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DharMag marzo 2018 Champagne mon amour

Champagne vino, spumante metodo classico francese, i migliori Champagne Marzo pazzerello è arrivato e per celebrare l’arrivo del mese della rinascita stapperemo Champagne e raffica. Ebbene sì, il tema del mese saranno i grandi spumanti della Champagne, la zona vinicola più pregiata e famosa di tutto il mondo.

La regione chiamata Champagne ha caratteristiche topografiche, climatiche e geologiche uniche. Siamo a 149 chilometri a sud-est di Parigi: come latitudine è quasi al limite, non esistono altre regioni vinicole a nord, a parte l’Inghilterra, di certo ancora molto acerba come produttore. E questo fa sì che l’influsso del mare giochi un ruolo fondamentale, portando venti caldi che mitigano l’asprezza dell’inverno. Con questo clima rigido le uve sviluppano aromaticità e freschezza e la maturazione è lenta e costante. Certo in inverno il gelo fa paura, ma il suolo gioca un ruolo fondamentale.

Questo famoso suole della Champagne è fatto di gesso, tutta la regione centrale praticamente sorge su un vena di gesso, un una splendida zona collinare. E questo gesso riesce a catturare il calore del giorno e lo rilascia durante la notte, rendendole meno gelide per le vigne.

Ultimo, ma non merito, c’è il metodo champenoise, la cui nascita si fa risalire al mitico monaco benedettino Dom Perignon dell’abbazia di Hautvillers. Sembra che sia stato scoperto per caso, serendipità da cantina. L’uva viene raccolta, si pigia, si fa fermentare e poi si imbottiglia. Ma con il freddo la fermentazione si interrompeva e quindi rimaneva dello zucchero. Il vino veniva poi imbottigliato e tappato, ma quando arrivava la primavera ripartiva una seconda fermentazione, che creava anidride carbonica e rendeva il vino molto più complesso e screziato. La pressione faceva esplodere le bottiglie o saltare i tappi, ma il vino adesso era infinitamente più buono.

E così nacque il mito e oggi lo Champagne è il vino icona che accompagna i grandi momenti, il vino delle celebrazioni o quello dei grandi regali. Ok, è patrimonio dell’umanità, ma la domanda è quale scegliere?

Perché sappiate che scegliere una buona bottiglia di Champagne non è così semplice, è un mare di vino: esistono 2000 produttori tra grandi mason e piccoli produttori che al massimo sfornano poche migliaia di bottiglie. E non tutti sono dei campioni come Selosse o Jacquesson o delle sicurezze come Roederer o Bollinger o dei miti come Dom Perignon.

Per cui lasciatevi guidare in questo viaggio in una delle terre del vino più affascinanti del pianeta!

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