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Münchner Schnitzel: la ricetta della cotoletta bavarese con senape e rafano

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Münchner Schnitzel: la ricetta della cotoletta bavarese con senape e rafano

  • 1 ora e 30 minuti
  • Serves 4
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Il Münchner Schnitzel è la risposta bavarese alla cotoletta impanata viennese: una fetta sottile di carne, generalmente di maiale, ricoperta con senape dolce bavarese e rafano, quindi passata nella classica panatura di farina, uovo e pangrattato e cotta nel burro chiarificato. Il dettaglio decisivo si trova sotto la crosta. Senape e rafano non vengono serviti come salsa a parte, ma stesi direttamente sulla carne prima dell’impanatura, così da profumare ogni boccone senza compromettere la superficie croccante.

La ricetta non va confusa con il Wiener Schnitzel, nome che indica esclusivamente la versione austriaca preparata con carne di vitello. Nel Münchner Schnitzel è invece comune l’uso della lonza o della fesa di maiale, scelta coerente con la cucina tradizionale bavarese e con la presenza della senape dolce, ingrediente strettamente associato a Monaco e alle sue salsicce bianche. Esistono anche versioni di vitello, ma il maiale rimane oggi la soluzione più diffusa nelle trattorie e nei ristoranti della città.

Anche la panatura può cambiare. La versione più semplice usa pangrattato bianco, mentre alcune interpretazioni sostituiscono in tutto o in parte il pane con briciole di Brezel essiccati. Il risultato è una crosta più scura, rustica e leggermente maltata, particolarmente adatta alla combinazione con rafano e senape. Non è però indispensabile: la vera identità del piatto dipende soprattutto dallo strato aromatico applicato alla carne.

Il Münchner Schnitzel deve risultare sottile, asciutto e ben dorato. La panatura non va premuta con forza, perché durante la cottura deve sollevarsi leggermente dalla carne e creare una superficie irregolare e friabile. Anche il grasso di cottura deve essere abbondante: friggere la cotoletta in una padella appena unta significa ottenere una crosta piatta, oleosa e poco uniforme.

Ingredienti per 4 persone

  • 4 fettine di lonza o fesa di maiale da circa 170 g ciascuna
  • 60 g di senape dolce bavarese
  • 30 g di rafano fresco grattugiato oppure rafano conservato al naturale
  • 90 g di farina 00
  • 2 uova grandi
  • 20 ml di latte intero
  • 180 g di pangrattato fine
  • 300 g di burro chiarificato oppure 200 g di burro chiarificato e 150 ml di olio di semi
  • sale
  • pepe nero
  • 1 limone

Per il Kartoffelsalat bavarese

  • 800 g di patate a pasta soda
  • 1 cipolla piccola
  • 220 ml di brodo di carne caldo
  • 35 ml di aceto di vino bianco
  • 1 cucchiaino di senape dolce
  • 35 ml di olio di semi o olio delicato
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • erba cipollina
  • sale
  • pepe nero

Tempi

Preparazione: 35 minuti
Riposo delle patate: 30 minuti
Cottura: 25 minuti
Tempo complessivo: circa 1 ora e 30 minuti

Quale carne scegliere

Per la versione più diffusa servono fettine di lonza di maiale prive di osso, tagliate abbastanza spesse da poter essere battute senza rompersi. La carne deve essere rosa chiaro, compatta e con una sottile presenza di grasso ai bordi, utile a mantenerla morbida durante la cottura.

Anche la fesa di maiale funziona bene, ma è più magra e richiede maggiore attenzione. Il vitello produce uno schnitzel più fine e delicato, tuttavia tende a essere meno adatto alla forza del rafano e costa sensibilmente di più.

Evitate fettine già troppo sottili e asciutte. Una cotoletta battuta direttamente dal macellaio può avere spessore irregolare o bordi sfrangiati, che in padella cuociono troppo rapidamente.

Come battere le cotolette

Sistemate ogni fetta tra due fogli di carta da forno o all’interno di un sacchetto per alimenti aperto sui lati. Battetela con la parte piatta di un batticarne, lavorando dal centro verso l’esterno.

