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Lo Yarpaq Dolmasi è uno dei piatti più iconici dell’Azerbaigian: involtini di foglie di vite ripieni di carne, riso e spezie, piccoli scrigni di sapore che racchiudono la storia e la convivialità di un popolo. Perfetto come antipasto, piatto principale o per arricchire una tavolata di festa.
Origini e storia
Il termine “yarpaq” significa “foglia” in azero, e il dolma è una tradizione condivisa tra molte cucine del Caucaso e del Medio Oriente. In Azerbaigian, lo yarpaq dolmasi viene preparato soprattutto in primavera e estate, quando le foglie di vite fresche sono più tenere. Esistono versioni familiari, regionali e persino festive, tramandate da generazioni.
Ingredienti per 4 persone
- 250 g di foglie di vite fresche o in salamoia
- 300 g di carne macinata di agnello o manzo
- 100 g di riso a chicco corto
- 1 cipolla grande tritata finemente
- 1 mazzetto di aneto fresco tritato
- 1 mazzetto di coriandolo fresco tritato
- 2 cucchiai di menta fresca tritata
- 1 cucchiaino di sale
- 1/2 cucchiaino di pepe nero
- 30 g di burro
- Yogurt bianco per servire
Procedimento
Se usi foglie di vite in salamoia, sciacquale bene e sbollentale 2-3 minuti. Prepara il ripieno mescolando carne, riso, cipolla, erbe aromatiche, sale e pepe. Disponi una piccola quantità di ripieno al centro di ogni foglia, chiudi a pacchettino piegando i bordi e arrotolando. Disponi gli involtini in una pentola stretta, ben serrati tra loro, in modo che non si aprano in cottura. Copri con un piattino rovesciato e versa acqua calda fino a coprirli appena, aggiungendo qualche fiocco di burro. Cuoci a fuoco lento per circa 45 minuti. Servi caldi, accompagnati da abbondante yogurt.
Valori nutrizionali (per 100 g)
- Calorie: circa 190 kcal
- Carboidrati: 12 g
- Grassi: 12 g
- Proteine: 10 g
Tempi di preparazione
- Preparazione: 30 minuti
- Cottura: 45 minuti
- Tempo totale: circa 1 ora e 15 minuti
Quale vino abbinare?
Per esaltare gli aromi erbacei e la delicata speziatura dello Yarpaq Dolmasi ci sono tre possibilità. Un Rkatsiteli Qvevri della cantina Pheasant’s Tears dalla Georgia, per la sua mineralità e tannino sottile; un Falanghina del Sannio DOC di Cantine del Taburno, perfetto per freschezza e agrumi; e un Grüner Veltliner Federspiel di Domäne Wachau dall’Austria, capace di bilanciare freschezza, sapidità e leggere note vegetali.
Se volete abbinare un cocktail, il Gin Tonic è perfetto.
