Cosa vedere a Folgaria? Guida tra Forte Dosso delle Somme, Passo Coe, Guardia e Forra del Lupo
Folgaria ha una particolarità che si capisce bene appena si sale sull’altopiano: qui la montagna non si presenta come una successione di vette appuntite, ma come un grande paesaggio aperto di boschi, pascoli, dorsali e piccoli paesi distribuiti tra i 1.000 e i 1.600 metri. È una montagna più morbida nelle forme, ma con una storia tutt’altro che tranquilla. Tra gli abeti emergono forti austro-ungarici, trincee e vecchie strade militari che ricordano quanto questo territorio fosse strategico durante la Prima guerra mondiale.
Il paese si trova a circa 1.170 metri di quota ed è il centro principale dell’Alpe Cimbra. Il comune è molto esteso e comprende, oltre a Folgaria, le frazioni di Costa, Serrada, Guardia, Mezzomonte, San Sebastiano, Carbonare e Nosellari. Non si tratta quindi di una località concentrata in un unico nucleo, ma di un altopiano da attraversare lentamente, spostandosi tra paesi, sentieri e fortificazioni.
Le radici cimbre aggiungono un altro livello alla visita. Coloni di origine bavarese raggiunsero questi altipiani a partire dal Medioevo e lasciarono tracce nei toponimi, nell’organizzazione delle comunità e nella cultura locale. Folgaria conserva ancora il titolo di Magnifica Comunità, memoria di una lunga tradizione di autonomia e gestione collettiva del territorio.
Due giorni bastano per il centro e una prima escursione. Con tre o quattro giorni si possono alternare forti, sentieri, frazioni e Passo Coe senza trasformare il soggiorno in una corsa.
Cosa vedere a Folgaria
- centro di Folgaria
- Serrada e Forte Dosso delle Somme
- Forte Sommo Alto
- Forte Cherle
- Forra del Lupo
- Guardia, il paese dipinto
- Cascata dell’Hofentol
- Passo Coe
- Sentiero dell’Acqua
- Base Tuono
- Mezzomonte
- Lavarone e Forte Belvedere, nei dintorni
Perché Folgaria si chiama ancora Magnifica Comunità
Prima delle piste da sci e degli hotel, Folgaria era soprattutto una comunità di montagna che amministrava boschi, pascoli e terreni collettivi.
Già nel Medioevo il territorio godeva di forme di autonomia molto ampie. Nel corso dei secoli la popolazione difese con ostinazione i propri privilegi contro diversi poteri feudali, in particolare contro la famiglia Trapp di Castel Beseno.
La lunga contesa è ricordata anche nella cosiddetta Causa Trappia, che proseguì per generazioni e sfociò in scontri violenti. Nel 1593, durante un episodio armato a Carpeneda, morirono sette folgaretani; il luogo venne poi ricordato dal Capitello delle Sette Vedove.
La Magnifica Comunità cessò formalmente di esistere nel 1805, con le riforme amministrative bavaresi, ma il nome è rimasto e ancora oggi compare nella vita pubblica del paese.
Il centro di Folgaria
Il cuore del paese ruota intorno alla lunga Via Colpi, oggi in gran parte pedonale e fiancheggiata da negozi, pasticcerie, ristoranti e alberghi.
Non aspettatevi un centro monumentale come quello di una città d’arte. Folgaria si apprezza piuttosto per l’atmosfera di paese di montagna: case colorate, balconi, botteghe e la sensazione che il centro continui a essere vissuto anche fuori dalle stagioni turistiche.
La Chiesa di San Lorenzo è il principale riferimento religioso del paese e costituisce una buona partenza per una passeggiata verso le strade più tranquille.
In inverno il centro cambia completamente aspetto con neve, luci e frequentazione serale; d’estate diventa invece una base comoda da cui partire a piedi o in bicicletta.
Le radici cimbre non sono soltanto un nome turistico
Il termine Alpe Cimbra richiama una storia molto più antica del comprensorio sciistico.
Dal XIII secolo gruppi di coloni di lingua tedesca si stabilirono in diversi settori degli altipiani trentini e veneti. A Folgaria la lingua cimbra è scomparsa da tempo dall’uso quotidiano, ma rimane nei toponimi, nelle tradizioni e in numerosi termini locali.
