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Tutto quello che dovete sapere sul Porto: il vino, i vitigni, la storia, le caratteristiche e gli abbinamenti

Porto, guida al vino di Porto, caratteristiche, storia e zone di produzione Il Porto è il vino liquoroso più famoso ed apprezzato nel mondo ed è anche quello con la storia più antica.

Ma cosa ha di speciale questo vino dolce?

Tutto parte dall’uva e dai suoli base di basalto e granito di origine vulcanica, il resto lo fa il vento del mare che si incunea nella valle del Douro e viaggia per 100 chilometri verso est, allontanandosi dalla città marittima di Oporto.

E questo è il vino base, ma poi cosa succede? L’uva viene raccolta, spremuta e fatta fermentare, solo che a un certo punto bloccano la fermentazione aggiungendo acquavite locale, a 77 gradi, incolore e insapore, praticamente alcol, ma fatto con lo stesso vino del posto, e così i lieviti non riescono più a trasformare lo zucchero in alcol. Anzi muoiono proprio.

Caratteristiche organolettiche del Vino di Porto

Il risultato è un vino fortificato di incredibile e seducente dolcezza. Ma come tutti i vini fortificati nati in zone di mare e altamente vocate, vedi Marsala e Madeira, questi vini non sono solo dolci e vellutati, ma hanno anche grande respiro, una struttura ampia, profumi marcati, morbidezza e tanta sapidità, che aiuta a stemperare la massiccia dose di zucchero. L’apporto dell’acquavite poi aiuta ad allargare gli orizzonti aromatici e dona ulteriore spessore e permette al vino di ossidarsi, ma non sfiorire. Questo è il segreto, una lenta maturazione che assume i profumi e i sapori della frutta secca, delle spezie con in sottofondo il richiamo del mare.

Come si fa il Porto e quali vitigni vengono usati

Il vino di Porto è prodotto a partire da uve di Tinta Barroca, Tinta Cão, Tempranillo, Touriga Francesa, and Touriga Nacional. Il Touriga Nacional è da sempre il campione, con ottima qualità delle uve, ma grandi problemi di coltivazione, tanto che il Touriga Francesa sta guadagnano molto terreno. Dopo la fermentazione i vini dei vari appezzamenti vengono assemblati per trovare il giusto equilibrio. Considerate che nel Porto è pratica comune miscelare vini di annate e vigneti diversi, a meno che non si voglia fare un Porto Late Bottled Vintage (LBV), Cohelita o Porto Vintage, vini eccezionali provenienti da uve di una sola vendemmia particolarmente felice.

A questo punto il vino di Porto affina in botti di legno allo scopo di far maturare il vino lentamente e preservare l’acidità. Questo è un punto fondamentale: il Porto deve essere ricco e dolce, ma non deve mai perdere la sua freschezza, altrimenti non potrà invecchiare con successo.

I tipi di Porto

Ma prima di andare avanti diamo un’occhiata alle varie tipologie di Porto, quello che abbiamo detto vale come discorso generale, ma poi è necessario fare una ulteriore classificazione, considerato che il Porto è suddiviso in 7 grandi categorie, molto diverse per caratteristiche. Prima di passare alle categorie è bene ricordare che esistono altre due differenze da fare a priori. I Porto che invecchiano in botte e poi in barrique per 10, 20, 30 e 40 anni come i Tawny e gli altri che fanno botte grande, ossia un’affinamento più “naturale” e meno invasivo e poi invecchiamento in bottiglia.

Porto Bianco: il vino base, non è mai secco, un minimo di zucchero permane, è molto approcciabile e facile da bere. Si divide in secco, semi secco e dolce.

Porto Rosato: nato da una decina di anni per cavalcare la mania dei pink wine che piacciono tanto agli inglesi: non è un vino memorabile, ma punta alla piacevolezza immediata.

Porto Ruby: iniziamo a fare sul serio, i Ruby sono il primo step potremmo dire. Fanno affinamento in botti grandi, giusto per smorzare gli spigoli, tuttavia non sono mai vini complessi o strutturati, puntano tutto sul frutto, che deve essere fresco, vinoso e piacevole. Non sono vini da invecchiamento, ma di pronta beva. Non teneteli in cantina per la laurea dei figli…

Porto Reserva
Un Ruby che si è distinto per l’ottima qualità può ricevere il nome Reserva, è un riconoscimento ambito, se considerate che i Ruby rappresentano la fetta più grande delle vendite di una azienda.

Porto Late Bottled Vintage: LBV
È sempre un ruby ma nato da un’annata eccezionale, solo che ha passato più tempo in botte. Fu “inventato” a metà del 1900 per serendipità, perché per quanto buono, non si riuscì a venderlo e quindi rimase in botte per ulteriori anni. Fa un invecchiamento di 4-5 anni e poi è pronto. Pensate ad un Ruby, quindi è fresco e fruttato, ma potenziato, dove intensità, finezza e profondità sono all’ennesima potenza.

Porto Singla Quinta
La quinta è il vigneto, il cru e vini prodotti in questa maniera vengono da un solo appezzamento. Sono vini di grandissimi pregio, unici che possono quasi competere con il Porto Vintage. Anzi molto spesso quando un’annata è molto buona, ma non ottimale per diventare Vintage le case di produzione scelgono di valorizzare il vino etichettandolo come Singla Quinta. Per cercare di valorizzare particolari vigneti, molti Vintage sono Singla Quinta.

