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DharMag ottobre 2017 Vodka: storia, caratteristiche, i cocktail da fare e il metodo di distillazione del famoso distillato polacco

Barile di vodka, guida alla vodka, tutto quello che dovete sapere, storia sapore La vodka è il distillato di cereali o patate nato nelle fredde lande dell’Est: sia la Polonia che la Russia sono grandi produttori e si considerano gli inventori di questa algida bevanda spiritosa. Ancora la disputa non è stata risolta e probabilmente è meglio così: lasciamo un velo di mistero.

La vodka è forse il più ribelle e atipico di tutti i distillati: mentre whisky, gin, rum, tequila, grappa e brandy cercano di estrarre ogni possibile sapore dal processo di distillazione e poi affinano in legno o vengono aromatizzati con botanicals per aggiungere altri profumi e suggestioni, la vodka fa tutto il contrario. Va controcorrente, alla ricerca di una purezza di gusto intransigente che potrebbe sembrare anche controproducente, ma che in realtà cela un fascino incredibile. E poi considerate che è uno dei distillati più bevuti nel mondo.

Tanto che ormai ci sono ottimi produttori di vodka anche in Europa del nord, negli Stati Uniti e perfino in Giappone molte distillerie storiche di whisky come Nikka, stanno iniziando a produrre la propria vodka.

Come si produce la vodka

Grano, cereali, ingredienti con cui è prodotto la vodka, come si fa la vodka Cambia il numero di distillazioni, ma il processo è sempre identico. Si macinano i cereali (orzo o grano) o le patate e si aggiunge acqua e si fa fermentare con lieviti selezionati, in modo che questa sorta di “birra” raggiunga gli 8 gradi alcolici.

A questo punto si parte con la prima distillazione: la nostra birretta viene riscaldata e il vapore raccolto in un refrigeratore dove si condensa. Con la seconda distillazione solitamente si eliminano teste e code, le sostanze più leggere e pesanti come aldeni, esteri, anidride solforosa, che poi verranno ridistillate.

A questo punto dipende dal mastro distillatore scegliere quante distillazioni sono necessarie. Sta di fatto che più distillate l’alcol e maggiore è la perdita di sostanza diverse dall’alcol e quindi il distillato tende alla neutralità di gusto.

Ghiacciaio, acqua pura, come nasce la vodka, distillato di cereali o patate Tuttavia una distillazione fatta più e più volte per ottenere un distillato il più neutro possibile, sempre più insapore, è molto dispendiosa, per cui nel caso di vodke più grossolane si usa filtrare con carboni per purificare ulteriormente il distillato.

Il caso più estremo è rappresentato dalla Vodka Purity svedese, prodotta con una purissima acqua presa direttamente da un ghiacciaio, il cui cuore viene distillato la bellezza di 34 volte. Ed a ogni distillazione diventa sempre più pura, ma al contempo si arriva a perdere il 90% di volume iniziale.

Quanti gradi alcolici ha la vodka?

La vodka deve avere una gradazione alcolica minima di 37,5 gradi e solitamente le migliori si aggirano intorno ad una gradazione di 40 gradi. Il record lo detiene la polacca Spyritus, che raggiunge il record con 96% di volume, un primato poco invidiabile. Senza contare che ha un sapore paragonabile al paraflu che mettete nel radiatore.

Vodka: l’acqua della vita

Modella nuda in un mare di vodka, sapori e storia della vodka, distillato Ilona e il suo bagno idratante nella vodka Anche il nome vodka richiama purezza: infatti voda in molte lingue slave è l’acqua. Un’acqua magica, un’altra acquavite che scalda, ritempra e scaccia il freddo. Letteralmente vodka significa piccola acqua.

Ma grazie ad abili manovre commerciali e a cocktail, come il Moscow Mule e il Sex on the Beach, inventati per lanciare la vodka sul mercato statunitense, hanno scoperto che la vodka è favolosa per fare cocktail.

Non avendo sapore non modifica il sapore degli ingredienti, ma li potenzia con il proprio spessore alcolico: forse chi ha inventato la vodka ha davvero trovato la pietra filosofale. Il gin è resinoso, il rum aromatico, la tequila è lisergica, la cachaça è avvolgente e fruttata, la vodka è calda e tagliente e la potete abbinare virtualmente ad ogni ingrediente, succo e bitter.

Il sapore, le tipologie, le materia prime e lo scisma della Ciroc

Ci sono due grandi famiglie di questo nobile distillato, quella tradizionale, secca, non molto saporita fatta con l’amido della segale, delle patate e dei cereali classici come mais e frumento. In questo caso si percepiscono sapori e profumi di cereali, pane, segale, crusca, noce, toni amarognoli e più maturi e maltati quasi.

Nel 2003 ci fu il grande strappo: la Diageo sfornò una vodka fatta a partire da una base di alcol d’uva e da quel momento molte distillerie iniziarono ad usare la melassa, ampliando il panorama, anche gustativo, di questo distillato. Spesso la melassa, per via del suo prezzo ridicolo, è usata per produzioni industriali di massa di bassa qualità. Sta di fatto che la frattura c’è stata, anche se non vedrete mai un produttore storico usare questi materie prime, sarebbe un crimine. Questo non significa che la Ciroc sia cattiva, anzi è molto profumata, ma con la vodka storia non ha molto a che fare. In Italia produciamo l’acquavite d’uva, ma come nome non è molto vendibile…

Come bere la vodka

Come bere la vodka, come servire la vodka per aperitivo elegante e stiloso La vodka non è che sia esattamente una bevanda da meditazione, non va sorseggiata studiandone ogni sfumatura in balloon davanti al caminetto, anzi diciamo che è un drink da battaglia, da buttare giù come se non ci fosse un domani. Va servita fredda, in bicchierini tipo chupito, ma non fate l’errore (orrore!) di mettere i bicchieri nel freezer o servire la vodka in quei bicchierini lunghi con il manico. Facciamo le cose per bene, non siamo più negli anni 80.

Vodka: la regina dei cocktail

Ma soprattutto la vodka è nata per fare grandi cocktail, a partire da Moscow Mule, vodka tonic, il Sex on the Beach, il Cape Cod, il Dirty Martin, il Sea Breeze, il Bloody Mary, l’Apple Storm, la Caipiroska, il Kamikaze e lo Screwdriver.

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