La testimonianza linguistica più viva sopravvive nella vicina Luserna/Lusérn, dove il cimbro è ancora tutelato e parlato. Per questo chi vuole approfondire davvero questo aspetto dovrebbe dedicare almeno mezza giornata anche a Luserna.
Serrada: da qui comincia uno dei percorsi più belli
Lasciato il centro, la strada verso Serrada entra in un paesaggio di boschi e prati che in pochi chilometri cambia completamente prospettiva.
La frazione è il punto di partenza naturale per raggiungere Forte Dosso delle Somme e la Forra del Lupo. In estate la seggiovia Serrada-Dosso Martinella consente di guadagnare rapidamente quota e accorciare parecchio le escursioni.
Nel 2026 la seggiovia estiva è aperta in diversi periodi tra fine maggio e inizio ottobre, con servizio continuato generalmente dalle 9:30 alle 17:30.
Forte Dosso delle Somme
A 1.670 metri di quota, sopra Serrada, emergono i resti di una delle più grandi fortificazioni austro-ungariche dell’altopiano.
Il Forte Dosso delle Somme, chiamato Werk Serrada dagli austriaci, venne costruito tra il 1911 e il 1914 e controllava l’accesso dalla valle di Terragnolo e dal Passo della Borcola.
Era una struttura moderna per l’epoca, con quattro obici da 10 cm in cupole corazzate girevoli, cannoncini e numerose postazioni di mitragliatrice.
Nel 1916 proprio da questo settore partì parte del fuoco preparatorio della grande offensiva austro-ungarica di primavera.
Il forte uscì dalla guerra danneggiato ma non completamente distrutto; negli anni Trenta buona parte delle strutture metalliche venne recuperata, lasciando l’edificio nell’aspetto spoglio che si vede oggi.
Come arrivare a Forte Dosso delle Somme
Da Serrada la salita a piedi richiede circa un’ora e mezza, con circa 500 metri di dislivello.
È un’escursione di media difficoltà, più interessante del semplice raggiungimento del forte perché segue parte della vecchia viabilità militare.
Chi vuole ridurre lo sforzo può utilizzare la seggiovia e proseguire dal Rifugio Baita Tonda; da Fondo Piccolo il forte si raggiunge invece in circa 40 minuti a piedi.
La posizione è magnifica, con vista verso Terragnolo e Pasubio.
Forra del Lupo: una trincea scavata nella montagna
Poco distante si trova uno dei sentieri più particolari dell’Alpe Cimbra.
La Forra del Lupo, Wolfsschlucht per i soldati austro-ungarici, non è una gola naturale trasformata in attrazione: era una vera trincea di prima linea, scavata tra alte pareti di roccia sul versante che precipita verso Terragnolo.
Il percorso misura circa 4,6 km e collega Serrada alla zona di Forte Dosso delle Somme.
Si cammina tra trincee, postazioni, passaggi nella roccia e aperture improvvise verso il Pasubio.
Qui la Grande Guerra non si osserva dietro una vetrina: si percorre fisicamente il terreno sul quale i soldati vivevano e si spostavano.
Forte Sommo Alto
Più a est, il paesaggio militare continua con Forte Sommo Alto, costruito tra il 1911 e il 1914 a 1.613 metri.
Era un’opera intermedia, progettata inizialmente come caserma fortificata e poi trasformata in un vero forte. Due obici da 10 cm, una torre di osservazione e numerose mitragliatrici proteggevano il settore di Passo Coe e la Val Orsara.
Una delle parti più interessanti è costituita dai lunghi collegamenti sotterranei verso le postazioni avanzate, ancora riconoscibili.
Dal Passo del Sommo l’itinerario completo misura circa 4,4 km, con 320 metri di dislivello e circa tre ore e mezza tra andata e ritorno.
Forte Cherle
L’ultimo grande forte del settore di Folgaria è Forte Cherle, costruito tra il 1910 e il 1913 a 1.445 metri.
La struttura sbarrava l’altopiano verso est e durante la guerra subì pesanti bombardamenti italiani.
Il forte era diviso tra corpo delle casematte e batterie, collegati internamente, ed era dotato di cupole corazzate per obici e numerose mitragliatrici.
