Wine Dharma

DharMag dicembre 2017 Fake Food: Risotto alla milanese Knorr, più che un piatto pronto è un inganno colossale per i consumatori

Risotto alla milanese Knorr, fake food, cibo spazzatura, truffa alimentare Cosa c’è di più buono di un semplice risotto alla milanese fumante quando fuori imperversa il gelo e i lupi si aggirano famelici nelle strade?

Niente, il risotto alla milanese è il classico piatto da comfort food, una piccola gioia che ti scalda fin dentro le ossa, ti dà forza, vigore, voglia di vivere e allora perché esistono prodotti agghiaccianti come il risotto alla milanese della Knorr?

Questa busta di riso precotto e poi disidratato è un insulto alla cucina, una bestemmia, cibo spazzatura che andrebbe messo al rogo. Ma non perché vogliamo tirarcela e fare i gastrofighetti o i critici gourmet alla Carlo Cracco che intanto si mangia le sue belle patatine all’olio di palma. No, qui la questione è culturale, si sta delegittimando il cibo, si sta impoverendo la cultura del buon mangiare, anche a discapito delle nostra salute di consumatori.

Non stiamo parlando di tartufo o ingredienti blasonati, in questo caso si prende un piatto semplice ed immortale della tradizione e lo si trasforma in un’accozzaglia industriale già pronta. Quando invece fare il risotto è molto semplice, la ricetta è lunga certo, ma è facile, serve solo un brodo vero, un riso vero e qualche pistillo di zafferano.

E allora la domanda è: perché dobbiamo mangiare cibo artificiale?

Sale: un ottimo alleato se volete aumentare la vostra ipertensione

Risotto alla milanese Knorr, cibo spazzatura pieno di grassi saturi e sale Ma soprattutto la cosa che fa veramente imbestialire in questo genere di prodotti industriali, che ancora ci ostiniamo a chiamare cibo, è la quantità di sale. Se vi mangiate una porzione di risotto alla milanese Knorr assumete una dose mostruosa di sale: 2,3 grammi di sale.

E sappiate che 5 grammi di sale sono la dose massima consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 5 grammi sono il massimo, tutto quello che prendete in più vi fa male. Fa aumentare la pressione arteriosa, causa ritenzione idrica, accumulo di calcio nei reni e via dicendo.

Ma perché allora nella tabella nutrizionale del risotto alla milanese Knorr c’è scritto che 2,3 grammi sono solo il 38% della dose giornaliera?

Il risotto alla milanese della Knorr, ottimo per fare un pieno di Grasso di Palma

Altra nota negativa è la presenza dell’olio di palma. Ma perché poi scrivere grasso? Scrivete olio: avete fatto la scelta di usare l’olio di palma, un ingrediente di bassa qualità che ha causato e causa la deforestazione selvaggia nel sud-est asiatico e prodotto con discutibili criteri qualitativi e allora non nascondetevi dietro il “grasso di palma”. Ma poi questo olio di palma è sostenibile? Biologico? Di buona qualità? Almeno la Ferrero ci ha provato, è da biasimare, ma almeno controlla i produttori. Qui non si sa niente.

Lo zafferano è lo 0,04%.

Il formaggio usato è formaggio fuso. Ma che cosa significa? Formaggio fuso nel risotto alla milanese? Perché ancora questo famigerato formaggio fuso che poi viene liofilizzato come nei Fonzies. Adesso non c’è bisogno di usare un Parmigiano di Montagna 36 mesi, ma almeno qualcosa che sia edibile.

Gli ingredienti del risotto alla milanese Knorr

Riso parboiled 88%, farina di GRANO tenero, sale, grasso di palma, LATTOSIO, cipolla, estratto di lievito, formaggio fuso (FORMAGGIO stagionato, derivati del LATTE, sale), zucchero, olio d’oliva, curcuma, zafferano 0,04%, aromi. Può contenere uova, sedano e senape.

Il risotto alla milanese Knorr è un inganno per il consumatore

E adesso veniamo al pensiero finale. Perché dobbiamo sminuire la nostra cultura culinaria? O in altre parole: questo risotto alla milanese della Knorr, può davvero essere chiamato risotto alla milanese?

