Wine Dharma

DharMag agosto 2017 Albana Sabbia Gialla della cantina San Biagio Vecchio: la primavera del vino romagnolo è iniziata!

Albana Sabbia Gialla San Biagio Vecchio, vino naturale, recensione, commento L’Albana Sabbia Gialla è un vino per certi versi entusiasmante, esplosivo, un vino denso, corposo, tagliente, di un colore giallo sontuoso con riflessi ambrati. È un vino pieno di carattere che lascia sul palato una sinfonia di sapori estremi, “non filtrati”, potremmo dire che è un vino unplugged, cioè non amplificato dalla tecnica.

Questo non significa che sia un vino nato casualmente, per fermentazione spontanea di grappoli caduti in un tino, potrebbe succedere eh, ma non è questo il caso, qui intendiamo vino prodotto con rispetto per materia e territorio. Un territorio splendido, le colline faentine di Oriolo dei Fichi, terre sabbiose (miste ad argille) che conferiscono al vino struttura e freschezza pazzesca.

L’Albana è un vitigno difficile da domare, da proporre ma anche da bere, il vino è tannico e corposo e se lo bevete caldo, a occhi chiusi, potreste tranquillamente confonderlo per un rosso, e quindi come rendere unico un vino così elefantiaco ed esasperato?

Produrlo in maniera pulita, senza cipria e arabeschi, senza legno ingombrante, un vino nudo, spingendo su quella che è solitamente una sua carenza, ossia l’acidità. Al momento poi stiamo vivendo una recrudescenza dei vini sour, peggio delle birre, si sfiora quasi il masochismo da febbre sour che ti taglia la lingua, modello Barbera country dei nonni che sembra limonata, quindi non è neanche così fuori luogo.

In ogni caso questa Albana Sabbia Gialla non è un vino così sgarbato, anzi ha un grande fascino, è sincero e fa pensare, non è certo facile da commentare, è un vino prima di tutto da tavola, anzi è un vino che addenta e chiama la tavola, conviviale, da abbinare al cibo, preso a sé stante è ancora brusco e arrembante, caratterizzato da un taglio artigianale che mette in evidenza le peculiarità del vino senza smussare la sua esuberanza.

Già da anni siamo stiamo assistendo ad un rivoluzione del vino, i piccoli produttori plasmano bottiglie legate a triplo filo al territorio, al vitigno e alla propria concezione-sensibilità ed è un dato di fatto.

I vini sono diversi, hanno tempo di maturazione diversa, alcuni parlano di vino naturale, ma semanticamente non ha senso, ma anche noi continuiamo a dirlo, ma questi vini sono vini intimisti, personali interpretazioni, puro espressionismo vinoso.

Ma vogliamo parlare di questa Sabbia Gialla o no?

È l’effetto del vino, spinge a fantasticare. Dire che il vino è buono, minerale o che profuma di ginestra, pesca, mela cotogna, miele e zafferano serve fino ad un certo punto. Quello che conta è quello che scardinano questi vignaioli, concetti, stilemi vecchi, cristallizzati in concezioni antiche di vino preciso, cristallino e sempre abbottonato. E questa Albana è un’ariete, con polpa a non finire, succosità da mordere in bocca, grazie ad una freschezza che mantiene l’assaggio vibrante e sempre teso, fino ad un finale di miele e fiori gialli strepitoso.

Tutto il contrario dell’Albana prodotta dalla cantine sociali, che la propongono a pochi euro al supermercato, un vino quasi bianco, che profuma come il last al limone e che appena lo assaggi sembra aranciata…

Siamo di fronte ad un cambiamento artistico e se volete un’opera unica, assaggiate questa Albana Sabbia Gialla.

Abbiamo assaggiato l’annata 2015 ed è ancora acerba, ha bisogno di crescere, affinarsi, smussare gli spigoli e sviluppare tutta le meravigliose suggestioni che sa assumere l’Albana con almeno 4-5 anni di evoluzione. Da comprare e mettere in cantina.

Prezzo dell’Albana Sabbia Gialla

15-17 euro.

Abbinamenti consigliati per l’Albana Sabbia Gialla

Tartine burro e acciughe, finger food facile e veloce da fare, ricette veloci Fish and chips, tortelli di zucca alla mantovana, spaghetti alle vongole, spaghetti di riso con gamberi e verdure, maiale in agrodolce, vitello tonnato, ravioli di erbette alla parmigiana, risotto al tartufo, spaghetti alla carbonara, tagliatelle ai porcini.

Photo credits