Oggi i resti sono meno leggibili di Forte Belvedere, ma proprio questa condizione rende evidente la violenza dei bombardamenti e delle successive demolizioni.
Passo Coe: l’altopiano si apre
Dopo boschi e fortificazioni, Passo Coe cambia ancora il paesaggio.
A circa 1.600 metri di quota si apre un’ampia conca di prati e pascoli, attraversata in inverno dalle piste di fondo e in estate da itinerari escursionistici e ciclabili.
Qui si trovano il piccolo Lago Coe, il Giardino Botanico Alpino e diversi percorsi verso i forti.
È uno dei luoghi migliori per capire il carattere dell’Alpe Cimbra: non alta montagna severa, ma grandi spazi aperti, luce e orizzonti larghi.
Base Tuono: dalla Prima guerra mondiale alla Guerra fredda
Folgaria conserva anche una memoria militare molto più recente.
Nei pressi di Passo Coe si trova Base Tuono, ricostruzione museale di una delle basi missilistiche NATO attive sugli altipiani durante la Guerra fredda.
Il passaggio è sorprendente: nel giro di pochi chilometri si passa dalle fortezze austro-ungariche del 1914 ai sistemi antiaerei del secondo dopoguerra.
Per chi è interessato alla storia militare è una delle visite più insolite del Trentino e permette di leggere l’altopiano come territorio strategico non soltanto durante la Grande Guerra.
Guardia: il paese dipinto
Non tutta Folgaria parla di guerra.
A circa dieci chilometri dal centro, Guardia conserva case rurali e numerosi murales realizzati a partire dal 1988, quando il paese iniziò a ospitare rassegne di pittura murale.
Le opere raccontano scene quotidiane, mestieri, tradizioni e personaggi dell’altopiano.
Guardia è anche il paese natale dell’artista Cirillo Grott, pittore, scultore e poeta.
Il borgo è piccolo, quindi non serve trasformarlo in una visita di mezza giornata: si percorre lentamente, fermandosi davanti alle facciate più interessanti.
Cascata dell’Hofentol
Dal paese bastano circa 15 minuti nel bosco per raggiungere la Cascata dell’Hofentol.
L’acqua precipita tra pareti rocciose e vegetazione creando una piccola gola fresca, piacevole soprattutto d’estate.
In inverno la cascata può trasformarsi in una struttura di ghiaccio e viene talvolta illuminata, assumendo un carattere completamente diverso.
Guardia e Hofentol si combinano bene nella stessa passeggiata senza bisogno di dedicarvi un’intera giornata.
Il Sentiero dell’Acqua
Tra Carbonare e le frazioni vicine il Sentiero dell’Acqua racconta invece come i torrenti fossero una vera infrastruttura della vita montana.
Il percorso segue l’Astico e incontra resti di mulini, vecchie segherie idrauliche, una calchera per la produzione della calce e il Mulino Cuel, ancora visitabile.
Il paesaggio è semplice, ma il sentiero aggiunge qualcosa che spesso manca alle località turistiche di montagna: mostra come si viveva e lavorava qui prima che sci ed escursionismo diventassero centrali nell’economia locale.
Mezzomonte e il Casóm
Più in basso, verso la valle dell’Adige, Mezzomonte conserva un piccolo edificio quasi sconosciuto ma molto curioso.
Il Casóm, costruito su un rilievo chiamato in cimbro Kofelpickl, era la casetta del Saltèr, la guardia campestre incaricata di sorvegliare vigneti, boschi e campi.
Il dosso compare nei documenti già nel Quattrocento e la casetta è ricordata dal Seicento.
Il Saltèr controllava vendemmia, furti di legname e rispetto delle regole comunitarie. Restaurato nel 2019, il minuscolo edificio è oggi uno spazio espositivo.
È uno di quei dettagli che raccontano molto meglio la vecchia Folgaria di tante ricostruzioni folkloristiche.
Folgaria in estate
Quando la neve scompare, l’altopiano cambia ritmo ma non perde attività.
Gli impianti di Serrada e Francolini permettono di salire in quota anche con la bicicletta, mentre la rete di strade forestali si presta bene a mountain bike ed e-bike.
