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Valpolicella: vitigni, storia e caratteristiche organolettiche del mitico vino veneto

Valpolicella vino, vitigno, storia e caratteristiche organolettiche, vino rosso Il Valpolicella è un vino rosso di medio corpo molto snello, fresco, profumato, secco e piacevole, tutto il contrario del mitico Amarone, il vino simbolo della Valpolicella, che invece punta su opulenza e intensità gustativa. Esattamente come l’Amarone il vino Valpolicella è prodotto con uvaggi autoctoni del Veronese, ossia la triade mistica composta da Corvina (e il clone Corvinone), Rondinella e Molinara.

Ma soprattutto il vino Valpolicella è un prodotto storico, uno dei più antichi, già citato da Plinio il vecchio, ma ancora prima conosciuto come vino retico, cioè dei Reti, la popolazione preromana che abitava le colline intorno a Verona. Attenzione però: il famoso vino retico tanto amato dai Romani, così ghiotti di vini dolci, era molto più simile al Recioto, prodotto con uve appassite, l’Amarone è nato solo nel 1900. Un tempo non esistevano disciplinare e queste sfumature, ma si cercava di spremere fino all’ultima goccia dall’uva. Ogni caloria era prima di tutto fonte di sostentamento.

Ma cosa ha di così speciale il vino Valpolicella e perché dovreste berlo?

Diciamo che negli ultimi 20 anni il vino della Valpolicella è cresciuto in maniera esponenziale. Se prima i rossi Valpolicella base erano dei vini scialbi e leggeri, oggi sono diventati dei prodotti di ottima qualità, precisi, eleganti e dotati di grandissima bevibilità.

Il motivo è molto semplice: con il successo internazionale dell’Amarone, il re della Valpolicella, e del Recioto finalmente tutta la filiera è riuscita a fare investimenti, a fare scelte drastiche che portano a vini entry level di spessore. C’è stata presa di coscienza, un aumento di interesse del pubblico per vitigni autoctoni come Corvina, Corvinone, Molinara, Rondinella, mentre prima si puntava tutto su Amarone e Recioto e a fare della quantità per tutto quello che non poteva essere diventare Amarone o Recioto della Valpolicella.

Vitigni usati per produrre il vino Valpolicella

Valpolicella vigneti di Corvina, zona di produzione del vino Valpolicella Come detto prima, il vino Valpolicella è in realtà composto da un uvaggio di vitigni tipici della zona, tra cui la protagonista è la Corvina che può essere presente in quantità massicce: dal 45% fino al 95%. Il suo clone Corvinone può essere utilizzato al suo posto fino ad una percentuale del 50% in sostituzione. La Corvina è un vitigno generoso che sa come rendere i vini dinamici e pieni, offre tannini e sapori intensi. La sua compagna di viaggio è ovviamente la Rondinella, a cui è destinato un ruolo secondario, ma non meno importante visto che il colore e la finezza dei profumi provengono proprio da lei. Da disciplinare la Rondinella può essere presente dal 5% fino al 30%. Per finire sono presenti altri vitigni a bacca rossa, come la Molinara o altri vitigni non aromatici.

Classificazione del vino Valpolicella

Chiesa parrocchiale di Marano di Valpolicella, produzione vino Valpolicella L’uso della denominazione Valpolicella DOC Classico è riservato solo ai vini prodotto nei cinque comuni storici, quelli della “Valpolicella originaria”, ossia Sant’Ambrogio di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Marano e Negrar.

Valpolicella Superiore

Come fa capire la parola, questo Valpolicella proviene prima di tutto da uve più pregiate e anche la lavorazione in cantina prevede l’affinamento di un anno per legge. Il risultato è un vino di maggior stoffa, più consistente, più fruttato: diciamo che la concentrazione e lo spessore sono amplificati, ma i tratti sono sempre inconfondibili. Piacevolezza, profumi di fiori e amarene, freschezza, anche se frutto e tannini sono più accentuati.

Caratteristiche organolettiche del vino Valpolicella

I vini più semplici sono ottimi vini per l’abbinamento con il pesce, grazie ad una buona acidità, tannini molto blandi, frutto fresco e leggerezza di corpo. I profumi sono quelli dell’Amarone, ma più leggiadri, scarichi. Amarene, timo, frutti di bosco, fiori e un tocco finale leggerissimo di mandorle.

Valpolicella, colline della Valpolicella, vigneti e passeggiate in vigna I vini più impegnativi e ambiziosi hanno una concentrazione maggiore che si manifesta in rimandi più maturi e tannini più marcati. Come detto prima, nel Valpolicella Superiore i tannini sono spessi e anche i sapori terrosi di liquirizia e rabarbaro affiorano. Le uve in ogni caso vengono vendemmiate e poi vinificate, non c’è nessun appassimento in questo caso, quindi non aspettatevi dei vini strutturato o muscolosi. Anzi il bello del vino Valpolicella è che mantiene in ogni caso finezza di tratto, ritmo e una certa austerità che rifugge la concentrazione.

Storia del vino Valpolicella

Svariate notizie ci giungono da poeti, storici e commentatori romani come Cornelio, Columella, Plinio il vecchio, Virgilio e Marziale e tutti sono concordi su una cosa: il vino retico prodotto nelle colline intorno a Verona è una capolavoro. Ma era un vino diverso, abboccato come piaceva ai nostri progenitori, ma è pur vero che il Valpolicella è andato via via definendosi con i secoli, con le selezioni di cloni e vitigni che riuscivano a resistere alle invasioni, alle guerre e alle malattie. Nel V secolo Cassiodoro, storico di Teodosio ancora ci parla del vino retico, ma è solo con un decreto di Federico Barbarossa del 1177 che si parla di “Val Polesela” che si pensa derivi come etimologia da Vallis Poli Cellae: la valle dalle molte cantine. Ancora non si sa bene se il nome sia leggenda o meno, ma è rimasto fino ad oggi ed è una chiara testimonianza che le colline della Valpolicella siano da sempre un paradiso per la coltivazione della vite. A nord le montagne proteggono dai venti gelidi, a ovest il Lago di Garda mitiga e manda l’Ora, la famosa brezza che rende così particolare il clima, che potremmo definire temperato. La vicinanza di un centro commerciale e culturale come Verona, casa di molte nobili famiglie, non ha fatto altro che aumentare il prestigio e le qualità del vino, visto che un tempo era un prodotto destinato alla mensa dei potenti. Senza contare che le ville sui dolci colli della Valpolicella erano un non solo un fiore all’occhiello e simbolo di potenza, ma anche vere e proprie dimore dove soggiornare nei mesi più caldi.

Abbinamenti consigliati per il vino Valpolicella

Se è semplice e leggero pesce, crostacei, pad thai o anche tataki di tonno. Se il vino è più corposo bigoli con anatra, spaghetti di riso alle verdure, tortellini alla panna o risotto al tartufo.

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