Osteria da Cesare: ottima pasta fresca e una griglia leggendaria tra le colline di Castel San Pietro Terme
Osteria da Cesare si raggiunge salendo verso Liano, pochi chilometri sopra Castel San Pietro Terme. È una vera osteria di collina, con una cucina emiliano-romagnola ampia, una locanda per fermarsi a dormire e tavoli all’aperto molto piacevoli durante la bella stagione.
Il menu segue un’impostazione casalinga ma non si limita ai soliti quattro piatti bolognesi. Ci sono tagliatelle, tortellini, tortelloni, passatelli, ripiegati, crescentine, verdure fritte, funghi e molta carne alla griglia. Le proposte cambiano durante l’anno, soprattutto nella parte dedicata agli ortaggi e ai prodotti del bosco.
Durante la nostra visita nel 2026 abbiamo trovato una cucina generosa, a tratti persino esuberante, che dà il meglio con la pasta fresca, i fritti stagionali e le carni più legate alla zona. Qui è facile ordinare troppo: conviene scegliere poche portate e dividerle.
Crescentine e polenta fritta mettono subito alla prova l’appetito
Le crescentine arrivano calde, gonfie e asciutte, accompagnate da salumi, formaggi e sottaceti. Hanno una crosta sottile e un interno morbido, pronto ad accogliere prosciutto, salame o squacquerone.
Sono un ottimo inizio, ma non un antipasto innocente. La porzione invita a continuare e rischia di togliere spazio ai primi, che meritano maggiore attenzione.
Molto golosa anche la polenta fritta con squacquerone. La superficie è croccante, il cuore ancora morbido e il formaggio aggiunge quella nota acidula che impedisce al boccone di diventare troppo pesante.
Quando arrivano cardi e carciofi fritti, non servono molte spiegazioni
La cucina segue con attenzione la disponibilità degli ortaggi. In stagione compaiono cardi, carciofi, fiori di zucca e altre verdure fritte, tra gli assaggi più piacevoli della casa.
La frittura è sottile, croccante, senza involucri spessi. Il vegetale rimane riconoscibile e conserva consistenza. I cardi hanno una nota leggermente amarognola, i carciofi sono più dolci e carnosi.
Sono piatti apparentemente secondari, ma raccontano bene il carattere dell’osteria: ingredienti semplici, quantità generose e una cucina che non ha bisogno di decorarli.
Tagliatelle al ragù: la sicurezza della sfoglia fatta in casa
Le tagliatelle al ragù sono uno dei primi più tradizionali e anche uno dei più affidabili.
La sfoglia è ruvida e abbastanza spessa da trattenere il condimento. Il ragù è concentrato, carnoso, con il pomodoro utilizzato senza eccessi. La porzione è abbondante, ma non viene sommersa dalla salsa.
Non cercano di reinventare un piatto che a queste latitudini non ha bisogno di correzioni.
I tortelloni alla ricotta mantengono un passo più leggero
I tortelloni ripieni di ricotta rappresentano un’alternativa più delicata. La sfoglia conserva buona tenuta, mentre il ripieno è morbido e saporito senza diventare troppo carico di formaggio.
La versione con burro e salvia rimane la scelta migliore: il condimento accompagna la pasta e lascia il ripieno in primo piano.
I tortellini in brodo non temono il confronto con il resto della carta
I tortellini in brodo hanno dimensioni contenute, pasta sottile e un ripieno saporito. Il brodo è limpido e intenso, abbastanza profondo da sostenere il piatto senza diventare grasso.
Ripiegati e passatelli portano un po’ di varietà oltre i grandi classici
I ripiegati, una delle paste caratteristiche della casa, cambiano ripieno e condimento secondo la stagione. La pasta racchiude bene il ripieno e permette alla cucina di giocare con formaggi, verdure e carne senza allontanarsi troppo dalla tradizione.
Anche i passatelli, serviti in brodo oppure asciutti, meritano attenzione. La consistenza è compatta ma non dura, con Parmigiano e noce moscata ben riconoscibili.
Con i porcini il menu cambia passo
Durante la stagione dei funghi compaiono taglioline ai porcini, filetti in padella, funghi fritti e sfiandrine alla griglia.
Le taglioline sono sottili, ben legate al condimento e lasciano ai porcini il ruolo principale. La salsa rimane pulita, senza coprire il profumo del fungo con panna o formaggi troppo intensi.
Le sfiandrine alla griglia, carnose e leggermente affumicate, sono uno dei piatti più particolari della casa.
La griglia non si limita alla solita tagliata
La sezione delle carni è ampia: fiorentina disossata, filetto, costata, castrato, braciola e salsiccia, fegatelli, pancetta e spiedini.
La braciola di castrato è una delle scelte più coerenti con la zona. Ha un sapore intenso, una buona rosolatura e una parte interna ancora succosa. Non cerca compromessi: chi ama le carni ovine la apprezzerà, chi preferisce gusti delicati dovrebbe scegliere altro.