Il Golf Club Folgaria dispone di un percorso a 18 buche a circa 1.200 metri di quota.
Gli escursionisti possono invece scegliere tra forti, pascoli, boschi e sentieri verso Passo Coe.
L’estate 2026 mantiene un calendario molto ampio di eventi, musica, sport e attività nelle frazioni.
Folgaria in inverno
È in inverno che Folgaria cambia completamente carattere.
Il comprensorio dell’Alpe Cimbra supera i 100 km di piste per lo sci alpino, distribuite tra Folgaria e Lavarone, e offre una rete altrettanto ampia per lo sci nordico.
Costa, Francolini, Fondo Grande, Fondo Piccolo e Passo Coe diventano i principali punti di accesso alle piste.
La forza della località è soprattutto la varietà: sciatori esperti, famiglie e principianti trovano zone molto diverse senza doversi spostare verso vallate lontane.
Anche chi non scia può utilizzare sentieri invernali, ciaspole e aree dedicate alla neve.
Forte Belvedere: pochi chilometri più in là
Uscendo dal territorio comunale e raggiungendo Lavarone si trova Forte Belvedere Gschwent, la fortezza meglio conservata dell’intero sistema degli altipiani.
Fu costruita nei primi anni del Novecento e oggi ospita un museo che utilizza reperti, ambienti originali, suoni e installazioni per ricostruire la vita quotidiana dei soldati.
Nel 2026 l’apertura varia molto durante l’anno: luglio e agosto tutti i giorni, giugno dal martedì alla domenica, aperture più limitate in primavera, autunno e inverno.
Il biglietto intero costa 8 euro, oppure 10 euro con visita guidata.
Una giornata a Folgaria
La mattina può iniziare nel centro del paese, con una passeggiata lungo Via Colpi.
Poi si raggiunge Serrada e si sale verso Forte Dosso delle Somme, a piedi oppure utilizzando la seggiovia in estate.
Nel pomeriggio la discesa attraverso la Forra del Lupo aggiunge la parte più spettacolare della giornata.
La sera si torna a Folgaria per cena.
Due giorni
Il secondo giorno cambia completamente tono.
Al mattino raggiungete Guardia, osservate i murales e proseguite verso la Cascata dell’Hofentol.
Nel pomeriggio salite a Passo Coe, scegliendo tra Base Tuono, Lago Coe e una passeggiata verso Forte Sommo Alto.
In due giorni si riesce già a vedere la Folgaria storica e quella naturalistica senza comprimere troppo le visite.
Tre giorni
Con un giorno in più conviene spingersi verso Lavarone e Luserna.
Forte Belvedere merita almeno due ore, mentre Luserna apre il capitolo della cultura cimbra ancora viva.
In alternativa, una giornata può essere dedicata interamente a bicicletta o trekking verso i forti.
Quando andare
Giugno e settembre sono ottimi per camminare con temperature miti e meno affollamento.
Luglio e agosto hanno più servizi aperti, impianti attivi ed eventi, ma anche una maggiore presenza turistica.
Settembre e ottobre colorano boschi e pascoli, rendendo particolarmente belli i percorsi verso Guardia e Serrada.
Da dicembre a marzo Folgaria diventa invece una destinazione prevalentemente invernale, con piste e attività sulla neve.
Come arrivare
Folgaria non ha una stazione ferroviaria.
Le stazioni più comode sono Rovereto e, in alcuni itinerari, Trento; da qui si prosegue in autobus o automobile.
In auto, l’accesso più diretto dalla valle dell’Adige sale da Calliano, passando nei pressi di Castel Beseno.
Da Vicenza e dall’Alto Vicentino si può invece arrivare attraverso la Val d’Astico e gli altipiani.
Una volta raggiunta Folgaria, l’auto rimane utile per frazioni, forti e Passo Coe; il centro si gira tranquillamente a piedi.
Cosa mangiare

Sull’Alpe Cimbra la cucina ha il carattere concreto della montagna.
I piatti più frequenti sono canederli, strangolapreti, polenta, selvaggina, funghi, crauti e formaggi d’alpeggio.
Tra i prodotti più rappresentativi va cercato il Vezzena, formaggio storico degli altipiani, soprattutto nelle stagionature più lunghe.
