• Home
  • Ricette
  • Flip & Brush che cosa è tecnica per cuocere la carne alla griglia perfetta senza bruciarla
2 0
Flip & Brush che cosa è tecnica per cuocere la carne alla griglia perfetta senza bruciarla

Share it on your social network:

Or you can just copy and share this url

Flip & Brush che cosa è tecnica per cuocere la carne alla griglia perfetta senza bruciarla

  • Medium

Directions

Condividi

Il Flip & Brush è una tecnica di griglia costruita su due gesti ripetuti: girare spesso la carne e spennellarla con un grasso durante la cottura. Nella forma più semplice si usa olio extravergine; in altre versioni entrano burro fuso, burro chiarificato o sego bovino. Il punto non è creare una glassa, ma aiutare la superficie a rosolare in modo uniforme mentre il centro cuoce senza prendere troppo calore.

Per impararla sceglierei il diaframma, o skirt steak, perché è sottile, cuoce rapidamente e “offre” fibre lunghe e ben visibili. Sono proprio queste caratteristiche a rendere evidente cosa succede sulla griglia: bastano pochi minuti di troppo per irrigidirlo, mentre una cottura rapida seguita da un taglio netto controfibra gli lascia una consistenza molto più piacevole.

La tecnica è stata resa popolare anche da Adam Perry Lang, che insiste sull’uso di olio o grasso durante la cottura e sui giri frequenti al posto della vecchia regola della bistecca lasciata immobile fino a quando compaiono le prime stigmate dovute alla griglia. Il principio è semplice: il grasso caldo trasferisce calore alla superficie, favorisce la rosolatura e permette di costruire la crosta progressivamente, senza dover tenere la carne ferma per lunghi intervalli.

Che cosa significa Flip & Brush

Flip significa girare, brush spennellare.

La carne entra sulla griglia calda, prende colore su un lato e viene girata. A quel punto si passa un velo di olio o grasso sulla superficie appena cotta, quella che ora guarda verso l’alto. Poco dopo si gira di nuovo, il grasso appena steso va direttamente sul calore e la superficie continua a brunire.

Poi si ripete. Non occorre trasformare la cottura in una sequenza ossessiva di movimenti. Invece di cuocere un lato per diversi minuti e poi passare all’altro, si lavora per intervalli brevi, controllando continuamente colore e temperatura.

Perché il grasso aiuta la rosolatura

Sulla griglia il calore arriva alla carne soprattutto per irraggiamento e conduzione nei punti di contatto con la griglia. Un sottile strato di grasso migliora il contatto termico sulla superficie e aiuta a distribuire il calore anche nelle piccole irregolarità del muscolo.

È per questo che il Flip & Brush non nasce come una tecnica basata su miele, salsa di soia o barbecue sauce. Quelle possono essere varianti, ma il metodo di base lavora con olio o grasso.

Adam Perry Lang usa spesso una miscela di olio d’oliva, burro fuso, aglio, cipolla ed erbe aromatiche, distribuita sulla carne dopo i vari giri. Il principio resta identico anche usando soltanto olio extravergine oppure sego bovino. Cuocere su una piastra aiuta molto, aumentando la superficie di contatto tra ghise e carne.

Olio, burro o sego (beef tallow)?

Per il diaframma partirei dall’olio extravergine di oliva, perché è semplice da gestire, rimane fluido e permette di capire subito la tecnica senza introdurre troppe variabili. Basta poco: il pennello deve lucidare la superficie, non lasciare uno strato di grasso che cola sulle braci.

Il burro aggiunge una nota lattica e favorisce una bella colorazione, ma sulla brace forte va controllato con maggiore attenzione perché contiene acqua e solidi del latte. Per questo è più pratico usare burro chiarificato oppure mescolarlo con olio.

Il beef tallow è un’alternativa interessante: tiene bene il calore ed è affine al sapore della carne.

Qualunque grasso scegliate, la tecnica non cambia.

Il diaframma: che taglio è

Il diaframma è un muscolo sottile della zona toracica, facilmente riconoscibile per la trama larga e parallela delle fibre.

