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DharMag gennaio 2017 Che cos'è il gin, qual è la sua origine, come si produce, che caratteristiche ha e quali cocktail fare

Gin, distillato di cereali aromatizzato con ginepro e botanicals, spezie, agrumi Il gin è un distillato di mosto fermentato di cereali, solitamente granoturco, frumento e orzo, che viene aromatizzato con ginepro, spezie, agrumi, fiori, bacche e vari ingredienti scelti dal mastro distillatore: i cosiddetti botanicals.

Negli ultimi anni stiamo vivendo il Rinascimento del gin, è la bevanda spiritosa del momento, c’è un fermento incredibile, siamo invasi da fiumi di nuovi gin che escono continuamente, tutti particolari, fatti con botanicals sempre più inconsueti.

Ma in realtà non sono gin strambi, anzi il gin si sta legando a molti territori e alla fantasia dei distillatori più dotati, che riescono a trovare combinazioni esaltanti. E questo ci porta a pensare che il gin sia un capolavoro alchemico, è il distillato che più cangiante, quello che può essere manipolato e scolpito dalla creatività di chi lo fa. E la sua natura apolide lo rende perfetto per esaltare alcuni botanicals unici: basta pensare ad alcuni grandi gin come il Death’s Door, rinomato per la qualità assoluta del grano con cui è fatto, l’Aviation che è un giardino di profumi, ma anche gin italiani come il Roby Marton’s gin fatto con liquirizia o il gin Primo, aromatizzato con sale di Cervia.

Se il gin è stato per secoli il distillato più bistrattato e cheap, quello che ha nutrito i sogni di intere generazioni di proletari fin dal 1700, oggi è diventato un cigno splendente, uno dei distillati più dinamici ed eleganti, tanto che lo si può anche tranquillamente bere liscio, non per forza va miscelato con altri ingredienti.

Storia e origine del gin

E con il ritorno del gin si parla molto della sua storia, dell’origine del gin, di come e dove sia nato. Tutto parte dai monaci, come sempre sono stati loro a preservare il sapere antico e a fare le prime prove di distillazione con alcol e ginepro. Certo il loro era un tentativo non a scopo di ebrezza, ma di conoscenza e cercavano di creare un olio terapeutico con il ginepro, un rinomato antinfiammatorio conosciuto fin dall’antichità per le sue virtù benefiche. E sembra i monaci della costiera amalfitana abbiano fatto i primi esperimenti, ma questo caso di serendipità non dà il via all’ascesa del gin come distillato.

Ginepro, ingredienti principali per distillare gin, cosa sono i botanicals Dobbiamo aspettare molti secoli, fino al 1600, quando il Dottor Silvius creò il suo Genever un distillato di alcol e oli essenziali di ginepro, che riscosse immediatamente un successo incredibile come tonico e medicinale, tanto che fu prescritto anche ai marinai olandesi.

Ma i Paesi Bassi ai tempi erano uno dei crocevia mondiali e così gli inglesi conobbero e si innamorarono a primo sorso e adottarono il Genever, che prima divenne Geneva e infine Gin. Da rimedio miracoloso a bevanda popolare la sua crescita non si fermò più, tanto che 1751 fu tassato per limitare frodi e abusi alcolici.

Nascita del London Dry Gin

Da quel momento sorsero le prime distilleria serie e si delineò uno stile preciso di gin, che diventò poi il London Dry Gin. Il distillato base fatto solo con il ginepro era grezzo e troppo pungente, così, grazie anche all’abbondanza di spezie indiane, non dimentichiamoci che gli Inglesi hanno conquistato mezzo mondo, vennero aggiunti altri botanicals come cardamomo, pepe, agrumi e coriandolo.