Nei rifugi compaiono spesso polenta con spezzatino, tosèla, salsiccia, funghi e piatti a base di patate.
Non mancano influenze cimbre e tirolesi, soprattutto in dolci, crauti e preparazioni rustiche.
Dove mangiare
Ristorante dell’Hotel Seggiovia – Francolini – Cucina trentina con prodotti locali, piatti tradizionali e menu pensati anche per famiglie, vegetariani e persone con intolleranze. Indirizzo: Francolini, Folgaria. Fascia: media.
Ristorante Hotel Vittoria – Cucina di montagna con materie prime del Trentino e una forte presenza di prodotti dell’Alpe Cimbra; disponibili anche menu senza glutine e per esigenze alimentari specifiche. Indirizzo: Via Cadorna 2/6, Folgaria. Telefono: +39 0464 721122. Email: [email protected]. Fascia: media.
Rifugi di Fondo Piccolo e Serrada – Per una giornata in quota conviene fermarsi nei rifugi lungo gli impianti, dove la carta ruota soprattutto intorno a polenta, formaggi, carne, canederli e piatti trentini. Fascia: economica/media.
Malga e ristorazione di Passo Coe – In estate è la scelta più naturale dopo una passeggiata sull’altopiano, con cucina semplice di montagna e prodotti caseari. Fascia: economica/media.
Ristoranti del centro di Folgaria – Via Colpi concentra diverse trattorie e ristoranti facilmente raggiungibili a piedi dagli hotel; per una cena tipica conviene cercare una carta con Vezzena, selvaggina, strangolapreti e polenta invece di menu troppo generici.
Dove dormire
Hotel Vittoria – Tre stelle in centro, adatto a famiglie, sportivi e viaggiatori con animali; dispone anche di area wellness. Indirizzo: Via Cadorna 2/6, Folgaria. Telefono: +39 0464 721122. Email: [email protected]. Fascia: media.
Hotel Luna Bianca – Tre stelle superior vicino al centro, con area wellness panoramica e impostazione adatta sia a coppie sia a famiglie. Indirizzo: Via Cesare Battisti 41, Folgaria. Telefono: +39 0464 723175. Email: [email protected]. Check-in: 14:00-21:00. Check-out: 8:00-10:00. Fascia: media/medio-alta.
Hotel Seggiovia – Francolini – Soluzione particolarmente pratica per chi vuole stare vicino agli impianti, con ristorante interno e servizi per famiglie. Località: Francolini, Folgaria. Fascia: media.
Hotel nel centro pedonale – Dormire intorno a Via Colpi è la scelta più comoda se volete uscire la sera a piedi e utilizzare l’auto soltanto per le escursioni. Fascia: media.
Strutture verso Fondo Grande e Fondo Piccolo – Più adatte a chi mette sci, trekking e impianti al centro del soggiorno e preferisce svegliarsi già vicino alle partenze. Fascia: variabile secondo stagione.
Info utili
- Regione: Trentino-Alto Adige
- Provincia: Trento
- Area: Alpe Cimbra
- Quota centro: circa 1.170 m
- Superficie comunale: circa 71,6 km²
- Frazioni principali: Costa, Serrada, Guardia, Mezzomonte, San Sebastiano, Carbonare, Nosellari
- Origini culturali: cimbre
- Tempo minimo: 2 giorni
- Tempo ideale: 3-4 giorni
- Forte principale: Forte Dosso delle Somme
- Altri forti: Sommo Alto e Cherle
- Sentiero storico principale: Forra del Lupo
- Borgo particolare: Guardia
- Cascata: Hofentol
- Zona panoramica: Passo Coe
- Museo Guerra fredda: Base Tuono
- Comprensorio sciistico: oltre 100 km di piste
- Impianti estivi 2026: apertura tra fine maggio e inizio ottobre secondo calendario
- Periodo migliore per trekking: giugno-settembre
- Periodo foliage: fine settembre-ottobre
- Periodo sci: inverno, secondo innevamento e apertura impianti
- Stazioni ferroviarie più vicine: Rovereto e Trento
- Specialità: Vezzena, canederli, strangolapreti, polenta, selvaggina, funghi
