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Il kulich è davvero un panettone russo? No, ed è molto più tecnico di quanto sembri

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Informazioni nutrizionali

100g
dose
340
calorie

Il kulich è davvero un panettone russo? No, ed è molto più tecnico di quanto sembri

  • 6 ore
  • Serves 8
  • Hard

Directions

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Il kulich è un grande lievitato della tradizione ortodossa, preparato per la Pasqua e riconoscibile per la sua forma alta e cilindrica. A prima vista può sembrare una semplice via di mezzo tra panettone e brioche, ma il punto non è il gusto — ricco, burroso, profumato — bensì la gestione dell’impasto. La difficoltà non sta nel fare un dolce dal sapore pieno e appagante, ma nel trovare la giusta struttura: un equilibrio preciso tra elasticità, forza e idratazione che permetta alla massa di svilupparsi in altezza senza cedere.

Serve un impasto capace di trattenere i gas della fermentazione, sostenere lunghe lievitazioni e rimanere soffice ma stabile, senza diventare pesante o umido. È qui che si gioca tutto: nella costruzione della maglia glutinica e nella gestione dei tempi, più che nella ricetta in sé.

Tradizionalmente veniva preparato nelle case russe con farine non raffinate, uova, latte e burro, arricchito con uvetta e canditi e cotto in stampi cilindrici improvvisati. Oggi la tecnica è più precisa, ma il principio non cambia: controllo, pazienza e mano.

Ingredienti per 2 kulich da stampo cilindrico da 14–16 cm (circa 900 g ciascuno)

  • 500 g farina forte (W 300–330)
  • 120 ml latte intero
  • 120 g burro morbido
  • 4 tuorli + 1 uovo intero
  • 120 g zucchero
  • 15 g lievito fresco (oppure 5 g secco)
  • 120 g uvetta
  • 80 g canditi
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia
  • scorza di limone
  • 8 g sale

Tempi

Preparazione circa 40 minuti, prima lievitazione 2–3 ore, seconda lievitazione circa 2 ore, cottura 35–40 minuti. Tempo complessivo 5–6 ore.

Procedimento

Mettete per prima cosa l’uvetta in una ciotola con acqua tiepida per 15 minuti. Scolatela, asciugatela bene e conditela con il rum. Questo passaggio evita che assorba umidità dall’impasto durante la lievitazione e le dà un profumo più pulito.

Scaldate il latte fino a renderlo appena tiepido, intorno ai 30–35 °C. Scioglieteci dentro il lievito con un cucchiaino di zucchero preso dal totale. Lasciate riposare 10 minuti: la superficie dovrà diventare leggermente schiumosa. È il segnale che il lievito è attivo.

Versate nella ciotola dell’impastatrice la farina, il latte con il lievito, le uova intere, i tuorli, il resto dello zucchero, la vaniglia e le scorze grattugiate. Cominciate a lavorare a velocità bassa per 6–7 minuti. All’inizio l’impasto sembrerà grossolano e un po’ slegato, ed è normale.

Aggiungete il sale e poi il burro morbido, ma non tutto insieme. Inseritelo in 5 o 6 volte, aspettando che ogni aggiunta venga completamente assorbita prima della successiva. Questo è il punto delicato: se il burro entra troppo in fretta, l’impasto si lucida ma non tiene; se invece viene incorporato gradualmente, la massa diventa elastica e resistente. Continuate a impastare per altri 12–15 minuti, finché il composto risulta liscio, molto morbido ma capace di staccarsi dalle pareti.

Solo alla fine unite uvetta e scorza candita, lavorando il minimo necessario per distribuirle. Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente imburrata, copritelo e lasciatelo lievitare finché raddoppia. In una cucina a 24–25 °C serviranno circa 2 ore e mezza, ma il riferimento vero è il volume, non l’orologio.

Quando è cresciuto, rovesciatelo sul piano, sgonfiatelo molto delicatamente e dividetelo in due parti uguali. Formate due palle ben tese e sistematele negli stampi rivestiti di carta forno o ben imburrati. Non riempite oltre un terzo o poco più: il kulich deve avere spazio per svilupparsi in altezza. Lasciate lievitare ancora fino a quando l’impasto arriva poco sotto il bordo.

Cuocete in forno statico a 170 °C. Dopo circa 20 minuti controllate il colore: la cupola del kulich tende a scurire rapidamente, quindi se serve copritela con un foglio di alluminio e proseguite la cottura fino a 35–40 minuti totali. Il cuore deve arrivare intorno ai 92–94 °C oppure, in mancanza di termometro, lo stecchino deve uscire asciutto ma non secco.

Sfornate e lasciate intiepidire 10 minuti negli stampi. Poi estraete i kulich e fateli raffreddare completamente in posizione verticale su una gratella. È importante non glassarli caldi: la mollica deve stabilizzarsi, altrimenti il peso della glassa rischia di afflosciare la cupola.

Per la glassa montate leggermente l’albume con il succo di limone, poi incorporate lo zucchero a velo fino a ottenere una consistenza densa ma colante. Versatela sulla sommità del kulich, lasciandola scendere in modo naturale sui bordi. Se volete, completate con scorza candita o zuccherini, ma senza appesantire.

Valori nutrizionali per 100 g

  • Calorie: circa 340 kcal
  • Carboidrati: 45 g
  • Proteine: 7 g
  • Grassi: 15 g

Quale vino abbinare al kulich

Con un lievitato così ricco ma non eccessivamente dolce, serve un vino che abbia profumo e una buona spina acida. Un Moscato d’Asti della cantina Ca’ d’Gal accompagna bene agrumi e glassa senza appesantire. Se volete qualcosa di più profondo, un Tokaji Aszú 5 Puttonyos di Disznókő regge meglio uvetta e canditi. Per un abbinamento italiano meno scontato, un Recioto di Soave di Pieropan ha dolcezza e tensione sufficienti per non far crollare il sorso.

Cocktail da abbinare: Rusty Nail.

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