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Wine Dharma

Amarone della Valpolicella: il vino, i vitigni, la storia e le caratteristiche di un vino unico al mondo

Amarone della Valpolicella, arele, essiccatoio per grappoli di Corvina, ca L’Amarone è uno dei vini rossi più sontuosi e opulenti che potrete trovare in tutto il mondo, un gioiello che ha reso la Valpolicella una delle mete più amate da tutti gli amanti del vino. È un’affermazione pretenziosa, ma pochi sono i vini che vantano tanta intensità ed eleganza e che hanno contribuito a plasmare il territorio e le cantine.

Tutto merito delle arele, le stuoie su cui i grappoli vengono messi per l’appassimento, che dura anche fino a quattro mesi. Appassimento che concentra e amplifica zuccheri, profumi e sapori.

Corvina, Grappoli di Corvina, vitigno usato per produrre Amarone Valpolicella Ma prima di tutto diciamo da quali vitigni, orgogliosamente autoctoni, proviene l’Amarone: sono principalmente due, ossia Corvina 40/80% (e/o Corvinone non più del 50%) e Rondinella (dal 5% al 30%) a cui si affiancano altri vitigni autoctoni della Valpolicella come l’Oseleta.

Come è prodotto l’Amarone

Torniamo al processo di produzione. I grappoli, dopo il periodo di appassimento, vengono (ri)selezionati e poi pigiati ed ecco pronto il mosto che inizia a fermentare e poi verrà fatto riposare in botti di legno. E da qui facciamo un passo indietro…

Storia dell’Amarone, come è nato?

La Valpolicella, che lo ricordiamo in latino significava valle dalle molte cantine, è sempre stata famosa fin da prima dei tempi romani per il suo vino dolce, il vino Retico, il Recioto attuale. Un nettare dolce e armonioso, pieno, prodotto appunto con l’appassimento dei grappoli.

Ma agli inizi del 1900 ci fu la trasformazione.

Dovete pensare che prima delle moderne tecniche di controllo delle temperature erano le stagioni a dare il via (con il caldo) o a fermare (con il freddo) la fermentazione nel vino.

La leggenda narra che per caso, forse per un errore o per via di un inverno caldo, in una vasca di Recioto si svolse tutto il processo di fermentazione, trasformando così una cospicua quantità di zuccheri in alcol, dando vita ad un vino possente e gagliardo.

E il nome dice tutto, dal Recioto vino dolce per eccellenza, nacque questo vino secco, dai tannini gustosi, ma forti e quindi con una componente amara più spiccata.

Caratteristiche organolettiche dell’Amarone

L’Amarone è un vino alcolico, pienissimo, forse non adatti a tutti i palati, ma dal fascino unico per via della sua struttura e dell’intensità che sa raggiungere.

Il colore è molto intenso, rubino con screziature granato, che va poi evolvendo nel granato con gli anni.

Il bouquet è ampio con frutti di bosco e frutta nera, fiori secchi, anice, liquirizia e ritorni di amarene sotto spirito con un finale speziato e terroso a base di noci e nocciole. Con il tempo sviluppa sentori eterei e speziati con cannella e cardamomo, tabacco e noce moscata.

In bocca è denso, si espande caldo e molto morbido, non verticale e nemmeno mai molto affilato, ma piuttosto con un frutto rotondo e sapidità buona.

Abbinamenti con il cibo

Brasato all'Amarone, Amarone abbinamento cibo, piatti per vino Amarone L’Amarone è un peso massimo, un vino che dà il meglio di sé con piatti di importanti di carne, stufati, brasato all’Amarone, arrosti, lasagne al forno, gnocchi al formaggio.

Ottimo anche in abbinamento a formaggi stagionati come Asiago d’Alpeggio, Pecorino di Moliterno o Caciocavallo podolico

È un grandissimo vino per gli amanti del bbq per via del suo eccellente corredo speziato da abbinare alla dolcezza/affumicatura di molti piatti come il pulled pork, le costine, il prosciutto glassato alla brace, ma anche con grande classico della cucina della Valpolicella come i bigoli con il ragù di anatra.

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