Nella nomenclatura americana l’outside skirt è il vero diaframma, mentre l’inside skirt è il transversus abdominis. USDA li classifica separatamente come 121C e 121D.

Nella macelleria italiana questa distinzione non sempre viene esplicitata e spesso entrambi possono essere proposti genericamente come skirt steak. L’outside skirt tende a essere un po’ più spesso e regolare, mentre l’inside skirt è normalmente più largo e sottile.

Diaframma e lombatello non sono la stessa cosa

Vale la pena chiarirlo perché i due nomi vengono spesso confusi.

Il diaframma/skirt steak e il lombatello/hanger steak si trovano nella stessa area anatomica, ma sono tagli differenti. Il lombatello è più spesso, ha una forma più compatta e presenta una membrana centrale evidente; lo skirt steak è invece lungo, piatto e attraversato da fibre più evidenti.

Come prepararlo prima della griglia

Se il macellaio ha già pulito bene il pezzo, il lavoro è minimo. Controllate soltanto che non sia rimasta una membrana dura sulla superficie; se c’è, sollevatela con la punta di un coltello e staccatela senza incidere troppo la carne.

Non rifilate invece tutto il grasso. Una parte va lasciata, perché durante la cottura protegge il muscolo e contribuisce alla rosolatura.

Prima di salare, osservate la direzione delle fibre. Sul diaframma è evidente e vi servirà dopo, quando dovrete affettarlo.

Ricetta del diaframma Flip & Brush

Ingredienti per 4 persone

  • 800 g di diaframma di manzo
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 30 g di burro chiarificato
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • 4 rametti di timo
  • sale
  • pepe nero

Per finire bastano sale in fiocchi e qualche goccia di limone.

Preparate il grasso aromatico

Mettete in un piccolo pentolino l’olio e il burro chiarificato. Aggiungete gli spicchi d’aglio schiacciati, il rosmarino e il timo, quindi scaldate appena.

Non dovete friggere le erbe né far colorire l’aglio. Vogliamo soltanto che il grasso si profumi.

Togliete il pentolino dal fuoco e tenetelo vicino alla griglia.

Se volete restare ancora più fedeli alla tecnica essenziale, saltate completamente questo passaggio e usate solo olio extravergine.

Scaldate bene la griglia

Il diaframma cuoce in fretta, quindi serve una griglia già calda quando la carne arriva.

Preparate una zona diretta abbastanza intensa e lasciate accanto una parte meno calda. Non serve un fuoco infernale: ci interessa rosolare velocemente senza trasformare ogni goccia di grasso in una fiammata continua.

Pulite la griglia e appoggiate il diaframma sulla zona calda.

La cottura

Lasciate il primo lato sulla griglia per circa 45-60 secondi, quindi controllate la superficie. Se ha iniziato a brunire, girate.

A questo punto passate con il pennello un velo di olio e burro sul lato appena cotto.

Dopo altri 45-60 secondi girate ancora, spennellate il lato che ora si trova sopra e continuate nello stesso modo.

Quando entrambi i lati hanno già preso colore potete accorciare gli intervalli, girando ogni 30-45 secondi.

Non fissatevi però sul cronometro. Il tempo cambia secondo lo spessore del pezzo e la potenza della brace. Guardate piuttosto come cambia la superficie: deve diventare progressivamente bruna, asciutta e uniforme, con qualche bordo più scuro.

Se il grasso cade sulle braci e parte una fiammata, spostate il pezzo per qualche secondo. Una vampata breve non è un problema; lasciare invece la carne dentro la fiamma produce fuliggine e gusto amaro.

Il pennello deve lasciare poco grasso

È uno dei dettagli più facili da sbagliare.

Non bagnate la bistecca ogni volta come se doveste condirla. Basta una passata rapida.

Il grasso deve sfrigolare immediatamente quando il lato torna verso la brace e quasi scomparire nella superficie.

Se gocciola continuamente, ne state usando troppo.

Se la carne rimane opaca e asciutta, potete aumentare leggermente la quantità.

