Directions
Nella costellazione dei comfort food nipponici, il chashu occupa un posto speciale. È quella spirale di pancetta arrotolata, tenera e caramellata, che galleggia su ogni bowl di ramen che si rispetti. Ma attenzione: il chashu giapponese non ha nulla a che vedere con il char siu cinese (più speziato e cotto al forno).
Il termine deriva dal cantonese “char siu” (叉烧), la tecnica della griglia, ma in Giappone è diventato tutt’altra cosa: un rotolo di pancetta di maiale brasato lentamente in salsa di soia, mirin, sake e spezie, capace di sciogliersi in bocca con la sola pressione delle bacchette.
La storia del chashu si intreccia con la diffusione del ramen in Giappone: all’inizio del Novecento, le prime ramen-ya servivano tagli magri di maiale stufato. Solo dagli anni ‘50 in poi, con la diffusione delle bowl più ricche, la pancetta arrotolata e brasata diventa la regina dei topping, segno di opulenza, cura e artigianato.
Oggi, ogni ramen shop ha la sua ricetta: c’è chi usa spalla, chi lonza, chi aggiunge zenzero o aglio, chi affumica la carne o la cuoce sottovuoto. L’unica regola è la tenerezza assoluta e il profumo irresistibile.
Ingredienti per “1 rotolo”
Per fare 8-10 fette, 4 porzioni abbondanti
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1 kg di pancetta di maiale fresca (in un solo pezzo, senza cotenna)
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1 cipollotto intero (solo parte verde)
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1 pezzo di zenzero fresco (5 cm, a fette)
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2 spicchi di aglio schiacciati
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120 ml di salsa di soia
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80 ml di mirin
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80 ml di sakè (o vino di riso secco)
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2 cucchiai di zucchero di canna (meglio muscovado o zucchero grezzo)
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500 ml di acqua (quanto basta per coprire la carne in pentola)
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1 cucchiaino di pepe nero in grani
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Spago da cucina
Procedimento
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Prepara il rotolo di pancetta
Stendi la pancetta su un tagliere e arrotolala ben stretta partendo dal lato lungo. Lega il rotolo con spago da cucina, facendo almeno 5-6 giri, per mantenere la forma compatta in cottura. Questo aiuta ad avere fette perfette, dalla spirale elegante. -
Rosola la carne
In una pentola capiente (meglio una casseruola dal fondo spesso), scalda un filo d’olio e rosola il rotolo di pancetta su tutti i lati, fino a doratura uniforme. Questo passaggio sigilla i succhi e regala un sapore più intenso. -
Prepara la marinatura brasata
Aggiungi nella pentola cipollotto, zenzero, aglio, pepe nero, poi versa salsa di soia, mirin, sakè, zucchero e acqua a coprire la carne. Porta a bollore, abbassa subito la fiamma al minimo e copri. -
Cottura lenta
Lascia sobbollire a fuoco basso per almeno 2 ore, girando il rotolo ogni 30 minuti per garantire una cottura uniforme e una glassatura omogenea. La carne dovrà essere morbidissima, quasi tremolante, ma compatta. -
Riposo e taglio
A fine cottura, lascia raffreddare il chashu nel liquido, meglio ancora se in frigo per tutta la notte (il sapore si intensifica e le fette saranno più precise). Quando è freddo, elimina lo spago e affetta sottile con un coltello affilato.
Riscalda velocemente le fette in un po’ di salsa prima di servire sul ramen o su una bowl di riso bianco.
Trucchi e varianti
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Vuoi una glassa più densa e lucida? Fai ridurre il fondo di cottura a fuoco alto negli ultimi minuti e spennella le fette con il liquido prima di servire.
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Puoi aggiungere anice stellato o cannella nella marinata per un profumo più esotico.
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Alcuni chef avvolgono il chashu in pellicola e lo immergono per la notte in una marinatura extra di salsa di soia, sakè e zucchero.
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Il chashu avanzato si conserva perfettamente sottovuoto o in frigo per 4-5 giorni.
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Se vuoi un risultato “fusion”, prova a brasare la spalla invece della pancetta: la carne sarà meno grassa ma ugualmente fondente.
Valori nutrizionali per 100 g
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Energia: 320 kcal
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Proteine: 13,2 g
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Grassi: 27,5 g
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Carboidrati: 3,8 g
Tempi
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Preparazione: 20 minuti
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Cottura: 2 ore
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Riposo: minimo 2 ore (meglio tutta la notte)
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Totale: 4 ore (se riposi di più, il risultato migliora)
Abbinamenti
Il chashu tradizionale è pensato per il ramen, ma è spettacolare anche su un piatto di riso bianco (chashu-don), in baozi, o con salse agrodolci in stile street food.
Da bere: un Sake Junmai fresco, una birra lager giapponese o—se vuoi osare—un Pinot Noir naturale di Domaine Prieuré Roch (Borgogna) per tagliare il grasso e valorizzare le spezie della marinata.
