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DharMag marzo 2020 Piante, varietà e informazioni sul giardino storico della Reggia di Colorno, una piccola meraviglia naturale

Giardino storico  delle Reggia di Colorno, varietà di piante rare, orari visite Orario di apertura: Aperto tutti i giorni
Novembre, Dicembre, Gennaio, Febbraio, Marzo dalle 7,30 alle 18
Aprile, Maggio, Ottobre dalle ore 7,30 alle 19
Giugno, Luglio, Agosto, Settembre dalle ore 7,30 alle 20

Ingresso: Gratuito

Su prenotazione è possibile effettuare visite guidate botaniche al Giardino Storico della Reggia.

  • Varietà Botaniche:
  • Zelcova
  • Bagolaro
  • Fico
  • Opi, Acero campestre
  • Ippocastano
  • Lillà
  • Frassino
  • Ginko
  • Tasso
  • Sambuco
  • Borsolo
  • Biancospino
  • Sanguinella
  • Albero di Giuda
  • Negundo
  • Olmo campestre
  • Farnia
  • Gelso
  • Abete rosso
  • Salice bianco
  • Pioppo gatterino
  • Carpino bianco
  • Gaggia, Robinia
  • Ciliegio
  • Orniello
  • Pioppo cipressino
  • Tiglio
  • Noce nero
  • Platano
  • Bagolaro americano
  • Albero del caffè del Kentucky

Storia del Giardino della reggia di Colorno

Il primitivo giardino venne pensato nella seconda metà del 1400 da Roberto Sanseverino. Si trattava di un giardino all’italiana con aiuole, pergole, siepi, labirinti ed all’interno agrumi e piante da frutto. Il giardino, mantenendo l’originaria impostazione venne ampliato ed arricchito da Barbara Sanseverino sul finire del 1500.

Le grandi trasformazioni avvennero al tempo del Duca Francesco Farnese (tra il 1690 ed il 1719) quando il giardino si arricchì di magnifiche e imponenti fontane come quella di Proserpina e quella del Trianon (oggi al centro dell’isola nel laghetto del Parco Ducale di Parma) scolpite in marmo da Giuliano Mozzani. Nel 1718 arrivò dalla Francia il celebre ingegnere idraulico Jean Baillieul inventore della Torre delle Acque sul torrente Lorno (che forniva acqua alle fontane del giardino) e della grotta incantata con statue simulanti Apollo, Vulcano, Orfeo ed i Ciclopi mosse dalla pressione dell’acqua. Le condutture delle fontane furono danneggiate durante la guerra di successione polacca del 1734 e mai più riattivate.

Con l’arrivo a Parma di Don Filippo di Borbone e della moglie Babette nel 1749 il giardino all’italiana farnesiano venne in pochi anni trasformato in giardino alla francese. Il ministro Guillome Du Tillot chiamò a Colorno l’allora giardiniere di Versailles François Anquetil detto il Delisle che, su disegno del Petitot, realizzò il parterre ad aiuole e fiori. Idea dominante del Delisle fu la creazione del cannocchiale prospettico di tre viali lunghi oltre quattro chilometri, lievemente divergenti che si innestavano dal fondo del parterre a fiori e sembravano rettilinei all’infinito dalla sommità dello scalone progettato dal Petitot.

Maria Luigia nei primi anni di regno (1816-1823) volle trasformare il giardino alla francese in bosco romantico all’inglese avvalendosi della collaborazione del presidente della società Botanica di Londra Carlo Barvitius. Vennero innestate molte piante rare (tra cui la Zelcova Carpinifoglia tuttora esistente), creato il laghetto con isola dell’amore e potenziate le serre in cui Maria Luigia amava coltivare speciali varietà di insalata.

Il parco dopo un periodo di decadenza seguito all’Unità d’Italia è stato restaurato a spese della Provincia di Parma fra il 1998 ed il maggio del 2000 quando è stata inaugurata la risistemazione del parterre alla francese eseguita sui progetti originali del Delisle.

Come raggiungere la reggia di Colorno:
Piazza Garibaldi, 43052 Colorno (PR)
Info e telefono: 0521 312545, 0521 313790
Fax +39 0521521370
e.mail: [email protected]
Sito: www.reggiadicolorno.it

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