Portate la carne a uno spessore uniforme di circa 4 millimetri. Non usate la superficie dentata, che lacera le fibre e crea fori attraverso i quali senape e succhi possono uscire durante la cottura.

Asciugate le cotolette con carta da cucina e incidete in due o tre punti il bordo esterno, soprattutto se presenta una fascia di grasso. In questo modo la carne non si arriccerà nella padella.

Salate e pepate leggermente entrambi i lati. Non esagerate con il sale, perché senape e rafano contribuiscono già alla sapidità complessiva.

Come preparare la crema di senape e rafano

Mescolate la senape dolce con il rafano grattugiato. La proporzione indicativa è di due parti di senape e una di rafano, ma può essere regolata secondo l’intensità del prodotto utilizzato.

Il rafano fresco è più profumato, pungente e volatile rispetto a quello conservato in vasetto. Grattugiatelo soltanto poco prima dell’uso e lavorate in un ambiente ventilato, perché i suoi composti aromatici possono irritare occhi e naso.

La senape dolce bavarese, o süßer Senf, è preparata con semi di senape macinati grossolanamente, zucchero o miele, aceto e spezie. È più morbida e granulosa rispetto alla senape di Digione e non deve essere sostituita con una senape eccessivamente piccante.

Spalmate su un lato di ogni cotoletta uno strato sottile e uniforme della miscela. Non serve creare uno spessore visibile: una quantità eccessiva rende difficile l’adesione della farina e può far staccare la panatura durante la frittura.

Alcune ricette distribuiscono la senape su un lato e il rafano sull’altro. La miscela unica offre però una diffusione più regolare e riduce il rischio di applicare quantità eccessive.

Come preparare la panatura

Disponete la farina in un piatto ampio. In un secondo piatto sbattete le uova con il latte e un pizzico di sale, senza incorporare troppa aria. Versate il pangrattato in un terzo recipiente.

Passate ogni cotoletta nella farina partendo dal lato ricoperto di senape e rafano. Coprite bene tutta la superficie, quindi scuotete delicatamente per eliminare l’eccesso.

Immergete la carne nell’uovo, lasciando colare quello superfluo, e infine appoggiatela sul pangrattato. Ricopritela aiutandovi con le mani, ma senza premere. Il pane deve aderire in modo leggero: schiacciarlo contro la carne produrrebbe una crosta dura e compatta.

Impanate le cotolette soltanto pochi minuti prima di cuocerle. Se rimangono a lungo sul piano di lavoro, la farina assorbe umidità e la superficie perde leggerezza.

La variante con panatura di Brezel

Per una versione più bavarese, lasciate asciugare due o tre Brezel per almeno un giorno, quindi spezzettateli e tritateli fino a ottenere briciole fini ma non polverose.

Potete usare soltanto briciole di Brezel oppure mescolarle in parti uguali con pangrattato comune. La seconda soluzione è più equilibrata: mantiene una buona leggerezza e aggiunge note tostate senza rendere la crosta eccessivamente dura.

Controllate la quantità di sale. I Brezel sono già sapidi e possono rendere inutile salare ulteriormente la panatura o la carne.

Come friggere il Münchner Schnitzel

Usate una padella larga, possibilmente in ferro o acciaio, nella quale la cotoletta possa rimanere completamente distesa. Scaldate il burro chiarificato fino a circa 170-175 °C.

Il grasso deve essere abbondante, con uno strato spesso almeno un centimetro. Lo schnitzel non deve appoggiarsi sul fondo e rosolare come una bistecca, ma galleggiare parzialmente nel grasso caldo.

Immergete una cotoletta per volta o al massimo due, se la padella è molto grande. Iniziate preferibilmente con il lato ricoperto di senape rivolto verso il basso.

Muovete delicatamente la padella avanti e indietro oppure raccogliete il burro chiarificato con un cucchiaio e versatelo sulla superficie. Questo movimento aiuta la panatura a gonfiarsi e a cuocere in modo uniforme.