La risposta è molto semplice ed è no. Non assomiglia lontanamente al vero risotto alla milanese e se è lontano anni luce e non ci sono gli ingredienti originali chiamarlo risotto alla milanese è fuorviante, un inganno per il consumatore. Tu Knorr mi devi fare il vero risotto se lo vuoi commercializzare come tale, non una smunta e insapore scopiazzatura senza arte né parte. Dove sono burro e midollo di bue? E il Parmigiano Reggiano o il Grana? Sostituiti da olio di palma e formaggio fuso non meglio identificato.

Chiamatelo risotto con un due atomi di zafferano, ma questa non è trasparenza, anzi è un inganno bello e buono.

E poi il lievito e la farina? Avete mai messo il lievito e farina nel risotto? Ma aspettate un attimo, perché il discorso della farina è molto pericoloso, forse è solo una svista, ma è una svista che rappresenta un serio pericolo.

Il packaging del risotto alla milanese della Knorr

La confezione è un disastro, l’immagine non è malvagia, ma è talmente fake il prodotto che potrebbero metterci anche Casper il fantasma in copertina. Fa un po’ ridere che abbiano scritto “il N 1 dei risotti” sulla confezione con un piccolo asterisco, speriamo sia autoironia, altrimenti anche in questo caso sarebbe un ulteriore presa in giro. Il numero 1 di che? Che cosa significa? Perché ci vogliono rassicurare con una dicitura così generica? E infatti dietro si legge “Calcolo di Unilever basato sui calcoli di vendita Nielsen a volume a totale Italia esclusi i discount. Quindi non significa niente, non è una classifica assoluta: un’altra presa per i fondelli. E come se dicessi sono il campione del mondo di bocce a parte le bocciofile di tutta l’Italia del Nord, della Sardegna e del litorale marchigiano.

Il paradosso del cibo che non è più cibo: il risotto alla milanese Knorr non è adatto ai celiaci

E poi il fatto più grave, che sembra banale, ma riassume la follia del mondo industriale del cibo: il riso è il re dei piatti senza glutine, tuttavia in questa busta è presente della farina. Mettiamo il caso che io celiaco, confidando nel fatto che il glutine non dovrebbe essere presente in un risotto, compri questo prodotto e lo mangi, starei male, rischierei grosso. Colpa mia che non ho controllato la lista degli ingredienti, ma se è un risotto a rigor di logica la farina non ci va. Ma allora perché se metti dentro la farina poi non metti anche avvertimento che contiene glutine sulla confezione? Sembra un discorso di lana caprina, ma invece è molto serio e vi fa capire che la salute di noi consumatori non va mai data per scontata quando si tratta di multinazionali del cibo a cui interessa principalmente il guadagno e non offrire un prodotto dignitoso.

Il gusto del risotto alla milanese della Knorr

Risotto alla milanese Knorr, cibo ingannevole per consumatori, fake food E qui l’infamia per il nostro povero palato c’è e punge. È un risotto talmente salato che non si sentono altri sapori, ti taglia la lingua con una mannaia di sale. È praticamente piatto come encefalogramma del gusto, si sente solo il sale, è piallato, lo zafferano appena appena l’odore si percepisce. Potete farlo all’onda se aggiungete burro, ma già i grassi saturi sono ben rappresentati dall’olio di palma.

Come prodotto il risotto alla milanese della Knorr è bocciato sotto tutti i punti di vista, è talmente pieno di sale che non sentirete altro, è cibo finto, la dicitura sulla confezione 100% di riso italiano da agricoltura sostenibile non significa nulla se poi aggiungi un quintale di sale e l’olio di palma che acquistano a tonnellate chissà dove. Fai un piccolo passo avanti per essere cool e sostenibile e poi otto passi indietro. Una trovata da marketing da peppina del caffè…

Modello nudo con addominali scolpiti, mangiare sano, cibo da evitare Ottimo lavoro Knorr, un gran prodotto!

Se li conosci li eviti, ecco altri Fake Food da evitare attentamente: Buitoni idea per… Noodles, cordon bleu vegani Kioene, millefoglie d’Italia mini snack Matilde Vicenzi, vodka e redbull, focaccelle Mulino Bianco, Midori, Vodka al melone Rachmaninoff, winner taco, Nasi Goreng Arnaboldi, tagliatelle ai porcini di Quattro Salti in Padella Findus, Fanta aranciata, Chinotto extra Fake Deluxe fonte Ilaria, patatine San Carlo Classica approved by Carlo Cracco, Fonzies, Mojito Soda e chiudiamo con la regina degli zuccheri e dell’acido fosforico: la coca cola.

Photo credits