Barbaresco Dante Rivetti Bric Micca 2017: classicismo langarolo o Nebbiolo già troppo moderno?
Il Bric Micca 2017 di Dante Rivetti è un Barbaresco che evita sia l’austerità estrema sia la scorciatoia della morbidezza costruita. Sta in mezzo, che per il Nebbiolo non è semplice. L’annata calda ha ammorbidito naturalmente il tannino e ampliato il frutto, ma il vino mantiene ancora una buona tensione territoriale, soprattutto grazie ai suoli sabbiosi di Neive.
Non è un Barbaresco da meditazione monumentale. È un vino molto più intelligente nella progressione: entra morbido, poi lentamente emerge il lato più serio del Nebbiolo.
Il produttore
La famiglia Dante Rivetti lavora a Neive dalla metà dell’Ottocento, in una delle aree più vocate della denominazione Barbaresco. L’azienda possiede vigneti in MGA storiche come Bricco di Neive, Bric Micca e Rivetti, tutte collocate sul versante meridionale della valle del Tinella.
Lo stile aziendale resta molto piemontese: vinificazione tradizionale ma pulita, ricerca dell’equilibrio e forte centralità del vigneto.
The Basics
- Denominazione: Barbaresco DOCG
- MGA: Bric Micca
- Zona: Neive
- Vitigno: 100% Nebbiolo
- Annata: 2017
- Affinamento: 24 mesi tra botte grande e barrique + bottiglia
- Gradazione: circa 14,5% vol
- Suoli: sabbiosi e chiari
Caratteristiche organolettiche
Nel bicchiere il vino mostra un granato luminoso, già leggermente evoluto sull’unghia ma ancora molto vivo.
Il naso è aperto e leggibile: rosa appassita, viola secca, ciliegia matura, mora, poi tabacco, spezie dolci, liquirizia e una leggera nota ferrosa. Il legno si sente, soprattutto nella parte speziata e tostata, ma non domina il quadro aromatico.
In bocca il 2017 entra più morbido rispetto ad annate fredde. Il tannino è presente ma già abbastanza disteso, con una trama meno aggressiva del previsto. La parte centrale del sorso è ampia, quasi cremosa per un Barbaresco, ma il finale ritrova una linea più asciutta e piemontese, con ritorni di spezie, erbe secche e arancia amara.
La cosa più convincente è la gestione dell’annata: il caldo non ha trasformato il vino in un Nebbiolo pesante o marmellatoso.
Come è fatto
Le uve provengono dal vigneto Bric Micca a Neive, caratterizzato da suoli chiari e sabbiosi che tendono a produrre Barbaresco più accessibili e meno austeri rispetto alle parcelle più argillose di Bricco di Neive.
La fermentazione avviene in acciaio con rimontaggi tradizionali, mentre l’affinamento dura circa 24 mesi tra botti grandi di Slavonia e barrique francesi, seguito da almeno un anno di bottiglia prima della commercializzazione. È una gestione abbastanza classica del Nebbiolo, ma con una ricerca evidente di equilibrio tra struttura e leggibilità.
Abbinamenti gastronomici
Il Bric Micca 2017 accompagna molto bene una cucina piemontese concreta ma non eccessivamente pesante. Dei tajarin al ragù di coniglio, un brasato al Barbaresco, oppure una guancia di vitello lunga cottura permettono al vino di mantenere profondità senza irrigidire il sorso.
Con i formaggi conviene lavorare sulla stagionatura più che sull’intensità assoluta: un Castelmagno amplifica il lato minerale e speziato del Nebbiolo; un Comté stagionato accompagna bene la componente più evoluta e tostata; mentre un Bagòss aggiunge sapidità e una nota lattica intensa che il tannino riesce ancora a sostenere.
Prezzo
Il Bric Micca 2017 si trova generalmente a 28-30 euro, fascia molto corretta per un Barbaresco solido e pulito.