Dopo circa due minuti controllate il colore e girate la cotoletta con una pinza o due spatole, evitando di perforarla. Proseguite per altri due o tre minuti. Il tempo complessivo dipende dallo spessore, ma raramente supera i cinque o sei minuti.

La crosta deve risultare dorata e irregolare, mentre la carne deve rimanere tenera e appena succosa. Per il maiale è prudente raggiungere una temperatura interna di circa 63-65 °C, seguita da un breve riposo.

Scolate lo schnitzel su una gratella o per pochi secondi su carta assorbente. Non impilate le cotolette e non copritele: il vapore renderebbe immediatamente morbida la panatura.

Perché usare il burro chiarificato

Il burro comune contiene acqua e proteine del latte, che a temperature elevate tendono a bruciare. Il Butterschmalz, cioè il burro chiarificato tradizionalmente impiegato nella cucina tedesca, è invece quasi privo di acqua e solidi del latte, quindi sopporta meglio la frittura.

Offre inoltre un aroma più pieno rispetto a un normale olio di semi. Se non ne avete abbastanza, potete mescolarlo con un olio neutro adatto alle alte temperature, mantenendo comunque una quota importante di burro chiarificato.

L’olio extravergine non è ideale per questa preparazione: il suo profilo aromatico cambia l’identità del piatto e le note amare possono entrare in conflitto con rafano e senape dolce.

Come preparare il Kartoffelsalat bavarese

Lavate le patate e lessatele con la buccia in acqua leggermente salata. Devono diventare tenere ma non sfaldarsi. Secondo la dimensione serviranno circa 20-25 minuti.

Scolatele, lasciatele intiepidire per pochi minuti e pelatele ancora calde. Tagliatele a rondelle spesse circa mezzo centimetro e sistematele in una ciotola ampia.

Tritate finemente la cipolla e mettetela in un pentolino con il brodo, l’aceto, la senape dolce, lo zucchero, sale e pepe. Portate a leggero bollore e cuocete per due minuti.

Versate gradualmente il liquido caldo sulle patate, mescolando con delicatezza. Non è detto che serva tutto il brodo: fermatevi quando le rondelle risultano ben condite e lucide, senza galleggiare nel liquido.

Lasciate riposare per almeno trenta minuti. Le patate assorbiranno progressivamente il condimento e il fondo si addenserà grazie all’amido.

Aggiungete l’olio soltanto alla fine e completate con erba cipollina. Il Kartoffelsalat bavarese non contiene maionese: deve risultare umido, fresco e leggermente acidulo, un accompagnamento ideale per la panatura fritta.

Come servire il Münchner Schnitzel

Servite ogni cotoletta immediatamente, con uno spicchio di limone e una porzione abbondante di insalata di patate tiepida. Il limone non deve essere spremuto in anticipo, perché l’acidità ammorbidirebbe la crosta.

Un’insalata di cetrioli con aneto, aceto e panna acida è un’alternativa tradizionale altrettanto adatta. Anche patate saltate o insalata di ravanelli funzionano bene, ma l’accompagnamento dovrebbe sempre portare freschezza e acidità.

Evitate salse dense versate direttamente sopra la cotoletta. La senape e il rafano sono già inseriti sotto la panatura e aggiungere una salsa cremosa annullerebbe il principale pregio tecnico del piatto: il contrasto tra crosta asciutta e carne tenera.

Come deve risultare

La panatura deve essere sottile, friabile e leggermente sollevata dalla superficie della carne. Non deve formare una corazza aderente né presentare zone imbevute di grasso.

Al taglio, il maiale deve risultare chiaro ma ancora umido. Il sapore iniziale è quello del burro e del pane tostato, seguito dalla dolcezza speziata della senape e dalla nota pungente del rafano.

Il rafano non dovrebbe bruciare il palato. Durante la cottura perde parte della propria aggressività e lascia una sensazione balsamica, particolarmente efficace con la dolcezza del maiale.

La senape deve rimanere riconoscibile senza rendere la panatura umida. Se fuoriesce durante la frittura o lascia macchie scure, ne è stata applicata troppa.

