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Wine Dharma

DharMag settembre 2017 Viaggio enogastronomico in Emilia Romagna: benvenuti nel paradiso dei Foodie

Bologna, itinerario enogastronomico a Bologna, dove mangiare e bere a Bologna Con questo Dharmag di settembre vogliamo concentrarci sull’Emilia Romagna. Assaggeremo i grandi vini di questa regione duplice, i piatti più rappresentativi, vi forniremo itinerari del gusto tra cantine, produttori di grandi salumi come Prosciutto di Parma, salame di Felino, Culatello di Zibello e spalla cotta di San Secondo. Se per molti anni i vini dell’Emilia Romagna sono stati snobbati e considerati figli di una vigna minore, soprattutto rispetto ai più egregi vicini, forse è arrivato il momento di dare una seconda possibilità ai vini dell’Emilia Romagna.

Gli itinerari saranno molti e molto variegati e approfonditi, perché in realtà Emilia e Romagna sono molto diverse, per i vini, frizzanti in Emilia, rossi e focosi in Romagna, per il cibo e il panorama.

Ma quello che accomuna le due facce dell’Emilia Romagna è la superba qualità dei prodotti e della cucina. Prendete la pasta ripiena, partiamo dai tortelli piacentini e arriviamo fino ai caplet romagnoli di Artusiana memoria. Ogni città ha una variante, un ingrediente, una forma diversa che rende unico un prodotto semplice come la pasta.

E poi vogliamo parlare di quello che c’è in mezzo? A Parma i tortelli di erbette alla parmigiana, i tortelli di castagne e saba e i tortelli ripieni di porcini di Borgotaro.

Lasagne al forno alla bolognese, ricetta lasagne verdi con ragù e besciamella Se andate poco oltre troverete i cappellacci di zucca alla ferrarese e i mitici tortellini, la cui nascita è contesa tra Modena e Bologna. Se tornate al punto di partenza, provate gli anolini piacentini. E poi vogliamo parlare delle lasagna al forno?

E poi ci sono gli Appennini, il filo rosso conduttore che percorre tutta la regione ed è proprio in collina che andremo a cercare le perle migliori da offrirvi, è qui che la vigna trova un habitat incredibile e dà origine ad una varietà incredibile di vini. Certo bisogna conoscere e saper scegliere, la produzione è ampia e piena di bottiglie industriali che hanno snaturato vini nati come contadini, ma che per ragioni di mercato sono diventate bibite chimicamente manipolate. Avrete capito che stiamo parlando del Lambrusco, croce e delizia del vino emiliano.

Ma tra i piccoli produttori ci sono grandi artisti della vinificazione che spazzano via i fake wine delle grandi cantine sociali. Vi facciamo subito i nomi, perché il Lambrusco merita di essere assaggiato per quello che è, un piccolo grande vino da tavola, una vino conviviale. Cantina Pederzana. Fattoria Moretto. Paltrinieri.

Di Romagna abbiamo già parlato tante volte, ma vi proporremo molte degustazioni di artigiani del vino che crescono e credono in questa terra e ormai anche il Sangiovese sta vivendo la sua prima giovinezza, seconda no perché non è mai stato grande, ma sempre preda delle cantine sociali che lo vendono a 4 euro al supermercato. E questo lo ha ucciso ancora prima che nascesse. Ma stapperemo molte bottiglie di Sangiovese, quindi niente fretta. L’11 di settembre c’è anche una giornata Sangiovese a Modigliana. Noi ci andremo volentieri, un territorio splendido da scoprire.

E adesso vi lasciamo con la domanda del secolo: per i salumi preferite la torta fritta emiliana o la piada romagnola?

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