Wine Dharma

gennaio 2020

DharMag gennaio 2020 I migliori vini del 2019: un anno da ricordare per tutti i wine lovers

I migliori vini del 2019, lista dei vini da compare per il 2019, vini di pregio Come buoni propositi di questo 2020 parleremo di grandi vini. Infatti, faremo una grande retrospettiva sull’anno appena trascorso, il 2019, che è stato così prodigo di grandi vini. L’annata in sé è stata discreta. Non di quelle da ricordare purtroppo a causa di una primavera estremamente piovosa, che ha rallentato se non cancellato la fioritura in molte regioni. La grandine e alluvioni di settembre poi hanno dato il colpo di grazie ad un andamento capriccioso. La quantità è in calo, ma chi è riuscito a salvarsi dal diluvio ha prodotto uve discrete. Ma non vogliamo parlare dell’annata 2019, ma dei vini che hanno reso questo anno meritevole. Iniziamo subito con le grandi conferme tra l’Amarone che con l’annata 2015 ha messo in mostra profondità, eleganza e non solo muscoli e tanta sontuosità.

Altro grande protagonista con l’annata 2015 è stato il Barolo, sempre più vittima del cambiamento climatico. Il Barolo 2015 è massiccio e muscoloso, caldo, avvolgente e ha ben poca austerità, il tutto merito (o a causa, dipende dai punti di vista) del caldo atroce che ha contraddistinto il millesimo. Ormai ci dovremo abituare a questo tipo di Barolo già godibile fin da subito e bisognerà tornare a far fermentare anche i raspi? In ogni caso la 2015 non è un’annata di tenere in cantina per 50 anni, ma la sua innegabile bevibilità premia chi sa cogliere il vino nella sua spigliata giovinezza. Il discorso è analogo anche per il Barbaresco, che raramente ha trovato delle interpretazioni così morbide e permissive come quelle del 2015.

Passiamo al Brunello di Montalcino. L’annata 2014 è stata salvata per i capelli, discreta, ma niente di più. Da tanto che si è sofferto per l’anno orribile, molti non l’hanno neanche prodotto per decoro. Chi lo ha fatto, ne ha fatto poco. C’è poco da fare il 2014 è stato l’anno del Rosso di Montalcino e poco si poteva fare di più. L’annata 2015 del Brunello sembra una bomba, condizioni uniche, clima strepitoso, vino di stoffa e polpa, eleganza alle stelle. Vedremo Suckling così ci dirà sul nostro amato Sangiovese e intanto aspettiamo Benvenuto Brunello a febbraio per gli assaggia ufficiali.

Di carne al fuoco ne abbiamo molta, quindi continuate a leggere. Ma prima di chiudere vogliamo parlare di Alto Adige e di Lagrein. Vi lasciamo con l’ultimo reportage del nostro giro tra le cantine dell’Alto Adige, dove abbiamo selezionato per voi i vini rossi altoatesini che ci sono piaciuti di più.

Photo credits