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Lugana DOC: vino, vitigno, storia e caratteristiche del mitico bianco prodotto con l'uva Turbiana

Lugana DOC: vino, vitigno, storia e caratteristiche organolettiche vino bianco Il Lugana DOC è il vino bianco del Lago di Garda, o perlomeno della parte meridionale, un nettare di grande eleganza, fresco, minerale, intenso, prodotto a partire dal Trebbiano di Lugana, conosciuto anche come uva Turbiana.

Zona di produzione del vino Lugana DOC

Parleremo molto del territorio del Lugana, perché pochi sono i vini così legati ad un fazzoletto di terra di 2000 ettari, creando un vero e proprio legame unico ed irripetibile. Partiamo subito dicendo dove viene prodotto il vino Lugana DOC, perché sebbene sia fatto con un vitigno diffuso e inflazionato come il Trebbiano, questo eccellente vino bianco rappresenta un felice caso di adattamento della vite ad un terroir unico. Il territorio non è molto vasto, stiamo parlando di una vera e propria oasi con condizioni pedoclimatiche uniche. È diviso dal confine tra Lombardia e Veneto, nella fascia costiera e collinare del Lago di Garda meridionale.

Sirmione, zona di produzione del vino Lugana DOC, vino bianco veneto La produzione delle uve del Lugana è principalmente affidata alla parte lombarda, nei comuni di Desenzano, Lonato, Pozzolengo e Sirmione in provincia di Brescia, mentre la vinificazione e commercializzazione trova il cuore pulsante a Peschiera del Garda. Non a caso, visto che Peschiera è sempre stata un crocevia di commerci, un vero e proprio snodo commerciale che interessava sia Verona che il bresciano.

Ma cosa ha di così particolare questo terroir lacustre? Prima di tutto l’influsso del lago di Garda, che con le sue brezze, la famosa Ora, porta fresco in estate e folate calde in inverno. E poi la particolarissima composizione del suolo. La parte lombarda, quella a ovest fino ad arrivare a Peschiera, la zona a ridosso del Lago di Garda, è sostanzialmente pianeggiante, ma qui il terreno è argilloso, pesante, denso, ricco di minerali. Segnaliamo piccole, ma virtuose zone intorno a Rovizza e Lugana per arrivare fino al cru più famoso a San Benedetto di Lugana. Ed è in questa zona che si fa sentire l’influsso lacustre, le vigne arrivavano fino alle sponde un tempo, affondavano le radici nelle acque e la simbiosi con il lago è sempre stata fondamentale. In questo tipo di terroir i vini sono molto minerali e complessi, salati e densi.

Se vi allontanate dalla costa e viaggiate verso Pozzolengo e Lonato ecco che il terreno si fa più ciottoloso e sabbioso, meno compatto e anche l’altitudine sale, di poco, stiamo parlando di colline di massimo 150 metri. Non sono le Alpi, ma questo cambiamento è radicale, i vini si distendono ampliando i profumi, sviluppano un’acidità gagliarda, grazie al suolo sabbioso e risultano anche più alcolici. È davvero stupendo poter assaporare le differenze che pochi chilometri di terra riescono a conferire al vino, rendendolo un affresco unico e irripetibile, testimone millimetrico di un territorio splendido.

Questa è la forza del Lugana, aver investito nella tradizione della terra e sul vitigno, affrancandosi dal Soave, aggiornando la produzione per traghettarla nel nuovo millennio per offrire pulizia ed eleganza, ma al contempo senza rinunciare alla propria identità. E la zona del prosecco non è molto lontana e sappiamo che il successo dà alla testa. Speriamo che la zona del Lugana non si faccia tentare da un ampliamento dovuto al successo che questo vino sta riscuotendo, ampliamento che comporterebbe una perdita di concentrazione e carisma. Soprattutto adesso che anche lo spumante di Lugana e il metodo classico stanno prendendo piede, grazie alle spiccate doti di freschezza, mineralità e leggiadria del Turbiana.