È curioso notare come siano spesso l’inventiva e la curiosità (sete?) inglese a fare scattare i grandi momenti della storia delle bevande spiritose. Pensate al vino di Porto, al vino di Marsala, al gin, al whisky, al bourbon whiskey, ma anche al vino di Bordeaux e allo Champagne, ci sono sempre clienti e commercianti inglesi dietro queste piccoli rivoluzioni dell’alcol. Chiusa parentesi e prepariamoci a varcare le soglie di una distilleria di gin!

Come si fa il gin?

Cardamomo botanical classico per fare gin, ingredienti per fare il gin Vediamo come viene prodotto il gin. Un tempo si distillava il primo wash di cereali e poi si faceva una seconda distillazione. Ma durante la seconda distillazione i vapori che salivano verso l’alto passavano attraverso dei “cestelli” che contenevano i botanicals e così si impregnavano.

Oggi invece si preferisce fare macerare i botanicals direttamente nell’alcol, prima che avvenga la seconda distillazione. Questa massa alcolica aromatizzata viene scaldata e distillata una seconda volta, vengono scartate ovviamente testa e coda e i vapori poi si condensano nel refrigeratore. A questo punto abbiamo il nostro amato distillato, il gin è pronto e può essere imbottigliato a meno che il mastro distillatore non ritenga necessario un periodo di affinamento in legno. Una pratica rara per il gin, ma che ultimamente sta prendendo sempre più piede per offrire distillati complessi e ancora più sfumati.

La distillazione del gin

Gin distillato, come si produce il gin per distillazione con alambicco di rame La distillazione avviene in alambicchi di rame che possono essere discontinui per produzioni più piccole e pregiate oppure con distillazione continua, magari con l’alambicco Coffey, che si sta dimostrando molto valido ed efficiente, soprattutto quando ci sono in gioco quantità elevate di prodotto.

Il sapore e i profumi del gin

Il gin è un distillato resinoso, intento e pungente, con una carica eterea forte che picchia duro. Le spezie, lo zenzero, il cardamomo, i fiori e gli agrumi arrivano in un secondo momento, arrotondano e ingentiliscono la brusca mascolinità del gin. Anche i gin più raffinati ed eleganti non sono mai molli o ridondanti. È una bevanda che non ha perso la sua anima d’acciaio, in bocca è tagliente, pungente e con toni piccanti che spingono sul palato. Certo non è più l’acqua ragia di un tempo e tutti cercano di fare un prodotto più vellutato, ma non aspettatevi morbidezza in bocca.

I botanicals: il DNA del gin

Come detto i botanicals variano in base alle esigenze e preferenze del produttore, tuttavia ci sono alcuni ingredienti ricorrenti che troverete spesso e che conferiscono il classico profumo-sapore al gin. Tra i più gettonati ci sono nel London Dry Gin troviamo: ginepro, cardamomo, coriandolo, agrumi, pepe, angelica, pompelmo. Altri sempre più voga sono: fiori, rose, bacche varie selvatiche come il sorbo, la liquirizia, l’anice, il sale di Cervia, il tè nero e chissà quanti ne usciranno ancora.

Quali cocktail fare con il gin?

Martini Cocktail, come usare il gin, quali cocktail fare con il gin, ricette Il gin è il re dei cocktail, i drink indimenticabili, i capostipiti sono per la maggior parte a base di gin. Pensate solo a grandi classici da aperitivo come Negroni, Cocktail Martini, Gin Tonic, Bronx, White Lady, Bramble, Clover Club, Vesper, Tom Collins, Money Gland.

I migliori gin da assaggiare almeno una volta nella vita

Gin 209, Roby Marton Gin, Koval Gin, Monkey 47, Aviation American Gin, Opihr, Plymouth Gin Navy Strength, Gin Mare, London Dry Gin N°3, Wenneker Elderflower Dry Gin, Fifty Pounds Gin, Vl 92 Gin, Mayfair Gin, Death’s Door Gin, Botanic W & H gin premium, Hendrick’s Gin, Le Gin 1 & 9 di Vedrenne, Panarea Island Gin, Gin Primo al sale.

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