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Barolo Chinato: che cos'è, come si produce, quali sono la sua storia e le caratteristiche organolettiche

Barolo Chinato che cos'è, come si produce, vino aromatizzato con spezie Il Barolo Chinato è il vino aromatizzato più pregiato che esista, la massima espressione di questa tipologia di vini e pur essendo preparato alla stregua dei classici vermouth, da cui deriva come concetto, i due prodotti non sono neanche lontanamente paragonabili. La base da cui si parte è il vino Barolo DOCG, a cui vengono aggiunti zucchero e alcol, sotto forma di un infuso, a freddo, di alcol e “droghe”, che non sono altro che spezie, erbe e radici officinali usate anche per il vermouth. Tra le più usate per produrre il Barolo Chinato ovviamente troviamo la china calissaia, ma immancabili sono anche il rabarbaro, il cardamomo e la genzianella. Come unico vincolo per essere riconosciuto come tale questo vino aromatizzato ha l’obbligo di essere prodotto esclusivamente con Barolo, Nebbiolo 100%, non sono ammessi blend.

Attenzione a non confondere il Barolo Chinato con il liquore chiamato China, che al contrario è un liquore prodotto per infusione di china, spezie e radici in alcol e zucchero, per cui non contiene alcun vino ed è molto più alcolico.

Quali sono le differenze tra Barolo Chinato e il vermouth?

Nebbiolo, vitigno usato per produrre Barolo Chinato come si fa il Barolo chinato La risposta è abbastanza semplice: il vermouth può essere fatto con tutti i vini piemontesi, il Barolo Chinato è fatto solo con il re dei vini italiani, il Barolo, ossia la massima espressione che assume il vitigno Nebbiolo quando è vinificato nelle Langhe. Nella foto qui sopra potete ammirare dei grappoli di Nebbiolo in tutto il loro splendore.

Detto questo, non esiste una ricetta ufficiale del Barolo Chinato, ogni produttore può aromatizzare l’infuso di alcol, vino e spezie a proprio piacimento. C’è chi lo fa più vellutato e dolce e chi preferisce produrre un Barolo Chinato più balsamico, tannico e asciutto.

Prezzo del Barolo Chinato

Non stupitevi quindi del prezzo di questo tesoro enologico: il Barolo Chinato costa, come è giusto che sia, ma considerate che la base di partenza è uno dei migliori vini del mondo, a cui segue una certosina lavorazione che prevede l’uso di spezie, erbe, radici e alcol che devono essere della miglior qualità. Il prezzo per una bottiglia da mezzo litro di Barolo Chinato parte da 25 euro e arriva tranquillamente a 50. Il prezzo medio di un buon prodotto è di 35, per cui non è il vinello da comprare al supermercato con pochi spiccioli, ma un pregiato vino da meditazione, un regalo sempre gradito.

La zona di produzione del Barolo Chinato

Come è facile intuire il Barolo Chinato può essere prodotto solo ed esclusivamente nello stesso territorio del Barolo e quindi: Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba e Verduno. Tutto il resto della produzione è vermouth, vino aromatizzato, quindi solitamente sono le stesse cantine del Barolo, che con piccole produzioni gioiello, riescono a produrre bottiglie particolari e molto pregiate, con tiratura molto limitata.

Caratteristiche organolettiche del Barolo Chinato

China calissaia, ingredienti e ricetta per fare il Barolo chinato Il bouquet è molto complesso, avvolgente, aromatico e riesce a creare una sinfonia pazzesca dove i tipici sentori del Nebbiolo, quindi sottobosco, terra, viole e liquirizia, si fondono a suggestioni balsamiche, speziate e anche vanigliate. Nel complesso è ricco, oscuro, si percepiscono mille erbe, intrecci di sottobosco, pepe, cannella e piccoli frutti scuri: diciamo che è un Barolo amplificato, ma il bello è che i profumi sono comunque affini a quelli del Barolo, visto che china, rabarbaro e toni erbacei e medicinali sono già presenti nel profilo aromatico del vino. L’aggiunta degli aromatizzanti non fa altro che espandere un orizzonte che è già ampio e sconfinato. I Baroli Chinati più preziosi di solito hanno profumi che si mescolano con naturalezza e seducono, ma non sono mai prepotenti o tagliati con l’accetta. Il tocco del produttore nel dosare le spezie è fondamentale, ma quelli che sanno fare un lavoro pulito e incisivo al contempo sono pochi. Il rischio noia è sempre in agguato.

Il sapore del Barolo Chinato è un gioco di armonia e contrasti che si manifesta in una struttura imponente, un sottile fraseggio tra dolcezza, i sapori amaricanti della china e i naturali tannini del Barolo. L’assaggio di un Barolo Chinato è molto diverso da quello di un semplice vermouth, per il semplice motivo che già il Barolo è un vino etereo, pieno sfumature terrose che ricordano sapori di terra, foglie e nocciole. A tutto questo aggiungete il tocco speziato del cardamomo, il richiamo alpino della genzianella e la scure aromatica della china, per quanto affascinante marca con un netto sapore di cola il vino. Ma non pensate ad un vino sgarbato o che ti taglia la lingua, il Barolo è ammansito dalla zucchero, per cui i tannini sono sempre bilanciati da una certa morbidezza.

La storia del Barolo Chinato

Il Barolo Chinato si inserisce nella centenaria tradizione piemontese, non solo come grande vino aromatizzato, ma come vero e proprio tonico: pensate che un tempo era considerato un elisir portentoso, grazie alle virtù depurative delle spezie. Se scaldato e servito come bevanda corroborante è ottimo per combattere raffreddori invernali e ridare energia, grazie alla combinata sinergia di alcol e zucchero. Solitamente il Barolo Chinato ha 16-17 gradi alcolici e una quantità di zucchero pari al 18%, quindi non è proprio una bevanda leggera e ipocalorica.

Sapete bene che i primi grandi mixologist furono gli Egizi, che amavano aromatizzare il vino con erbe curative, i Greci e i Romani tagliavano i vini con miele, spezie e fiori e poi nel 1700, con l’avvento dei vermouth piemontesi, quelle che erano semplici bevande aromatizzate a piacere, trovarono una definizione stilistica, e poi legislativa, ben precisa. Il primo ad essere usato per fare vermouth fu il Moscato di Canelli, il principe dei vini aromatici, ma si narra che fu il farmacista Giuseppe Cappellano nel 1870 ad usare per primo il Barolo, aggiungendo china, alcol e zucchero, per venderlo come antimalarico e rimedio per malanni invernali.

Abbinamenti consigliati per il Barolo Chinato

Barolo Chinato abbinamenti, torta al cioccolato, vino per cioccolato Mille dolci, zuppa inglese, crostate, ma soprattutto il Barolo Chinato è uno dei pochi vini in grado di reggere all’abbinamento con il cioccolato. Ricordate che è un vino fortificato, quindi l’aggiunta di alcol lo rende più strutturato e corazzato per la battaglia con il cioccolato. Provatelo con cioccolato fondente, mud cake e torta sacher e sperimenterete abbinamenti favolosi.

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