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La shakshuka è una preparazione diffusa tra Tunisia, Libia e Israele, costruita su una base di pomodoro cotto con spezie e completata con uova che cuociono direttamente nella salsa. È un piatto semplice solo in apparenza: il punto corretto si gioca sulla densità della salsa e sulla gestione del tuorlo, che deve restare morbido senza risultare crudo.
Non è un uovo al pomodoro. È una preparazione in cui la salsa deve essere già strutturata prima dell’ingresso delle uova, altrimenti il risultato è acquoso e disordinato.
Ingredienti e dosi per la shakshuka (2–3 persone)
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4 uova
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400 g pomodori pelati (o passata rustica)
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1 cipolla
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1 peperone rosso
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2 spicchi aglio
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2 cucchiai olio extravergine di oliva
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1 cucchiaino paprika dolce
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½ cucchiaino cumino
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½ cucchiaino peperoncino (facoltativo)
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Sale e pepe q.b.
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Prezzemolo fresco q.b.
Procedimento
La base della shakshuka si costruisce lentamente. La cipolla va fatta appassire in olio fino a diventare morbida e leggermente dolce, senza prendere colore eccessivo. Il peperone entra subito dopo e deve cuocere finché perde croccantezza e inizia a legarsi alla cipolla.
Le spezie si aggiungono a questo punto, direttamente nel grasso caldo, per liberare gli aromi. L’aglio entra subito dopo, senza bruciare. I pomodori vengono uniti e la salsa deve cuocere finché perde acqua e si concentra, diventando densa e leggermente oleosa in superficie.
Solo quando la base è pronta si aprono le uova direttamente nella salsa, creando piccoli incavi. Il fuoco deve essere basso: gli albumi devono rassodarsi lentamente mentre i tuorli restano morbidi. Coprire aiuta a gestire il calore senza asciugare troppo.
Il punto corretto si raggiunge quando l’albume è cotto ma ancora tenero e il tuorlo rimane cremoso.
Tempi di preparazione
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Preparazione: 10 minuti
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Cottura: 25 minuti
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Tempo totale: circa 35 minuti
Valori nutrizionali per 100 g
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Calorie: ~120 kcal
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Proteine: 6 g
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Grassi: 8 g
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Carboidrati: 5 g
Abbinamenti vino
La componente acida del pomodoro e le spezie richiedono vini freschi e non troppo tannici. Un Cerasuolo d’Abruzzo di Valentini accompagna bene con la sua succosità, mentre un Etna Rosso della Tenuta delle Terre Nere offre tensione e una struttura leggera adatta al piatto. Per un bianco, un Verdicchio dei Castelli di Jesi di Bucci regge bene l’acidità e pulisce il finale.
Cocktail: Mimosa.
Dove provarla
A Tel Aviv, il Dr. Shakshuka (Jaffa) è uno dei riferimenti storici. In Italia, Kitchen Market – Milano, Via Tadino 4 propone una versione fedele e ben eseguita.
