antipasto e portata principale a 38 euro, oppure antipasto, portata principale e dessert a 45 euro. Entrambe comprendono acqua e coperto.
La formula da 45 euro offre il rapporto più interessante per chi vuole assaggiare una cucina d’autore senza affrontare l’intero percorso.
Anche una sosta veloce conserva qualità
Dalle 10:00 alle 16:00 è disponibile una proposta più informale.
La selezione di salumi italiani con cialde di polenta, rafano e giardiniera costa 20 euro. La schiacciata con spalla cotta e formaggio latteria costa 18 euro, mentre la grande insalata con pollo, pancetta, Trentingrana, mandorle, anacardi e crostini costa 25 euro.
Sono piatti pensati per chi scia o cammina e non vuole dedicare molto tempo al pranzo. Mantengono una buona qualità, ma l’identità gastronomica del ristorante emerge con maggiore chiarezza nella carta principale.
La carta dei vini
La selezione segue la stessa filosofia della cucina: vignaioli artigiani, etichette italiane, birre locali e distillati della tradizione alpina.
La carta non sembra costruita per esibire grandi nomi internazionali o verticali da collezione. Cerca piuttosto coerenza con il rifugio, con attenzione alle produzioni di montagna e alle realtà artigianali.
Una sala contemporanea sospesa sulle Dolomiti
La sala utilizza legno, pietra, grandi vetrate e linee moderne. Il panorama domina senza bisogno di decorazioni alpine troppo evidenti.
Il servizio mantiene il tono di un ristorante gastronomico, ma sa adattarsi a un pubblico eterogeneo composto da sciatori, escursionisti e ospiti arrivati appositamente per pranzare.
Il ritmo è preciso e cordiale. Le spiegazioni restano utili, soprattutto nei piatti meno immediati, senza trasformare ogni portata in una lunga lezione.
Prezzi
Gli antipasti costano 20 euro. I primi e i secondi costano 25 euro.
I dessert vanno da 8 a 12 euro. Il menu degustazione di sei portate costa 85 euro.
La proposta pranzo con antipasto e portata principale costa 38 euro; aggiungendo il dessert si spendono 45 euro, con acqua e coperto inclusi.
Alla carta, un pranzo con antipasto, primo o secondo e dessert costa 53-57 euro a persona, bevande escluse.
Giudizio finale
InAlto non vive soltanto della posizione straordinaria.
La cucina di Alfio Ghezzi riesce a dare forma gastronomica al paesaggio, utilizzando formaggi di montagna, erbe spontanee, funghi, grano saraceno e prodotti delle terre alte senza ricadere nel repertorio più prevedibile dei rifugi dolomitici.
I piatti da privilegiare sono uovo di fattoria con rösti e fonduta, risotto all’aglio orsino e Graukäse, tagliatelle con funghi e mirtilli, galletto alla diavola e Kaiserschmarren di grano saraceno.
Il percorso degustazione permette di comprendere meglio il progetto, ma anche la formula pranzo da 45 euro offre un’esperienza completa e ben calibrata.
Il panorama è eccezionale; la parte più importante, però, è che la cucina non si limita a sfruttarlo. InAlto possiede identità, precisione e una lettura credibile dell’alta montagna contemporanea.
La nostra valutazione di InAlto Alfio Ghezzi Dolomites
Cucina: 9,2/10
Tecnica, essenziale e profondamente legata agli ingredienti delle terre alte.
Antipasti: 9,1/10
L’uovo di fattoria è il piatto più immediato; il vitello tonnato mostra maggiore ricerca.
Primi piatti: 9,3/10
Risotto e tagliatelle raccontano la montagna con precisione e personalità.
Secondi piatti: 8,9/10
Manzo e galletto puntano su cotture precise e costruzioni più dirette.
Cucina vegetale: 8,8/10
Una proposta autonoma e completa, non un semplice adattamento.
Dolci: 9/10
Kaiserschmarren e Sacher chiudono il percorso con carattere.
Carta dei vini: 8,9/10
Selezione italiana e artigianale coerente con l’identità alpina del ristorante.
Servizio: 9/10
Competente e accurato, senza rigidità fuori luogo.
Atmosfera: 9,7/10
Una delle sale panoramiche più spettacolari delle Dolomiti.
Rapporto qualità-prezzo: 8,9/10
Molto interessante la formula pranzo; corretto il degustazione da 85 euro.
Voto complessivo: 9,2/10
Informazioni pratiche
Nome: InAlto Alfio Ghezzi Dolomites
Indirizzo: Passo San Pellegrino 32, stazione a monte della funivia Col Margherita, 38035 Moena, Trento
Altitudine: 2.514 metri
Telefono: +39 344 0491503
Email: [email protected]
Cucina: contemporanea di montagna, prodotti alpini, pasta, carne e proposte vegetariane
Menu degustazione: sei portate a 85 euro
Formula pranzo: 38 o 45 euro, acqua e coperto inclusi
Apertura: stagionale, in coincidenza con gli impianti della Ski Area San Pellegrino
Orario di servizio: dalle 9:00 alle 16:00
Come arrivare: funivia Col Margherita dal Passo San Pellegrino oppure sentieri escursionistici
Ideale per: cucina d’autore, panorama dolomitico, pranzo sulle piste e menu degustazione ad alta quota
Prenotazione: consigliata, soprattutto per il menu degustazione e nei fine settimana