Disciplinare del Lugana DOC

Grazie alla consapevolezza delle proprie capacità e del potenziale del vitigno, ormai molte cantine vinificano il Turbiana in purezza. È un trionfo per il Trebbiano di Lugana, visto che il disciplinare permette il blend con un 10% di vitigni tipici della zona, ma il fatto di credere in questo progetto sta dando coraggio a molti. E il coraggio viene anche dal fatto che la produzione del Lugana può essere declinata in cinque tipologie: Lugana, Lugana Superiore, Lugana Riserva, Lugana Vendemmia Tardiva e Spumante. Ognuno può scegliere come meglio crede su cosa investire, certo che il proprio prodotto non ricadrà in un mare magnun di vino, ma sarà veicolato da una comunicazione e da un supporto solido. Il primo è il vino entry level, facile, sottile, agrumato, perfetto per accompagnare salumi, cibo thai o pesce e fritture.

Il Lugana Superiore fa un anno di affinamento in cantina e ha più polpa per reggere questo invecchiamento. È quindi più minerale e complesso, ha polpa, ma mantiene buona freschezza e ottima bevibilità. Ottimo con vitello tonnato e grigliate di pesce.

Il Lugana Riserva è oro puro, un vino solido e strutturato che prima di essere commercializzato sosta per 24 mesi, due anni, in cantina, con 6 mesi in bottiglia per trovare equilibrio. Il livello di intensità si alza, la mineralità diventa la struttura, lo scheletro del vino delineando vini di ottima qualità, profondi, succosi e pieni di polpa gialla e rimandi di pietra, fiori e liquirizia. Possono invecchiare tranquillamente in cantina per più di 10 anni, anzi il loro fascino terziario inizia dopo i 10, non vogliamo dire come lo Chablis, ma non sono certo vini magri.

Nel Lugana Vendemmia Tardiva ricadono i vini più epifanici, quelli che ti stupiscono. I grappoli di Trebbiano di Lugana vengono lasciati maturare sulla pianta fino ad ottobre, affinché concentrino zuccheri e sapori, mentre l’acqua evapora. Poi vengono vendemmiata, pressati e vinificati. Il risultato è un vino dal fascino alsaziano, dolce, ma non stucchevole, grazia alla spalla acida ancora ben presente e sempre pronta a tagliare trasversalmente la dolcezza.

Lugana DOC Spumante, vino rifermentato in bottiglia produzione e caratteristiche Lugana DOC Spumante sia prodotto con metodo classico che con metodo Martinotti. Entrambi sfruttato la eccellente acidità del Turbiana, il suo delicato bouquet a base di fiori e agrumi e ovviamente la massiccia mineralità conferita del terreno. Il Martinotti è fresco, facile da bere ed immediato nei profumi fruttati. Il rifermentato in bottiglia è sapido, complesso, pieno di sfumature e con acidità algida e tagliente, tanto sale, perlage più simile ad una costellazione e chiude con il ricamo aromatico dato dai lieviti. La produzione è modesta come numeri, ma il futuro è radioso.

Storia del vino Lugana DOC

Questo territorio è antico e qui si è sempre prodotto vino, un vino rinomato fin dal tempo dei Romani, reso famoso da poeti come Catullo, originario di queste terre, anche se la coltivazione della vite è molto più antica, tanto che sono stati rinvenuti reperti agricoli e vinaccioli di vitis silvestris in alcune palafitte di Peschiera del Garda. Per anni il vitigno Turbiana è stato confuso con il Verdicchio, ma in realtà assomiglia, ma a livello genetico non ci sono parentele profonde. Fa parte della grande famiglia del Trebbiano, ma in questo caso il clone, Trebbiano di Lugana, risulta più espressivo. Curioso il nome che viene da Selva Lucana, ossia il nome di questa zona un tempo a metà tra palude e foresta e non perfettamente curata e solare come appare oggi. Fu la Repubblica di Venezia nel 1500 ad iniziare le opere di bonifica agricola per colonizzare questa splendido lembo di terra.

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