Wine Dharma

DharMag marzo 2011 Il vino è lo specchio dell’uomo

Colline senesi, nei pressi di Siena, un cipresso nelle colline. Dharma. Nei dintorni di Siena, un cipresso solitario

Come giudicare un vino? In che termini potremmo parlarne? Entusiasticamente, cerebralmente, con linguaggio tecnico, seguendo le regole di classificazione dei sommelier, secondo il nostro gusto personale, dandogli un punteggio da 1 a 100? Ha esaudito le nostre aspettative? Era un vino autentico, una felice espressione del proprio territorio? Oppure un nuovissimo super tuscan cinese? Il dibattito è aperto.

La cosa più semplice per chi ama il vino è raccontare. La storia del vino. Chi c’è dietro, il suo terroir, i vigneti, come crescono, dove e perché, le tecniche impiegate, la filosofia del produttore. I racconti del vino creano connessioni che vanno oltre il piacere, stimolano il gusto, lo rendono vivo.

È tutto qui: passione, estetica, divertimento, la sfida della conoscenza, imparare a dominare un argomento tanto vasto. La meta è il perfezionamento, il cammino è un viaggio per conoscere un paese nel profondo. Imparare a distinguere aromi e vitigni, giudicare, scovare e conservare gemme nascoste. Questo si prefigge la Wine Dharma. Tramite degustazioni, wine tour nelle cantine ed escursioni tra le vigne, corsi di cucina e abbinamento tra cibo e vino.

La parola Dharma è ineffabile: un richiamo per lo spirito, un soffio. Può essere legge, vocazione, dovere, cammino del virtuoso, l’ordine delle cose. Non vogliamo essere tanto supponenti da proporci come legge assoluta, piuttosto come un gruppo di profeti di un nuovo tipo di esperienza. E sul sito dell’Associazione potrete trovare non un corpo di insegnamenti, ma l’invito ad aprirvi a un mondo nuovo.

E il vino sarà la nostra guida numero uno. Scorre come un filo rosso lungo tutta la penisola assumendo le forme più svariate. La vastità del panorama vinicolo italiano è inebriante: visitare una cantina, vivere il vino attraverso le parole e gli occhi dei vignaioli, piuttosto che ricercare le note di pepe del Shanrgi-La, significa entrare in contatto con la terra e con chi ne è interprete e ha incredibili storie da raccontare.

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