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Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco: uno spremuta di vaniglia e legno

Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco recensione, commento e prezzo Il Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco è uno dei vini bianchi più ambiziosi d’Italia, uno Chardonnay in purezza che cerca di ricalcare lo stile francese, un vino opulento, pieno, costruito per durare negli anni e stupire per forza e intensità.

I dati della cantina su questo vino: nasce da un’attenta selezione dei grappoli migliori, viene vinificato in barriques, dove poi affina per 9 mesi e fa anche la malolattica.

Il risultato è eloquente: non è uno Chardonnay cristallino, non punta sulla finezza, ma sui muscoli e su una speziatura prepotente che ne limita drasticamente il fascino aromatico. I richiami di vaniglia e legno imprigionano il vino, lo forzano in un binario stilistico fin troppo prevedibile, dove il varietale viene soffocato dalla tostatura.

Certo questa è ancora un’annata giovane, il 2014, molti bianchi di Borgogna diventano non grandi, ma bevibili almeno dopo 10 anni, ma sinceramente è palese che il marchio del legno ne abbia minato la naturalezza espressiva. Col tempo avrà una buona evoluzione, l’acidità per andare oltre i 10 anni c’è, ma al momento non è un vino che potrebbe essere definito piacevole o armonico. Se avete la pazienza di lasciarlo riposare in cantina per qualche anno potrà fiorire, altrimenti lasciate perdere.

Il bouquet del Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco

Naso molto ricco, turbinante, miele, spiccati richiami di frutta e fiori, nocciole, erbe aromatiche, ma tutta questa intensità si infrange contro un muro impenetrabile di legno, tabacco e vanillina che risulta oltremodo stucchevole. La varietà di fondo sarebbe anche buona, in sottofondo si sente tutta l’intensità e la stoffa della materia, ma viene tutto rovinato dal legno.

Il sapore del Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco

Palato che si espande con polpa, freschezza buona, un po’ rigido nello sviluppo, ma nel complesso gustoso. Manca di contrasto salino, non entusiasma molto dopo il primo assalto acido e si muove un po’ troppo morbido e ammansito. Finale dominato da vaniglia, con agrumi che cercano di emergere.

Perché esistono Chardonnay così tecnici e didattici che non hanno il minimo contatto con il proprio terroir? Perché lo Chardonnay in Franciacorta è il re incontrastato, perché un vino ammiraglia è un bel biglietto da visita, ma sinceramente questi vini stilizzati e così costruiti in cantina che non hanno un briciolo di spontaneità hanno stancato, soprattutto quando vengono venduti a dei prezzi così alti. Non che sia un prezzo non giustificato, la qualità, i legni usati, l’affinamento ci sono, sono costi di produzione da mettere in conto, ma il gioco non vale la candela. Se Suckling gli ha dato 92 punti abbiamo già capito di cosa stiamo parlando.

Costo del Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco

60-70 euro: non ne vale la pena.

Abbinamenti consigliati per il Curtefranca Bianco DOC 2014 Ca’ del Bosco

Vino corposo che non teme neanche la carne bianca, vitello o il pollame: involtini di vitello, vitello tonnato, vitello saltato con broccoli e zenzero, pasta alla carbonara e riso alla cantonese.

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