Adam Perry Lang arriva a usare un piccolo mazzo di erbe legate insieme come pennello, proprio perché permette di distribuire poco grasso alla volta mentre rosmarino e timo cedono parte dei loro aromi. Coreografico sicuramente.

Non cercate le righe della griglia

Le classiche grill marks sono belle da fotografare, ma dicono poco sulla qualità della rosolatura.

Il Flip & Brush punta a creare colore su gran parte della superficie, non quattro righe nere separate da zone pallide.

Continuando a girare il pezzo e distribuendo poco grasso si sviluppa una crosta molto più uniforme.

Questo è uno dei motivi per cui la tecnica è interessante proprio sul diaframma: la superficie disponibile è grande rispetto allo spessore del taglio.

Quando è pronto

Su un diaframma di spessore normale la cottura è breve. In molti casi bastano pochi minuti. Il metodo più affidabile resta comunque un termometro istantaneo, inserito lateralmente nella parte più spessa del pezzo. 63 °C, seguita da almeno tre minuti di riposo.

Riposo breve

Una volta tolto dalla griglia, lasciate il diaframma riposare 3-5 minuti.

Non serve coprirlo strettamente con alluminio e non serve aspettare dieci o quindici minuti: è un taglio sottile e rischierebbe soltanto di raffreddarsi.

Lasciatelo semplicemente sul tagliere.

Il taglio controfibra è fondamentale

Le fibre del diaframma sono lunghe e, se lasciate intere, rendono il boccone più pugnace. Per questo la carne va tagliata perpendicolarmente alla fibra, in fette sottili.

È un passaggio particolarmente importante sullo skirt steak.

Una volta affettato, assaggiate prima di aggiungere altro.

Bastano pochi fiocchi di sale.

Se volete dare freschezza, usate pochissimo limone.

La versione più semplice: solo olio

Per imparare il Flip & Brush, questa è probabilmente la prova migliore.

Salate il diaframma, mettetelo sulla griglia e usate soltanto olio extravergine durante i giri.

Niente burro, niente aglio, niente erbe.

Quando usare il burro

Una volta capito il metodo, la miscela di olio e burro diventa interessante perché aggiunge una nota più morbida e aiuta la superficie a prendere colore.

Userei burro chiarificato, oppure poco burro normale mescolato all’olio, soprattutto se la griglia è molto calda.

Aglio, rosmarino e timo possono entrare nel grasso, ma senza trasformarlo in una salsa. Devono rimanere un profumo di fondo.

E il sego bovino?

Ottimo. Scioglietelo lentamente, filtratelo e usatelo esattamente come usereste l’olio.

Il vantaggio è che regge bene il calore e non introduce aromi estranei alla carne.

Su un diaframma particolarmente buono può essere una scelta più interessante del burro.

Marinare non è Flip & Brush

Una marinata può essere usata prima della cottura, ma è un’altra tecnica.

Flip & Brush descrive quello che fate sulla griglia: girate la carne e passate poco grasso dopo i vari giri.

Quali altri tagli si prestano

Il Flip & Brush è perfetto quando la carne non è troppo spessa e la cottura deve essere rapida.

Flank steak, bavetta e flap meat reagiscono bene allo stesso metodo. Anche bistecche più spesse possono essere rifinite in questo modo dopo una prima fase indiretta, usando burro, olio o sego durante il searing finale.

Gli errori che fanno la differenza

Il primo è usare troppo grasso. Se l’olio cola in continuazione, non state spennellando: state alimentando il fuoco.

Il secondo è aspettare troppo fra un giro e l’altro. Su una bistecca sottile non serve lasciare lo stesso lato sopra la brace per tre o quattro minuti.

Tamagoyaki ricetta originale giapponese della frittata e tecnica e differenze con Dashimaki Tamago
precendente
Tamagoyaki e Dashimaki Tamago: perché Tokyo e Osaka preparano l’uovo in modo diverso
Tamagoyaki ricetta originale giapponese della frittata e tecnica e differenze con Dashimaki Tamago
precendente
Tamagoyaki e Dashimaki Tamago: perché Tokyo e Osaka preparano l’uovo in modo diverso