Porto Crusted
Vini di grande intensità e carattere, sono blend di vini pregiati e particolarmente strutturati che non vengono filtrati e poi sono mescolati ad arte del blender della cantina per trovare prodotti unici e particolari. Succede un po’ come per i distillati e gli Champagne, dove si miscelano diverse annate e cuvée. Invecchia in bottiglia dopo 3 anni di botte grande e solitamente altri 3-4 anni in bottiglia. Il nome Crusted è dovuto alle incrostazioni che si formano sul fondo, tannini e polifenoli che decadono e formano sedimenti.

Porto Vintage
E finalmente arriviamo al sacro Graal del Porto, il vino prodotto solo in annate eccezionali, la quintessenza della dolcezza e dell’eleganza. È il vino che, sebbene rappresenti solo il 2% della produzione, fa da barometro per il prestigio delle grandi case del Porto. Non è un riconoscimento dato alla leggera, tanto che il Vintage viene dichiarato 2 anni dopo la vendemmia. Affina per 2 anni e mezzo in legno o acciaio e poi viene imbottigliato dove riposa per almeno 10 anni. Anche se si consiglia di lasciare riposare il vino in bottiglia per 40 anni. Esistono dei Porto di 100 anni che ancora sono in condizioni perfette, grazie alla potente struttura, ai tannini e alla notevole acidità del vino quando viene imbottigliato.

Porto Tawny: stessa base del Ruby, tuttavia l’affinamento cambia. Dopo un passaggio di 3 anni botti grandi si passa alla barrique per stimolare la maturazione del vino. Nel legno piccolo il vino si ossigena molto più velocemente e si tinge di profumi speziati, che certo non devono mai essere troppo marcati. Mano a mano che il vino invecchia il colore rosso scema, vira all’ambra, l’ossidazione e i toni evoluti si fanno più intensi, anche se la freschezza rimane sempre presente per sostenere il vino. I Porto Tawny sono molto complessi, decadenti e baroccheggianti, hanno profumi di datteri, noci, frutta matura, cotta, sotto spirito, spezie, note di cacao, caffè e vaniglia. In bocca sono dolci, ma strutturati e mai stucchevoli. I Tawny possono invecchiare per 10, 20, 30 o anche 40 anni in botte.

Colheita
È un Porto prodotto in stile tawny, quindi ricco e sontuoso, con uve provenienti da una singola annata che fanno poi invecchiamento per 7 anni. Attenti però, al contrario dei Tawny non ci sono indicazioni di invecchiamento, ma solo l’annata in etichetta. Ma soprattutto non è un prodotto unico e irripetibile come il Porto Vintage.

Quanti gradi ha il Porto?

Stiamo parlando di un vino forte, alcolico, almeno 19-20 gradi.

La storia del Porto

Porto, città con veduta del fiume Douro, dove nasce il vino di Porto La storia del Porto parla la lingua inglese, perché sono stati gli inglesi ad inventare questo vino, casualmente ancora un volta. Certo la valle è famosa fin dai tempi dei Romani, tuttavia fu solo con la grazie ai proficui rapporti commerciali tra Inghilterra e Portogallo e alla crisi con la Francia a far ripiegare l’Inghilterra sui vini della Valle del Douro, a discapito del claret di Bordeaux. All’incirca nella seconda metà del 1600, il vino della Valle del Douro veniva trasportato a Oporto e poi imbarcato per raggiungere le bianche scogliere di Dover. Tuttavia il caldo e l’incertezza del viaggio, spinsero alcuni commercianti-vignaioli a tagliare il vino con acquavite per preservare il vino durante la perigliosa traversata. E così nacque la leggenda del vino di Oporto e ancora oggi molte delle aziende produttrici di Porto sono inglesi e se controllate la lista delle bodegas, più della metà hanno nomi inglesi. A fianco di Fonseca, Ramos Pinto e Ferreira troviamo Graham Offley, Robertsons, Sandeman e Tylor, giusto per citare i più conosciuti

Bere un buon vino Porto è un’esperienza unica, non è come un semplice vino passito, è più complesso, la dolcezza è meno dominante, le sfumature sono mature, i sapori di frutta secca titillano il palato. Senza contare che potrete scegliere il Porto che più si avvicina alle vostre preferenze, non è un vino, ma un mondo da esplorare. E non pensate che siano necessarie migliaia di euro per un Vintage, anche a partire da 30 euro potrete comprare degli ottimi LBV.

Abbinamenti cibo-Porto

Torta al cioccolato, dolce da abbinare al vino di Porto, abbinamento cibo vino Il Porto è un vero fenomeno degli abbinamenti. I più strutturati e ricchi sono ottimi come vini da dessert per torte al cioccolato, muffin al cioccolato, crostatine al cioccolato, brownies al cioccolato, affogato al cioccolato, Brownies con nocciole e cranberry ricoperti al cioccolato extra fondente. Ma è con il cioccolato puro che riesce a trovare il suo abbinamento più riuscito, grazie alla sua struttura e alla gradazione di 19-20 gradi riesce a reggere l’urto anche con il cioccolato extra fondente.

Altro abbinamento favoloso sono i formaggi stagionati e gli erborinati, provate un Ruby con un Castelamgno o un tawny con il Cheddar e direte addio a tutte le marmellate e composte di cipolla di tropea…

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