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DharMag luglio 2019 Pizzeria Il Girasole di Batti di Faenza: come si mangia? Ecco la recensione di una grande pizzeria napoleta

Il Girasole di Batti Faenza, pizzeria napoletana Faenza, Pizza Bufala Finalmente siamo tornati a mangiare la pizza della mitica pizzeria il Girasole di Batti a Faenza, in via Giovanni Della Valle, 69, ed è stata una serata perfetta. Prima di tutto l’accoglienza del mitico Batti, vulcanico patron della pizzeria, che con calore e simpatia tutta napoletana ti fa sentire subito a casa e inizia a raccontarti mille aneddoti, le gare che ha fatto, la genesi di molte sue pizze nate da una fantasia incredibile.

L’ambiente è spartano, ma molto pulito, luminoso, arredato con sobrietà e senza fronzoli, qui si viene per mangiare fritti e pizze, non per vedere quanto è lucida l’argenteria. Visto che non si scoppiava dal caldo, ci sistemiamo fuori.

Ordiniamo i fritti e sono buoni, croccanti, asciutti e scattanti, non ungono il palato e sono gustosi, senza appesantire troppo.

Proviamo anche la pizza fritta, come potremmo esimerci? È un bomba, ottima croccantissima fuori, ma subito soffice appena passi allo strato interno, con la giusta quantità di ripieno filante e sapidità.

Pizza napoletana, pizzeria il Girasole di Batti Faenza, Tomino e speck Le pizze che abbiamo provato: una gluten free con la bufala, ottima e soffice, ben condita, forse un filo troppo dominante il pomodoro, tuttavia la bufala era cotta alla perfezione e non aveva rilasciato liquido. Anche qui la cottura era magistrale, con una bella crosta dorata e una consistenza perfetta, non facile da ottenere con un impasto di farina di mais e riso.

Pizza napoletana con bufala con cornicione, pizzeria il Girasole di Batti Faenza Poi le due pizze napoletane con cornicione: la Tomino e la Pinocchio. L’impasto napoletano si conferma re assoluto, niente da dire, impeccabile per morbidezza, consistenza elastica e ariosità del cornicione. La prossima volta proveremo le pizze con il cornicione ripieno di ricotta, già in
questa serata abbiamo incamerato 1000 calorie extra a testa come minimo.

In ogni caso il rapporto tra impasto sottile del fondo, mozzarella e condimenti ancora una volta è preciso e soddisfacente. Prendi la fetta e la chiudi a soffietto e nulla cola fuori, a parte forse qualche goccia di tomino, che con lo speck crea un’armonia immaginifica a tratti onirica.

Piazza napoletana scarola provala affumicata olive salsiccia, il Girasole Faenza Nel complesso le pizze napoletane sono ottime, esempi cristallini di come dovrebbe essere la pizza napoletana, sempre sospesa tra la leggerezza e il food porn più sfrenato dei condimenti. In ogni caso non abbiamo riserve alcune a consigliarvi la pizzeria Il Girasole di Faenza, non ha sbagliato un colpo in tutta la serata.

Diciamolo pure: come pizzeria napoletana nei dintorni di Faenza non ha rivali. La pizza di O’Fiore mio è un capolavoro, ma non ha nulla a che vedere con la vera pizza napoletana, quindi non sono esperienze culinarie minimamente paragonabili.

Servizio della pizzeria Il Girasole di Faenza

Veloce, efficiente e molto premuroso. Batti è un grande, mille racconti e un’allegria che è contagiosa. Nonostante la pizzeria fosse piena non ci sono stati rallentamenti e il tempo di attesa non è stato per nulla lungo.

Quanto si spende alla pizzeria il Girasole di Faenza?

Prezzi onesti e accettabili, alcune pizze raggiungono prezzi alti, ma sono giustificati per via della quantità e bontà degli ingredienti. La Tomino era una bomba, costava 9.50 euro, ma li valeva tutti tranquillamente.

Le materie prime sono di ottima qualità, le pizze sono fatte a regola d’arte, il prezzo è onesto, il personale simpatico, premuroso e molto efficiente. Da consigliare soprattutto per chi vuole mangiare una pizza gluten free di spessore e non solite schiacciatine secche come il deserto del Gobi. La produzione è ovviamente certificata e il laboratorio per pizze per celiaci è separato per evitare ogni contaminazione.

Ma sapete qual è la prova del nove per capire se una pizza è buona? A parte l’elasticità, il sapore, la cottura che era eccellente, quello che stupiva era il profumo dell’impasto. Odorava di farina e non di lievito, era delicato, profumava di pane vero e non di farina bruciata. La prova è superata a pieni voti.

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