La fiorentina e il filetto sono più rassicuranti, ben cotti e serviti senza salse invadenti. Il filetto ai funghi è ricco, ma rimane equilibrato quando il fondo non diventa troppo cremoso.
La grigliata mista è abbondante e adatta alla condivisione. Dopo crescentine e pasta, ordinarla per una sola persona sarebbe un atto di fiducia eccessivo nelle proprie possibilità.
Coniglio, faraona e stinco ricordano che non esiste soltanto la brace
Accanto alla griglia compaiono carni cotte al forno o in padella, come coniglio, faraona, straccetti e stinco di maiale.
Il coniglio mantiene un gusto delicato e assorbe bene erbe e fondo di cottura. La faraona ha maggiore carattere, ma resta meno impegnativa del castrato. Lo stinco è invece il piatto più corposo: carne morbida, fondo concentrato e porzione importante.
I dolci fatti in casa non conoscono il minimalismo
La carta dei dessert è ampia e comprende crema al mascarpone, cheesecake, crème caramel, crema catalana, semifreddi e tortini al cioccolato.
La crema al mascarpone è il finale più emiliano: densa, morbida e generosa. Il tortino al cioccolato con crema allo zabaione è ancora più ricco e dovrebbe essere ordinato soltanto dopo un percorso ragionevole.
La collina fa parte della cena, ma non la sostituisce
L’ambiente è rustico e curato, con una sala privata dotata di camino e tavoli esterni affacciati sul verde. In estate cenare all’aperto permette di lasciare alle spalle l’afa della pianura.
Il servizio è giovane, cordiale e informale. I consigli sulle quantità sono utili, perché il menu offre molte tentazioni e le porzioni non sono contenute.
La presenza della locanda rende il posto interessante anche per chi vuole fermarsi una notte sulle colline, senza dover tornare in città dopo cena.
Cosa bere
La carta guarda soprattutto ai Colli Bolognesi e alla Romagna.
Con crescentine, tagliatelle e castrato sceglierei un Sangiovese di Romagna Superiore fresco e non troppo estratto. Una Barbera dei Colli Bolognesi accompagna bene le carni più grasse grazie alla sua acidità.
Prezzi
La spesa media si colloca indicativamente tra 30 e 45 euro a persona, con variazioni legate ai funghi, alla carne e alla bottiglia scelta.
Le porzioni sono generose e consentono facilmente di dividere antipasti e secondi. Il conto rimane corretto soprattutto ordinando pasta fresca, verdure stagionali e una portata di carne condivisa.
Giudizio finale
Osteria da Cesare è un indirizzo solido per chi cerca cucina emiliano-romagnola sulle colline di Castel San Pietro Terme.
Le portate da privilegiare sono crescentine, verdure fritte, tagliatelle, tortellini, ripiegati, funghi e castrato alla griglia. Il menu è ampio e non tutto possiede la stessa personalità, ma la sfoglia fatta in casa e le preparazioni stagionali mantengono alto il livello.
Da Cesare non è il posto delle porzioni simboliche o dei piatti costruiti per la fotografia. Si viene per mangiare con calma, condividere qualche portata e approfittare della collina, soprattutto quando si può cenare all’aperto.
La nostra valutazione dell’Osteria da Cesare
Cucina: 8,7/10
Tradizione emiliano-romagnola generosa, con una buona attenzione alla stagione.
Antipasti: 8,8/10
Crescentine, polenta e verdure fritte aprono la cena con carattere.
Primi piatti: 8,9/10
Sfoglia fatta in casa, ragù ben eseguiti e una scelta molto ampia.
Carne: 8,8/10
Castrato e griglia sono le proposte più convincenti.
Dolci: 8,5/10
Casalinghi, numerosi e decisamente generosi.
Servizio: 8,8/10
Cordiale, rapido e disponibile nei consigli.
Atmosfera: 8,9/10
Piacevole soprattutto all’aperto, con il verde delle colline tutt’intorno.
Rapporto qualità-prezzo: 8,8/10
Porzioni abbondanti e conto coerente con la proposta.
Voto complessivo: 8,8/10
Informazioni pratiche
Nome: Osteria da Cesare e Locanda
Indirizzo: Via Giuseppe Tanari 5418, località Liano, 40024 Castel San Pietro Terme, Bologna
Telefono: +39 051 941202
Cellulare: +39 338 7066210
Email: [email protected]
Cucina: emiliano-romagnola, pasta fresca, crescentine, funghi e carne alla griglia
Spesa media: circa 30-45 euro a persona
Apertura: mercoledì a cena; giovedì, venerdì e sabato a pranzo e cena; domenica a pranzo
Chiusura: lunedì e martedì
Ideale per: sfoglia fatta in casa, funghi, castrato, pranzi di famiglia e cene estive in collina
Da sapere: dispone di tavoli all’aperto, parcheggio, camere e sala privata con camino
Prenotazione: consigliata nel fine settimana e durante la stagione dei funghi