Differenze tra Münchner Schnitzel e Wiener Schnitzel

Il Wiener Schnitzel viene preparato con vitello e non prevede senape o rafano sotto la panatura. Il suo profilo è più delicato e si concentra soprattutto sulla qualità della carne, sul burro chiarificato e sulla leggerezza della crosta.

Il Münchner Schnitzel viene invece spesso preparato con maiale e presenta un carattere più deciso, legato a ingredienti profondamente bavaresi. È quindi una variante autonoma, non un Wiener Schnitzel condito dopo la cottura.

Anche il termine Schnitzel Wiener Art ha un significato specifico: indica una cotoletta preparata secondo il metodo viennese, ma con carne diversa dal vitello, generalmente maiale. Non contiene necessariamente senape e rafano e non coincide con il Münchner Schnitzel.

Gli errori più comuni

Una fetta troppo spessa richiede una cottura lunga, durante la quale il pangrattato tende a scurirsi e il rafano può diventare amaro. Battete quindi la carne in modo uniforme.

La miscela di senape e rafano deve essere applicata in uno strato sottile. Troppa umidità impedisce alla farina di aderire correttamente e provoca il distacco della panatura.

Non premete il pangrattato e non lasciate riposare le cotolette già impanate. Sono due abitudini che producono una superficie pesante e compatta.

Il grasso non deve essere né freddo né fumante. A temperatura troppo bassa la panatura assorbe burro; oltre i 180 °C colora prima che la carne sia cotta.

Infine, friggete poche cotolette per volta. Inserirne troppe abbassa rapidamente la temperatura e trasforma la frittura in una lenta cottura nel grasso.

Come conservare e riscaldare il Münchner Schnitzel

Il piatto dà il meglio appena preparato. Le cotolette avanzate possono essere conservate per un giorno in frigorifero, avvolte senza stringere troppo o sistemate in un contenitore.

Per riscaldarle, usate il forno ventilato a 190 °C per 7-9 minuti, appoggiandole su una griglia. Il microonde rende la panatura molle e la carne gommosa.

È possibile preparare in anticipo le fettine battute e la crema di senape e rafano, ma la panatura va realizzata soltanto prima della frittura.

Quale vino abbinare al Münchner Schnitzel

La cotoletta richiede freschezza, acidità e una struttura capace di gestire frittura, senape dolce e rafano. Una scelta particolarmente adatta è il Silvaner “Stein” di Stefan Vetter, prodotto in Franconia da vigne coltivate su calcare con fermentazioni spontanee. È un bianco secco, salino e poco aromatico, con sufficiente tensione per pulire la panatura senza entrare in conflitto con il rafano.

Un’alternativa austriaca più incisiva è il Grüner Veltliner “Vorfreude” di Michael Gindl, vino artigianale fresco, leggermente speziato e non appesantito dal legno. Le note di pepe bianco accompagnano bene senape e rafano, mentre l’acidità sostiene il grasso della frittura.

Con la variante al maiale e panatura di Brezel si può provare un rosso leggero come il Spätburgunder “Pur” di Enderle & Moll, proveniente dal Baden. È sottile, poco estratto e succoso, con tannini sufficientemente delicati da non irrigidire la panatura.

Quale birra abbinare

L’abbinamento più naturale è una Münchner Helles, birra chiara, maltata e poco amara. Una Augustiner Lagerbier Hell offre una bevuta pulita e cerealicola che accompagna la crosta senza coprire senape e rafano.

Con la panatura di Brezel funziona anche una Kellerbier non filtrata, leggermente più rustica e maltata. Evitate IPA molto amare, perché l’amaro del luppolo può accentuare in modo sgradevole la piccantezza del rafano.

Cocktail

Negroni.

Valori nutrizionali per 100 g

  • Calorie: 274 kcal
  • Carboidrati: 14,8 g
  • Proteine: 20,6 g
  • Grassi: 14,7 g
  • Fibre: 0,9 g
  • Sodio: 510 mg

 

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