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Bolinhos de chuva: la ricetta per fare i dolci della pioggia

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Informazioni nutrizionali

100g
dose
320
calorie

Bolinhos de chuva: la ricetta per fare i dolci della pioggia

  • 30 minuti
  • Serves 6
  • Easy

Directions

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I bolinhos de chuva sono una delle espressioni più intime della cucina domestica brasiliana. Il nome significa letteralmente “dolcetti della pioggia” e non è un vezzo poetico: nelle case del sud-est del Brasile, soprattutto a São Paulo e Minas Gerais, si preparavano quando il maltempo costringeva i bambini in casa. La soluzione era semplice e geniale: farina, uova, zucchero e latte, ingredienti sempre disponibili, trasformati in piccole sfere dorate, immerse nell’olio bollente e poi rotolate nello zucchero e cannella.

Le radici affondano nella tradizione portoghese delle filhós e delle frittelle conventuali, ma il Brasile le ha rese più rustiche e immediate. Non sono elaborate come i sonhos ripieni di crema, non sono tecniche come le zeppole italiane. I bolinhos sono diretti, casalinghi, morbidi dentro e appena croccanti fuori.

Nei ricettari storici brasiliani di inizio Novecento compaiono come dolce “rápido para tarde chuvosa”. Oggi li trovi anche nelle festas juninas, accanto a canjica e pamonha, ma restano soprattutto un simbolo domestico, più familiare che da pasticceria.

Ingredienti per 6 persone

  • 250 g farina 00

  • 2 uova

  • 120 g zucchero

  • 180 ml latte intero

  • 8 g lievito per dolci

  • 1 pizzico sale

  • 1 litro olio di semi per frittura

Per la finitura:

  • 80 g zucchero

  • 5 g cannella in polvere

Tempo di preparazione

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 15 minuti
Tempo totale: 30 minuti

Procedimento tecnico passo per passo

Inizia setacciando la farina con il lievito. Questo passaggio non è formale: l’aria incorporata renderà l’impasto più leggero e impedirà la formazione di grumi.

In una ciotola capiente lavora le uova con lo zucchero utilizzando una frusta manuale. Non devi montare come per un pan di Spagna; è sufficiente sciogliere lo zucchero e ottenere una massa omogenea e leggermente più chiara.

Aggiungi il latte a filo, continuando a mescolare per mantenere l’emulsione stabile. Incorpora poi la miscela di farina poco per volta, amalgamando con movimenti circolari dal centro verso l’esterno. Otterrai un impasto denso ma fluido, più consistente di una pastella per crêpes e meno compatto di un impasto da torta.

Unisci il sale e lascia riposare cinque minuti. Questo breve tempo consente alla farina di idratarsi e al glutine di distendersi, favorendo una struttura più regolare durante la frittura.

Porta l’olio a 170–175°C. La temperatura è cruciale: sotto i 165°C i bolinhos assorbiranno troppo grasso; sopra i 180°C si coloreranno troppo rapidamente restando crudi al centro.

Con due cucchiaini preleva piccole porzioni di impasto e falle scivolare nell’olio. Non modellare con le mani: la forma irregolare è parte della loro identità. Durante la cottura ruotali delicatamente con una schiumarola per garantire una doratura uniforme. In circa 3–4 minuti diventeranno gonfi e ambrati.

Scolali su carta assorbente e, ancora caldi, rotolali in una miscela di zucchero e cannella. Il calore favorirà l’adesione e creerà quella sottile crosta aromatica che li rende inconfondibili.

Consistenza ideale e varianti autentiche

Il bolinho perfetto presenta una crosta sottile e asciutta e un interno soffice, leggermente alveolato. Non deve risultare elastico né gommoso.

In alcune zone del Brasile si aggiungono fettine di banana direttamente nell’impasto. Altri inseriscono una punta di estratto di vaniglia o scorza di limone. La versione più tradizionale resta però quella essenziale.

Valori nutrizionali per 100 g

Calorie: 320 kcal
Carboidrati: 42 g
Proteine: 6 g
Grassi: 14 g
Zuccheri: 18 g

Dove mangiare i bolinhos de chuva in Brasile

A Belo Horizonte, molte case da caffè li servono ancora caldi nel pomeriggio, spesso accompagnati da caffè filtrato. A Paraty, durante le feste tradizionali, si trovano in versione artigianale preparata al momento nei chioschi familiari. Tuttavia, la loro vera dimensione resta domestica: non sono un dolce da vetrina, ma da cucina di casa.

Abbinamento vino e bevande

Con i bolinhos de chuva funziona sorprendentemente bene un Moscato d’Asti “Vigna Senza Nome” di Braida, con la sua dolcezza misurata e l’acidità vibrante che pulisce il palato dall’olio.

Se preferisci restare in ambito brasiliano, un calice di Cachaça artigianale envelhecida in legno amburana, servita leggermente fresca, crea un dialogo speziato con la cannella.

In alternativa, un Passito di Pantelleria “Ben Ryé” di Donnafugata, versato in piccola quantità, valorizza le note caramellate e amplifica la sensazione di comfort.

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